martedì 27 maggio 2014

THE ROCK THEATER ..................................................... la condivisione live nell'incontro con le Anime di Carta


Offrendo un noto palcoscenico ad artisti capitolini e non, l’evento promosso da Anime di Carta si è riconfermato un appuntamento degno di nota per visibilità e promozione. Presso il Contestaccio, infatti, la direttrice artistica Emanuela Petroni ha presentato al pubblico, durante la serata del 25 Maggio, alcuni degli artisti più meritevoli tra quelli ospitati nel corso degli ultimi eventi organizzati e gestiti dal team promotore.

Clean Air

Punto & Virgola


























Tanta musica e tanta cultura durante il corso della serata, esplosione artistica riscontrata anche nelle esposizioni di quadri ed altre opere dell’ingegno all’interno della location, adibita a salotto multiculturale. Focalizzando l’attenzione sull’esibizione musicale dal vivo, è stato possibile ascoltare ad apertura della serata la band dei Clean Air, esibitisi in brani reinterpretati a tributo di sound internazionali. Notevole l’esibizione di questa schiera di musicisti talvolta classicheggianti, tra cui anche strumentisti a fiato, come il flauto trasverso, il clarinetto e il sax, tra gli altri, apporti alla struttura melodica dei pezzi, a supportare la voce del dinamico front – man. Ospitati sull’ampio palcoscenico del locale capitolino anche i Punto e Virgola, duo musicale esibitosi in brani autoriali di tipo talvolta leggermente folk nella struttura. A marcare in modo significativo il tema rock della serata ci hanno pensato i sei componenti dei Civico 8, band proveniente da Rieti all’attivo già con diversi brani inediti, mossisi sugli orizzonti rock e pop della musica originale, attraverso un sound composito fatto di variazioni maggiormente elettroniche e suoni più classici e lenti, a lasciar intendere la portata della loro esibizione. A seguire, i presenti hanno potuto cogliere la destrezza interpretativa dell’esibizione della Penguins in bondage band, formazione composta da sette musicisti esperti, esibitisi in pezzi cover a tributo di sound autorevoli della tradizione musicale internazionale, dando risalto ai riff di chitarra e alle acutezze vocaliche. Assetto rock e decisamente dinamico per la band dei Joy Stick, accolta sul palcoscenico a conclusione della serata – evento, finalizzata a dare spazio ai talenti del territorio capitolino e nazionale, offrendone adeguata promozione.
Civico 8

Penguins in bondage Band


Un vero e proprio party che ha dato la possibilità a tutti i musicisti di esibirsi presso una prestigiosa location e confrontarsi con un pubblico variegato ed esigente, mettendo alla prova il proprio talento e riconfermando, così, la missione della compagnia artistica della Petroni, quella, cioè, di dare spazio all’arte e a tutti gli artisti desiderosi di “comunicare” attraverso la musica, le emozioni e le proprie opere.

Joy Stick

lunedì 26 maggio 2014

ALIBI ........................................................................ nuovo album e nuove sfide per i Park Avenue


Uscito il 18 Aprile 2014, il nuovo album della band rock dei Park Avenue ha rappresentato una sorta di sfida dei musicisti nel cimentarsi con testi in lingua italiana, nonché una maggior presa di consapevolezza del voler acquisire e far girare un sound maggiormente identificativo. Intitolato Alibi e anticipato dall'uscita del singolo Ossigeno, il disco, è il risultato del tour di promozione dell'album precedente, in cui figuravano canzoni in lingua inglese e in italiano.












Attivi dal 2006 e provenienti da Novara, i quattro musicisti hanno maturato il loro assetto di band dall'esperienza, a partire dalla registrazione del primo ep in cameretta (cit.), passando successivamente per la pubblicazione del primo album dal titolo Time to, album avvalorato da un lungo percorso live e di date. Esperienza fatta sul palco, quindi, quella che ha permesso ai Park Avenue di giungere ad un'integrità tale da volersi spingere oltre, presentando testi maggiormente accessibili. L'album vuole essere un invito a migliorarsi e cercare una soluzione ad ogni cosa, senza trovare alcun alibi, appunto, accantonando possibili scuse.












