venerdì 6 febbraio 2015

UNA NOTTE AL MUSEO ......................................... il triste epilogo della trilogia di Shawn Levy


Uscito in sala il 25 gennaio 2015, l’epilogo della trilogia avviata nel 2006 costituisce una delle ultime apparizioni cinematografiche dell’attore statunitense Robin Williams, morto suicida l’11 agosto 2014. Attore di formazione teatrale, appartenente alla schiera dei comici, da ricordare per l’interpretazione dal tono fanciullesco del film Hook – Capitan Uncino in cui interpretava Peter Pan, tra le altre. Giusto per citarne alcune è stato possibile apprezzarlo nel 1980 in Popeye di Robert Altman, in Jumanjii del 1995, Patch Adams del 1998, anno in cui è stato decretato vincitore dell’Oscar per Miglior attore non protagonista in Will Hunting – Genio ribelle. Avendo collaborato con alcuni dei personaggi più in luce nel mondo della settima arte, tra cui Robert De Niro, Al Pacino, Francis Ford Coppola e Steven Spielberg, Robin Williams si inserisce nella storia del cinema internazionale come attore tanto intenso quanto misurato dalla lunga esperienza, un interprete dalla comicità debordante e fulminante (cit.).














Nei lungometraggi appartenenti alla trilogia in oggetto, in particolare, è interprete del presidente Theodore Roosevelt, statua del museo di storia naturale di New York, dove lavora Lawrence alias Larry (Ben Stiller). Guardiano notturno del museo, il protagonista interpretato dall’attore newyorkese di Starsky e Hutch, aveva deciso di proseguire con la tutela notturna della struttura museale per non perdere la custodia del figlio Nick (Jake Cherry), pur dovendo misurarsi con delle sfide ai limiti della fantasia. Supportato dal presidente degli Stati Uniti Roosevelt (Robin Williams) il nostro beniamino dovrà affrontare situazioni ai limiti dell’immaginazione, avvenimenti che sarebbero altrimenti plausibili soltanto nei sogni. 
































Sin dal primo capitolo, infatti, il regista Shawn Levy cerca di materializzare i desideri e i sogni di uno spettatore tipo, facendolo viaggiare tra magia e fantasia, attraverso un contesto che, dunque, calza a pennello all’attore comico di Chicago deceduto. Netto lo stacco tra reale e immaginario, la prima sfera impersonificata da Larry e la seconda dall’illustre condottiero presidenziale in sella al cavallo. Soggetto del primo capitolo Una notte al museo è l’importanza di ottenere la custodia del ragazzo da parte di Larry e quindi l’integrarsi nel nuovo mondo, mentre nel secondo lungometraggio della serie Una notte al museo – la fuga del 2009  Larry, alle prese con un nuovo lavoro manageriale, dovrà rivedere la sua posizione per impedire che il museo cada in rovina a causa dello spostamento della tavola di Ahkmenrah (Rami Malek) ad opera della scimmietta Dexter. Come nel primo film della trilogia, l’occhio registico di Shawn Levy mira ad indagare tra l’interpretazione dei personaggi carpendone il tono leggero ed esilarante, come nel caso dei battibecchi tra il piccolo cowboy Jedediah (Owen Wilson) e Larry, ad arricchire il tono comico della pellicola e a confermare il valore della coppia cinematografica Wilson – Stiller. Viaggi misteriosi e atmosfere surreali colorano la scenografia del film rendendola fantasiosa ed accattivante, grazie all’interazione tra i personaggi clou, tra cui Attila re degli Unni e il suo mondo selvaggio, Jedediah e il romano Ottavio (Steve Coogan), Teddy Roosevelt e Sacagawea (Mizuo Peck), caratteri ripetuti in tutti i film della trilogia, a sancire un caos di fondo a causa della molteplicità di miniature di paesaggio utilizzate, tra Far West e legione romana. 


Ricalcando ancor di più il tono surreale della commedia, l’ultimo capitolo Notte al museo – il segreto del faraone vede entrare tra i nostri il carattere fiabesco di Lancillotto (Dan Stevens) nel tentativo di fermare l’indebolimento della tavola di Ahkmenrah a causa di una muffa corrosiva. Una nuova sfida per il coraggioso guardiano del museo di New York, il quale si recherà al British Museum di Londra per venire a capo del problema e riportare la magia notturna del Museo di New York al suo posto perché essa possa continuare, quasi un messaggio di cordoglio in riferimento alla scomparsa dell’attore Robin Williams.

Larry e Dexter
-Una notte al museo-

Lancillotto e Larry
-Notte al museo 3-
Ottavio e Jedediah
-Una notte al museo 2-

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