sabato 21 giugno 2014

POLIZIOTTO IN PROVA .................................................. il sottofondo comico nel contatto tra lavoro e famiglia


Uscito in sala il 22 maggio 2014, il nuovo film di Tim Story risulta essere un mix tra action – movie e comedy – movie, partendo da una parodia di fondo, quella del test nei confronti del protagonista Ben (Kevin Hart), reclutato e messo a dura prova dal temuto agente James (Ice Cube).












Soggetto di partenza del film è un duplice desiderio dell’uomo, quello di entrare in polizia e passare così all’azione e quello di prendere in moglie Angela (Tika Sumpter), sorella di James. Dopo aver ottenuto l’ingresso all’accademia di polizia, il protagonista, innamoratosi del mestiere grazie ad un videogioco, si getta nella mischia per cercare di dimostrare il suo valore al fratello dell’amata. Infatti, l’ostacolo da superare per ottenere la benedizione per il matrimonio è quello di fare una buona impressione su James, il quale sembra voglia concedergli solo un giorno. Tentando di distoglierlo dall’impiego in polizia e cercando di turbarne l’animo con l’inganno, James sarà costretto a rivedere le sue convinzioni e i suoi pre – concetti nei confronti del cognato. Accanto ad una forte voglia di riscatto, saranno astuzia, noncuranza e un pizzico di follia a permettere al protagonista di guadagnare il rispetto ricercato, fornendo molteplici indizi utili alle indagini e dando dimostrazione di coraggio, qualità che verranno apprezzate dal collega. Una commedia che, in estrema sintesi, gioca sul rapporto che intercorre tra la virtualità del videogioco e la realtà del crimine, accostandole in un interpretazione ironica e scalpitante.













Si tratta di un film che diverte e allieta, seppur talvolta sembri troppo intriso di spirito commediante da parte del protagonista stesso nel generare intere situazioni comiche e non soltanto gag. Leggendo però il prodotto cinematografico da un altro punto di vista, si può evincere come in esso si completino il tema familiare del senso di protezione fraterno, il tema dell’amicizia da costituire tra i due personaggi centrali e il sottofondo comico alla base, il tutto nella costante ricerca di rispetto, ottenuto soprattutto grazie a ciò che li lega maggiormente, l'amore per Angela.


mercoledì 18 giugno 2014

SONG 'E NAPULE ........................................................... la nuova commedia poliziesca dei Manetti Bros


Uscita in sala il 17 aprile, la nuova commedia firmata dai fratelli Manetti, presentata anche nel corso del Festival Internazionale del Film di Roma del 2013, affronta con ironia alcune tematiche del Meridione italiano. I Manetti Bros hanno diretto, questa volta, un cast apprezzato in un film davvero esilarante, ambientato a Napoli ed appagato sia dalle voci critiche positive che dagli applausi incessanti nel corso della kermesse cinematografica romana.

il protagonista
Paco Stillo\Pino Dinamite
con Lollo Love
con Marianna









Soggetto del prodotto della settima arte è la situazione del capoluogo campano, per cui nel corso della narrazione si passano in rassegna anche episodi legati alla camorra e alle attività criminali, senza però circoscrivervi mai l’intera trama. La storia, infatti, è quella di Paco Stillo (Alessandro Roja), un pianista diplomato al conservatorio, inizialmente disoccupato e perciò spinto ad entrare in polizia come impiegato. Il suo destino, però, approderà ben presto ad un cambiamento, proprio quando le forze dell’ordine necessiteranno di un bravo pianista da infiltrare all’interno del gruppo del cantante neomelodico Lollo Love (Giampaolo Morelli), chiamato a musicare il matrimonio della figlia di un boss della camorra, in modo da permettere alla polizia criminale di mettere le mani su uno dei presunti invitati al ricevimento, il cosiddetto O’Fantasma. All’interno della pellicola si può assistere anche alla maturazione del sentimento di amore di Paco per Marianna (Serena Rossi), accanto alla costruzione di una forte amicizia con il musicista Lollo. Centrale anche il tema in sottofondo del film, quello del cuore, impersonificato dalla musica di Lollo in tutte le performance e nel rapporto con le numerose fans cuoricine (cit.). Si tratta di un film, inoltre, in cui si dà importanza al versante tematico del sogno, come quello di Lollo di cavalcare l’onda del successo nazionale ma destinato a rimanere all’interno dei confini cittadini. Ad arricchire gli spunti narrativi talvolta ironici, il commissario Cammarota (Paolo Sassanelli), uomo tutto di un pezzo dai modi apparentemente bruschi e decisi, accanto all’episodio iniziale con il questore Vitali (Carlo Buccirosso), artefice dell’inserimento in polizia dell’agente Stillo, assegnandolo al deposito delle prove.

