giovedì 4 giugno 2015

KINGSMAN ........................................................................... servizi segreti britannici


Soggetto del film è la storia di una società supersegreta britannica che seleziona e forma spie, i cosiddetti kingsman. Uscita in sala il 25 febbraio scorso e basata sul fumetto The Secret Service di Mark Millar, la pellicola spicca notevolmente per l’eleganza dei costumi e degli spazi cinematografici, tipici del gusto anglosassone, a partire dalla sartoria fino a giungere alla dimora di Artù (Michael Caine).

Eggsy & Harry












Ruolo cardine nel prodotto della settima arte in questione quello dell’agente Harry Hart (Colin Flirth), il quale, dovendo proporre, dopo la perdita di Galahad, un nuovo Lancillotto, recluta il giovane figlio della vittima Eggsy (Taron Egerton) per l’addestramento presso l’agenzia segreta dei cavalieri, facendosi carico della sua formazione. Tematica principale della sceneggiatura è l’assimilazione delle tecniche da parte di quest’ultimo, a cui vengono impartite lezioni sul campo, a fronte dell’iniziazione al ruolo di nuovo membro della cavalleria. Non mancano lungo il tessuto del lungometraggio sequenze acrobatiche e misteriose, quelle adatte al contorno di uno spy – movie d’effetto, tra cui lanci nel vuoto con il paracadute, ponendo anche attenzione ai dettagli e ai luoghi, come nel caso del tipico pub inglese. Diretto da Matthew Vaughn, il film predilige le inquadrature a largo campo, in particolar modo quelle all’interno delle locations, della birreria e del castello dell’antagonista principale Richard Valentine (Samuel L. Jackson), miliardario megalomane intenzionato a distruggere il mondo, attraverso un virus telematico.













Quarto lungometraggio tratto dai fumetti di Millar, il film del regista e produttore Vaughn mira a raccogliere i frutti di un’idea cinematografica basata sul reale – surreale, come nel caso delle armi caricate a salve o della morte apparente di alcuni elementi del team. Tutti particolari, questi, finalizzati a destare sorpresa ed emozione nel pubblico non mancando di divertire, come era successo nel caso del suo Kick Ass (2010), pellicola, quest’ultima, indirizzata ad una larga mole generazionale di spettatori.

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