martedì 29 novembre 2011

La discografia di Freddie Mercury





Nel post seguente viene stilata la discografia di Freddie Mercury con i Queen, evidenziando anche le composizioni da solista. La discografia di Freddie Mercury è costituita da 2 album in studio, 1 colonna sonora e 5 raccolte, ognuna delle quali è stata pubblicata in onore del cantante.
Mercury ha intrap.reso nel secondo lustro degli anni ottanta un'esperienza solista che lo ha portato a pubblicare gli album studio Mr. Bad Guy (1985) e Barcelona (1988). I videoclip ufficiali girati sono complessivamente 8, mentre i DVD documentario sulla vita e sulla carriera dell'artista 4, usciti con gli omaggi Freddie Mercury Solo Collection e Lover of Life, Singer of Songs - The Very Best of Freddie Mercury Solo.
Non mancano le collaborazioni con artisti di fama planetaria; tra gli altri, sono da citare Billy Squier, Roy Thomas Baker, Michael Jackson (con cui tuttavia non venne mai pubblicato nulla di ufficiale) e Giorgio Moroder (con cui compose Love Kills, inserita nella colonna sonora della riedizione di Metropolis).


Album di studio

Album dell'artista
  • Pubblicato: 10 ottobre 1988
  • Singoli: Barcelona, The Golden Boy, How Can I Go On

Tributi

Compilation tributo dell'artista






Singoli

Anno pubblicazione Titolo Album di origine


1984 Love Kills Metropolis soundtrack


1985 I Was Born to Love You Mr. Bad Guy


1985 Made in Heaven Mr. Bad Guy


1985 Living on My Own Mr. Bad Guy


1985 Love Me Like There's No Tomorrow Mr. Bad Guy


1986 Time Time - singolo


1987 The Great Pretender The Great Pretender - singolo


1987 Barcelona (con Montserrat Caballé) Barcelona


1988 The Golden Boy (con Montserrat Caballé) Barcelona


1989 (rilanciata nel 1992) How Can I Go On (con Montserrat Caballé) Barcelona


1992 Barcelona (rilanciata, con Montserrat Caballé) The Freddie Mercury Album


1992 In My Defence In My Defence - singolo


1993 The Great Pretender (Malouf remix) Remixes


1993 Living on My Own (No More Brothers remix) Remixes


2006 Love Kills (Sunshine People remix) Lover of Life, Singer of Songs - The Very Best of Freddie Mercury Solo


Collaborazioni

  • 1973 - I Can Hear Music / Goin' Back di Larry Lurex (parti vocali e accompagnamento al pianoforte).
  • 1975 - Tutti e quattro i membri dei Queen collaborarono con il gruppo soul dei Trax, anche se poi nulla fu pubblicato.
  • 1976 - Man From Manhattan di Eddie Howell (accompagnamento al pianoforte e produzione del brano).
  • 1976 - You Nearly Did Me In di Ian Hunter (parti vocali).
  • 1978 - This One's on Me di Peter Straker (parti vocali e produzione dell'album in collaborazione con Roy Thomas Baker).
  • 1982 - Emotions in Motion di Billy Squier (parti vocali).
  • 1983 - Victory e State of Shock furono registrate da Mercury e da Michael Jackson, ma non furono mai pubblicate ufficialmente.
  • 1986 - Love Is The Hero di Billy Squier (parti vocali). Inoltre scrisse e co-produsse il brano Lady With a Tenor Sax.
  • 1986 - Hold On in duetto con Jo Dare, collaborando alla scrittura della canzone dal brano tedesco Zabou.
  • 1988 - Heaven For Everyone dei The Cross (parti vocali).
  • 1994 - Man From Manhattan di Eddie Howell (accompagnamento al pianoforte e produzione del brano). 
     

Videografia

Video musicali


La storia di Freddie Mercury


 
FREDDIE MERCURY STORY
La Storia dei Queen


Introduzione:

Questo articolo vuole dare spazio alla storia di Freddie Mercury, in relazione alla storia dei Queen, gruppo di cui l'artista faceva parte. Il 24 novembre 2011 è ricorso il ventesimo anniversario della sua morte e in memoria del cantante del gruppo sarà analizzato il dvd “Freddie Mercury story” che ripercorre la storia del musicista a partire dal primo album dei Queen fino ad arrivare all'ultimo disco dal titolo “Innuendo”. Il docu-film in dvd è costituito da immagini e videoclip riguardanti le esibizioni e i concerti della band, interviste ad esperti sulla vita e la carriera di Freddie Mercury. Si cerca di ricostruire la vita del cantante e di lasciare in sua memoria un documentario che ne testimoni lo spessore artistico.



