giovedì 24 dicembre 2015

NATALE COL BOSS ............................................................ parodia e divertimento per le feste


In sala dal 16 dicembre e ambientato a Napoli, il lungometraggio di Volfango De Biasi tocca, in un certo senso, il versante camorristico costruendovi attorno un soggetto parodiaco. Protagonista ne è il boss Scavafosse, soggetto al cambio di fisionomia a colpi di bisturi. Saranno, infatti, i chirurghi Alex e Dino, interpretati dallo scintillante duo comico Lillo e Greg, a cambiargli i connotati e farlo diventare uguale a Peppino di Capri, partecipazione straordinaria nel cast del film.








Qui il primo equivoco del film, alla base del tessuto comico della sceneggiatura, in quanto desiderio dello Scavafosse era assumere le sembianze di Leonardo Di Caprio. Sulle tracce del boss Leo e Cosimo, due agenti di borgata interpretati da Francesco Mandelli e Paolo Ruffini, affidati al caso per la loro presunta incompetenza. In combutta con il boss, infatti, il commissario Zagaretti (Enrico Guarneri) sembrerebbe intenzionato al doppiogiochismo seppur salvando la faccia, fine ultimo che, però, sarà ostacolato dall'operato degli agenti, supportati innanzitutto dalla moglie di Leo Sara (Giulia Bevilaqua), ex poliziotta in via di reintegro come infiltrata. La donna, presa talvolta in atteggiamenti ambigui, diverrà, infatti, il personaggio chiave nella protezione dei testimoni. Punto di scioglimento dell'intreccio sarà l'incontro sul palco tra il reale cantautore campano e il suo “clone”, smascherato sulle note di Saint Tropez. Prettamente costruito su equivoci e scambi di persona, il tessuto cinematografico della pellicola risulta caratterizzato da un buon contorno, costituito dalla colonna sonora composta da Claudio “Greg” Gregori, tra gli altri, e da una sceneggiatura efficace scritta a più mani, tra cui quelle di Pasquale “Lillo” Petrolo, a testimonianza del ruolo centrale del duo comico, non soltanto tra le file del cast.

















Produzione e distribuzione Filmauro, il lungometraggio italiano spicca notevolmente per l'interpretazione dei caratteri centrali rivelando, in senso lato, la costruzione della sceneggiatura per episodi, tra cui quello di cui è protagonista il duo Mandelli – Ruffini e quello con Lillo – Greg, a concatenarsi tra loro nella resa efficace della commedia.

venerdì 11 dicembre 2015

LICIA MISSORI & ELAYNE ................................... lo show progressivo al Fonclea


Eleganza e sintonia … queste le parole d'ordine dell'evento musicale tenutosi in data 2 Dicembre presso il Fonclea di Roma. A calcare il palcoscenico dello storico tempio della musica live capitolina le musiciste Licia Missori e Francesca Naccarelli, esibitesi in duo acustico definibile, a grandi linee, di tipo pop – rock. Talentuosa pianista la prima ed esuberante showgirl la seconda, le due hanno richiamato l'atmosfera tipica dello show ricercato ed emozionante, accattivando i presenti attraverso la costruzione di uno spettacolo interattivo, arricchito dal confronto con i partecipanti.



