sabato 24 gennaio 2015

JOHN WICK ...................................................................... la rabbia ed il ritorno alle origini


Ambientato tra le strade di New York, il film di Chad Stahelsky e David Leitch mescola una tematica thriller ed una narrazione d tipo  action. Protagonista è il paladino di Matrix, Keanu Reeves, interprete di un ex killer professionista tornato in azione dopo l’uccisione del suo cane, l’ultimo regalo da parte della donna amata.

ultima speranza d'amore






l'incontro con lo sgarbato giovane















Questo il motivo scatenante l’ira del signor Wick, la perdita dell’ultimo collegamento materiale al passato, quello con la moglie, motivo per il quale aveva deciso di metter da parte e “murato” la sua vecchia professione. A scatenarne la rabbia e la decisione di rimettersi a lavoro per un’ultima missione suicida la consapevolezza di dare la caccia al tanto giovane quanto sgarbato Iosef (Alfe Allen), figlio di Viggo Tarasov (Michael Nyqvst), vecchio boss di John. Per arrivare al suo obiettivo il leggendario Wick dovrà superare una moltitudine di forze nemiche, presumibilmente appartenenti al clan della mafia russa, schierate a protezione del ragazzo, dapprima rifugiato nella fortezza paterna e dopo inviato a Brooklin.  Una narrazione talvolta surreale che vede John eliminare i nemici con facilità ed uscirne quasi illeso, sceneggiatura di tipo circolare che si apre con la sequenza finale per poi mostrarne i retroscena. Un combattente solitario pronto a tutto pur di raggiungere la sua vendetta per il cucciolo, quasi ad identificare un riscatto con se stesso, sottofondo di un prodotto cosparso di scenografie eccellenti, tra luci e grattacieli di una città da sogno per poi tornare nella penombra e tentare di alleggerire la storia tendenzialmente cupa, come nell’incontro – scontro con Mrs. Perkins (Adrianne Palicki). 

combattente solitario alla ricerca di vendetta
Soggetto del lungometraggio in sala dal 22 gennaio è, quindi, la storia di un uomo di cui tutti hanno paura seppur non ne venga esplicitamente messo in luce il motivo, lasciando allo spettatore il gusto di immaginare e portandolo in una sorta di trascorso inverosimile tra Hulk nel non farlo arrabbiare e Rambo nello sbarazzarsi di tutti, attraverso un intero surplus d’azione, quasi un videogame sparatutto.

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