lunedì 11 novembre 2013

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA ...... il primo weekend dell'ottava edizione


Si è da poco concluso il weekend di apertura dell’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma tra tanta emozione ed entusiasmo, garantite dall’amore per la settima arte con cui il direttore artistico Marco Muller e il suo staff hanno condotto l’introduzione al festival cinematografico della capitale. Appuntamenti emozionanti ed incontri illustri presso l’Auditorium – Parco della Musica di Renzo Piano, allestito ad hoc per l’occasione, dove si sono avvicendati tanti protagonisti per le proiezioni e lungo la passerella del tappeto rosso, il Red Carpet, lungo il quale giovani e meno giovani hanno atteso i propri idoli, mostrando una sete arguta di cultura e visione.











Molti i film italiani messi in rassegna, tra cui l’ultimo di Giovanni Veronesi per la sezione fuori concorso, intitolato L’ultima ruota del carro, un film commovente e con tratti introspettivi, valorizzato anche dalla brillante interpretazione degli attori. Si tratta della storia a ritroso di Ernesto, alias Elio Germano, stimolato a ricordare la storia della sua vita in seguito al ritrovamento di un pallone all’interno di una discarica, un flashback che occupa l’intero corso del film. A causa dei troppi problemi gravanti sulle sue spalle, il protagonista arriverà a vivere uno stato di disorientamento, superato grazie al sostegno della moglie Angela (Alessandra Mastronardi) e all’aiuto del cognato Giacinto (Ricky Memphis). Un film che dà alla riflessione uno spazio dominante, essendo un’immagine dello stato attuale di crisi, in cui il bisogno di beni economici porta spesso a perdere la salvaguardia di sé stessi. Uno degli elementi maggiormente rilevanti del film è quello del rapporto costruitosi tra il protagonista e il noto Maestro dell’arte del 900 presso il quale Ernesto prestava servizio, interpretato da un caparbio Alessandro Haber, attento ad interpretare e ad immergersi nella figura del rivoluzionario pittore, una dimestichezza che si nota anche nel carattere secondario interpretato da Sergio Rubini, inserito per supportare il soggetto cinematografico. Prodotto da Domenico Procacci, il film è tratto dalla storia vera dell’autista Ernesto Fioretti, di cui Veronesi ha voluto dare una testimonianza cinematografica, prendendone tutto il contorno storico, tra l’uccisione di Aldo Moro, l’arresto di Bettino Craxi, l’ascesa politica di Silvio Berlusconi e la malasanità italiana, un surplus che,  in un paio d’ore racconta oltre quarant’anni di storia.
Primo dei film in concorso proiettato durante la serata dell’8 novembre è I am not him, un film del regista nipponico Tayfun Pirselimoglu che analizza lo sdoppiamento del protagonista, preso nelle situazioni lavorative e nel rapporto equivoco con la compagna. Il giorno seguente, invece, è dedicato anche alla proiezione di due documentari realizzati in onore di due grandi personalità del nostro cinema, Giuliano Gemma e Federico Fellini. Presentato dalle figlie Giuliana e Vera Gemma, il docu – film Giuliano Gemma, un italiano nel mondo, girato mentre era ancora in vita, ripercorre le fasi principali della carriera dell’artista recentemente scomparso, mettendo in rassegna immagini del suo periodo americano, durante il quale ha lavorato con Kirk Douglas e quello giapponese, considerato il suo trionfo. Il prodotto mette in luce la vena atletica dello sportivo Giuliano Gemma, fondamentale per i suoi esordi da comparsa e stuntman, accanto alle testimonianze e al ricordo degli amici e delle persone a lui più vicine, tra cui Monica Bellucci, Moira Orfei e Bud Spencer che lo ricorda come un acrobata e trapezista prestato al cinema (cit.). Avendo lavorato con registi del calibro di Fellini, Sergio Leone e Monicelli, il film ripropone il periodo iniziale e le interpretazioni iniziali dell’artista, a partire dal primissimo Ben – Hur, premiato con ben 11 oscar, a Il Gattopardo, fondamentali per la sua carriera e maturazione, passando per la lunga sfilza di personaggi e ruoli occupati nel genere western. Accostamento di clip dei film con immagini della vita familiare del personaggio, come amano definirlo tutti, attraverso un montaggio lineare e semplice, unendo immagini in scala di grigi o bianco e nero con clip a colori, rendendo la fotografia finale interessante.








Federico Fellini

Prima mondiale per il documentario Federico degli Spiriti – l’ultimo Fellini, realizzato da Antonello Sarno e dedicato al maestro Federico Fellini, presentato per la sezione Prospettive Italia (PIT) in sala Petrassi dal regista e alcuni dei protagonisti di cui sono state raccolte le testimonianze, tra cui Sandra Milo. Il breve docu – film vuole essere un atto di amore nei confronti di Fellini e della città di Roma, in cui il latitante (cit. Federico Fellini) ha vissuto il periodo più florido della sua professione, dopo essersi allontanato da Rimini insieme alla madre, come hanno ricordato i romagnoli Stefano Bisulli e Roberto Naccari nel documentario L’altro Fellini, presentato nella serata di domenica 10 novembre in prima mondiale. Il film analizza la personalità e il carattere di Roberto Fellini, fratello meno conosciuto di Federico, di cui lungo il corso della narrazione ne vengono messe in luce le difficoltà lavorative, dovute ai pochi ingaggi da attore, accanto alle ambizioni dello stesso. L’indagine procede, mettendo in rassegna clip video in scala di grigi e a colori, rapportando costantemente i due fratelli, dapprima documentandone le collaborazioni e dopo raccontandone le tensioni, dovute principalmente all’utilizzo da parte di Roberto del cognome Fellini nello storyboard relativo al suo primo lavoro da regista, accolto negativamente dalla critica di Venezia e successivamente in sala, forse per l’inesperienza dietro la macchina da presa.


Diversi gli incontri  con i professionisti di questo primo fine settimana, tra cui quello con il maestro americano John Hurt e la conferenza nazionale del cinema, appuntamenti tesi a dare alla nostra nazione un livello di rilievo in ottica internazionale, come dimostrato anche dall’arrivo delle star da Hollywood e dalla Spagna durante la serata di domenica 10 novembre, durante cui hanno sfilato sul Red Carpet il cineasta spagnolo Alex de la Iglesia, l’americano Jonhatan Demme e l’attesissima Scarlett Johannson, accolta da numerosissimi fans presenti lungo il tappeto rosso e all’interno dell’Auditorium, presso cui proseguiranno fino a domenica 17 gli incontri con i grandi professionisti e le proiezioni per le sezioni inerenti al contenuto multiculturale in oggetto.
Scarlett Johansson superdiva a Roma


Nessun commento:

Posta un commento