Tra le altre esperienze musicali dal vivo del gruppo, va citata, sicuramente, la partecipazione all'Emergenza Festival, trampolino di lancio indiscusso che ha portato i quattro a suonare anche all'estero e misurarsi, dunque, con un pubblico attento, dando conseguentemente il via a quel processo di scrittura tipico delle band inedite. Da qui è nata l'idea di scrivere pezzi originali in lingua inglese, raccolti nel primo disco che ha portato poi, vista la risonanza ottenuta durante il tour promozionale, a misurarsi con i pezzi in lingua italiana di Alibi.

Tracklist:
  1. L'enigma
  2. Evoluzione
  3. Tentazione
  4. Ossigeno
  5. Alibi
  6. Le cose parlano, straparlano, complottano, si alleano con lei
  7. Non è domani
  8. Gli invisibili
  9. Rage
  10. Oltre lo specchio
  11. Social lover
  12. The afterglow (Bordighera)

mercoledì 21 maggio 2014

NAUFRAGATI NEL DESERTO ............................. sonorità ricercate per l'esordio folk dei Rebis


Album di esordio dei Rebis, configuratosi come una metafora del naufragio nella modernità, un raffinato viaggio che attraversa il mondo per poi tornare dove tutto è cominciato, a Genova. Originario di Genova, infatti, il duo dei Rebis si compone della cantante Alessandra Ravizza e il chitarrista Andrea Megliola, in attività dal 2008 e scelti da MEI per rappresentare la musica italiana in Cina in occasione del Festival Italiano di Suzhou.















Si tratta di un album di tipo folk composto da tracce acustiche, tredici brani ricchi di sonorità mediterranee e tradizional – popolari, talvolta in simbiosi con stralci di musica classicheggiante e colta. Un’insieme di emozioni trasmesse con musica e parole, un connubio di ritmi diversi, dato dall’incontro tra differenti culture e apporti stilistici, il tutto immesso in canzoni dalla acuta sensibilità espressiva, come nella delicata Riflessi di tegole, arricchita anche dall’ingresso di un violino, fino ad arrivare alla chiusura con la chitarra di Qualcuno, nessuno. Passando dai ritmi ipnotici di Un Mare si arriva alla canzone simbolo del disco dal titolo Naufragata nel deserto, indice dello stato incipit di composizione, una probabile inquietudine dei musicisti. Il testo della canzone La neve e le rose, invece, parla di amore, quell’amore che trova nella speranza una perfetta identificazione. Diversificazione tematica non univoca nei brani del disco insomma, dalla dedica al patrono di Genova ne La notte di San Giovanni fino alla denuncia contro la dittatura ne Ya Yassmina attunsiyya.  













In ultima analisi, i Rebis mirano ad arrivare al nostro animo e a colpire la nostra percezione sensibile, attraverso brani dal ricco valore strumentale e tematico, come si nota dagli stessi testi, paragonando in estrema sintesi la contemporaneità ad un deserto, in cui ci si trova spesso naufraghi nella ricerca di un’umanità che va perdendosi sempre più.


Tracklist:
   1. La terza via
   2. Pir meu cori
   3. L’attesa
   4. Un mare
   5. Domani
   6. Naufragata nel deserto  
   7. La neve e le rose
   8. Ya Yasmina Attunsiyya
   9. La notte di San Giovanni
 10. Tra le nuvole
 11. Alla luce
 12. Riflessi di tegole
 13. Qualcuno, nessuno

domenica 18 maggio 2014

LE DISSOLUTE ASSOLTE ............................... turbamento e condivisione nella ricerca di riscatto


Sarà in scena fino al 22 Giugno presso il teatro Campo d’Arte, in zona Campo de’ Fiori a Roma, uno spettacolo dello scorso anno, ideato, scritto e diretto da Luca Gaeta, visibilmente emozionato e soddisfatto per il riscontro che sta ottenendo la messa in scena. Soggetto della pièce è la storia delle donne sedotte, rese immortali e abbandonate dal Don Giovanni, le otto dissolute, riunite all’interno di una casa chiusa, una sorta di grotta infernale, dove tenteranno di espiare le proprie colpe.


