Analisi e recensione:

Il documentario parte con alcune interviste sugli inizi della carriera di Freddie Mercury e dei Queen a Jill Griffin, Mark Blake, Jerry Ewing, Malcolm Dane e Les Davidson. Questa introduzione viene accompagnata dal videoclip, riproposto tra le interviste, della canzone “We will rock you”, cantata da Freddie Mercury accompagnato dal resto del gruppo. Alcune immagini, ritraenti il cantante e il gruppo durante le esibizioni, completano questo sguardo in “memoria” della storia della musica rock dei Queen.
Andando avanti nel documentario si cerca di definire lo stile dei Queen rifacendosi anche all' intervista fatta a un produttore discografico: si tratta della prima casa di incisione con cui i Queen hanno fatto un disco, anche con delle sessioni alla radio. Provando a dare una definizione dello stile musicale della rock-band, si può dire che: “i due elementi chiave dei Queen erano la chitarra di Brian May e la voce di Freddie Mercury” con tutta quella “pomposità” che si ritrova nel disco; si trattava di uno stile pomp-rock: questo può sembrare un termine offensivo ma risulta essere un termine molto appropriato per definire il rock “pomposo” della band, con tutta quella carica sugli accordi e sulla voce di Freddie, carica di forti vocalizzi particolari. Il produttore discografico definisce i Queen “un gruppo davvero in gamba”, dicendo: “quando vennero da me la prima volta sapevano bene cosa volevano fare”. Dopo alcuni album di rodaggio, la band realizza il suo album più rappresentativo: “Queen II”. In questo disco i Queen affrontano temi che altri non avevano mai affrontato: non parlano della storia della corte francese o di politica, ma di sesso e droga con grandi canzoni pop. Qui si nota il primo passaggio di espressività del gruppo: si passa da canzoni di impianto rock a canzoni di impianto pop, permettendo al pubblico di spaziare tra i vari generi.
Il loro terzo album è stato quello che li ha spinti avanti; è un album meno progressivo, più heavy metal degli altri, portando i Queen davanti a un pubblico più vasto di quello composto solo dai fans.
Secondo le testimonianze “pochi sono stati i gruppi rock che hanno mantenuto il successo tanto a lungo come i Queen”. Stiamo parlando di una band dalla duplice faccia in quanto era sia un grande gruppo rock che un grande gruppo pop e ora spaziava anche nell'heavy metal. Tra le varie esibizioni riproposte nel dvd si distinguono quella a Rio de Janeiro, quella in Giappone, in Argentina e quella al Rainbow Theatre in America.
Facendo un passettino indietro sulle origini della band, si ricorda nel documentario che i Queen “erano i tipici fans del rock di fine anni '60, cresciuti con i Beatles e gli Stones, con i Cream, i Led Zeppelin e con Jimi Hendrix”. I primi componenti del gruppo si erano uniti a fine anni '60 e quando Tim Staffel, bassista, decise di non voler più farne parte arrivò Freddie Bulsara. La band si chiamava Smiley e il primo imprinting di Freddie fu proprio nel proporre un nuovo nome che poi divenne quello effettivo: “i Queen”; decise poi di cambiare anche il suo nome in Freddie Mercury e sin dal primo giorno divenne il vero leader della band perchè apportò un notevole miglioramento. In quel periodo era di moda il rock progressivo e l'heavy rock. Freddie era interessato alla musica classica e all'opera, come si può notare anche nel singolo “Bohemian Raphsody”.
I Queen vennero ascoltati per la prima volta dal produttore discografico su un nastro portatogli da Ronnie Beck, titolare della Felton Publishers. Tutto partì da qui e nel '73 i Queen si esibirono nella prima loro sessione dal vivo, riscuotendo notevole successo. Fino ad allora non avevano suonato mai da nessuna parte in pubblico; lavoravano con un'agenzia di management che, in seguito, gli offrì un contratto per registrare con i Trident Studios. In queste condizioni venne fuori il loro primo disco molto heavy rock e il nome di Freddie Mercury andava sempre più emergendo come leader della band dalla forte voce particolare; si trattava di un disco molto denso e solido ma si capì che nell'album i Queen non rendevano come dal vivo, non catturavano la folla e non captavano la stessa atmosfera; infatti essi erano ideali per l'effetto stereo con lo stile pomp-rock, ricco di enormi sonorità esagerate. Durante i concerti Freddie, sempre vestito con una canotta, saltava sul palco come se fosse il padrone, “in quel contesto lo era davvero”.
Analizzando via via gli altri album, si passa da “Queen II”, album in cui si elabora quello che era stato fatto in “Queen I”, fino ad arrivare a “Sheer Heart Attack”, album meno progressivo degli altri che mostra quale direzione avrebbero seguito i Queen nel corso della loro carriera; infatti è un album molto più heavy metal dei due precedenti; il brano che più si distingue tra quelli di genere heavy metal è “Now I'm Here” perchè dava a Freddie l'opportunità di mettere in mostra la sua voce straordinaria e di interagire con il pubblico che rispondeva alla sua voce; è un brano cantato in modo classico e Freddie lo interpretava diligentemente.
L'album “A Night at the opera”, disco di apertura della seconda fase della carriera dei Queen, viene spesso considerato come il migliore dei Queen, forse solo perchè contiene il singolo Bohemian Rhapsody; quello che si può dire è che sicuramente è l'album più esagerato dei Queen in cui tutto grida eccesso, sin dalla copertina, disegnata proprio da Freddie, il quale dice: “ questo album è il momento in cui i Queen sono andati in studio e hanno messo dentro tutto, senza barriere”; è stato un album di svolta, in cui è contenuta la ballata più grande di tutti i tempi “Love Of my Life”, la quale faceva letteralmente impazzire i fan; nell'album ci sono tutte canzoni di stili diversi, dalla ballata suddetta al brano totalmente acustico per la chitarra di Brian May. I Queen hanno il privilegio di essere stati una band molto eclettica, in quanto affrontavano diversi generi e differenti tematiche; era un gruppo pronto a correre dei rischi; infatti dopo essere passati tra rock, pop e heavy metal, blues approdarono all'opera, alla musica classica e al gospel; proprio a questo punto gli scettici capirono che i Queen non sarebbero mai scomparsi e avrebbero lasciato un segno indelebile nella musica contemporanea.
Nel 1977, dopo aver fatto una sessione per John Peel, uscì il disco “News of the World” con canzoni rimaste celebri nel corso dei tempi; i Queen decisero di realizzare questo album perchè la gente andava dimenticandosi che esistevano gruppi come il loro, dato che in quel periodo tutti prediligevano il genere punk; erano diventati un gruppo pop-rock, un miscuglio dei due stili, non più solo rock o solo pop; le canzoni più rilevanti di questo album sono “We will rock You” e “We are the Champions”. La prima era, a parere di Freddie, troppo esagerata ma piacque molto ai fan e quindi I Queen continuarono a suonarla; la seconda è la canzone che accompagna da sempre gli eventi sportivi; i concerti dei Queen non potevano considerarsi completi senza queste due canzoni che divennero altrettanto importanti del singolo “Bohemian Raphsody”. Tuttavia, i Queen davano fastidio all'opinione pubblica perchè mettevano in mostra la loro ricchezza durante i concerti con canotte attillate e scollate. In seguito i Queen vennero consacrati come una pop band moderna che elabora stili diversi, grazie all'album “Jazz”, definito un disco fuori di testa. Spicca tra le altre la canzone “Fat Battomed Girls”, celebrazione delle dimensioni dei "deretani” delle donne da parte di Freddie Mercury, cantante chiaramente gay.
In seguito, nel 1980, esce l'album “The Game” in cui si nota un grande cambiamento: i sintonizzatori, fino ad allora mai usati dai Queen, sono ovunque; il gruppo era cambiato, i membri della band avevano tagliato i capelli ed erano diventati più discreti, senza tutti i fronzoli in mostra; si cimentarono qui nel rockabilly, nel rock 'n' roll anni '50 e nel funk: espansione musicale verso lo stile anni '50. Nel corso del documentario si vedono altri videoclip di celebri canzoni tra cui “Saturday Night Live” e “Another One Bites The Dust”, commentata e suonata alla chitarre da Les Davidson. Quest'ultima è una canzone di John Deacon, il quale dimostra di saper scrivere singoli hit. Il brano sembrava una mossa radicale all'epoca, mentre, ascoltandola oggi, è possibile riconoscere i Queen degli anni ' 80.
Si vedono i videoclip delle canzoni “Flash” e “Under Pressure”; la prima è stata anche la colonna sonora del film “Flash Gordon”. Il docu-film passa a focalizzare il nuovo album: “Hot Space”, un disco che divide un po' i fan dei Queen perchè alcuni brani non funzionano a causa della produzione discografica e della strumentazione usata. I Queen si erano spostati sulla dance e disco, filtrando i brani con il loro sound. Con l'album “The Works” i Queen si dilettano nel synth pop, album che segna l'inizio della rinascita dei Queen che avevano recuperato l'ispirazione. Rilevante è la canzone “I want to break free”, di cui viene proposto il videoclip. È la canzone che segna un nuovo cammino della band nel synth pop e dà l'avvio a nuovi successi.
Viene poi riproposto il concerto “Live Aid”, tenutosi il 13 luglio 1985 in diverse località; è stato il più grande collegamento via satellite e la più grande trasmissione televisiva di tutti i tempi.
Con l'album “Innuendo” Freddie, avendo scoperto di avere l'AIDS e che sarebbe morto, dà l'addio ai suoi fan e al pubblico. Tutti testimoniano che il cantante lavorò senza freni e senza pausa a questo ultimo disco. Il documentario si conclude con la riproposizione del video di “We Are the Champions” come omaggio alla memoria di questo storico gruppo.



