venerdì 31 ottobre 2014

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA ............... chiusura e tributo in Auditorium










Dedicata alla proiezione dei film vincitori della nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, la giornata di domenica 26 ottobre si è rivelata un motivo di incontro con la tradizione e un tributo ad un grande artista del passato, attraverso la proiezione serale di un lungometraggio entrato nella storia.


















Si tratta de Il postino di Michael Radford, pellicola del 1994 restaurata per l’occasione, i vent’anni dalla scomparsa del protagonista Massimo Troisi, dalla Variety Communications e portata, quindi, ad un nuovo splendore, prodotto commovente destinato a rimanere nella storia della settima arte e non solo, brillando di valore cinematografico, artistico ed umano. Un film entusiasmante e profondo, con cui l’attore napoletano si è congedato dal pubblico lasciando un capolavoro, un inno alla vita e all’amore, un’opera da Oscar, come quello conquistato per le musiche di Luis Bacalov e Sergio Endrigo. Tratta dal romanzo Il postino di Neruda del cileno Antonio Skàrmeta, la storia raccontata nel film si muove lungo una precisa trattazione narrativa che non stenta di emozionare il pubblico, attraverso il racconto della maturazione del rapporto tra Mario Ruoppolo (Massimo Troisi) e il poeta Pablo Neruda (Philippe Noiret), giunto in città per un periodo di esilio. Delegato alla consegna della corrispondenza postale, il protagonista maturerà man mano il desiderio di esplorare lo sconosciuto mondo dell’arte poetica. Un poeta, Neruda, che canta l’amore, quell’amore apparentemente surreale da cui è attratto il protagonista, il quale, mosso dall’intenzione di dedicare un “canto” alla nipote della proprietaria dell’osteria del paese, la deliziosa Beatrice Russo (Maria Grazia Cucinotta), imparerà ad ascoltare il proprio cuore e far parlare le emozioni, tenendo sempre vivo il ricordo di quell’amico speciale tornato in patria ed in onore del quale il protagonista chiamerà suo figlio Pablito.











Un’opera commovente, manifesto dell’artista prematuramente scomparso che ne ha curato anche la sceneggiatura, omaggiato anche dalla presenza della collega Maria Grazia Cucinotta, a testimoniarne la mancanza nel mondo dell’arte cinematografica e a celebrarne anche da spettatrice il suo lascito spirituale ed umano al mondo, un vero e proprio spettacolo di amore della vita.


mercoledì 29 ottobre 2014

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA ............... i premi collaterali della IX edizione


Molteplici i premi collaterali assegnati ai film presentati alla nona edizione del festival capitolino e anche ai professionisti del cinema, riconoscimenti che premiano le opere cinematografiche e anche l'ingente macchina organizzativa “dietro la macchina da presa”.











A Gone girl di David Fincher è andato il premio farfalla d'oro Agiscuola, mentre il premio SIGNIS dell'Ente dello spettacolo è stato assegnato ex aequo a Fino a qui tutto bene di Roan Johnson e We are young. We are strong di Burhan Qurbani. Menzione speciale dell'ente dello spettacolo anche a Biagio di Pasquale Scimeca e a Silvia D'Amico per l'interpretazione nel film Fino a qui tutto bene.

Marco Marzocca
premio L.A.R.A.















Premio L.A.R.A (Libera Associazione Rappresentanza di Artisti) assegnato a Marco Marzocca, riconosciuto miglior interprete italiano per il film Buoni a nulla di Gianni Di Gregorio. Diversi anche i premi maggiormente tecnici, a partire da quello A.I.C per la Miglior Fotografia a Luis David Sansans per Escobar: Paradise Lost di Andrea Di Stefano, quello A.M.C. assegnato per il Miglior Montaggio a Julia Karg per We are young. We are strong, accanto a quello A.I.T.S. al Miglior Suono, conferito a Last Summer di Leonardo Guerra Seràgnoli. Premio La chioma di Berenice al Miglior Truccatore assegnato a Simona Castaldi e quello al Miglior Acconciatore a Fabio Lucchetti, entrambi per il film Soap Opera di Alessandro Genovesi, prodotto italiano della sezione Gala.








