sabato 25 giugno 2016

LIVE KOM 2016 ................................................................ la carica dei 201 mila a Roma



Uno spettacolo senza paragoni quello condotto dall’inossidabile Vasco Rossi in occasione del concerto tenutosi il 23 giugno presso lo Stadio Olimpico di Roma e conclusosi con il ricordo di Marco Pannella. Un grande show costruito a partire dall’esibizione del rocker di Zocca e compagni di palco fino ad arrivare alla perfetta armonia scenografica di luci, colori ed effetti psichedelici, ad accattivare gli spettatori anche attraverso l'apparato visivo.













Aprendo la rassegna proprio con Lo Show, il Blasco ha sfoggiato la sua grinta di divoratore del palco, mostrandosi in forma smagliante per l’attesissimo appuntamento capitolino, unica tappa della sesta edizione del Live Kom, lo spettacolo più potente ed emozionante al mondo (cit.), marchio di fabbrica che, arrivando a sorpresa, contraddistingue i concerti del Komandante. Tanti i brani in scaletta, dai recenti successi degli ultimi album come Sono Innocente e Manifesto futurista della nuova umanità, fino ad arrivare agli storici pezzi della sua discografia tra cui Stupendo, Rewind, Siamo solo noi, Vita Spericolata e Albachiara, ad emozionare i migliaia di fan presenti, entusiasti, inoltre, dell’esecuzione a sorpresa di Un senso. Ad accompagnare Vasco nell’affascinante viaggio musicale condotto la straordinaria band al suo fianco, composta da musicisti formidabili, Stef Burns e Vince Pastano alle chitarre, Alberto Rocchetti alle tastiere, lo scatenato Will Hunt alla batteria e Claudio Golinelli alias il Gallo al basso. Accanto ad essi gli ingressi in scena di altri componenti dell’apparato esecutivo, Clara Moroni ai cori insieme a Frank Nemola, destreggiatosi anche con tromba e tastiera, fino ad arrivare ad Andrea Innesto al sax, tutti uniti nel richiamo dell’amore, tematica di fondo dei ripetuti incontri tra Vasco e pubblico, unica via per affrontare la vita senza paura. Vari i temi dell’intero evento svoltosi sul palco dell’Olimpico, ad affascinare un pubblico multi generazionale, partendo dal puro rock e toccando sfumature heavy metal e hard rock, a dimostrazione di una performance che non passa di moda. Tra gli altri brani proposti Un gran bel film, Vivere non è facile, L’una per te e La noia e proponendo la versione strumentale di Anima fragile interpolata con Interludio 2016, fornendo in tal modo un saggio dell’eccellenza dei musicisti, a partire dalle chitarre ruggenti di Burns e Pastano fino ad arrivare alla qualità vocale della corista.



Appuntamento fissato per domani sera con il terzo dei quattro appuntamenti live in capitale, un poker di concerti per il nuovo tour del Blasco, già passato alla storia come la carica dei 201 mila, ad un anno di distanza dal tour dei records e dei topless, con cui Vasco aveva toccato l’Italia da nord a sud e di cui Roma era stata grande assente, ragion per cui il cantautore del modenese ha deciso di quadruplicare il Live Kom 2016 a partire dalle due date inizialmente previste.

venerdì 24 giugno 2016

SILVIA FOREVER .............................................................. il secondo singolo di Danilo Di Florio

Danilo Di Florio torna in radio con Silvia Forever, il secondo singolo estratto da Evitiamo i sabati, il suo ultimo album uscito per la label bolognese Areasonica Records. 




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Il cantautore ci propone, stavolta, un pezzo dall'atmosfera quasi nostalgica ma pur sempre impreziosito da quella "freschezza" tipica della sua musica, e da ritmi accattivanti che ci ricorderemo per tutta l'estate. 
Il sound tipico del pop d'autore rimane il segno distintivo della musica di Danilo Di Florio che in maniera semplice ed efficace, riesce a rimanere fortemente impressa nella mente. 
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Tra le storie racchiuse nell'album fa capolino, per l'appunto, anche quella di Silvia, ormai lontana ma che lampeggia ancora fra le vie di Roma... 
Un solido arrangiamento, con tocchi di colore gettati dalle tastiere, che sfocia in un ritornello difficile da dimenticare. 