Commento:

Si è visto come la band, nel corso della carriera, abbia sperimentato diversi generi musicali, dal rock fino al gospel, passando per il pop con più varianti di composizione, heavy metal, blues, musica classica, opera, dance e disco, realizzando un proprio sound unico, impossibile da imitare.
La storia del gruppo “Queen” va ripercorsa in relazione alla storia di Freddie Mercury, cantante e leader del gruppo. Si è evidenziato come l'artista, portando delle modifiche all'assetto della band, abbia elevato il livello artistico del gruppo. A cominciare dal nome del gruppo egli ha apportato anche un cambiamento stilistico, sfociando nell'opera e nella musica classica. Con la sua voce poderosa e particolare è stato l'artefice del successo mondiale della band.
Questo dvd vuole essere un documentario sulla sua vita e sullo sviluppo dei Queen; costituisce un omaggio in memoria del cantante, deceduto il 24 novembre 1991, per lasciare al pubblico un ricordo, se vogliamo un po' schematico, di una band e di un cantante che hanno iniziato la storia della musica rock e pop ad altissimi livelli.
I videoclip proposti nel dvd sono inerenti alle tematiche trattate. In particolare, oltre a quelli delle canzoni portabandiera dei Queen, tra cui “We will rock you”, quello della scena conclusiva, “We are the champions” vuole appunto identificare i membri del gruppo come “campioni”. Infatti, la band ha lasciato una grande eredità alla musica contemporanea, restando nella memoria come “un gruppo unico, impossibile da imitare”.