Premio Akai International Film Fest conferito a Fino qui tutto bene e Green Movie Award a Biagio, pellicola italiana a cui è andato anche il premio di critica sociale “Sorriso diverso Roma 2014”, riconoscimento conferito anche al film straniero We are young. We are strong della sezione Cinema d'Oggi.



martedì 28 ottobre 2014

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA ..................... i film vincitori della IX edizione


Aperta dal padrone di casa Marco Muller e tenutasi in data sabato 25 ottobre, la serata di premiazione della nona edizione del festival cinematografico capitolino ha entusiasmato il pubblico presente emozionando e facendo in qualche modo rivivere i momenti più caratterizzanti dell’appuntamento culturale. Attraverso un videoclip/trailer realizzato da Rai Movie, infatti, gli spettatori hanno potuto interagire ancora con il passaggio dei propri beniamini sul Red Carpet dell’Auditorium di Renzo Piano, con gli incontri a cui è stato possibile prender parte e con l’intera macchina organizzativa di tutto l’evento.












Pubblico protagonista anche dell’assegnazione dei premi, in quanto proprio attraverso la votazione dei partecipanti è stato decretato il miglior film di ogni categoria, attraverso una raccolta telematica delle preferenze espresse all’uscita dalla sala. In particolare, al lungometraggio Trash di Stephen Daldry è stato assegnato il premio del pubblico BNL per la sezione Gala, mentre per Cinema Italia (Fiction) il riconoscimento è andato a Fino a qui tutto bene di Roan Johnson. Per Mondo Genere, invece, il premio del pubblico è andato ad Haider dell’indiano Vishal Bhardwaj ed a 12 Citizens di Xu Ang per la sezione Cinema d’Oggi, mentre per Cinema Italia (Documentario) è stato assegnato a Looking for Kadija di Francesco G. Raganato. 

La giuria TAODUE e la giuria DOC/IT












Accanto alla giuria popolare due schieramenti di esperti del settore hanno assegnato il riconoscimento alla miglior opera prima e al miglior documentario. Si tratta, nello specifico, del Premio TAODUE Camera d’Oro assegnato per la sezione gala ad Andrea di Stefano, regista di Escobar: Paradise Lost, riconoscimento conferito dalla giuria composta da Valerio Mastandrea, Sidney Sibilia, Cristiana Capotondi, Francesca Calvelli e presieduta dal regista Jonathan Nossiter. Per la sezione parallela di Alice nella città, invece, il premio è andato a Laura Hastings – Smith, produttrice del film X + Y di Morgan Matthews. Menzione speciale a Last Summer di Leonardo Guerra Seràgnoli per Prospettive Italia, sezione a cui appartiene anche il documentario Largo Baracche di Gaetano Di Vaio e Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni, prodotti a cui sono andati, rispettivamente, il premio DOC/IT al miglior documentario e la menzione speciale, riconoscimenti assegnati dalla giuria presieduta dal produttore Federico Schiavi e composta da Valeria Adilardi, Mario Balsamo, Ilaria De Laurentiis e Paolo Petrucci.

domenica 26 ottobre 2014

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA ................ l'ultima tornata della kermesse


Ad anticipare le cerimonie di premiazione di Sabato 25 ottobre, una tre giorni intensa e ricca di eventi e appuntamenti con i professionisti del mondo della settima arte a livello internazionale. Protagonisti di incontri con il pubblico e conversations, infatti, diversi ospiti di rilievo, tra cui Kevin Costner, intervenuto il 24 Ottobre a presenziare la presentazione del film in concorso Black and white dello sceneggiatore e attore Mike Binder, evento organizzato in collaborazione con Alice della città. Ad arricchire la sceneggiatura del film i due interpreti premio Oscar Octavia Spencer e Kevin Costner.












Si tratta di un film che passa in rassegna le tensioni provocate dalle differenze razziali decifrandole e contestualizzandole intorno alla storia familiare di Elliot Anderson, avvocato impegnato nell’educazione della nipote orfana di madre, per la quale lotterà in virtù dell’amore per la figlia defunta. Tra gli altri prodotti proiettati nel contesto della rassegna filmica romana anche Angels of Revolution di Aleksej Fedorcenko, regista russo a cui è andato il Marc’Aurelio del Futuro. Affascinati dal realismo magico e fantastico del regista sovietico, gli spettatori hanno potuto assistere alla conciliazione culturale progressiva, soggetto centrale del film, per cui soltanto le popolazioni dei Nenci e degli Ostiachi non sembrerebbero adeguarsi all’ideologia di liberazione, obiettivo ricercato in Siberia attraverso surreale e fantasia narrativa. Rinnovandosi costantemente in ogni film, l’autore russo si riconferma pioniere magistrale e narratore attento al contemporaneo.

