Impegnate anche nel progetto rock The dark side of Venus, le due musiciste hanno caratterizzato lo show di eleganza esecutiva, arricchita dalla destrezza nell'uso dello strumento e dal possesso della scena, frutto del consolidato rapporto di collaborazione sul palco. Un concerto progressivo caratterizzato dal passaggio da canzoni delicate e soft a pezzi maggiormente marcati a livello melodico e vocale nella seconda parte. A particolareggiare lo spettacolo l'armonia e il tempo tra le voci delle due, che incorniciano le melodie decantate dal piano della Missori, riservando spazio al lieto intervento del glockenspiel, strumento sorprendente di origine tedesca. Particolarmente attenta all'interazione con il pubblico e alla presenza scenica, Elayne non manca di sorprendere gli spettatori con il crescente arricchimento vocale in funzione di una sempre maggior ricerca di emozione condivisa. Tra i brani eseguiti, principalmente cover a tributo della musica internazionale, è stato possibile ascoltare, tra gli altri, Society di Eddie Wedder, Wild World di Cat Stevens, Enjoy the silence dei Depeche Mode e What's up di 4 Non Blondes accanto ad alcuni assoli e canzoni autoriali della Missori, all'attivo con diversi progetti che spaziano tra musica e teatro. Collaboratrice di Giancarlo Giannini, infatti, la compositrice romana è salita sul palcoscenico con il Maestro nel recente spettacolo di successo Omaggio a Massimo Troisi, per la regia di Gian Paolo Mai. Spettacolo di valore quello al Fonclea, tipizzato dal collegamento tra tradizione e novità, tra classico e moderno, particolarità, queste, simboleggiate dalla relazione tra piano e voce.

Licia Missori
-glockenspiel action-









Francesca 'Elayne' Naccarelli

















Una rassegna trasversale attraverso cui le due protagoniste non mancano di stupire i presenti, accompagnandoli fino al termine dell'appuntamento tra delicatezza di tipo pop e versanti rock, ricercandone costantemente la compartecipazione, a cui si presta molto bene l'allestimento della location, teatro dell'evento di inizio mese.

la "Canzone del pigiama"

mercoledì 25 novembre 2015

FONCLEA LIVE ..................................................................... atmosfere pop a suon di rock con Licia & Elayne


Appuntamento il 2 Dicembre con lo show prestigioso costruito dalle musiciste Licia Missori e Francesca Naccarelli, in concerto presso il live music pub di Via Crescenzio. Nato in relazione al progetto rock della Missori The dark side of Venus, il duo acustico mira ad emozionare gli spettatori, permettendone l'immersione totale attraverso l'armonia che andrà a crearsi durante l'esibizione.












Protagonista del live sarà proprio il raccordo melodico tra le due voci armonizzate e bilanciate attraverso l'uso del piano di Licia Missori, a stimolare l'emozione condivisa con gli spettatori, fonte primaria di energia (cit. Elayne). Uno spettacolo di valore dal contenuto innovativo (cit. Licia Missori), dunque, in cui le tradizioni musicali del passato vanno ad unirsi all'attualizzazione permessa dalla freschezza delle interpreti. Arricchendo, infatti, il contenuto dello show con alcuni apporti classicheggianti ed orchestrali, come l'intervento del glockenspiel, le due musiciste romane mireranno ad emozionare il pubblico richiamando un viaggio sensoriale che parte da molto lontano. All'attivo con molteplici progetti diversificati tra musica e teatro, Licia Missori, pianista di indiscutibile esperienza vanta un'attività live pluriennale, perfezionata dalle numerose collaborazioni, tra cui l'Omaggio a Massimo Troisi al fianco di Giancarlo Giannini, spettacolo andato in scena lo scorso maggio presso il Teatro Impero di Marsala (TP). Collaboratrice del tastierista italiano Gabriele Manzini, tra gli altri, Francesca “Elayne” Naccarelli, vanta principalmente esperienza on stage e collaborazioni a livello di palco con artisti e gruppi di genere prettamente rock, progressive o gothic.


Una serata interattiva, quella auspicata per l'evento di inizio dicembre presso lo storico tempio della musica live in capitale, a fronte di un concerto – spettacolo raffinato, a stimolare una ricercata atmosfera di condivisione con i presenti.  

giovedì 19 novembre 2015

NESSUNO MI PUO' GIUDICARE ..................................... il sorprendente esordio alla regia di Massimiliano Bruno


Uscito in sala il 16 Marzo 2011, il lungometraggio italiano in oggetto segna l'esordio alla regia dello sceneggiatore di Fausto Brizzi, comunque autore, quest'ultimo, della revisione del copione. Scavalcando a sorpresa i campioni di incasso stagionali Benvenuti al sud e Che bella giornata, il lungometraggio di Massimiliano Bruno gli consegna la nomination ai David di Donatello e ai Nastri d'argento quale miglior regista esordiente, tra gli altri riconoscimenti.