Rivelando il carattere interattivo e partendo da fuori, lo spettacolo intende coinvolgere il pubblico, trasferendo la narrazione prima all’interno della casa e poi da una stanza all’altra, una sorta di dislocazione del fulcro della narrazione, durante cui il fido Leporello (Marco Giustini) si rivela conduttore e voce narrante principale, perdendosi in analisi e circoscrizioni della personalità del suo padrone, dando spazio anche alla riflessione. Centrali le figure delle donne, tra cui la bella Miranda (Lucia Rossi), l’estroversa Zerlina (Glenda Canino), Elvira (Eleonora Gnazi), Isabella (Mariaelena Masetti Zannini), le bimbe di Maman (Annamaria Zuccaro), rivelatasi, in un certo senso, la tata delle giovani donne e il conforto alla loro perdizione. Uno spettacolo attentamente costruito che non desta dal sorprendere i presenti, dando spazio a qualche intervento a sorpresa come quello di Lina Bernardi e ai momenti musicali, attimi emozionanti, come quello della fisarmonica di Nela Lucic e del delicato quanto oscuro violino di Melody Quinteros, costante per l’intera durata dello spettacolo. Quella del Don Giovanni diventa una figura, una vera e propria maschera della seduzione dell’uomo nei confronti delle donne, diventando protagonista assoluto, perché causa della disperazione delle figure femminili perse nella purezza di poesia e sensualità, evidentemente insoddisfatte per il trattamento ricevuto. Sembra essere la condivisione l’unica via di fuga dall’angusta realtà, un sostenersi a vicenda come se il peccato si alleggerisse se sorretto da più mani.


















Procedendo per le stanze della casa chiusa a toni leggeri e talvolta seri, lo spettacolo si rivela un lieto omaggio all’arte del teatro e una trattazione realistica, fondata su una delle figure simbolo della storia, adeguatamente circoscritta dai caratteri in scena, donne deluse e ingannate con la voglia di riscattarsi. Identificando inoltre il veicolo dell’intero show nella figura di Leporello, carattere che, non si schiera mai apertamente, la messa in scena lascia spazio all’immaginario, rendendo quindi il pubblico interlocutore e richiedendo una partecipazione attiva nell’analisi della situazione.

venerdì 16 maggio 2014

DIRE STRAITS LEGENDS ............................................... la tappa romana dell'italian tour


Partito l’undici Maggio a Bari, il grande show relativo al tour italiano della band dei Dire Straits Legends ha fatto tappa nella capitale presso l’Auditorium della Conciliazione in data 14 Maggio. Una serata significativa e coinvolgente, un vero e proprio tuffo nella storia della musica rock, un viaggio condotto da sette musicisti di fama internazionale, tra cui anche gli italiani Marco Caviglia alla chitarra e Primiano Di Biase alle tastiere, motivo di orgoglio per la nostra nazione. Prendendo le parti di Mark Knopfler, Caviglia è riuscito, attraverso attenti riff di chitarra e voce notevole, a condurre il pubblico nell’emozionante viaggio negli oltre trenta anni di musica, costruendo un grande feeling, reso possibile anche dallo spirito professionale degli altri musicisti.














Configurandosi come una concept band, la formazione ha proposto al vastissimo pubblico, accorso per l’evento, alcuni dei pezzi appartenenti alla vasta discografia del gruppo rock britannico, tra cui l’evocativa e romantica Romeo and Juliet. Sul palco anche uno degli storici fondatori della band inglese, John Illsey, bassista dei Dire Straits sin dalle origini, affiancato nei cori anche da Phil Palmer, chitarrista facente parte del gruppo degli Straits dal 1991 al 1995. A completare la formazione Mel Collins al sax, Danny Commings alle percussioni e il batterista Steve Ferrone, uno dei più quotati al mondo che vanta tra le sue collaborazioni anche quelle con i Duran Duran ed Eric Clapton, tra gli altri. I sette hanno entusiasmato un pubblico variegato, composto anche da giovani entrati a contatto con la musica degli Straits grazie alle esibizioni delle nuove leggende. Il ricco percorso musicale proposto ha attraversato brani più cauti ed altri maggiormente intensi nelle melodie di chitarre, tastiere e sax, pezzi strutturati dal basso di Illsey e scanditi a livello ritmico da batteria e percussioni di Ferrone e Commings, il tutto ad accompagnare le tre voci, regalando al pubblico un concept show significativo, a cui ha fatto da padrona la pluriennale esperienza dei musicisti, resisi un tutt’uno con il live della serata, durante cui è stato eseguito anche uno dei brani appartenenti al disco di John Illsey, significativo a livello strutturale e melodico. Tra gli altri pezzi eseguiti anche l'indimenticata Tunnel of Love, brano decisamente carico a livello percussivo e tematico, solo uno degli altri grandi successi in scaletta.














