sabato 31 gennaio 2015

SHOAH: LA MEMORIA-LA SPERANZA-LA VITA .............. onorando le vittime di ieri e di oggi


Uno spettacolo solenne quello ospitato in data 26 gennaio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, un grande evento in onore delle vittime della deportazione verso lager nazisti, tenutosi in occasione della vigilia della giornata dedicata alla memoria, replicato il giorno seguente a L’Aquila. Organizzato dal Conservatorio Statale di Musica Alfredo Casella de l’Aquila, il concerto vuole offrire anche l’occasione per riflettere sul tema della violenza, affinché nessuna vittima sia lasciata sola anche a fronte del problema delle vittime generiche di reato. Ponendo l’uomo a diretto contatto con la responsabilità nei confronti della storia e delle sue vittime, la Shoah è da considerarsi un momento per ricordare i soprusi subiti da ogni persona soggetta a persecuzione perché se comprendere è impossibile, conoscere è necessario (cit. Primo Levi).











Introdotto dal quartetto d’archi de I solisti Liriensi, composto da due violini, una viola ed un violoncello, l’evento musicale si è rivelato essere un’occasione finalizzata al ricordo dei deportati nei campi di concentramento e di sterminio, un lieto e graziato momento musicale accompagnato dall’Orchestra del Conservatorio, diretta dal Maestro Luciano Bellini. Diviso in cinque parti, il brano musicato dal quartetto “liriense” consiste in un invito alla pace e al rispetto delle vite umane, in particolar modo quelle private della speranza nel futuro. Una delicata ninna nanna iniziale anticipa un movimento andante leggero dalle note prolungate, fino ad arrivare ad una frammentazione del ritmo, ad anticipare un allegretto angoscioso ed un adagio conclusivo. Dando  valenza al sentimento dell’angoscia, quindi, il momento musicale degli strumenti ad arco anticipa l’entrata dei componenti dell’orchestra, composta da cori di voci bianche, voci soliste, strumenti ad arco, percussioni e quant’altro, esibizione coordinata dal Maestro Claudio Di Massimantonio al sintetizzato. Significativi i momenti interpretativi delle voci soliste del mezzosoprano Angela Cinalli, il baritono Valerio Aufiero e la cantante Isabella Valeri, ad intensificare la solennità del soave e delicato appuntamento con la musica in scena, rivelatosi un inno alla vita e all’arte, un elogio alla diversità e all’accettazione. In relazione ai testi di Maria Mencarelli, la musica cita canzoni tradizionali ebraiche e tedesche, ispirandosi agli stilemi tipici delle tradizioni musicali degli slavi e dei curdi, tra gli altri. 













Esemplare anche il riferimento alla musica di Fabrizio De Andrè, artista di riferimento della formazione di Bellini, rievocato nella breve citazione di Khorakané, una splendida canzone dedicata dal cantautore genovese ai popoli zingari, a testimonianza del valore dell’evento, omaggio alla tradizione e alla diversità. Durante il sentito ricordo musicale si sono avvicendate le voci recitanti di Mascia Musy ed Armando De Ceccon, specificando il sentimento di esasperazione dei momenti precedenti alla “camera a gas”, come quello singolare delle scarpette rosse. Si tratta di citazioni esemplificative per chi ha vissuto quei momenti, tra cui Primo Levi, di cui sono stati selezionati anche componimenti meno noti, accanto ai versi di Quasimodo, Baudelaire, Lussu, Celan e altri, volendo essere la cantata un omaggio a coloro i quali hanno dato voce a ciò che altrimenti sarebbe stato totale silenzio.


domenica 25 gennaio 2015

EXODUS ............................................................................ la storia biblica sul grande schermo


In sala dal 15 gennaio, il film Exodus - dei e re narra gli episodi relativi all’avventura di un uomo nella sua coraggiosa sfida contro un potente impero, la sua terra adottiva, l’Egitto, da cui era stato esiliato a causa delle pressioni della Regina Tuya (Sigourney Weaver).