con il questore Vitali
con il commissario Cammarota








Il tessuto narrativo del film sfocia in due temi principali distinti ma accomunati, quello della musica e quello del genere poliziesco, il tutto incasellato all’interno di una commedia brillante generata dal surplus di temi e voci diverse, ad interpretare differenti situazioni rese esilaranti e coinvolgenti. A caratterizzare particolarmente il film è la degna interpretazione dei personaggi, a cominciare dall’immedesimazione nel duplice ruolo del protagonista, quello dell’agente Paco Stillo e quello del tastierista Pino Dinamite, fino ad arrivare alla sentita prova artistica degli altri attori.

Lollo Love e Pino Dinamite

domenica 15 giugno 2014

UN MATRIMONIO DA FAVOLA .............................. amore e amicizia in simbiosi sul grande schermo


Nuova commedia corale firmata dal regista romano Carlo Vanzina, il quale dà voce all’amicizia ritrovata grazie al matrimonio di uno degli ex compagni di classe, Daniele (Ricky Memphis), pronto a convogliare a nozze con Barbara (Andrea Osvárt), la figlia del suo capo. La sceneggiatura dei fratelli Enrico e Carlo Vanzina richiama in pellicola alcuni flashback sugli anni scolastici del gruppo di amici e sulle partite di calcetto, immagine dell’unione e della correlazione tra i protagonisti.













Soggetto della narrazione è la preparazione dell’atto religioso in casa della promessa, dove sono arrivati lo zio e la madre dello sposo, interpretati da Max Tortora e Roberta Fiorentini, accanto agli altri invitati, tra cui gli amici di Daniele, quali Alessandro (Giorgio Pasotti), Luca (Adriano Giannini), Giovanni (Emilio Solfrizzi) e l’amante ingenua Sara (Ilaria Spada), Luciana (Stefania Rocca) e il marito Fabio (Riccardo Rossi), seguiti a sorpresa dalla moglie di Giovanni Paola (Paola Minaccioni) e da Roberto (Luca Angeletti). Uscito in sala il 10 aprile scorso, il film tende a rivisitare gli anni degli amori ai tempi del liceo, delle angherie tra compagni e degli equivoci, riscoprendo il valore dell’amicizia dopo venti anni, quel legame forte che permetterà loro di restare uniti, nonostante un ulteriore malinteso proprio in occasione delle nozze. A supportare la narrazione, alcune scene cariche di ironia, come quella dell’addio al celibato e dello strano risveglio in lavanderia di Daniele o quella dell’incontro tra consuoceri, accanto all’assunzione di falsa identità da parte dello zio Remo e sorella. Neanche la fremente attesa delle nozze turberà l’emozione per il ritrovamento della vera amicizia, da considerare un valore speciale ed invincibile.













Divertendo e scorrendo piacevolmente, il film si inserisce nella tradizione del genere prediletto dal Bel Paese, la cosiddetta commedia all’italiana, costruita sulla base di un tono leggero ed agile, ruotando intorno ad un tema qui significativo, la riscoperta dell’amicizia, fulcro tematico metaforizzato sul finale dalla partita a calcio nel giardino, proprio come ai vecchi tempi.

sabato 14 giugno 2014

UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE ........................... crisi di coppia e sotterfugi


Sullo sfondo di Milano e a partire da una seduta terapeutica, si richiama a ritroso la vita familiare apparentemente tranquilla di Simone (Paolo Kessisoglu) e Camilla (Geppi Cucciari), da cui l’uomo avrebbe intenzione di allontanarsi a causa del malcontento della moglie disoccupata, trasferitasi nella città lombarda per poter stare accanto al marito, lasciandosi la Sardegna e l’impiego in radio alle spalle.

