martedì 2 settembre 2014

OUT OF THE FURNACE ................................................ un thriller contemporaneo sul reinserimento sociale


Diretto da Scott Cooper e uscito in sala da una settimana, il film il fuoco della vendetta risulta basato su un meccanismo di tipo thriller in cui l’azione sembrerebbe limitata in favore di una trattazione meramente individuale. Presentato alla scorsa edizione del Festival Internazionale del film di Roma, il prodotto si muove lungo la caratterizzazione psicologica dei personaggi, attraverso primi piani e accorgimenti introspettivi nel montaggio.

Il premio Oscar Christian Bale









Si tratta della storia di Russel (Christian Bale) e del suo ritorno alla normalità, dinamica nella quale si rivelerà essere un uomo tutto di un pezzo di non facile turbamento, preso in dinamiche emotive molteplici, come si nota nelle inquadrature soggettive alternate ai campi stretti di valore esplicativo. Dopo un periodo di reclusione, l’individuo centrale della storia si trova a dover far fronte a varie situazioni spiacevoli e dolorose in cui l’unico spiraglio sembra essere l’intenso legame con il fratello Rodney (Casey Affleck), con il quale l’uomo nutre un ferreo rapporto di condivisione, come dimostra l’apporto di diversi flashback sulla vita infantile dei due. La prigionia vissuta come un periodo di passaggio dal quale tenersi quanto più possibile a distanza, come dimostrato dagli atteggiamenti di Russel durante il suo periodo in cella, distaccato dalla massa e fermamente rivolto verso l’espiazione delle proprie colpe e il mantenimento del controllo. Ad interagire con il carattere del protagonista in modo burrascoso è l’atteggiamento dispersivo del fratello, un’anima persa che stenta a trovare la sua dimensione, fino ad arrivare ad indebitarsi fortemente con il signor De Groat (Woody Harrelson). L’incessante ricerca del fratello disperso e della successiva verità sui fatti caratterizza il personaggio di Russel come un uomo dai forti valori, legato al fratello dal comune passato della perdita degli affetti familiari e dalla ricerca di benessere, talvolta troppo oscurato ed apparentemente irraggiungibile.

I due fratelli









Diversi i riconoscimenti ottenuti dalla pellicola di Cooper, tra cui l’ambita nomination Marc’Aurelio d’Oro per miglior film, assegnato dalla giuria della kermesse capitolina, tenutasi a novembre del 2013. Forte anche il valore riflessivo del film, in cui convivono azione e sfere narrative leggere, tutte incanalate a buon ritmo nella vicenda che parte dalla disillusione del protagonista fino ad arrivare al compimento delle sue azioni in un finale inaspettato.

Nessun commento:

Posta un commento