Interpretando una vedova lasciata dal marito sul lastrico, l'arrogante Alice (Paola Cortellesi) sarà costretta a far i conti con i suoi pregiudizi razziali per provvedere al mantenimento del figlio di 9 anni. Dovrà ricorrere, inoltre, al mestiere più vecchio del mondo per guadagnare tanto ed in fretta, in modo da non perdere la custodia del piccolo Filippo (Giovanni Bruno), prendendo lezioni dalla escort professionista Eva (Anna Foglietta). Entrambe figure centrali, le donne interpretate dalla Cortellesi e dalla Foglietta, riconosciute quali miglior attrice protagonista e miglior attrice non protagonista ai David di Donatello, risultano essere i caratteri alla base della sceneggiatura, la prima per la messa in discussione dei suoi principi e il riadattamento alla vita del Quarticciolo, la seconda per la naturalezza comica del suo ruolo. A supportare maggiormente il soggetto del film Raoul Bova e Rocco Papaleo, interpreti di Giulio e Lionello, il primo gestore di un internet point ed il secondo portiere del palazzo di Aziz (Hassani Shapi), ex domestico della protagonista. Rivali tra loro, i caratteri interpretati da Bova e Papaleo risultano fondamentali nel tessuto comico del film, in quanto estremamente in antitesi tra loro, conservatore il primo e “volto al progresso” il secondo. Ricco di sequenze al limite del comico, il film diverte ed induce, in un certo senso, alla riflessione, seppur non sembri questo l'intento registico, formidabile durante la telefonata tra la “Torbida Morena” ed un cliente fetish, uno dei punti clou della commedia.











Riconosciuta quale miglior commedia con il Globo d'Oro, tra gli altri, la pellicola si sviluppa, in sostanza, dallo scontro di due universi opposti, la precedente vita della protagonista fatta di convinzioni, sfruttamento e pregiudizi con l'evoluzione della stessa, in balia di rimessa in discussione per il bene del figlio.


lunedì 9 novembre 2015

THE WALK ......................................................................... il colpaccio newyorkese di un giocoliere francese


Presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma, il lungometraggio di Robert Zemeckis pone in risalto la personalità del protagonista nella realizzazione del suo sogno. Innamoratosi da una foto di giornale delle Twin Towers di New York, l'abile giocoliere parigino Philippe Petit (Joseph Gordon-Levitt) decide di intraprendere la carriera di funambolo, affinchè possa tendere un filo tra le due torri e attraversarle.



Sotto la guida e i consigli di papà Rudi (Ben Kingsley), il protagonista assumerà, ben presto, l'atteggiamento e l'autorevolezza necessari a poter camminare nel vuoto, diventando padrone del suo filo. A supportarlo la sua squadra di complici, tra cui la bella Annie (Charlotte Lebon), con cui Philippe lega dal momento delle esibizioni in piazza a Parigi e costruirà un rapporto speciale. Proprio questo il fulcro del prodotto cinematografico, la messa in relazione di due anime molto simili alla ricerca di sé, parallelismo evidente alle due torri in via di completamento. Dall'incontro tra i caratteri centrali del travaglio passionale la fissazione di uno degli elementi evidenti nella sceneggiatura della pellicola, quello di incondizionato rispetto per l'arte, scandendo, in tal modo, la consapevolezza di Philippe dell'essere un artista e non solo un intrattenitore. Sarà questa la particolarità che porterà il funambolo a sfidare le leggi della fisica e lanciarsi nelle sue camminate sospeso nel vuoto, a partire dalla traversata delle torri di Notre Dame, fino ad arrivare a quella delle torri gemelle di New York, il colpo da maestro per cui vedremo impegnati i nostri in una lunga preparazione, dallo spionaggio alla fissazione del cavo e dei cavalletti. Tra gli altri complici al seguito di Petit, l'intraprendente Jean – Louis (Clément Sibony), fotografo di scena dell'operazione intervenuto con l'amico Jeff (César Domboy), il basista Barry (Steve Valentine) che, inaspettatamente, si rivelerà colpito dal giovane funambolo sin dal colpo alla cattedrale francese.