La crisi di coppia: dallo specialista

Spinto dal suo datore di lavoro (Dino Abbrescia), Simone ingaggia il Falco (Luca Bizzarri), playboy specialista in divorzi, il quale sarà chiamato a sedurre la donna e a farla cadere in tentazione per permettere al marito di liberarsene. Nonostante il modus operandi impeccabile del Falco, il caso vorrà che la moglie rimanga fedele, grazie anche ai valori della vita insiti nella sua personalità ed all’amore nutrito nei confronti del marito. Nulla sembra turbare il cammino di vita della donna che, nonostante le galanterie e gli escamotage del piano, come quella della finta assunzione a speaker per l’emittente di Andrea (Corrado Fortuna), costretto dall’amico a prenderla nel suo staff per permettere al Falco di plagiarla ulteriormente. Le circostanze, però, vorranno che la donna rimanga fedele al suo Simone per principio e per amore, almeno fino alla scoperta della verità, situazione da cui il bonario Simone si destreggerà abilmente con la presumibile intenzione di dare una scossa al rapporto (cit).

Simone e il Falco
il Falco e Camilla






















Si tratta di una delle solite commediole sulla crisi di coppia, remake tutto italiano del successo spagnolo Un novio para mi mujer e non sembra sorprendere più di tanto, nonostante qualche slancio comico di fondo inserito per dare una maggior scorrevolezza al tutto, come quello dello sketch di Ale e Franz. Ciò che, invece, sembra maggiormente emergere nel film di Davide Marengo, è un’attenzione particolareggiata alla caratterizzazione del personaggio interpretato da Geppi, la quale riesce a dar forma allo stato di disapprovazione e sconforto anche nella mimica, come vale anche per la riconferma del duo formato da Luca e Paolo, mattatori del tema della pellicola, i quali sembrano, però, oscillare forse troppo tra comicità e commedia, non identificandone i confini.


domenica 1 giugno 2014

MALEFICENT .................................................................. il grido alla speranza nella maturazione dei sentimenti


Attraverso il racconto di una storia che parte da molto lontano, il film, diretto da Robert Stromberg ed ispirato alla storia disneyana de La bella addormentata del bosco (1959), riporta in luce le vicende ruotanti attorno alla giovinezza della principessa Aurora (Elle Fanning), soggetta alla maledizione della perfida strega Malefica, interpretata da Angelina Jolie e protagonista della lunga perdizione e cambiamento presente nella pellicola.

La perfida strega
Re Stefano
























Infuriata con il re Stefano (Sharlto Copley) a causa di un tradimento giovanile e del mancato invito alla festa di battesimo della piccola, la malvagia strega ha reso, nel corso degli anni, il suo un regno oscuro,  inaccessibile perchè delimitato da una lunga barriera di alberi. La sua vendetta perdurerà fino al giorno del sedicesimo compleanno della fanciulla, in cui la giovane Aurora avrebbe dovuto raggiungere il destino di un sonno eterno. La protezione delle fatine Giuggiola, Verdella e Florina, nonché le precauzioni prese dal sovrano non impediranno, però, alla giovane principessa di entrare in contatto con la strega, con cui andrà maturando un rapporto di avvicinamento reciproco che porterà Malefica a cercare un rimedio alla sorte della piccola, soluzione che arriverà, però, soltanto nel finale quando ormai tutto sembrava perduto. Si tratta di una rilettura gradevole dell’opera Disney, producendo un fantasy che incuriosisce, diverte e dà voce alla speranza, il tutto amalgamato da una buona interpretazione anche nei gesti e nella mimica e da una sensualità che accompagna lo spettatore nel viaggio emozionante della conversione di una strega, passata dall’affermazione Io non amo i bambini (cit.) ad un’attenzione insospettabile verso la piccola, come nella frase Buonanotte bestiolina (cit.). Ecco l’intreccio narrativo dell’intera pellicola prodotta dal colosso Disney Pictures, la lenta maturazione di una donna, messa a contatto con la sfera sentimentale di un sano amore per un’adolescente fanciulla, artefice del mutamento e della messa da parte del risentimento nei confronti del traditore.

La sensualità della diva protagonista
L’intera opera cinematografica può essere letta come un ulteriore gradino del processo di demitizzazione a cui, probabilmente, la Disney fa riferimento nella costruzione di film in cui stravolgere il tema di fondo e offrire una differente interpretazione, facendo talvolta rimpiangere la magia delle fiabe originali, lasciando il compito di destare interesse per lo più agli accorgimenti cinematografici, come quello degli straordinari effetti speciali e alla sensualità interpretativa di una diva indiscussa.