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Danilo Di Florio è a disposizione dei giornalisti per interviste, che potrete fissare presso il nostro Ufficio Stampa:
Federica Lanciotti - f.lanciotti@lasuburbana.it - t. 340.9925490

Non esitate a contattarci per la fornitura di informazioni, materiale aggiuntivo e formati audio secondo le Vostre esigenze.

UFFICIO STAMPA LA SUBURBANA LAB per AREASONICA RECORDS
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martedì 21 giugno 2016

SOLO ........................................................................ il nuovo lavoro discografico di Alfredo Olivieri


A salutare questa estate 2016 arriva lui, Alfredo Olivieri, cantautore bolognese, con Solo, il suo nuovo lavoro discografico uscito per la label Areasonica Records e accompagnato dal primo singolo che s'intitola, per l'appunto, Un'Altra Estate. 

Con l'ironia schietta tipica del cantautore, il primo singolo Un'altra Estate racchiude unacritica aperta e diretta alla nostra società, immersa nel torpore ipnotico dei clichè estivi. 
E nei richiami di genere che pervadono tutto l'album, in Un'Altra Estate non potevano mancare le atmosfere "reggaeggianti" ed un ritmo trascinante tutto da ballare!


Solo è il primo lavoro discografico da solista di Alfredo Olivieri. La scelta del titolo è dettata da differenti situazioni e significati ma, principalmente, racchiude l’intenzione personale di produrre qualcosa da soli (o in parte), soltanto per sé, e che questo sia solo un modo per fissare ciò che passa per la mente. Dotati di groove accattivanti e di un sound che richiama leggere e piacevoli suggestioni provenienti dall’universo swing e da quello della musica leggera tipicamente anni ’80, i nove brani di “Solo” si distinguono per uno stile alla pop d’autore: dai testi, finemente curati e diretti, emergono ironia, dolcezza e anche un pizzico di malinconia, caratteristiche che permettono ai brani di raccontarsi senza fronzoli. L'album racchiude l’intero universo dell’anima solista e cantautorale di Alfredo Olivieri. 















Cantante e compositore bolognese classe 1960, sin da giovanissimo si avvicina alla musica e, in particolar modo, al canto: all’età di sei anni entra a far parte del Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna, evento che segna l’inizio di un lungo ed incessante percorso musicale. Ispirato dalle melodie e dai testi degli storici cantautori italiani come Dalla, De Gregori e Caputo, Alfredo Olivieri comincia a comporre i suoi primi brani: gli anni ’70 e ‘80 lo vedono impegnato, rispettivamente, dapprima come voce solista deiSensitiva Immagine, nota band progressive rock della scena underground bolognese, e poi come frontman dei Free Go.
Nel suo curriculum non manca un’importante ed intensa carriera live che conta all’incirca 400 palchi fra numerose rassegne e festival musicali, come il Rimini Live Festival e il Roma Radio Deejay Live Festival.


In ultima analisi è possibile riscontrare nel disco in oggetto una particolare cura dei dettagli, anche grazie alla collaborazione di musicisti di calibro, quali Max Gardini e Valerio Cantori - che ha composto e arrangiato assieme ad Alfredo alcuni brani del disco - alle tastiere, Marco Raimondi alla batteria,Tiziano Zanotti al basso, Barbara Evans e Ermanna Baccilieri ai cori.

domenica 19 giugno 2016

NOW YOU SEE ME ............................................................. i nuovi Robin Hood del cinema


Più credete di vedere, più sarà facile ingannarvi questo il tema fondante della produzione cinematografica in oggetto, franchise costituito da due episodi, uno del 2013 e un altro in sala dal 9 giugno. Protagonisti un gruppo di maghi tra cui un mentalista capace di ipnotizzare le persone e cancellare la memoria recente, un cartomago e un furfantello di strada, inseriti nel leggendario Occhio e divenuti, di li a poco, i maghi più famosi del mondo sotto il nome de i Quattro Cavalieri.

