domenica 10 gennaio 2016

ROCKY .............................................................. l'abbandono del titolo


Ad arricchire l'intreccio delle vicende relative al boxer di Philadelphia sono, senza alcun dubbio, le fasi di allenamento in vista degli incontri, dall'aumento della resistenza all'incremento della forza. Particolareggiati in tal senso il terzo e il quarto capitolo, lungometraggi che, diretti da Sylvester Stallone stesso, mirano ad allargare l'orizzonte narrativo verso sfide maggiormente marcate a livello fisico. In particolare in Rocky III il boxer di Philadelphia sarà sottoposto ad un duro percorso di training sotto la guida di Apollo Creed, mentre in Rocky IV dovrà mettere in gioco sé stesso durante un percorso fai da te, in seguito alla perdita dell'amico per mano di Ivan Drago (Dolph Lundgren).

Ti spiezzo in due (cit.)










Mosso dal desiderio di vendetta e da uno spirito nazionalista, una volta abbandonato il titolo di campione dei pesi massimi, Rocky decide di recarsi in Russia per affrontare la Transiberiana Ivan Drago (cit.) ed impersonificare la sfida tra i due mondi, come enunciato da Apollo prima del tragico incontro di Las Vegas. Questo il dramma scatenante lo sviluppo della sceneggiatura, nuovamente firmata dal protagonista, a circoscrivere un prodotto cinematografico proprio, efficace dal punto di vista dell'interazione caratteriale e a livello intimo, visto il valore alla base della presenza di Adriana nella vita del pugile. Accanto a ciò il valore dell'amicizia tra i due ex avversari, divenuti poi collaboratori ed amici, ad incasellare l'intera produzione americana secondo strati meramente personali. Dopo un imponente blocco di sforzi fisici, passando da sequenze tra montagne innevate ed interni folkloristici, il cavaliere solitario (cit.), supportato da Duke (Tony Burton) e Paulie (Burt Young), si presenterà in perfetta forma allo scontro pugilistico tra est e ovest, match durante cui non stenta di crescere l'apprezzamento verso il protagonista. Dalla parte opposta, gli allenamenti scintillanti a cui viene sottoposto il pugile sovietico, scanditi all'interno di una palestra computerizzata e meccanica, protesi all'incremento dello sviluppo fisico dell'uomo, delineando il tema centrale nella pellicola del confronto tra uomo e macchina.

Allenamento 'self-made'
Ingenti sforzi fisici






Training meccanico-moderno

Potenziamento muscolare








Uscita nelle sale cinematografiche italiane il 14 febbraio del 1986, la pellicola, prevalentemente girata nelle zone montane fredde del Nord America, risulta caratterizzata da scene veriste, effetti sonori genuini e colpi reali, ottenendo, inoltre, il riconoscimento per miglior film al Golden Screen del 1986 e classificandosi come la più proficua della serie, seguita al botteghino solo dal precedente capitolo.




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