Una grande serata dall’elevato valore artistico, grazie a cui il pubblico ha potuto riascoltare alcuni dei pezzi che hanno fatto la storia del rock, interagendo con i musicisti sul palco e con un grande spettacolo, arricchito dall’allestimento dello spazio scenico. Immergendosi nel sound rock degli Straits, i presenti hanno potuto rivivere l’emozione di un particolare tipo di musica, accolto con grande entusiasmo e padroneggiato dallo spirito di compartecipazione tra artisti e pubblico, rendendo l’evento un lieto momento da ricordare.


sabato 10 maggio 2014

LO STATO DELLE COSE .......................................... nuovo album e continua ricerca della perfezione


È uscito lo scorso 28 Marzo il nuovo album della musicista emiliana Roberta Di Mario, segnando un passaggio successivo nella sua costante evoluzione musicale. Definendo l’album come il suo prodotto più sincero e maturo, l’artista si dichiara costantemente tesa alla perfezione, seppur essa sia irraggiungibile, partendo dallo stimolo, però, di volersi migliorare al massimo (cit.), senza mai tracciare confini delimitativi al proprio cammino. Suo compagno inseparabile di viaggio è il piano, strumento con cui, da sempre, la Di Mario si muove verso i meandri del pianismo contemporaneo, concedendo il meglio di sé alla musica in modo costante e serio, tutto secondo canoni professionali.

Il lavoro discografico si configura come un unicum autoriale che consta di due progetti artistici paralleli, Songs, relativo alle tracce cantate e Walk on the piano, riguardante i brani strumentali, circoscrivendo così le due anime proprie della pianista parmense, cantautorato e piano contemporaneo, in cui emergono lo studio, la ricerca, il turbamento e, talvolta, la leggerezza dell’anima. Nato da un forte desiderio di rinascita, è un viaggio nei labirinti dell’anima, mosso dalla ricerca della serenità, dando modo, quindi, di assimilarlo a quello della vita di ognuno. Lo stato delle cose è lo stato reale della talentuosa artista emiliana, con cui vuole arrivare all’ascoltatore con verità e umiltà, parole chiave che, accanto ad una buona dose di istinto e responsabilità, caratterizzeranno anche le sue prossime esibizioni, tra cui quella romana al fianco di Roby Facchinetti, in programma per il 13 Maggio presso l’Auditorium – Parco della Musica, tappa che la Di Mario considera un’ottima chance, da perseguire con gratitudine e rispetto.

Tracklist:
    1. Lo stato delle cose                       1. Hands (Music for Botero)
    2. All’improvviso                             2. Ironicult
    3. Tasti bianchi tasti neri                   3. The State of mind
    4. Mercante di sogni                         4. Animagique
    5. La mia primavera                         5. Springtime
    6. Il pensiero magico                        6. The Dreamer
    7. Piccolo viaggio della fantasia         7. Musica Bianca


Un disco doppio, ogni parte di sette tracce, due progetti artistici distinti e allo stesso tempo assimilabili, con cui la cantautrice intende comunicare agli ascoltatori un lato della propria interiorità attraverso la musica, arricchendo, in qualche modo, l’anima del fruitore, immerso nel viaggio alla ricerca dell’essenza della propria esistenza, percorso reso più agevole dalle note toccate dalla Di Mario.


















Uno spirito libero che vive, da sempre, all’interno della musica e per la musica, forte di una ricca sensibilità a cui dare forma e voce, spaziando nella libertà di questo tipo di arte, non circoscrivendola ma costruendovi, bensì, un mosaico fatto di riferimenti ed intuizioni molteplici, apporti diversificati provenienti dall’istruzione accademica e dall’esperienza, equilibrando infine il tutto grazie alla linea comune del suono e della musica.


venerdì 2 maggio 2014

LE NOSTRE STORIE ........................................................ il Concerto del 1°Maggio 2014 in Piazza San Giovanni


Una vera e propria festa quella che ha accompagnato le celebrazioni della giornata della festa dei lavoratori a Roma, nei pressi del quartiere di San Giovanni. Tanta musica e non solo, proprio per dare importanza esclusiva alla cultura e alla necessità di viverla relazionandosi gli uni con gli altri, facendo festa, appunto. Un evento che raccoglie da sempre una larga moltitudine di partecipanti, a testimoniare il rispetto verso i sindacalisti battutisi con fermezza per il diritto alle otto ore lavorative sin dal primo Maggio 1886.


