mercoledì 5 novembre 2014

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA .......................... tra nostalgia e verità nascoste


Tra gli altri appuntamenti con il mondo della settima arte anche quello del 24 ottobre con l’anteprima europea del film Stonehearst Asylum, diretto dal cineasta statunitense Brad Anderson, protagonista di una masterclass pomeridiana sul cinema horror, durante cui ha incontrato il pubblico dell’Auditorium Parco della Musica nel contesto di un dibattito moderato da Manilo Gomarasca e Giona Nazzaro.


















Presentando il suo ultimo film nella sezione Mondo Genere della rassegna romana, il regista cult di Session 9, The Call e L’uomo senza sonno, tra gli altri, ha condotto  partecipanti nella discussione il cinema horror tra nostalgia e verità, dando esplicazione alle sue tendenze artistiche e di scrittura, rivelandosi autore affascinato da personaggi in bilico tra normalità e follia. Riadattamento della novella di Edgar Allan Poe dal titolo The System of doctor tarr and professor fether, il lungometraggio del regista di Madison vive di un’atmosfera gotico – romantica nel contesto horror – gotico della love – story a fondo nel film. Dopo aver conseguito la laurea in medicina, il giovane dottore Edward Newgate (Jim Sturgess) svolge il periodo di apprendistato presso un istituto di igiene mentale. Qui si innamora della paziente Eliza Graves (Kate Beckinsale) ma ben presto viene a contatto con terrificanti segreti legati a quell’ospedale, gestito da pazienti in seguito ad un ammutinamento organizzato dall’ex direttore Silas Lamb (Ben Kingsley), divenuto pazzo e ricoverato, da cui il giovane Edward impara i risvolti del mestiere. Un thriller macchinoso, quindi, in cui trova largo spazio anche l’attenzione all’interiorità del carattere centrale, preso, talvolta, nei rapporti interpersonali con la sua guida e con la sua amata. A tratti violento e crudo, il film si rivela un prodotto che si nutre del rapporto tra azione e reazione, circoscritte e non obbligatoriamente sconnesse.














Numerosi gli adattamenti dello scritto di Poe, tra cui quello della sceneggiatura, prima riscritta e poi adattata per un lungometraggio che vede nel rullino dello storyboard la produzione di una delle stelle di Arma Letale, Mel Gibson. Ruotando attorno ad uno schema thriller ed insospettabile, tra l’apparente ed il realistico, il soggetto del film mette in relazione le diverse storie del tormentato dottor Lamb, quella della paziente Eliza Graves e degli altri ospiti del manicomio, accanto a quella del giovane tirocinante, accomunandole infine nell’emersione di una sorprendente verità.

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