venerdì 20 marzo 2015

STAGE FULL IMMERSION ............................. conclusione del percorso formativo diretto da Claudio Pierantoni


Conclusosi sabato 7, lo stage formativo del mese di Marzo, tenuto da Claudio Pierantoni presso il Piccolo Teatro Garbatella di Roma, si è rivelato essere un momento di incontro teso alla specializzazione attoriale. Dinamica, questa, che lo stesso regista, interagendo attivamente con i protagonisti del percorso formativo, ricerca attraverso ausilio ed istruzioni verbali, nonché supporto dinamico nel tentativo di far entrare gli interpreti a contatto con le emozioni suscitate dalla parte e dal testo assegnatigli, vivendone ed incarnandone le sensazioni a pieno.

Maria Elena Ramirez

Giuseppe Di Simone, Domenico Zucaro, Erika Scarcia
Emanuele Bilotta



































Fornendo a tutti i partecipanti uno showreel relativo alla propria performance, contenuto video diretto da Pierantoni stesso, lo stage ha permesso ai partecipanti di mettersi alla prova ed entrare in contatto con un interpretazione sentita e vissuta, come quella ricercata dal coach secondo il metodo Stanislavskij – Strasberg – Fersen garantendo pieno utilizzo del proprio sacco emotivo. Selezionando tali estratti video nel contesto degli showrell finali del secondo Stage Full Immersion tenutosi dal 2 al 7 Marzo 2015, Pierantoni ha decretato Alberto Brichetto quale miglior interprete maschile e Michela De Rossi quale miglior interprete femminile.



Miglior interpretazione maschile:


Miglior interpretazione femminile:




giovedì 12 marzo 2015

LUCY ................................................................................. un viaggio fantascientifico nell'essere


Uscito in Italia il 25 settembre 2014, il lungometraggio di Luc Besson narra la storia di una giovane ragazza e dell’inaspettata assunzione di consapevolezza di sé dopo il coinvolgimento nello spaccio di droga da parte della malavita coreana. Usufruendo di un cast stellare, il regista francese colora il prodotto della settima arte con un surplus di effetti speciali e scenografie computerizzate, toccando indubbiamente l’immaginario dello spettatore.



Un viaggio astrale ai confini della fantascienza quello che Lucy (Scarlett Johansonn) è costretta a compiere a causa dell’assunzione involontaria di CH4 sintetico, immesole nel corpo al fine di impedirne il rilevamento e permetterne così il trasporto. Stupefacenti le capacità fisiche e mentali che la ragazza venticinquenne di Taiwan raggiunge a seguito dell’assorbimento della molecola da parte del proprio organismo, dinamica che le permetterà di allargare al 100% le sue percezioni sensoriali. Tanta azione e tanto dinamismo nella trattazione che vedrà la nostra protagonista pronta al sacrificio per la scienza, una storia surreale e fantascientifica interpretata dalla diva newyorkese nel migliore dei modi, attraverso una loquace caratterizzazione mimica. Termine ultimo del suo viaggio nella sfera del sé il professor Norman (Morgan Freeman), uno scienziato dell’Università di Parigi, da tempo sugli studi del composto molecolare, a cui resterà soltanto una chiave usb con cui trasmettere la conoscenza al fine di metterla a disposizione dell’umanità. Supportata dall’operato dell’agente Del Rio (Amr Waked), la protagonista riuscirà a liberarsi della condizione di alienamento della realtà e a trovare così una sorta di pace con sé stessa, dopo esser partita dalla sola aspirazione di sballo costante.














Contando su un buon montaggio, fatto di sovrapposizioni di fotografie e sequenze filmiche, la pellicola del regista francese risulta particolareggiata per lo più dalla superba interpretazione del premio Oscar Morgan Freeman, nonché dalla caratterizzazione dell’eroina centrale da parte dell’attrice statunitense, qui in luce soprattutto per la tenacia interpretativa, qualità in lei già apprezzata nei panni della Vedova Nera di The Advengers.



venerdì 6 marzo 2015

NEVERFLOWERS .......................................................... uno spettacolo raffinato ed elegante al Fonclea


Ospitato in data 3 marzo dallo storico locale della città capitolina, sito in zona prati a due passi dal Vaticano, il trio delle Neverflowers, una formazione tutta al femminile, non ha mancato di emozionare i presenti dall’inizio alla fine costruendo uno spettacolo fatto di delicatezza e profondità. Esibendosi in brani originali e qualche cover ad omaggio della musica internazionale, le musiciste hanno sfoggiato sull’ambito palcoscenico una presenza scenica di carattere ed efficace padronanza sia degli strumenti che del sound proposto. Particolareggiando lo show attraverso l’utilizzo di alcuni espedienti spettacolari, tra cui quello del travestimento in maschera, le tre hanno caratterizzato il live in modo da entusiasmare e stupire i presenti, visibilmente coinvolti nel viaggio musicale proposto, costruito sulla base di melodie classicheggianti.


A sorprendere visibilmente e colpire a livello emotivo i presenti la duttilità della cantante Valentina Spreca, distintasi sulle varie tonalità della voce, tanto in simbiosi quanto differenziata da quella di Licia Missori, pianista e compositrice dei brani in testi e musica. Elemento ulteriormente classicheggiante il violoncello elettrico di Fabrizia Pandimiglio lungo le note decisive del suo strumento a corda, ad arricchire una musica ed un’interpretazione dai più volti, tanto permissiva quanto selettiva, aperta e compiuta nello stesso tempo. A caratterizzare lo show che diventa, talvolta, un concerto – spettacolo recitato e raccontato, l’eleganza sopraffina delle tre e della proposta musicale, in questa sede costituita da una rassegna di canzoni emozionanti, tra cui le originali It’s never gonna happen, Aurora for you, Ennèsia, Run e The train to Rovaniemi, contenute, queste ultime due, nel disco uscito a giugno 2013. Circoscrivendo il tema della serata intorno ad un sound di tipo pop, la scaletta della serata ha previsto anche l’esecuzione di brani cover inerenti al genere stesso, tra cui Someone like you di Adele, eseguita con profondità e trasporto, accanto a Try di Pink. Molti altri gli artisti omaggiati, tra cui i Beatles, Dolly Parton, David Bowie, i Radiohead, di cui le Neverflowers hanno eseguito rispettivamente Across the universe, Jolene, Space oddity e No Surprise, tutti brani in lingua inglese, prediletta anche per le composizioni originali. Tra gli altri pezzi contenuti nel disco ed eseguiti durante l’appuntamento presso il live – music club di Via Crescenzio, anche Identity Pot e Surrealight, brano, quest’ultimo, di cui è stato realizzato anche il videoclip.


















Un concerto davvero coinvolgente quello delle Neverflowers al Fonclea, reso ancor più interattivo dalla partecipazione ricercata e dai frammenti recitati dalla cantante, quasi come fosse una vera e propria operetta teatrale divisa in tre parti, passando dal tema del mistero della vita a quello della spensieratezza, attorno ad un’atmosfera surreale in luce dall’inizio alla fine. Notevole la qualità di coinvolgimento ricercato nel pubblico, caratteristica propria delle tre che ha permesso loro di sfoggiare con orgoglio e sicurezza il proprio repertorio.