martedì 15 luglio 2014

HONEY ...................................................................... storia di passione e sensualità


Uscito il 5 dicembre 2003, il film Honey – il suo sogno è ballare si inserisce nel genere cinematografico della commedia musicale e contribuisce, in qualche modo, a lanciare una star. Facendo leva anche sul tema dei disagi familiari e sul modo di affrontarli, il regista Billie Woodruff mostra una propensione all’incessante ricerca dell’effetto cinematografico, anche attraverso le scenografie e il montaggio, unitamente alla scelta musicale, in cui figurano anche brani di Sean Paul e Jadakiss. La allora ventiduenne Jessica Alba interpreta la protagonista Honey Daniels, una ragazza amante dell’hip – hop e della street – dance, la quale si scatena in discoteca dopo il turno di lavoro, sognando di poter esibirsi in un video musicale e di diventare coreografa, occasione offertale dal regista Michael (David Moscow) e ben presto sfumata. Aspetto che maggiormente risalta dalle sequenze del lungometraggio è la delicatezza dei movimenti nella costruzione delle scene di ballo, la sinuosità con cui il corpo della protagonista si muove dichiarando un animo sensibile e una passione costante, come rivela anche la sua ricerca di uno spazio in cui allestire una scuola di ballo in cui tutti i ragazzi del quartiere del Bronx possano trovare rifugio ed esprimersi. Riuscirà nel suo intento grazie ad una raccolta fondi in favore di uno spettacolo di beneficenza da lei allestito contando sull’aiuto dei “suoi” ragazzi, evento quasi magico che sembra unire le famiglie e mostrar loro un nuovo modo di esprimersi e sognare, il ballo. Si tratta di un film, quindi, in cui la passione e i sentimenti prendono vita dal ballo e dall’espressione della propria interiorità che, grazie all’utilizzo di un cast prettamente giovane, colpisce l’animo con semplicità e talvolta stupore.


Discorso un po’ diverso e maggiormente commerciale per il sequel, intitolato Honey 2 -  lotta ad ogni passo, uscito nel 2011 sempre per la regia di Woodruff, in cui a raccogliere l’eredità artistica di Honey è la giovanissima Maria (Katerina Graham), accolta come una figlia in casa Daniels dopo un periodo di reclusione. A far da sfondo alla commedia musicale è, questa volta, anche una maggior attenzione al rapporto interpersonale della ragazza, dopo aver stabilito una sorta di relazione con Brandon (Randy Waine) contribuirà all’assestamento del gruppo di ballo Hd crew. Anche in questo secondo capitolo a risaltare è l’aspetto sensuale del movimento dei corpi, circondando il soggetto narrativo in un’ottica talvolta più commerciale del predecessore. Al centro della narrazione è, infatti, la sfida di ballo con i migliori gruppi della zona, l’ambitissimo evento della Battle Zone, durante cui i ragazzi metteranno in palio il rispetto e sfideranno la crew di Luis (Christopher Martinez), i 718, gruppo a cui apparteneva anche la protagonista. Grazie all’impegno e ad una coreografia messa in scena egregiamente, i ragazzi riusciranno a raggiungere il traguardo sperato e a dar un senso ai loro sforzi e alle precedenti sconfitte, marcando notevolmente l’idea di gruppo.


























Relativi al mondo della street – dance, entrambi i prodotti della settima arte si configurano come un modo dei protagonisti di interagire con il mondo e dar voce alle loro ambizioni, nel primo attraverso una sceneggiatura maggiormente intrisa di profondità e interpersonalità e nel secondo con una valenza in più di battaglia a livello collettivo, la lotta necessaria a mantenere il controllo e ad assicurarsi, probabilmente, un posto nello show – business. Si tratta di due storie comunque accomunabili per l’intensità e per la passione che risalta dal fare danza, nonché per la ricerca di una motivazione di spirito, trovata nel ballo e nel costruire qualcosa di spettacolare.


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