Presentati per il concorso gala, invece, i film italiani Tre tocchi di Marco Risi e Buoni a nulla di Gianni Di Gregorio danno conferma di un’idea cinematografica nazionale e corale, il primo intrecciando sei storie diverse ma accomunate dalle passioni per il calcio e per il lavoro, raccontate transitando agilmente tra commedia e dramma, caratteri presenti anche nel secondo film, in cui a far da fulcro è il rapporto di amicizia tra Gianni (Gianni Di Gregorio) e Marco (Marco Marzocca), illuso e schiavizzato, quest’ultimo, dalla collega Cinzia (Valentina Lodovini). Tratto dal best seller L’amore bugiardo di Gillian Flynn, il film in concorso Gone Girl, invece, esplora la cultura mediatica contemporanea incanalando la narrazione all’interno di un matrimonio apparentemente idilliaco e perfetto tra un’ex scrittore e la moglie, Nick (Ben Affleck) ed Amy (Rosamund Pike), i coniugi Dunne. Dopo la scomparsa della donna, Nick diventa il sospettato numero uno trovandosi così in una situazione impossibile.















Trasmesso nella serata di Venerdì 24 Ottobre presso il Multisala Barberini, Stonehearst Asylum di Brad Anderson verte, invece, sulla presa di consapevolezza del proprio ruolo all'interno di un contesto professionale. Inserendo la narrazione nella cornice di un ospedale psichiatrico, il film circuisce la vicenda attorno alla storia del dottor Edward, ultimo arrivato nello staff per intraprendere l’apprendistato con il dottor Lamb, sopraggiunto per costruirvi una società moderna a Salt, i cui metodi erano ritenuti medievali e non idonei.

mercoledì 22 ottobre 2014

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA ..... il Red Carpet si riempie di star


Numerose le personalità autorevoli a calcare il tappeto rosso del festival capitolino, come i membri del gruppo britannico degli Spandau Ballet, band pop degli anni ’80 intervenuta in occasione della presentazione del docu – film musicale in concorso Soul Boys of the Western World di George Hencken, in cui la testimonianza degli stessi musicisti sembra possa limitare lo spazio riservato alla musica e allo spettacolo, ciò probabilmente a causa di una pregressa impostazione cinematografica. Omaggio alla storia che racconta anche il panorama personale, politico e culturale che fa da sfondo alla storia della band, indagando, talvolta, sui retroscena. Tra gli altri protagonisti della passerella diverse stelle del cinema americano come Richard Gere, intervenuto alla kermesse per presentare il suo ultimo lavoro attoriale.

Spandau Ballet








Si tratta del film Time out of mind di Oren Moverman, un prodotto che presenta il protagonista sotto un’inedita veste, quella dell’uomo alla deriva per le strade di New York City, rivestita da Gere, probabilmente, nell’intento di dar voce agli emarginati della società e per mettersi alla prova nelle vesti del senzatetto disperato, ruolo a lui poco consono. Lo ricordiamo, infatti, nei panni del miliardario affarista Edward Lewis in Pretty Woman del 1990, in cui ricopre il ruolo del sex symbol e incarna il desiderio della donna tipo, interpretata nel caso specifico da Julia Roberts. Caratterizzato da un montaggio ed una fotografia esplicativi, arricchiti dalle inquadrature panoramiche, il lungometraggio presentato per la sezione Cinema d’Oggi rispecchia le caratteristiche di un film sofferto ed intenso, di tipo poco commerciale, in cui il personaggio centrale sembra percorrere la difficile strada del riavvicinamento alla figlia dopo esser entrato in contatto con gli ospiti del centro d’accoglienza a Manhattan, dedicando la sua vita alla speranza di riconquistare tale rapporto.













Altro appuntamento con il grande cinema quello della serata del 20 ottobre, in cui si è potuto assistere alla proiezione del film Jia Zhangke, un gars de Fenyang di Walter Salles, protagonista di un dialogo pubblico con il suo protagonista, Jia, già Leone d’Oro a Venezia. Una carriera esemplare quella del cineasta brasiliano, a cui è stato assegnato il Marc’Aurelio alla Carriera in occasione della partecipazione al festival romano. Un vero e proprio figlio del cinema, regista, sceneggiatore e produttore che decide di giocare sul rapporto tra documento e fiction nel film suddetto, fondendo documentario e cinema autobiografico, inserendovi, appunto, la variante storico – sociale.