Now you see me












Successo al botteghino per il primo capitolo, uscito in sala l’11 luglio 2013 per la regia di Louis Leterrier e rivelatosi un thriller affascinante con tratti di commedia, schema, questo, ripetuto anche nel sequel diretto da Jon M. Chu. Temi narrativi dell’intera produzione diversificati tra resa dei conti, ricerca di giustizia ed esplicazione dei rapporti interpersonali nel primo capitolo, a cui si aggiungerà il contenuto della vendetta nel seguito. A supportare l’intreccio narrativo del primo episodio l’esistenza di un quinto cavaliere, elemento spiazzante e sorprendente per il ruolo di doppio – giochista, tra la giustizia e il crimine. Sarà possibile circoscriverne la vera natura soltanto nel finale, quando si rivelerà agli occhi della collega dell’interpool, dando, in tal modo, spiegazione del cinismo iniziale. Questo un altro particolare individuato tra gli elementi costitutivi, lo scetticismo di Dylan Rhodes (Mark Ruffalo) che, messo accanto al carisma di Daniel Atlas (Jesse Eisenberg), conferisce alla sceneggiatura un ulteriore carattere di originalità, arricchito dall’interpretazione di Woody Harrelson alias Merritt McKinney e Dave Franco alias Jack Wilder. A bilanciarne i caratteri le figure femminili di Henley Reeves (Isla Fisher) in Now You See Me e Lula (Lizzy Caplan) in Now You See Me 2, a dare maggior brillantezza ai lungometraggi, particolarità conferitavi anche dalla colonna sonora e dalle musiche di Bryan Tyler. Degno di nota, inoltre, l’apporto nel cast dei due premi Oscar Michael Caine e Morgan Freeman, interprete, quest’ultimo, dell’antagonista Bradley Thaddeus, un ex mago che, probabilmente per invidia, tenta di smascherare i trucchi dei cavalieri.

Now you see me 2











Preso agli albori nel primo, l’elemento fondante dell’illusione viene portato, nel secondo capitolo, a nuove vette universali di stupore, smascherando un crimine tecnologico e riabilitando, così, il proprio nome e la propria reputazione, tematica, questa, verosimilmente affabile che sembrerebbe soffrire, però, di una regia eccessivamente incentrata sull’azione e poco su scenografia e immaginario collettivo.

lunedì 13 giugno 2016

THE LEAPING FISH ........................................... in onda su Radio 3 il concerto alla Casa della Musica di Parma



Il 15 giugno 2016 alle ore 20.30 su Radio 3 Suite Jazz andrà in onda il concerto dei The Leaping Fish Trio con Fabrizio Puglisi “The Lomax tapes” registrato a Parma, alla Casa della Musica, il 20 novembre 2015 all’interno della ventesima edizione di Parma@Jazz Frontiere Festival. 


La formazione musicale é composta da Paolo Botti alla viola, Zeno De Rossi alla batteria ed Enrico Terragnoli al banjo, particolare strumento appartenente alla schiera dei cordofoni.