mercoledì 23 novembre 2011

NOTRE-DAME de Paris...........il musical..........dall'Arena di Verona


Contesto storico:
Siamo nell'anno 1482, alla fine del Medioevo e del mondo gotico. É l'epoca del Rinascimento, portatore di nuove idee e di una nuova estetica nelle arti. L'inquisizione prende piede in Spagna: gli Arabi vengono cacciati e gli Ebrei perseguitati. Si mette in dubbio il senso della vita. Per quanto riguarda il territorio italiano, Galileo afferma che la terra è rotonda e Leonardo disegna macchine che volano; viene inventata la stampa a Norimberga da Gutemberg; Lutero riscrive il Nuovo Testamento e mette in dubbio la fortezza della Chiesa; ci sarà la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo; Nostradamus annuncia la fine del mondo per l'anno 2000 e a Firenze, Savonarola brucia i libri sulla pubblica piazza. É un periodo ricco di contrasti e di nuove idee e l'opera in questione, realizzata proprio in questo contesto è una rappresentazione della cultura dell'epoca.

Recensione:

In particolare, Notre-dame de Paris narra le vicende di Quasimodo, campanaro gobbo della cattedrale Notre-dame di Parigi e del suo grande amore tragico e impossibile per Esmeralda, una bella gitana. Si tratta di un amore condannato dall'ingiustizia e dall'ipocrisia.
L'opera, divisa in due atti, mostra come Quasimodo, condannato dalla sua deformità a nascondersi nella cattedrale, vedendo Esmeralda danzare e cantare sulla piazza, se ne invaghisce e ne rimane colpito. Esmeralda, però, è infatuata di Febo, capitano delle guardie del re, il quale è fidanzato con Fiordaliso, giovane e ricca borghese, ma la bellezza esotica di Esmeralda non lascia indifferente neanche lui.
D'altra parte Frollo, arcidiacono della cattedrale, nota Esmeralda e in segreto inizia a desiderarla ardentemente. Così, dopo aver visto i due amanti insieme, pugnala Febo alle spalle e fa arrestare Esmeralda, con l'accusa di aver tentato di uccidere l'uomo e questa viene imprigionata per stregoneria. Qui si chiude il primo atto e durante la pausa vengono cantate delle canzoni. All'inizio del secondo atto si vede Frollo che vuole approfittare della situazione e offre ad Esmeralda la libertà in cambio del suo corpo. La ragazza rifiuta e viene liberata da Quasimodo, il quale le offre nascondiglio nella sua torre. Clopin, amico di Esmeralda, attacca la torre di Quasimodo perché aveva frainteso le sue intenzioni; allora le guardie, capitanate da Febo, nel tentativo di sedare la rivolta uccidono Clopin e catturano Esmeralda. Febo desidera la morte di Esmeralda perché solo in quel caso avrebbe potuto sposare Fiordaliso e così Esmeralda viene condannata all'impiccagione. Quasimodo, distrutto dal dolore e folle di rabbia, fa cadere Frollo dalla torre, dopo essersi accorto del suo tradimento.
L'ultima scena della rappresentazione vede Quasimodo che porta il corpo dell'amata alla fossa comune e si lascia morire al suo fianco. “l'amore non saprà morire al di là dell'aldilà”

Commento:

L'opera è tratta dall'omonimo romanzo di Victor Hugo ed è ripresa dal vivo nell'Arena di Verona. É una storia di amore e di passione che arriva a un tragico epilogo, la storia di un amore impossibile.
Tutte le scene vengono recitate cantando, come se fosse un'opera del tutto lirica. Ciò è evidente già dall'introduzione che vede la prima scena in cui la Corte Dei Miracoli, di cui Esmeralda e Clopin fanno parte, canta e balla nella piazza della cattedrale. Qui avviene il primo contatto visivo tra Quasimodo ed Esmeralda; è un momento cruciale della narrazione, perché si genera in Quasimodo quell'amore, destinato a perire, per la bella gitana. Si canta: “noi siamo gli stranieri, donne e uomini di povertà” e si chiede asilo presso notre-dame. Si nota qui la tendenza a liberare il territorio parigino dai clandestini e la richiesta di asilo degli stessi. La frase più rilevante di questa scena è: “oggi è il giorno che verrà, finisce il tempo delle cattedrali”; questa frase dà una descrizione del futuro del mondo: è un nuovo giorno. Esmeralda, figura che spicca tra la “marmaglia”, è una bella gitana, zingara, anche lei condannata all'esilio; “ha l'età dell'amore”, è infatti molto giovane.

Altra figura che spicca è quella del poeta Gringoire, il quale sposerà Esmeralda per salvarsi dalla Corte Dei Miracoli. I personaggi citati fin ora rappresentano la fascia della società più bassa, come si può notare anche dai loro abiti. Esmeralda, interpretata da Lola Ponce, è una giovane zingara che canta e balla in piazza, la straniera nella città dotata di una bellezza selvaggia; Clopin, interpretato da Marco Guerzoni, è il capo della Corte Dei Miracoli e protettore di Esmeralda; Quasimodo, interpretato da Giò Di Tonno, è il campanaro di Notre-dame, schiavo di Frollo; Gringoire, interpretato da Matteo Seti, è il poeta delle strade, amico di Frollo. Nelle scene successive vediamo avvicendarsi altri personaggi, tra cui Febo, Frollo e Fiordaliso: Febo, interpretato da Graziano Galatone, è il capo delle guardie del re, di cui si invaghisce Esmeralda; Frollo, interpretato da Vittorio Matteucci, è l'arcidiacono della cattedrale, combattuto tra la fede e il suo amore per Esmeralda che lo farà impazzire; infine Fiordaliso, interpretata da Claudia D'Ottavi, è la fidanzata di Febo, gelosa di Esmeralda. I restanti personaggi sono quelli appartenenti al corpo di ballo, composto da italiani e stranieri. Gli arrangiamenti e la direzione musicale sono affidati a Riccardo Cocciante, Serge Perathoner e Jeannick Top.

martedì 22 novembre 2011

Al teatro duse di Roma......Equivoci d'amore...e poi......scritto e diretto da Sasà Russo


Sommario
Una storia di amore, passione, corna e tradimenti in scena al Teatro Duse di Roma. Ed è puro divertimento per il pubblico.