Governato dal nuovo faraone Ramses (Joel Edgerton), il regno egiziano si nutriva della paura disseminata tra i popoli e del lavoro degli schiavi, fino a quando Moshè non si fa condottiero di un gruppo di Ebrei in rivolta. Dopo aver ricevuto la chiamata e l’illuminazione dal Signore, infatti, il consigliere personale del faraone assiste alla presa di consapevolezza di voler lottare per qualcosa di veramente importante, la liberazione dalla schiavitù e dall’oppressione del potente sovrano del Nilo, succeduto a Seti I (John Turturro). Narrando l’epica avventura dell’Esodo dall’Egitto e la liberazione dalle sue piaghe, il lungometraggio affronta il lungo percorso verso la libertà intrapreso dal personaggio biblico interpretato da Chrstian Bale, alla guida di 400000 schiavi nel monumentale ed epico viaggio verso la Terra di Canaan, avvio alla fondazione della Chiesa e della città di Israele. Attraverso l’apporto di effetti speciali ed accorgimenti cinematografici scenografici e sublimi come quello della divisione delle acque del Mar Rosso, il prodotto della settima arte, girato tra la Spagna e l’Almeria con alcune riprese effettuate anche a Londra, si configura come un mix tra dramma, storia, epica e azione, bilanciate da una regia attenta al particolare ed al globale.











Il film procede tra sequenze raramente soggettive e quanto più panoramiche, rese esemplari anche dall’utilizzo di luci e colori diversificati, come nel caso del momento della consegna delle Tavole a Moshè sul monte Sinai, leggi con cui guidare il prossimo e indicargli la Via della Fede.

sabato 24 gennaio 2015

JOHN WICK ...................................................................... la rabbia ed il ritorno alle origini


Ambientato tra le strade di New York, il film di Chad Stahelsky e David Leitch mescola una tematica thriller ed una narrazione d tipo  action. Protagonista è il paladino di Matrix, Keanu Reeves, interprete di un ex killer professionista tornato in azione dopo l’uccisione del suo cane, l’ultimo regalo da parte della donna amata.

ultima speranza d'amore






l'incontro con lo sgarbato giovane















Questo il motivo scatenante l’ira del signor Wick, la perdita dell’ultimo collegamento materiale al passato, quello con la moglie, motivo per il quale aveva deciso di metter da parte e “murato” la sua vecchia professione. A scatenarne la rabbia e la decisione di rimettersi a lavoro per un’ultima missione suicida la consapevolezza di dare la caccia al tanto giovane quanto sgarbato Iosef (Alfe Allen), figlio di Viggo Tarasov (Michael Nyqvst), vecchio boss di John. Per arrivare al suo obiettivo il leggendario Wick dovrà superare una moltitudine di forze nemiche, presumibilmente appartenenti al clan della mafia russa, schierate a protezione del ragazzo, dapprima rifugiato nella fortezza paterna e dopo inviato a Brooklin.  Una narrazione talvolta surreale che vede John eliminare i nemici con facilità ed uscirne quasi illeso, sceneggiatura di tipo circolare che si apre con la sequenza finale per poi mostrarne i retroscena. Un combattente solitario pronto a tutto pur di raggiungere la sua vendetta per il cucciolo, quasi ad identificare un riscatto con se stesso, sottofondo di un prodotto cosparso di scenografie eccellenti, tra luci e grattacieli di una città da sogno per poi tornare nella penombra e tentare di alleggerire la storia tendenzialmente cupa, come nell’incontro – scontro con Mrs. Perkins (Adrianne Palicki). 

combattente solitario alla ricerca di vendetta
Soggetto del lungometraggio in sala dal 22 gennaio è, quindi, la storia di un uomo di cui tutti hanno paura seppur non ne venga esplicitamente messo in luce il motivo, lasciando allo spettatore il gusto di immaginare e portandolo in una sorta di trascorso inverosimile tra Hulk nel non farlo arrabbiare e Rambo nello sbarazzarsi di tutti, attraverso un intero surplus d’azione, quasi un videogame sparatutto.

lunedì 19 gennaio 2015

QUEL MOMENTO IMBARAZZANTE ........................... una commedia amorosa dal gusto retrò