Da anni Paolo Botti segue un suo particolare percorso musicale alle origini della sonorità afro-americana. Nei suoi dischi suona strumenti come il dobro, il banjo, il mandolino, oltre che la viola, usata in maniera del tutto anti accademica, un po’ come i vecchi musicisti del Delta del Mississipi maneggiavano il violino. Il suo approccio non è filologico né tanto meno folclorico. Il musicista romano è infatti convinto che nel jazz, come scriveva qualcuno, “le rivoluzioni si fanno nel nome dei padri”. Lo dimostra il suo disco più noto Angels & Ghosts, in cui immerge mirabilmente la musica magmatica di Albert Ayler nella polvere riarsa del blues delle origini.
Il progetto su Alan Lomax ha visto la luce quest’anno, centenario della nascita del grande etnomusicologo statunitense che raccolse “sul campo” migliaia di testimonianze tra le musiche del mondo: il blues arcaico, il folclore italiano, la musica popolare spagnola. Il leggendario Sketches of Spain di Miles Davis e Gil Evans trasse direttamente l’ispirazione da un disco pubblicato da Lomax. Fu lui a riscoprire, in una prigione del profondo sud degli USA, una leggenda del blues come Leadbelly. L’omaggio di Botti, documentato in un cd uscito con la rivista Musica Jazz, è naturalmente tutt’altro che accademico o manieristico. Vecchio e nuovo sono per il violista elementi della dialettica viva e inesauribile di un’arte che muta continuamente.

mercoledì 8 giugno 2016

DA ROCKY A CREED .......................................................... la naturale evoluzione della leggenda di un eroe


Diretto da Ryan Coogler, il documentario andato in onda l’8 gennaio su Studio Universal passa in rassegna, fino ad arrivare ad esaminare il lungometraggio Creed – nato per combattere, la storia di un uomo, divenuto da bullo di periferia (cit. in Rocky I) un eroe, un’icona per tutto il mondo e un simbolo di sopravvivenza (cit. Sylvester Stallone). Proprio così, la saga dello stallone italiano non parla solo di pugilato professionistico, ma anche di adattamento, disagio e lotta per la sopravvivenza – queste le parole di Sly – al fine di acquisire una maggior consapevolezza di sé.

Celebrazione di un eroe












Nell’esclusivo documentario in oggetto l’ideatore di Rocky affronta la caratterizzazione personale del personaggio partendo dalla vittoria dell’Oscar con il primo capitolo della saga fino ad arrivare al successo di pubblico e critica ottenuti con Rocky Balboa del 2006. Una scommessa, quella dell’ultimo film, in cui è possibile vedere un pugile ormai in pensione decidere di rimettersi a boxare per un ultimo incontro e per far uscire ciò che lo logora dentro. Storia di Rocky riconducibile alla vita stessa di Stallone, il quale ha deciso di venire a patti con il suo orgoglio che, pur avendo trovato solo disapprovazione, lo ha premiato ancora una volta, proprio come nel caso del primo capitolo della saga, arrivato ad un successo poi proteso per altri 5 episodi. Un’eredità incommensurabile quella consegnata dallo stallone italiano al figlio illegittimo di Apollo Creed, interpretato da Michael B. Jordan, il quale si dice pienamente soddisfatto di aver avuto l’opportunità di entrare nel mondo di Rocky (cit. in Creed). Questi e molti altri gli aneddoti svelati nel documentario da parte dei protagonisti Sylvester Stallone, Michael B. Jordan, Tessa Thompson, i cui interventi si intervallano con quelli del regista Ryan Coogler e di molti altri, tra cui Garrett Brown, inventore della Steadicam, particolare supporto meccanico che ha permesso di filmare, ad esempio, le sequenze in movimento dell’allenamento di Rocky, come l’indimenticabile salita sulla scalinata, immagine ormai impressa nella mente multi generazionale. Proprio questo uno dei valori fondanti della saga cinematografica di pugilato più famosa al mondo, il riuscire ad unire diverse generazioni, da padri a figli, a dimostrazione di un prodotto intramontabile. Partorita in tal modo l’idea dello spin – off Creed da parte del ventinovenne Coogler, cresciuto con la passione condivisa con il padre per la saga di Rocky. Uno dei franchising di maggior successo della storia, Rocky ha raggiunto, restando sulla cresta dell’onda da ben 40 anni, un successo che ha lasciato sbalorditi produttori, attori, registi e soprattutto l’autore, stupito che sia diventato molto più che un successo momentaneo.