La commedia è divisa in due atti, scanditi da una breve pausa. Nel primo vi è la presentazione iniziale di tutti i personaggi con il volto coperto da maschere: Oscar e il suo socio Riccardo sono le due figure maschili; a cui si aggiungono Clotilde, moglie di Oscar, Brigida, fidanzata di Riccardo, e Ilde, la cameriera di Oscar e Clotilde. La prima parte dell'opera ruota attorno a Oscar, stilista in difficoltà che, intento a preparare una sfilata, lavora a contatto con Riccardo, il quale cerca di calmare il suo nervosismo generato dal fatto che gli abiti non sono pronti.
A livello infra-scenico, si susseguono per tutta la commedia una serie di riflessioni e analisi degli eventi da parte di Ilde. Rilevante è, altresì, un colloquio di Oscar con sua moglie, la quale lo vede cambiato e troppo immerso nel suo lavoro e, quindi, lo accusa di trascurarla. Cosicché, nel momento in cui Clotilde riceve una lettera e dei fiori da un misterioso amante, l'uomo crede che sia solo una trovata della moglie per attirare la sua attenzione. In realtà, però, sembra che sia stato proprio Riccardo a tentare il corteggiamento della donna che ne risulta entusiasta. Giunge quindi nel momento propizio una comunicazione a Oscar che ne richiede la presenza a Milano.
Nel secondo atto della commedia rilevante è la scena in cui Ilde rivela che sta scrivendo un libro dal titolo Equivoci d'amore... e poi. Altro passaggio importante della commedia è quello in cui Brigida confessa all'amica Clotilde di essersi innamorata di un uomo sposato e che andrà a Milano con lui. Quando poi Riccardo, recatosi nello studio di Oscar per lavorare, incontra Clotilde, i due si lasciano finalmente andare ed esplode la passione reciproca che sembra provenire da vecchi sentimenti sopiti.
La scena risolutiva è quella conclusiva in cui i cosiddetti “equivoci d'amore” vengono a galla.

Il senso primario di questa commedia si rivela già analizzando il titolo Equivoci d'amore... e poi. Infatti si tratta proprio di un doppio equivoco: Oscar ha una storia con la fidanzata di Riccardo, Brigida e Riccardo ha un intrigo, generato da vecchi sentimenti, con Clotilde, moglie di Oscar.
Brigida definisce se stessa una donna della new generation e questo aspetto lascia capire anche il contatto con la generazione del nuovo millennio; la commedia può essere considerata quindi una delle sfumature dell'attualità resa in forma teatrale e divertente.
È possibile individuare come perno degli avvenimenti la figura di Ilde, la cameriera, la quale sta scrivendo un libro con lo stesso titolo della commedia; Ilde può essere considerata la vera protagonista in quanto la si vede spesso sola sul palcoscenico a riflettere e analizzare le situazioni, ricavandone trama per il suo libro, a cui manca la parte finale: l'enigma di quel "e poi" si risolve con un'interpretazione personale: e poi si vedrà.
L'assetto scenografico e musicale è curato e adeguato alla struttura che lo ospita: la selezione delle musiche conta brani celebri come Sex Bomb – in linea con la rappresentazione – nonché temi di famose soap opera come Beautiful.
L'allestimento e l'atmosfera della sala permettono al pubblico di ritrovarsi in un clima piacevole e di passare una serata divertente, in allegria, tra realtà e finzione.


venerdì 18 novembre 2011

Massimo Ranieri in "Questi fantasmi" di Eduardo De Filippo



Introduzione:

Questi fantasmi è una commedia del 1945, interpretata la prima volta nel gennaio del 1946 da Eduardo De Filippo presso il “teatro Eliseo” di Roma. É stata la prima commedia di De Filippo rappresentata anche all'estero; infatti, in occasione del festival internazionale d'arte drammatica del 1955 a Parigi venne proposta al “teatro Sarah Bernhardt”. Da questa commedia venne tratto un film, stravolgendo l'opera originale totalmente, nel 1967 con la regia di Renato Castellani e Sofia Loren e Vittorio Gassman come interpreti. L'opera d'arte venne resa così una sorta di “farsa” alla napoletana e la riproposizione di Massimo Ranieri e altri sullo schermo televisivo, attenendosi alla tradizione, vuole essere un modo per rendere di nuovo “nobile” agli occhi della gente un'opera di tale portata.