Uscito in sala il 28 Agosto dello scorso anno, la commedia diretta da Tom Garmican sembra voglia conquistare il pubblico attraverso l’uso di alcuni idoli delle nuove generazioni, tra cui la star di High School Musical. Faticando ad uscire dalla propria adolescenza, Jason (Zac Efron) incarna un single convinto ed apparentemente immune a qualsiasi tipo di legame che possa turbare il suo status, in continua fuga fin quando arriva anche per lui l’inaspettato e quindi (cit.).

la spensieratezza dei tre









Spingendosi fino al mutamento del protagonista, il tessuto della commedia americana mette in relazione il rapporto di amicizia e quello di amore, accostati nella sceneggiatura della pellicola. Ricordando lo stile delle commedie anni ’80, il film risulta talvolta debole e caratterizzato da momenti di ambiguità strutturale e tematica, in cui l’interazione verbale non sembra colmare ogni lacuna. Molto forte la tematica dell’amicizia, quella del protagonista con Daniel (Miles Teller) e Mikey (Michael B. Jordan), il primo conquistatore seriale supportato dall’amica Chelsea (Mackenzie Davis) e il secondo innamorato della moglie Vera (Jessica Lucas), l’unico a non trovare giovamento da una scommessa fatta con gli amici, a lasciar intendere, probabilmente, la complessità dell’amore, sentimento che giunge inaspettato. Cercando di colmare la mancanza degli amici, Jason incomberà prima nel malinteso e poi nella passione con Ellie (Imogen Poots), pur credendo inizialmente fosse una delle tante sue conquiste. Puntando sull’interpretazione dei personaggi centrali, il lungometraggio sembra brillare principalmente per la caratterizzazione particolareggiata di Teller nella veste di spalla principale, penalizzando così il ruolo e le qualità di Jordan, qui soltanto supporto narrativo.

Daniel e Chelsea








Jason ed Ellie







Mikey e Vera









Soffrendo di troppa leggerezza o vuotezza in alcune sequenze, il film si spinge verso la celebrazione della spensieratezza e, seppur lasci trasparire un gusto per le inquadrature soggettive ed introspettive, mancherebbe dello slancio verso l’assunzione di maturità dei personaggi, nonostante il finale lasci intravedere un cambiamento esistenziale.

e quindi .....

domenica 18 gennaio 2015

HORRIBLE BOSSES ................................................ piani criminali tutti da ridere


In sala dall’8 gennaio 2015, il film Come ammazzare il capo e vivere felici 2 riconferma il tema della farsa presente nel prequel, facendo leva sullo stesso cast protagonista del primo capitolo. Questa volta i nostri beniamini dovranno far fronte alla gestione della propria società, portando avanti il progetto del doccia – amico, partorito in seguito all’idea di mettersi in affari in proprio e sottrarsi alle angherie del lavoro dipendente.


Tutto parte dalla tematica del rapporto ossessionato con i propri datori di lavoro, fulcro tematico della pellicola Come ammazzare il capo e vivere felici del 2011, scritta e diretta da Seth Gordon, in cui i trentenni Nick (Jason Bateman), Dale (Charlie Day) e Kurt (Jason Sudeikis) si ritrovano uniti nella comune avversione per i loro capi e nel desiderio di riscattarsi a livello economico, incarnando, in un certo senso, il desiderio dell’uomo medio. A far da antagonisti all’interno della vicenda e a scatenare, dunque, la follia dei tre sono tre personaggi alquanto singolari, un manager psicopatico e sfruttatore interpretato da Kevin Spacey, una dentista maniaca interpretata da Jennifer Aniston e uno zimbello depravato interpretato da Colin Farrel, i quali porteranno i tre personaggi centrali all’elaborazione di un rocambolesco piano, un triplice omicidio del tutto improbabile. Sotto i costosi consigli e suggerimenti del mentore Dean Fottimadre Jones (Jamie Foxx), si ritroveranno gettati in situazioni imprevedibili ed impacciate, da cui riusciranno, però, a tirarsi fuori, senza portare a termine la missione ma traendone beneficio. Inseguimenti, braccaggio e raccolta di informazioni alla base dell’elaborazione del losco piano, tra avvelenamento e sotterfugi. Ritmo incessante quello della pellicola, in cui l’azione è resa esemplare anche grazie all’utilizzo di un cast stellare, dall’action hero Kevin Spacey alla fidanzatina d’America Jennifer Aniston. Focalizzandosi prevalentemente sui personaggi, la regia di Gordon sembrerebbe vivere più di immagini che di scene, accompagnandole con la musica coinvolgente di Christopher Lennertz.