Tratto da una storia vera ed in sala dal 22 Ottobre, il film biografico di Zemeckis concentra la narrazione sull'interiorità del protagonista, voce narrante della pellicola, il quale sembra dimenticare il mondo esterno una volta in azione, dando, infine, un messaggio di speranza per cui non esisterebbe nulla di impossibile.





sabato 31 ottobre 2015

CITY FEST ....................................................... Toni Servillo incontra il pubblico capitolino


A pochi giorni dalla chiusura della decima edizione della Festa del Cinema di Roma, continuano a susseguirsi nella capitale eventi di elevato livello artistico, tra cui la serata del 28 Ottobre presso il museo nazionale delle arti Maxxi. Protagonista dell'evento è l'attore casertano Toni Servillo, il quale ha presieduto la presentazione del libro a lui dedicato Toni Servillo, oltre l'attore di Roberto De Gaetano e Bruno Roberti, presenti in sede di incontro con il pubblico.













Edito da Donzelli editore, il volume, aprendosi con un intervento dello stesso Servillo nell'interrogarsi sul suo mestiere, da intendersi come messa a punto dell'efficacia espressiva di un'idea, è corredato di interventi e contributi di studiosi, critici ed intellettuali, con cui si ripercorre tutta la carriera a partire dagli esordi fino ad arrivare ai successi più recenti. Un vero e proprio omaggio ad un artista che, attraverso il suo far arte, è riuscito a catturare, commuovere e divertire il pubblico ripetutamente e con costanza. Mimica, finzione, recitazione e molto di più le particolarità che hanno assegnato al casertano un posto di rilievo tra gli attori contemporanei, protagonista di diversi successi cinematografici, tra cui Il divo e La grande bellezza. Condotto da Mario Sesti, l'appuntamento della rassegna di City Fest, programma di iniziative annuali della Fondazione Cinema per Roma, ha permesso ai presenti di interagire con l'attore e regista campano e approfondire i risvolti relativi alla sua carriera di attore e regista cinematografico e teatrale. Manifestando un inevitabile legame con il teatro napoletano ed in particolare con i testi del maestro Eduardo De Filippo, Servillo sfoggia un profondo attaccamento alla sfera della musica d'opera, apice, talvolta, di un'estenuante riflessione. Compito principale dell'attore è quello di rendere un testo intellegibile e palpitante, risollecitando l'energia presente in un testo affinchè possa essere utile nell'orientamento della vita.










Considerando un testo drammatico organizzato come una bomba, un congegno, il protagonista dell'incontro capitolino con il pubblico testimonia ampiamente le sue radici teatrali, passando per la citazione di, tra gli altri, Molière, Goldoni e Pirandello, considerando, altresì, il teatro mezzo per comprendere la posizione dell'uomo in quel tempo.


martedì 27 ottobre 2015

LATIN HAPPY HOUR .............................. al via la rassegna 'Tematic Happy Hour' al Ritrovo la Dolce Vita


In occasione del primo appuntamento con la rassegna dell'happy hour tematico presso il ritrovo sito nel cuore della capitale, è stato possibile interagire con l'arte cinematografica da una parte e con la musica dall'altra. Dedicata alla pellicola felliniana, infatti, la location ospitante ha permesso ai partecipanti di viaggiare attraverso il tempo e lo spazio grazie ai molteplici richiami al lungometraggio italiano con Marcello Mastroianni ed Anita Ekberg.











