sabato 14 giugno 2014

UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE ........................... crisi di coppia e sotterfugi


Sullo sfondo di Milano e a partire da una seduta terapeutica, si richiama a ritroso la vita familiare apparentemente tranquilla di Simone (Paolo Kessisoglu) e Camilla (Geppi Cucciari), da cui l’uomo avrebbe intenzione di allontanarsi a causa del malcontento della moglie disoccupata, trasferitasi nella città lombarda per poter stare accanto al marito, lasciandosi la Sardegna e l’impiego in radio alle spalle.

La crisi di coppia: dallo specialista

Spinto dal suo datore di lavoro (Dino Abbrescia), Simone ingaggia il Falco (Luca Bizzarri), playboy specialista in divorzi, il quale sarà chiamato a sedurre la donna e a farla cadere in tentazione per permettere al marito di liberarsene. Nonostante il modus operandi impeccabile del Falco, il caso vorrà che la moglie rimanga fedele, grazie anche ai valori della vita insiti nella sua personalità ed all’amore nutrito nei confronti del marito. Nulla sembra turbare il cammino di vita della donna che, nonostante le galanterie e gli escamotage del piano, come quella della finta assunzione a speaker per l’emittente di Andrea (Corrado Fortuna), costretto dall’amico a prenderla nel suo staff per permettere al Falco di plagiarla ulteriormente. Le circostanze, però, vorranno che la donna rimanga fedele al suo Simone per principio e per amore, almeno fino alla scoperta della verità, situazione da cui il bonario Simone si destreggerà abilmente con la presumibile intenzione di dare una scossa al rapporto (cit).

Simone e il Falco
il Falco e Camilla






















Si tratta di una delle solite commediole sulla crisi di coppia, remake tutto italiano del successo spagnolo Un novio para mi mujer e non sembra sorprendere più di tanto, nonostante qualche slancio comico di fondo inserito per dare una maggior scorrevolezza al tutto, come quello dello sketch di Ale e Franz. Ciò che, invece, sembra maggiormente emergere nel film di Davide Marengo, è un’attenzione particolareggiata alla caratterizzazione del personaggio interpretato da Geppi, la quale riesce a dar forma allo stato di disapprovazione e sconforto anche nella mimica, come vale anche per la riconferma del duo formato da Luca e Paolo, mattatori del tema della pellicola, i quali sembrano, però, oscillare forse troppo tra comicità e commedia, non identificandone i confini.


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