Successo progressivo per il film e per la star al contempo













Una produzione senza tempo, quella relativa al pugile italiano di Philadelphia interpretato dalla star newyorkese di origini italiane, a cui va il merito di essere diventato parte di qualcosa e non solo quello di aver interpretato qualche ruolo, poiché – come dice Ryan Coogler – il tuo lascito è il tuo passato. Motivo calzante, questo dell’eredità cinematografica, per cui la nuova produzione assume un valore aggiunto potendo contare sulla professionalità e sui consigli di Sylvester Stallone, il quale considera il prodotto relativo alle gesta di Adonis una continuazione dai risvolti inaspettati (cit.).

Confronto sul set

ROME INDIPENDENT FILM FESTIVAL ........................ la XV edizione in autunno


Cambio date per il RIFF, in autunno la XV edizione
Ultimi giorni per le iscrizioni al RIFF - Online il bando di concorso


Sino al 30 giugno 2016 sarà possibile presentare opere cinematografiche per partecipare alla XV edizione del RIFF - Rome Independent Film Festival - che cambia data e locations per questa edizione posticipando il festival in autunno dal 24 novembre al 2 dicembre 2016 presso il Cinema Savoy di Roma.


Tutte le informazioni per iscriversi e il bando sono presenti sul sito www.riff.it.


Il RIFF offre ai filmakers di tutto il mondo l’occasione per presentare in Italia film originali in anteprima. In particolare, la sezione New Frontiers, che già da otto anni raccoglie e presenta opere prime e seconde, dà specifico rilievo alla produzione italiana e sarà occasione di incontro e scoperta di nuovi talenti cinematografici. Il festival, inoltre, prosegue nella mission di far conoscere e distribuire le pellicole in concorso.


Le opere selezionate saranno oltre 150. Nell’edizione 2015 sono state inviate al Festival oltre duemila pellicole provenienti da più di 50 paesi.




Le sezioni in concorso sono 7:
Feature Films (lungometraggio italiano e internazionale - opere prime e seconde);
Documentary Films (italiano e internazionale);
Short Films (italiano e internazionale);
International Student Films (scuole di cinema);
Animation (animazione);
Screenplays & Subject (sceneggiature & soggetti);






Tra le novità più importanti e ‘trasgressive’ da segnalare la sezione fuori concorso dedicata al tema LGBT. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno con le opere vincitrici del Teddy Awards dal Festival Di Berlino (Berlinale),quest’anno il RIFF propone le opere della Eye On Film, un network con più di 130 professionisti del settore a livello internazionale.


Alcuni dei titoli in programma verranno distribuiti in contemporanea streaming sulla piattaforma indiefilmchannel.tv, utilizzando la tecnica del “day and date”, l’obiettivo del festival è quello di abbattere il sistema di finestre di distribuzione presentando sul grande schermo e in HD sul Web il maggior numero di opere in anteprima italiana.


Per questa XV edizione il festival apre le porte al crowdfunding, in programma un seminario tenuto da Produzioni dal Basso e un network per sostenere i progetti iscritti al concorso “Screenplay & Subject”. Le tre sceneggiature di cortometraggi finaliste saranno pubblicate su Produzioni dal Basso nel network del RIFF, il festival parteciperà al crowdfunding mettendo il 20% del budget (fino ad un massimo di 1000€), il contributo sarà sia in denaro che in beni e/o servizi e sarà dato alla sceneggiatura che più si avvicinerà al raggiungimento del budget.


Il programma del RIFF 2016 sarà arricchito da retrospettive e seminari che affronteranno vari aspetti della cinematografia indie. Paesi ospiti per questo anniversario gli Stati Uniti d’America e la Spagna. Al termine del Festival verranno assegnati i RIFF Awards per un valore di oltre 50.000 Euro. Con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – DGC, il contributo dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio e del Comune di Roma, il RIFF registra ogni anno crescenti apprezzamenti riconfermandosi importante appuntamento per il cinema indipendente.


Per ulteriori informazioni "http://www.riff.it" – Via Po 152 - 00198 Roma +39.06.45425050


Direttore artistico del Festival, Fabrizio Ferrari


Ufficio stampa RIFF: press@riff.it