Ospiti della serata, ad arricchire il valore culturale dell'evento, le musiciste Licia Missori e Francesca Elayne Naccarelli, all'attivo con diversi progetti musicali, tra cui quello del duo acustico tra piano e voci armonizzate, formazione successiva alla nascita del progetto rock della Missori, quello della band The dark side of Venus. Una tastierista e l'altra cantante del gruppo, Licia ed Elayne sembra abbiano notato da subito il legame armonico tra le loro voci, decidendo di costruire uno show tutto loro, tra piano, voce con l'ausilio di uno strumento particolare, il glockenspiel. Prossime a diversi concerti, le due hanno interagito con il pubblico esplicando, innanzitutto, le dinamiche esecutive e strutturali, tra pezzi cover e riarrangiamenti originali, dando, inoltre, un lieto assaggio dello spettacolo attraverso l'esecuzione vocale di un frammento di un brano. Armonia e delicatezza le caratteristiche primarie dell'interpretazione, accattivando in tal modo il pubblico in vista dei prossimi concerti capitolini, tra cui quello del 2 Dicembre al Fonclea, auspicando show ricchi di condivisione e coinvolgimento, frutto di un'esperienza mista tra live e preparazione in studio.

Licia Missori

Francesca Naccarelli











Uno spettacolo di valore, quello costruito dalla pianista e dalla cantante, dichiaratesi propense ad un'emozione condivisa con gli spettatori, fonte indiscutibile di energia (cit. Elayne), a decretare l'andamento di uno show basato su piano, glockenspiel e voci armonizzate dal contenuto innovativo (cit. Licia Missori).

Licia & Elayne

sabato 24 ottobre 2015

ALASKA ........................... l'ultimo lungometraggio italiano nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma


Presentato al pubblico della kermesse capitolina che premia la settima arte il 23 ottobre, il lungometraggio di Claudio Cuppellini racconta una storia d'amore come tante altre, nata sul tetto di un albergo di Parigi. Protagonisti ne sono l'italiano Fausto (Elio Germano) e Nadine (Astrid Bergès Frisbey). Soli e fragili, entrambi i personaggi sembra condividano l'idea dell'amore condizionato dall'immagine di quella felicità che, per certi versi, sarebbe irraggiungibile. Ad ostacolare il loro destino tante situazioni ambigue e probabilmente dubbi incessanti, dovuti principalmente al trasferimento in Italia e all'incontro con caratteri diametralmente opposti al loro.









La sceneggiatura del film è distribuita interamente lungo la storia dei due amanti, i quali si perderanno per poi ritrovarsi, fuggendo dal proprio destino nascondendosi ognuno nelle proprie debolezze, fino a scendere a patti con sé stessi. Fragile e ambiziosa allo stesso tempo, il carattere interpretato dalla Frisbey mostra con audacia le particolarità della spensieratezza di una ventenne, giovane modella desiderosa, in un certo senso, del conforto e del supporto che troverà nel cameriere sbarazzino partito dalla patria alla ricerca di una sistemazione occupazionale. A riconoscersi nella stessa inquietudine della ragazza, il giovane cameriere interpretato dall'attore romano, caparbio nel disegnare la solitudine di Fausto, motivazione fondante del suo ritorno in patria. Divenuto partner nella gestione della discoteca milanese Alaska di Sandro (Valerio Binasco), il protagonista incomberà presto nella rivoluzione di sé e nel progressivo allontamento da Nadine, lasciandosi sfuggire dalle mani la storia della sua vita. Inserita nel diversificato contesto europeo, l'indistruttibile storia di Fausto e Nadine è molto lontana dal convenzionale, vivendo, bensì, tra sguardi, sensazioni ed empatia, prefigurandosi come fase di un vissuto più emozionale che palpabile e specificando il bisogno dei corpi di ritrovarsi, struggendosi e, talvolta, persino annullandosi.

Sergio

Francesca







Configurandosi come immagine del nostro tempo, il film brilla per il travaglio emozionale tra i molteplici luoghi europei, pur trattando un tema ampiamente asserito nella cultura cinematografica italiana, diversificato, però, per un'attenzione posta più sul carattere dei personaggi che sulle scene alla base della narrazione.

venerdì 23 ottobre 2015

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT ............................... puro cinema di intrattenimento alla Festa del Cinema di Roma


Inserito tra i lungometraggi della selezione ufficiale, il nuovo film di Gabriele Mainetti risulta essere un concentrato di fantascienza ed ironia. Il soggetto del film, infatti, fa riferimento al cartoon giapponese Jeeg Robot d’acciaio, concentrando la narrazione prevalentemente sul protagonista, preso nello stato del difficile reinserimento all’interno della società.