Condotta da Edoardo Leo e Francesca Barra, la serata si è rivelata un modo per divertirsi e staccare la spina, senza però allontanarsi dalla riflessione sul tema centrale del lavoro e della disoccupazione. Entrambi i presentatori, infatti, hanno talvolta spezzato il frenetico ritmo delle esibizioni live presentando alcune letture singolari, come una della poetessa Alda Merini e una di Gabriel Garcia Marquez, accanto all’interpretazione de L’avventura di due sposi di Italo Calvino da parte di Edoardo Leo e Paola Minaccioni con musiche di Fabrizio Bosso. Significativo anche l’intervento di Giancarlo De Cataldo, con il racconto di Sandro Pertini, anticipato dalle esibizioni dei valdostani L’Orage, i Modena City Ramblers ed Enrico Capuano feat Tammuriata Rock, esibitisi rispettivamente in Mi mandi in aria, I cento passi e Mane Live, tra gli altri. Proseguendo per la rassegna di oltre sette ore di musica, è stato possibile ascoltare anche Levante, Piotta, la P- Funking band e Riccardo Sinigallia, il quale ha portato sul palcoscenico il pezzo Prima di andare via, brano squalificato nella scorsa edizione del Festival di Sanremo. Toni folk e coinvolgenti nell’esibizione del gruppo lucano Musica Manovella, esibitosi nel pezzo Lo scorpione Ubriaco, con il quale hanno anticipato anche i Tiromancino, ingannandone la fremente attesa. La band romana, storicamente guidata da Federico Zampaglione, è salita sul palco di San Giovanni eseguendo due brani, Un tempo piccolo dedicato a Franco Califano e Indagine su un sentimento, dando voce alla ricerca di sonorità non convenzionali, caratteristica propria della formazione. Passando per l’esibizione del gruppo Perturbazione, entrati sul palco con Musica X ed eseguendo anche L’unica, si arriva all'attesissimo rock ‘n roll show di Piero Pelù, anticipato da un minuto di silenzio per le vittime del lavoro su richiesta dello stesso artista. Emozionando intensamente l’intera piazza con il pezzo Bomba Boomerang e con la carica esecutiva nel tener il palco, il rocker si fa portavoce del messaggio La pace è l’unica vittoria, ad introdurre il passaggio significativo dell'esecuzione di Sto Rock, coinvolgendo l’intera platea e preparandola all’omaggio rock fatto a Fabrizio De Andrè riproponendo Il Pescatore. Continua il grande show con Dimmi il nome, fino ad arrivare all’invito a tirar fuori la parte creativa di ognuno con il fuoco di Toro Loco, pezzo altamente stimolante e decisivo a livello melodico e strutturale. 















Dopo l’eccitazione maturata dall’esibizione del torero, si prosegue in grande stile con Max Pajella e L’Orchestraccia, il gruppo dello showman Edoardo Leo, in una singolare reinterpretazione di Lella di Edoardo De Angelis. Spazio anche al rap e all’hip – hop con il vincitore di Sanremo giovani Rocco Hunt e con Clementino. Il primo, giovanissimo artista diciannovenne, ha affascinato il pubblico con Vieni con me e il suo successo Nu juorno buono, mettendo in risalto anche l’importanza delle origini di ogni individuo. Ricercando la partecipazione del pubblico, Clementino, invece, ha eseguito il pezzo Fratello, Ci rimani male,  facendo ballare la folla sottostante. Tanti altri gli artisti che hanno preso parte all’evento del 1° maggio, tra cui anche Stefano Di Battista, esibitosi con cinquanta sax dell’Auditorium di Santa Cecilia, fino ad arrivare ad un ospite autorevole, Nino Frassica, il quale ha deliziato alcuni degli ultimi momenti del grande evento portando uno show esilarante, un medley sorprendente con i Los Plaggers, prima di lasciare il set al cantautore modenese Alberto Bertoli.

































In ultima analisi, la festa capitolina del primo Maggio è da considerarsi un appuntamento significativo volto non solo al divertimento ma anche all’analisi della situazione, riflettendo e cercando di trovare, eventualmente, lo stimolo a reagire.