sabato 24 ottobre 2015

ALASKA ........................... l'ultimo lungometraggio italiano nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma


Presentato al pubblico della kermesse capitolina che premia la settima arte il 23 ottobre, il lungometraggio di Claudio Cuppellini racconta una storia d'amore come tante altre, nata sul tetto di un albergo di Parigi. Protagonisti ne sono l'italiano Fausto (Elio Germano) e Nadine (Astrid Bergès Frisbey). Soli e fragili, entrambi i personaggi sembra condividano l'idea dell'amore condizionato dall'immagine di quella felicità che, per certi versi, sarebbe irraggiungibile. Ad ostacolare il loro destino tante situazioni ambigue e probabilmente dubbi incessanti, dovuti principalmente al trasferimento in Italia e all'incontro con caratteri diametralmente opposti al loro.









La sceneggiatura del film è distribuita interamente lungo la storia dei due amanti, i quali si perderanno per poi ritrovarsi, fuggendo dal proprio destino nascondendosi ognuno nelle proprie debolezze, fino a scendere a patti con sé stessi. Fragile e ambiziosa allo stesso tempo, il carattere interpretato dalla Frisbey mostra con audacia le particolarità della spensieratezza di una ventenne, giovane modella desiderosa, in un certo senso, del conforto e del supporto che troverà nel cameriere sbarazzino partito dalla patria alla ricerca di una sistemazione occupazionale. A riconoscersi nella stessa inquietudine della ragazza, il giovane cameriere interpretato dall'attore romano, caparbio nel disegnare la solitudine di Fausto, motivazione fondante del suo ritorno in patria. Divenuto partner nella gestione della discoteca milanese Alaska di Sandro (Valerio Binasco), il protagonista incomberà presto nella rivoluzione di sé e nel progressivo allontamento da Nadine, lasciandosi sfuggire dalle mani la storia della sua vita. Inserita nel diversificato contesto europeo, l'indistruttibile storia di Fausto e Nadine è molto lontana dal convenzionale, vivendo, bensì, tra sguardi, sensazioni ed empatia, prefigurandosi come fase di un vissuto più emozionale che palpabile e specificando il bisogno dei corpi di ritrovarsi, struggendosi e, talvolta, persino annullandosi.

Sergio

Francesca







Configurandosi come immagine del nostro tempo, il film brilla per il travaglio emozionale tra i molteplici luoghi europei, pur trattando un tema ampiamente asserito nella cultura cinematografica italiana, diversificato, però, per un'attenzione posta più sul carattere dei personaggi che sulle scene alla base della narrazione.

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