Pregiudicato di borgata, Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) diventerà l’amato supereroe per salvare Alessia (Ilenia Pastorelli) da un agguato criminale. La storia si svolge nella zona capitolina di Tor Bella Monaca, dove il protagonista, uscito di galera, incontra il suo vecchio amico Sergio (Stefano Ambrogi), padre della ragazza, da poco deceduto. Ignara dell’accaduto, la giovane Alessia manifesta un forte distacco dalla realtà, particolarità evidente nel suo atteggiamento immaturo. A prendersene cura è, però, il suo eroe preferito, il quale vestirà “i panni” della potenza superiore pur di vederla felice e supplire alla mancanza del padre. A turbare il reintegro sociale di Enzo è Gipsy lo zingaro (Luca Marinelli), criminale della zona che vorrebbe avvalersi ancora dei servigi del suo vecchio amico, in lotta con sé stesso per cambiare ed avere un'altra occasione. Passaggio dalla parte del bene, quindi, per il protagonista, immersosi totalmente nel suo nuovo compito protettivo. Sequenze cinematografiche rese attraverso l’elevato uso di colori, in particolare negli abiti del carattere interpretato da Marinelli e nell’uso misurato di effetti speciali e della computer grafica. Una narrazione che sorprende e coinvolge, attraverso l'adeguato uso di piccoli accorgimenti cinematografici e narrativi, elementi che fanno spiccare il primo film sui supereroi made in Italy.


Ancora una volta ad azionare l’intreccio narrativo è una figura femminile, la quale, dopo aver perso il punto di riferimento del padre, rifugerà le sue angosce e la sua speranza in Enzo, divenuto invincibile in seguito al contatto con una sostanza radioattiva. Riconducibile al genere del cinema di intrattenimento, il film di Mainetti risulta, in ultima analisi, costituito dagli elementi di riscatto, speranza, sogno ed in particolar modo fantascienza.


giovedì 22 ottobre 2015

GAME THERAPY ......................................................... l'atteso evento di Alice nella città


Appartenente alla schiera di eventi speciali relativi alla rassegna parallela della Festa del Cinema di Roma Alice nella città, il lungometraggio – evento pone, in un certo senso, uno sguardo sulla modernità. Mettendo al centro della narrazione, infatti, l'evoluzione tecnologica del mondo attuale, il film riflette la storia della generazione del social network e dell'era digitale.











Diretta da Ryan Travis, la pellicola affronta la triste storia generazionale attraverso le vicessitudini dei caratteri centrali del film, interpretati da giovanissimi ragazzi italiani, Lorenzo Ostuni e Federico Clapis, rispettivamente nel ruolo di Francesco e Giovanni. Amici di giochi e appassionati di consolle, i due giovani sembra trovino rifugio dalla vita reale nell'immersione virtuale, fino a perdere il contatto con la realtà. Una cura a questo distacco dal mondo reale sembra essere una full immersion in un nuovo gioco che porta dall'altra parte, in una dimensione parallela in cui dar sfogo alla propria appartenenza al virtuale. La situazione, però, andrà via via inevitabilmente peggiorando quando a esser messe in discussione saranno le precedenti convinzioni, ciò in seguito all'intervento della partner di Giovanni Danika (Elisa Piazza), la quale esigerebbe maggior coinvolgimento da parte del giovane gameopata. In uscita domani nelle sale, il lungometraggio di Travis porta sul grande schermo i volti noti di Youtube, esperimento che, pur coinvolgendo un vasto pubblico, sembrerebbe convincere poco, visti gli innegabili buchi nella trama. Il dramma dei due ragazzi, vittime di isolamento dalla società, sembra far brillare talvolta la sceneggiatura, pur riservando troppo spazio al mondo virtuale.