Recensione:

Il giorno 16 novembre, in onda su Rai 1, è stata riproposta la commedia "Questi Fantasmi" tradotta e adattata da Massimo Ranieri. La commedia è divisa in tre atti, ognuno dei quali scandito da una pausa pubblicitaria.
Nel primo atto vi è la presentazione dei personaggi principali, quali Pasquale Lojacono, interpretato da Massimo Ranieri; Raffaele, il portiere; Gastone, interpretato da Enzo Decaro; Maria, la moglie di Pasquale Lojacono; il professore dirimpettaio, personaggio onniscente; alcuni personaggi minori ossia i due facchini che portano i mobili per il trasloco. La vicenda si svolge interamente nel palazzo in cui Pasquale Lojacono si trasferisce, dopo aver ricevuto in regalo un appartamento con lo scopo di gettare discredito sulle dicerie che ritenevano il palazzo abitato da fantasmi e spiriti. Lojacono, quindi, è chiamato ad allontanare tali pregiudizi e le "male lingue" della gente , sbattendo i tappeti, aprendo tutti i 68 balconi della casa e canticchiando mostrandosi felice. Si nota subito che tra lui e la moglie c'è un forte attrito; 



i due si parlano a malapena e durante il corso delle scene si scopre che la donna ha un amante, Alfredo, il quale aveva affittato una casa lì vicino per poterla controllare meglio. Altra scena importante del primo atto riguarda l'incontro di Lojacono con Carmela, sorella del portiere, la quale gli racconta come i fantasmi fossero riusciti ad impossessarsi di lei.
Nel secondo atto della commedia la scena principale è quella dell'apparizione di cinque fantasmi a Lojacono, il quale ne resta terrorizzato, nonché quella del suo dialogo con il professore, in cui si denota la sua paura anche nel parlare perché, altrimenti, i fantasmi, che egli riteneva l'avessero preso in simpatia mettendogli dei soldi nella giacca appesa in soggiorno, si sarebbero ribellati e non lo avrebbero più aiutato.
Nel terzo atto si scopre che lo "spirito" che aveva aiutato Lojacono era quello di Alfredo e quando l'uomo gli parla come ad un amico gli lascia dei soldi per pagare i debiti e riconquistare l'amata moglie.
La commedia si chiude con il protagonista che esce sul balcone e dice al professore: "avevate ragione voi...i fantasmi esistono.....ci ho parlato".

Commento:

Massimo Ranieri ripropone diligentemente e in modo molto esaustivo la commedia di Eduardo De Filippo per riportarla a quella valenza significativa che merita. I dialoghi sono in dialetto napoletano, come vuole la tradizione, e Massimo Ranieri, napoletano di origini, li interpreta in modo minuzioso. I personaggi principali sono quello di Pasquale Lojacono, interpretato da Massimo Ranieri; è il personaggio protagonista della commedia, a cui capitano tutte le disavventure. Il secondo personaggio importante è quello di Raffaele, definito come “guardia porte”, ossia il portiere del palazzo; quest'ultimo spiega a Lojacono cosa fare per tenere lontane le “male lingue” della gente sull'appartamento ed è, quindi, il perno degli avvenimenti successivi; si occupa, inoltre, di verificare che Lojacono stia bene e si trovi a suo agio divenendo così anche un sostenitore dello stesso personaggio principale; infine lo vediamo consolare la moglie di Lojacono, Maria, potendo essere, in tal modo, considerato alla stregua di un terzo personaggio del nucleo familiare che occupa la posizione di mediatore della situazione. Altro personaggio importante è quello del professore dirimpettaio, figura onniscente che dialoga sia con Raffaele che con Lojacono; è una sorta di valvola di sfogo che non compare nella scena ma vede tutto e sa tutto; fa compagnia a Lojacono e gli dà consigli sulla sua situazione abitativa. Maria è una figura importante, attorno alla quale gira il senso delle scelte del marito; ella compare poco sulla scena e viste le difficoltà di colloquio con il marito preferisce stare sempre rintanata in stanza; diverrà la figura principale alla fine della commedia, nel momento in cui il marito chiede al "fantasma" di aiutarlo perché non vuole perderla. Ecco il senso della scelta di Lojacono....vuole aiuto per farla felice. C'è poi il personaggio di Gastone, il quale si mostra come una figura sostenitrice di Maria; i due si confidano, scambiano pareri e riflessioni.
Gastone è il cognato di Alfredo, il quale viene erroneamente ritenuto un fantasma dal protagonista; è una figura importante che dando dei soldi a Lojacono risolverà i problemi economici di quest'ultimo, nonché coniugali; i facchini della scena iniziale sono due figure di supporto alla scenografia, infatti, non compariranno più durante il resto della commedia.
Gli abiti dei personaggi principali sono molto rappresentativi del carattere e della posizione; essi, a parte Raffaele, compariranno sempre in giacca e cravatta, uno stile sobrio, caratteristico dell'epoca..... dagli stessi vestiti si evince la loro posizione nella società. Raffaele, essendo portiere, non indossa mai abiti formali al contrario degli altri che, presentandosi ben vestiti, danno l'idea di essere persone abbastanza distinte anche se, nella rappresentazione, non c'è nulla che lascia capire la posizione occupata nella scala sociale, tranne che per quanto riguarda appunto Raffaele, il quale è definito un “guardia porte” oltre al professore che, però, non compare mai. Quest'ultimo viene descritto da Raffaele come un uomo solo che, lasciato dalla moglie, non esce mai di casa.
La scena si svolge quasi interamente all'interno dell'appartamento, a parte qualche scena che vede i personaggi sul balcone a parlare con il professore e una scena in cui Carmela, sorella di Raffaele, illustra a Lojacono quello che era avvennuto durante l'incontro con il fantasma; quest'ultima scena si svolge vicino alle scale. Il setting teatrale è ben realizzato sia con l'allestimento dell'appartamento che con quello del balcone. 