Walter Salles
-Marc'Aurelio alla Carriera-

lunedì 20 ottobre 2014

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA ..... il primo weekend della nona edizione


La kermesse capitolina che premia la settima arte si riconferma appuntamento culturale da non perdere, capace di coinvolgere tutti, appassionati e non, nella trasmissione del messaggio artistico, attraverso le diverse sezioni della rassegna, a partire dal concorso Gala fino ad arrivare a quella Cinema d'Oggi e Next Cinema, ad allietare un vasto pubblico.

Tomas Milian in conversation









Infatti, a partire dall'apertura in grande stile, amplificata dal conferimento dell'acting award a Tomas Milian, è stato possibile riscontrare un notevole gradimento da parte del pubblico presente. Dopo aver lavorato con registi del calibro di Visconti e Pasolini ed esser passato dal cinema d'autore a firma di Bertolucci, tra gli altri, l'attore cubano che ha segnato il mondo degli spaghetti western ha plasmato il suo personaggio, costruendo la maschera di Er Monnezza, ormai inserita nell'industria cinematografica. Sarà il figlio adottivo di Milian, infatti, a cercare di mantener viva una tradizione familiare fatta di professionalità, come anticipato dall'attore americano nella Masterclass tenuta in auditorium, durante cui é l'emozione a pervadere il tono dell'incontro con il pubblico, dichiarando l'amore per la capitale ed il pubblico, riconoscendo nel mondo cinematografico sua perenne via di fuga a tutte le avversità della vita. Tanti gli incontri previsti per la nona edizione del Festival, ad implementare il messaggio artistico a cui vuole dar voce il padrone di casa, Marco Muller, visibilmente entusiasta del progetto in atto.













Ad aprire il concorso relativo all'appuntamento cinematografico il film Soap Opera di Alessandro Genovesi, proiettato per la sezione Gala nella serata del 16 Ottobre. Si tratta di un'opera che affronta il tema della condivisione condominiale tra un gruppo di vicini bizzarri, alle prese con i preparativi per il capodanno. Tra imprevisti e scene esilaranti, i coabitanti del palazzo arriveranno esausti all'attesissima notte, non sapendo cosa li aspetta. Molteplici gli intrecci della vicenda che accomuna i personaggi nell'ultima notte dell'anno, a partire dal ritrovamento di un amore e dalla nascita del figlio di Paolo (Ricky Memphis) fino ad arrivare alla riscoperta dell'amore per Francesco (Fabio De Luigi) e alle vicende passionali che vedono protagonista Alice e il maresciallo Gaetano (Diego Abatantuono). A dar man forte alla commedia, probabilmente meglio inquadrata in un genere prettamente televisivo, i diversi interpreti caratterizzanti il genere, a partire dal duo comico di Ale e Franz, fino ad arrivare all'attore romano Ricky Memphis, protagonista di un incontro con il pubblico nella giornata di domenica 19 ottobre presso uno stand del Parco della Musica.



martedì 7 ottobre 2014

TRAILERS FILM FEST .................................................... gli omaggi della kermesse culturale


Pur puntando all’innovazione e alla promozione dei nuovi orizzonti artistici, durante i quattro giorni della dodicesima edizione, il Trailers Film Fest ha dato spazio anche alla tradizione della settima arte, omaggiandola, come già detto, attraverso rassegne di trailers e incontri diversi. Tra questi appuntamenti culturali dalla valenza celebrativa, spicca la serata del Trailers Premierè dedicata all’autore Carlo Mazzacurati.


















Si tratta della serata conclusiva al Teatro Metropolitan, quella di sabato 27 settembre, in cui è stato proiettato il film La sedia della felicità, ultimo lungometraggio del regista padovano scomparso il 22 gennaio 2014. Presentato nel corso della trentunesima edizione del Torino Film Festival, il film è stato distribuito nelle sale a partire dal 24 aprile e ha collezionato diversi riconoscimenti, tra cui il nastro d’argento dell’anno e il globo d’oro per miglior commedia a Carlo Mazzacurati, vincitore del David di Donatello Speciale per miglior regista assegnatogli postumo. Soggetto del film è la storia dell’estetista Bruna (Isabella Ragonese), la quale, dopo aver ricevuto una confessione da una cliente, si mette alla ricerca di uno scrigno misterioso. Supportata da Dino (Valerio Mastandrea), un tatuatore della vetrina accanto, la donna riuscirà a scampare i pericoli e trovare una ricchezza da condividere. Il percorso di conquista della suddetta ricchezza, da accostare ad una sorta di appropriazione di identità, procede lungo la sceneggiatura del film tra lagune, montagne e altre squisitezze temporali che arricchiscono il contesto della commedia, accogliendo gli spettatori nel viaggio verso l’assestamento dei protagonisti, affiancati nella descrizione del tono leggero del film da altri interpreti degni di nota, tra cui Giuseppe Battiston e Raul Cremona, rispettivamente nel ruolo di Padre Welner e del mago Kasimir, accanto alla raffinata Milena Vukotic, interprete di Armida Barbisan.