Idea comunque buona, fatta con spirito di cambiamento, soavemente brillante nell'apporto di scenografie fatte dei parallelismi di gioco, da cui il protagonista sembra non volersi staccare, presumibilmente per la paura a relazionarsi. Lo stesso linguaggio dei personaggi, talvolta, risulta troppo legato al mondo interattivo di cui, forse, sarebbe preferibile promuovere un tenue allontanamento.

martedì 20 ottobre 2015

TRUTH ..................................................... il film di apertura della decima edizione della Festa del Cinema di Roma


Ad apertura della decima edizione della Festa del Cinema di Roma, un film dal tono provocatorio che analizza la disavventura lavorativa di Mary Mapes (Cate Blanchett), giornalista e produttrice televisiva per la CBS. Artefice dello scoppio del caso sul mancato servizio militare del presidente in carica, la donna entra ben presto nell’occhio del ciclone per l’inchiesta mandata in onda.











Di lì a poco, una volta superata la bufera mediatica, però, l’attenzione si sposterà sui giornalisti che hanno messo in dubbio la versione ufficiale della storia, provocando, talvolta, evidenti malintesi. A supportare la protagonista sarà l’anchorman Dan Rather (Robert Redford), anche lui caduto, inevitabilmente, nell’incomprensione che sarebbe, però, testimoniata da valevoli prove. Diretto da James Vanderbit, il lungometraggio in oggetto, muovendosi attorno ad una precisa descrizione dei caratteri, risulta essere una trattazione spesso introspettiva, la ricerca di una verità, come suggerisce il titolo, indiscutibile. Costruito sulla base di una storia realmente accaduta, quella della controversa vicenda dei favoritismi politici, anche detta Rathergate, il film di Vanderbit vanta un cast stellare, a partire dalla Blanchett, interprete della donna che, attraverso la sua inchiesta, sconvolse l’opinione pubblica americana. Tra gli altri interpreti della pellicola, Dennis Quaid ed Elisabeth Moss, rispettivamente nel ruolo del colonnello Roger Charles e di Lucy Scott.










Soggetto del lungometraggio è, quindi, lo scoop condotto sul mancato servizio militare di Bush, rivelatosi infine falso. Presentato a Roma nel giorno stesso dell’uscita americana, l’intento del regista sembra mirare alla sensibilizzazione riguardo l’eccessiva pressione che, talvolta, alcune professioni possono comportare, particolarità messa in evidenza sino all’epilogo del film.


lunedì 19 ottobre 2015

FESTA DEL CINEMA DI ROMA .......................................... il primo weekend tra temi e valori


Partita ufficialmente il 16 Ottobre, la decima edizione della kermesse capitolina che premia la settima arte si è rivelata uno sguardo moderno al passato. Giunto al timone dell'appuntamento con il cinema in capitale proprio in occasione del decimo anno di svolgimento, il direttore artistico Antonio Monda ha portato una ventata di freschezza e diverse innovazioni, tra cui il ritorno alla festa del Cinema, mentre precedentemente era Festival. Diverse le sezioni dei film in rassegna, a partire da quelli appartenenti alla Selezione Ufficiale.