Non volendo più sottostare agli ordini del lavoro dipendente, i tre inconsapevoli decidono di credere in loro stessi, puntando tutto sulla loro società dopo aver visto concretizzarsi un ordine di elevata tiratura da parte dell’imprenditore Burt Hanson (Christoph Waltz), il quale non fornisce garanzie di distribuzione, illudendo i nostri e lasciandoli nei guai. Per far fronte al problema e incassare ugualmente il capitale i nostri pianificano un rapimento, quello del figlio del magnate, coinvolto in prima persona nel piano. Questo il soggetto del capitolo attualmente in sala firmato da Sean Anders, basato nuovamente sul tema del riscatto economico e personale. Tornano anche i personaggi principali del primo film, quali il mentore Fottimadre Jones, la bella dentista Giulia, la moglie di Dale Stacy ed il meschino manager Harken, ad assicurare maggiormente la molteplicità interpretativa della commedia.
I protagonisti e Dean Jones

Harken con Nick e Dale










mercoledì 7 gennaio 2015

SI ACCETTANO MIRACOLI .......................................... una fantasy-comedy sulla scoperta della verità


Uscito in sala il giorno del capodanno, il secondo film da regista di Alessandro Siani vuole essere, come da lui stesso dichiarato, una favolissima napoletana o meglio una commedia di tipo fantasy, in cui il susseguirsi delle sequenze narrative prende origine dal tema dei Miracoli e si basa, in senso lato, sulla scoperta delle verità nascoste, vertendo costantemente il tono sull’evasione idilliaca e fiabesca attorno alla matrice familiare e collettiva.

i tre fratelli Canfora










Per salvare la Chiesa di Rocca di Sotto e la casa famiglia gestita da Don Gaetano (Fabio De Luigi), infatti, ci vorrebbe un vero e proprio Miracolo, fulcro narrativo pilotato dal protagonista della pellicola. Ex tagliatore di teste ed abile nel marketing, Fulvio Canfora (Alessandro Siani), fratello del parroco interpretato da De Luigi, interverrà nella ricerca di una soluzione trovandola nella statua di San Tommaso. Si tratta di circostanze surreali e pilotate con cui, ben presto, l’uomo dovrà fare i conti svelando la verità agli abitanti del paese, i quali si ritroveranno uniti nel tentativo di riparare alla menzogna. Nonostante la tematica verta talvolta su un soggetto cinematografico poco ortodosso, il nuovo film del regista ed interprete napoletano, classificandosi al primo posto nel box office del primo weekend, riesce nell’intento di portare un sorriso, mirando a riconfermare il successo de Il principe Abusivo del 2013. Puntando su un’ambientazione fiabesca e mettendo i più piccoli al centro della vicenda, infatti, pur basandosi sulla storia del miracolo inventato, il film si rivolge ad un vasto pubblico a livello generazionale, divertendo ed affascinando anche per la scelta delle inquadrature a largo campo sulla bellezza paesaggistica della costiera amalfitana, in quei luoghi lontani dalla modernità. A sottolineare l’importanza data al tema della condivisione anche il lavoro comune e il supporto reciproco degli abitanti del paesello, intenti a risollevarne le sorti, accanto al sottofondo sentimentale incarnato dall’avvicinamento di Fulvio a Chiara (Ana Caterina Morariu) e dalla nascita annunciata del figlio di Adele, sorella di Fulvio interpretata dall’attrice partenopea Serena Autieri, precedentemente sposata con il "frizzante" Vittorio (Giacomo Rizzo).

Chiara e Fulvio












Un film in cui condivisione e amore per la patria vanno a confluire a favore di una risata ed un divertimento caratterizzati dal sorriso dei bambini e dalla dolcezza degli sguardi, lasciando qualche intuizione all’immaginazione degli spettatori, colpiti per lo più dalla colloquialità dell’azione e dal rapporto generazionale alla base del soggetto cinematografico, pensato dal regista proprio per unire adulti e bambini.