 

mercoledì 16 novembre 2011

L'AMORE CHE SCATURISCE DALL'ODIO..................amore e morte in relazione nella tragedia Shakespeariana


WILLIAM SHAKESPEARE=>ROMEO E GIULIETTA
MUSIC EDITION

Introduzione:
Questo smagliante e assai poco convenzionale adattamento di Baz Luhrmann della più classica delle storie d'amore, Giulietta e Romeo di William Shakespeare, è davvero straordinario. Leonardo Di Caprio e Claire Danes interpretano i giovani e sfortunati amanti le cui vicissitudini, però, sono state catapultate dal passato ai più attuali sobborghi di Verona Beach. In realtà siamo a Los Angeles che sembra un Far West, tra western e musical post hippie e protopunk; è una miscela di generi colorita e composita che rende questa proiezione qualcosa di straordinariamente coinvolgente. Una toccante interpretazione della tragedia romantica più famosa al mondo che rende questa nuova versione di Romeo e Giulietta un film indimenticabile. Sullo sfondo del Sycamore Grove Theatre si svolgono i momenti più duri di questa “folle” versione del mito di Romeo e Giulietta. É una rielaborazione folle, esagerata, colorata, violenta, punk e totalmente fuori da ogni schema compositivo.

Questa rielaborazione in chiave postmoderna della celebre tragedia Romeo e Giulietta del poeta inglese vede la sua prima produzione nel 1996. Fu nominato agli Academy Awards dello stesso anno e si tratta del 10° adattamento sullo schermo della più famosa tragedia romantica di William Shakespeare.
Le vicende ricalcano quasi interamente, ambientate in epoca moderna, quelle della celebre tragedia shakespeariana di cui sono ripresi fedelmente i testi. Le famiglie rivali (i Montecchi e i Capuleti) sono rappresentate come potenti imperi d'affari in guerra tra loro, le spade sono state sostituite dalle pistole.

Recensione:

Il film si apre con un incontro presso una stazione di servizio di alcuni appartenenti alla famiglia dei Montecchi, tra cui c'è il giovane Benvolio, cugino di Romeo, e alcuni della dinastia Capuleti. La situazione sembra degenerare in una lotta a suon di pistole e Benvolio, arrivato dopo sulla scena, cerca di separare i due clan perchè stufo della guerra generata dall'ostilità dei capifamiglia. La frase che segna la scena è quella pronunciata da Benvolio che dice: “basta, voglio mettere pace” ma quando arriva Tebaldo, altro appartenente ai Capuleti, si scatena la rissa armata e vengono sparati alcuni colpi fino a quando arriva la polizia con gli elicotteri e sia Tebaldo che Benvolio sono costretti ad arrendersi e a gettare le armi. Romeo si trova tutto solo, vagante per la spiaggia, a pensare ai suoi problemi di amore per Rosalina. In quel momento lo raggiunge Benvolio che, preoccupato per il suo malessere, cerca di tirarlo su ma Romeo è troppo triste per “l'assenza della donna che ama” e si sente ingabbiato e frustato come se stesse in prigione. In questa prima scena si è visto come l'odio tra le due famiglie sia degenerato in una battaglia armata e come Romeo, isolato dalla scena, versi lacrime per il sentimento che prova. I protagonisti della scena sono Tebaldo, cugino di Giulietta, Benvolio e Romeo.
La scena successiva si svolge nella casa dei Capuleti, dove si sta organizzando un party per la sera stessa, e vediamo Giulietta che, seppur a malincuore, per volontà della madre, accetta di ricambiare il giovane Paride, il quale la vorrebbe in sposa. In questa scena si nota come ci si debba sottomettere a certi compromessi pur di seguire la volontà dei genitori. Dopo alcuni istanti l'inquadratura passa sui Montecchi che si stanno preparando alla festa; arriva anche Mercuzio, amico di famiglia, che, avvicinatosi a Romeo, chiede quale sia il suo dolore; infatti, Romeo sembra ancora molto triste e molto turbato dal suo sentimento, sente di avere un'anima di piombo e che il peso dell'amore lo schiaccia a terra; poco dopo Mercuzio, Benvolio, Romeo e gli altri dei Montecchi si recano alla festa in casa Capuleti e quando Tebaldo li riconosce vorrebbe scatenare una rissa ma il capofamiglia dei Capuleti, padre di Giulietta, glielo impedisce dicendo: “tutti sono liberi di venire a divertirsi a casa mia”. Quando Romeo va in bagno intravede gli occhi di Giulietta attraverso l'aquario che separava il bagno degli uomini da quello delle donne; i due si guardano intensamente e appena usciti in sala si incontrano e vanno in ascensore dove si baciano dolcemente ma quando scoprono di essere i figli legittimi dei due acerrimi nemici, iniziano a sorgere i problemi e decidono di non dare peso alla rivalità tra i loro genitori. Questa scena vede come l'amore intenso di due giovani possa scaturire dall'odio reciproco delle famiglie. Mercuzio e gli altri dei Montecchi lasciano la festa ma Romeo è immerso nei suoi pensieri e decide di scendere dall'auto e scavalcare le mura per tornare da Giulietta che, affacciata al balcone, guardando il cielo si dispera e dice:”o Romeo, Romeo... perchè sei tu Romeo?”...frase significativa che riflette la disperazione di Giulietta che, ormai innamorata di Romeo, vorrebbe trovare una spiegazione al “fatal” destino che l'attende. Quando Romeo le si avvicina e la bacia nuovamente i due si disperano per la storia che appare impossibile ma è proprio quel bacio, quell'attimo di passione, che sembra soffocare i problemi e da la forza ai due di seguire il proprio cuore. I due si promettono eterno amore e Romeo dice a Giulietta di recarsi il giorno seguente in Chiesa da Frate Lorenzo dove la farà sua sposa. Così Giulietta, dicendo ai suoi di voler fare una confessione, riesce ad andare dall'amato Romeo e i due si uniscono in matrimonio; questa scena vede il trionfo dell'amore nella tragedia Shakespeariana. Nonostante tutto, questo amore sarà molto contrastato e dovrà lottare contro molte avversità fino ad arrivare alla morte di entrambi.
La scena seguente vede i Montecchi che si trovano in spiaggia a ridere e scherzare. All'improvviso arriva Tebaldo, con i Capuleti, per sfidare Romeo. Tebaldo sentiva come un'affronto l'intrusione alla festa della serata precedente e Romeo cerca di calmarlo dicendogli: “caro Tebaldo, non immagini quanto io ti voglia bene”. Tebaldo non vuole reprimere la sua ira e prende la pistola; allora, Mercuzio, nel tentativo di difendere l'amico rimane ferito per mano di un coltello e muore. Romeo vuole vendicare l'amico, insegue Tebaldo e lo uccide. Quando la polizia arriva sulla scena del crimine bandisce Romeo dalla città e lo condanna all'esilio presso Mantova.
La scena che segue vede Romeo che, prima di partire si reca dalla sua sposa per consolarla e spiegarle la situazione; i due passano la notte insieme e la mattina seguente Romeo è costretto ad andarsene dalla città, anche se non vorrebbe. Intanto Giulietta è promessa in sposa a Paride e quando la madre le comunica che le nozze sono fissate per il giovedì successivo, la ragazza entra in crisi e cerca una soluzione alla volontà del padre; si reca in Chiesa dove incontra Frate Lorenzo che le consiglia di bere una pozione creata da lui dal veleno delle piante; questa pozione le procurerà una morte apparente in modo che Paride, credendola morta, non possa sposarla e si rassegni; Frate Lorenzo si incarica di comunicare il da farsi a Romeo, tramite una lettera. Malauguratamente, la lettera non viene letta dal giovane, rifugiatosi in roulotte, presso Mantova; Romeo viene informato che la sua sposa è morta veramente e decide di partire per recarsi alla sua tomba. Quando Romeo sopraggiunge a Verona acquista un veleno per uccidersi vicino al corpo di Giulietta; si reca sulla tomba dell'amata e, dopo un ultimo bacio, beve il veleno; intanto Giulietta si risveglia e, quando vede Romeo che stava morendo perchè non credeva che lei fosse ancora viva, decide di uccidersi anche lei vicino al corpo del suo unico amore per seguirlo nell'aldilà; allora prende la pistola di Romeo e si spara in testa, morendo abbracciata al corpo del suo amato che si era tolto la vita per lei. In questa scena si nota come l'amore innocente dei due giovani, non potendo essere vissuto serenamente, porti i due alla decisione estrema della morte, vista come unica soluzione all'impedimento di vivere la loro storia alla “luce del sole”. Quando la famiglia dei Montecchi e quella dei Capuleti si ritrovano davanti ai corpi dei due rispettivi figli vengono punite per aver portato a questo triste epilogo, la morte di due giovani innamorati.


Commento:

Da questa rielaborazione del dramma di Shakespeare è possibile ricavare alcune considerazioni riguardanti la struttura della scena, la scenografia, i dialoghi e l'audio che accompagna gli avvenimenti. La qualità dell'immagine e del video risulta ottima e conferisce alla scena quella peculiarità espressiva degna della rappresentazione del capolavoro shakespeariano. Infatti la scenografia è di tipo teatrale realizzata, però, in luoghi cinematografici e mondani. Infatti lo spettacolo cinematografico arriva anche ad avere due dimensioni nella stessa scena. É il caso, ad esempio, della festa dei Capuleti, dove all'interno della casa le strutture risultano teatrali come se si svolgessero su un palcoscenico, mentre all'esterno, fuori della casa c'è quella dimensione mondana della vita che vede Romeo e i suoi amici in libertà di espressione. Inoltre, la qualità video è ben realizzata con colori nitidi e brillanti, contrastati tra loro in un modo ottimale. Per avere un'immagine di qualità superiore viene rispettato il formato video originale; passando alla dimensione acustica, si nota un audio strepitoso grazie ad un lavoro perfetto e rigoroso sull'equalizzazione, effettuato per ottenere un suono compatto e poderoso, nitido e pulito, potente e allo stesso tempo lieve. Si tratta di un suono che permette di entrare in questa “folle e normale” storia dei due innamorati con anima e corpo, cuore e mente. É una storia d'amore che va oltre l'amore stesso: musica e versi in rima si fondono, come azione e sentimenti. L'amore cammina in parallelo con la morte, a cui arriveranno i protagonisti. La morte è vista come l'unica soluzione per dare sfogo all'amore, unico rimedio per “vivere” la storia d'amore senza frustrazioni altrui.