Mostrando una duplice valenza, celebrativa ed innovativa, quindi, il festival cinematografico catanese si riconferma un appuntamento importante con il mondo della settima arte, tra apprendimento e visione, il primo grazie all’incontro con i professionisti mentre la seconda grazie alla proiezione di contenuti provenienti dal mondo del cinema.



lunedì 6 ottobre 2014

TRAILERS FILM FEST ..................................................... le anteprime cinematografiche della dodicesima edizione


Parallelamente alle attività del laboratorio della dodicesima edizione del festival dei trailers, svoltesi presso la sede della facoltà di lettere dell’università di Catania, la rassegna artistica diretta da Stefania Bianchi ha ospitato la proiezione serale di quattro notevoli prodotti della settima arte, due dei quali in anteprima nazionale. Si tratta dei film Maze Runner – il labirinto di Wes Ball e Perez di Edoardo De Angelis, il quale ha tenuto un incontro pomeridiano con il pubblico del Trailers Lab al fianco del suo protagonista, Luca Zingaretti.
Zingaretti e De Angelis
al Monastero dei Benedettini



















Trasmesso nella serata di apertura del festival, quella del 24 settembre, il film del regista americano, in sala dall’8 ottobre, prende piede nel contesto di un’ambientazione utopistica nutrendosi di sequenze fantascientifiche. Una storia di fantascienza raccontata attraverso lo sguardo di Thomas (Dylan O’Brien), il quale si ritrova catapultato nella Radura, luogo angusto dove trova intrappolati anche altri ragazzi, tra cui anche Teresa (Kaya Scodelario), protagonista femminile della narrazione. Ad ostacolare l’avanzata dei giovani verso una probabile fuga è il timore nei confronti dei cosiddetti Dolenti, creature misteriose e letali abitanti del labirinto, unica via di fuga da superare con coraggio e astuzia. Ostacolo tuttavia mai superato da Minho (Ki Hong Lee) e gli altri velocisti che, timorosi per lo sconosciuto, sembrano aver riposto le speranze ed essersi rassegnati alla vita nella Radura. Affidatosi al bestseller di James Dashner, Wes Ball segna il suo debutto alla regia con un surplus di effetti speciali e caratterizzazioni luminescenti, un’opera che ricorda l’assetto scenografico di un videogame, in cui la forza dell’intreccio sobbalza le piccole insicurezze nell’avviare un nuovo franchise di livello.
i protagonisti



















Proiettato durante la serata di Venerdì 26 settembre, invece, il secondo lungometraggio di Edoardo De Angelis risulta costruito sulla sfondo di una storia meridionale, innescando il tema principale nell’identificazione del rapporto padre – figlia. In sala dal 2 ottobre, il film dell’autore campano coadiuva, quindi, un tema prettamente familiare ad uno storico, quello delle gesta camorristiche della città di Napoli. Le circostanze vorranno che la giovane Tea (Simona Tabasco) intraprenda una relazione con Francesco Corvino (Marco D’Amore), proveniente da una famiglia di camorristi, mondo per il quale il protagonista Demetrio Perez (Luca Zingaretti) sembra nutra un certo timore visti i suoi precedenti incarichi d’ufficio in difesa di tali soggetti. Un prodotto appartenente al genere noir con cui il regista e sceneggiatore De Angelis rovescia le sorti di un genere consacrato, concentrando la narrazione sull’oscurità dei protagonisti, attraverso l’uso di primi piani caratterizzanti, rendendo il racconto  tanto nero e freddo quanto lucente ed espressivo. Ad arricchire il tutto il prorompente universo caratteriale della dark lady seduttrice interpretata dalla Tabasco, pronta a tener testa al padre, spinto all’azione proprio dall’amore nutrito per la donna. Ancora una volta, Zingaretti rivela la sua valenza interpretativa diversificata per genere, dando nel film di De Angelis un’impronta netta di tematizzazione di tipo meridionale e soprattutto affettiva nei confronti di una figlia in pericolo, per la quale decide di cambiare il proprio destino e mettersi in discussione.