Durante il primo weekend dell'appuntamento spazio ai film condensati, in un certo senso, attorno al tema della famiglia, punto fermo, ormai, di gran parte delle produzioni. Primo fra tutti Room, pellicola che, diretta da Lenny Abrahamson, affronta il tema di condivisione della vita tra una madre (Brie Larson) e un figlio, i quali, tenuti prigionieri in un capannone da Old Nick (Sean Bridgers), saranno messi a dura prova nel doversi riadattare alla quotidianità. Compito arduo per la donna dover convincere il giovane figlio che il mondo fosse molto di piú di quella stanza e diverso da quello in tv, impresa a cui sembra far fronte grazie all'aiuto della sua famiglia. Arrivato all'età di cinque anni, il piccolo Jack (Jacob Tremblay) considera ormai quella stanza come una casa ed é per questo che, prima di chiudere i conti con il passato, vorrà rivederla un'ultima volta, sancendo il valore di appartenenza presente nel lungometraggio, talvolta lento nell'identificazione del disagio. Caratterizzazione, quella del disagio, riscontrabile nel prodotto The Wolfpack, relativo alla sezione Alice nella Città, parallela al festival e ricca di contenuti per le scuole e per i piú giovani. Nella pellicola sopra citata, diretta da Crystal Moselle, toccherà ad un gruppo di fratelli dover uscire dell'appartamento in cui vivono segregati da un padre, soffocato da un istinto di protezione. Tema primario del film é l'affiatamento tra i protagonisti che, una volta varcata la soglia di casa, sembra scoprano un mondo fatto di colore e persone, in opposizione al bianco perpetuo dell'appartamento. Ad arricchire il valore del film la particolarità dell' eleganza, ricercata ed evidenziata soprattutto nel costume che ricorda i sobborghi blues del ghetto d'America, abiti scuri con occhiali e cappelli neri (stile Blues Brothers).










Entrambi i film risultano, inoltre, accomunati dall'attenzione al contenuto musicale, nel primo quasi a dare il senso di risveglio è nel secondo ad enfatizzare delle nuove esperienze. Ampiamente calcato il tema della conquista della realtà, riscontrabile nell'enfasi della fuga risulta tanto in parallelo quanto diversificato nelle pellicole, in quanto nel primo film ad incitarne la realizzazione è una madre in lotta con sé stessa, mentre nel secondo é un padre ansioso ad impedirne lo scioglimento. Tema della conquista che viene richiamato anche in The Big day di Pascal Plisson, in cui per un gruppo di talenti arriva il grande giorno e l'appagamento delle proprie fatiche.

sabato 17 ottobre 2015

ERA D'ESTATE .......................................... la pre - apertura della decima edizione della Festa del Cinema di Roma


Diretto da Fiorella Infascelli, il lungometraggio in oggetto, proiettato nella serata del 15 Ottobre, ripercorre le vicende legate alla protezione dei magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, esiliati a L'Asinara (SS) quando correva l'anno 1985. Prossimi ad uno dei più grandi processi del secolo, il maxiprocesso di Palermo contro la mafia, i due giudici vengono costretti all'esilio a causa di una minaccia partita dai vertici di Cosa Nostra. Minaccia che, questa volta, riguarda anche le rispettive famiglie dei protagonisti, condizione di estrema allerta da parte delle forze dell'ordine.


Costretti all'esilio e non potendo lavorare all'ordinanza fino all’arrivo dei documenti, i due magistrati siciliani sembrano vivere una condizione di inadeguatezza nei confronti della società e delle istituzioni, abbandonati da tutti su quell'isola. Una situazione limite che risulta essere esplicata nel lungometraggio attraverso l'immersione  nel mare circostante, a specificare, probabilmente, un tentativo di liberazione dalle angosce. Interpretati da Beppe Fiorello e Massimo Popolizio, i protagonisti affrontano la situazione con caparbietà e pazienza, a fronte di quella speranza di poter cambiare le cose. Raccontando una vicenda storica, la regista e sceneggiatrice romana mostra una profonda attenzione al cambiamento della vita occorso ai due esponenti siciliani della giustizia, qui interpretati con lustro dai due attori protagonisti, i quali sembra riescano a dare al film quel tocco in più di vicinanza ai fatti narrati, facendo brillare la caratterizzazione dei due, tra emozioni e disagio dovuto all'abbandono. Fondamentale il ruolo di supporto delle due rispettive consorti, interpretate da Valeria Solarino e Claudia Potenza, vicine ai mariti durante la loro vacanza coatta (cit.).


Ad arricchire il valore tematico del film una riflessione intrinseca, quella sull’isolamento quale condizione talvolta struggente che, come racconta il lungometraggio, colpisce duramente i soggetti coinvolti. Prediligendo i campi lunghi, il prodotto cinematografico affronta, sostanzialmente, una storia tutta italiana, illuminando e lasciando immaginare il difficile decorso di una storia estremamente attuale.