domenica 3 maggio 2015

HUMANDROID ..................................................................... l'autonomia robotica come fine ultimo


All’insegna del progresso dell’innovazione, nel mostrare una realtà fantascientifica di un futuro non troppo lontano, il film di Neill Blomkamp si basa, in senso lato, sulla tematica dell’intelligenza artificiale come fonte di protezione. Uscito in sala il 9 Aprile scorso, il lungometraggio statunitense costituisce la versione cinematografica del corto Tetra Vaal, mescolando orizzonti di thriller ed azione alla fantascienza di base, un mix atto a sorprendere o meglio incuriosire lo spettatore, talvolta turbandolo.

Polizia robotica










Decidendo di affidarsi alla robotica per fronteggiare l’incombente criminalità, le forze di polizia della città di Johannesburg usufruiscono della tecnologia degli scouts, unità ideate e sviluppate dall’ingegnere Deon Wilson (Dev Patel) dell’azienda Tetravaal. Si tratta di veri propri robot poliziotto controllati da accurati sistemi di sicurezza, droidi dipendenti, però, dalle istruzioni umane. Sugli studi intenti a fornire una coscienza ai suoi elaborati, il protagonista incontrerà la rivalità del collega Vincent Moore (Hugh Jackman) e i dubbi della direttrice Michelle Bradley (Sigourney Weaver), avversità che, però, non sembrano poterlo fermare. Supportato dai tre malfattori dal cuore tenero Ninja (Watkin Tudor Jones), Yolandi (Yolandi Visser) e Amerika, lo scienziato riuscirà, infatti, ad impiantare la coscienza virtuale nello scout 22, generando Chappie (doppiato da Charlto Copley), droide assimilato ad una pecora nera grazie alla metafora fiabesca. Obiettivo primario diventa quello di proteggere la creazione ed in particolare la chiave di sicurezza agli attacchi del Moose, un robot soldato pilotato a distanza attraverso l’uso del casco neurale, apparecchio che si rivelerà fondamentale per il trasferimento di coscienza in nuove carcasse robotiche.

Chappie e Deon









Un film massiccio di tipo futuristico in cui si inseriscono anche i momenti più leggeri dell’educazione di Chappie, inizialmente sfruttato da Ninja ma tutelato dal suo ideatore (cit.), intenzionato a trarre il massimo dalla sua scoperta, divenuta un qualcosa di inaspettato, a dimostrazione, forse, dell’impossibilità di tracciare i confini esatti del progresso e della scienza, sfondo che denota, però, un prodotto troppo surreale, film indeciso e bizzarro, inequivocabilmente pretenzioso.

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