Rapporto padre\figlia

domenica 5 ottobre 2014

TRAILERS FILM FEST ...................................................... i premi del concorso miglior trailer


Assegnati dalla giuria di qualità, presieduta dallo scrittore Paolo Meregretti e composta dai giornalisti Marta Perego e Federico Pontiggia, Francesco Gallo ed Elizabeth Missland, i premi della dodicesima edizione del Trailers Film Fest conferiscono all’Italia un respiro ancor più internazionale, in  riferimento al mondo della settima arte e al meccanismo cinematografico.




















Ad aggiudicarsi il premio per miglior trailer Italia è stato il promo de Il capitale umano di Paolo Virzì, film del 2013 premiato anche con il David di Donatello per miglior film, ai Nastri d’Argento e al Premio Flaiano, tra gli altri numerosi riconoscimenti ottenuti. Realizzato da Edoardo Messieri di FilmDesign, il trailer concentra l’attenzione sul tema del rapporto tra genitori e figli, incentrandosi, dunque, sulla descrizione dei caratteri protagonisti, tra cui Fabrizio Gifuni. Ulteriore motivo di vanto per la nostra nazione è il premio del pubblico per miglior trailer della stagione cinematografica, assegnato al filmato promozionale de La mafia uccide solo d’estate di Pif, commedia drammatica del 2013 che racconta, usufruendo di toni spesso paradossali ed ironici, le vicende legate all’attività sanguinosa del gruppo Cosa Nostra di Palermo tra gli anni ’80 e ’90. Ritirato da Marco Innocenti, invece, il premio per miglior locandina cinematografica è andato a quella del film Un fantastico Via Vai di Leonardo Pieraccioni, realizzata dall’agenzia Brivido & Sganascia. All’attività promozionale del film Smetto quando voglio di Sidney Sibilia, prodotto da 01 Distribution e Fandango, è andato il riconoscimento per miglior campagna promozionale dell’anno. In particolare, la suddetta gestione promozionale si è mossa efficacemente attraverso trailer e manifesti ad hoc, efficaci ad attrarre il pubblico in sala, come dichiarato da Gianluca Pignataro e Federico Mauro durante uno degli incontri del laboratorio creativo del festival. Nell’ottica internazionale, invece, passando agli altri riconoscimenti, si arriva al premio assegnato al miglior trailer Europa, conferito al filmato promozionale del film Nimphomaniac di Lars Von Tier e a quello miglior trailer World, assegnato al promo di Gravity di Alfonso Cuadron, clip particolarmente in risalto per gli effetti speciali e sonori, ad identificare il filo conduttore del film.


Premio al film rivelazione dell’anno, infine, conferito a il venditore di medicine di Antonio Morabito, lungometraggio uscito in sala il 30 aprile e trasmesso in una delle serate del Trailers Premiere presso il teatro Metropolitan. Si tratta di una storia attuale che vede come protagonista Bruno (Claudio Santamaria), un informatore scientifico sul farmaco a rischio di licenziamento per via dei tagli al personale. Un film crudo che affronta con verità sconcertante la tematica della corruzione e della malasanità, toccando il tema della crisi economica e lavorativa; il protagonista finisce in balia dello stress e dello sconforto nel tentativo di accaparrarsi il favore di un importante oncologo, un certo professor Malinverni (Marco Travaglio). Indagando sulla meschinità del mondo criminale, la sceneggiatura del film si muove agilmente verso denuncia e identificazione del personaggio centrale, preso nelle dinamiche lavorative e private con la moglie Anna (Evita Ciri) e il progetto di una famiglia, motivo essenziale del suo peregrinare verso l’assestamento occupazionale. Tensione percepibile nelle sequenze relazionali tra Bruno e i medici nel sottoporre loro farmaci da prescrivere o spacciare in cambio di regali e favori. Le caratterizzazioni di avidità e caparbietà di Isabella Ferrari nel ruolo di capo area arricchiscono la narrazione del film, n cui trova largo spazio l’analisi di un mondo meschino e malsano, caratteristica che non lascia trasparire spunti alla riflessione circoscrivendo l’intero soggetto attorno al reato del comparaggio.