lunedì 31 marzo 2014

DORIAN GRAY - IL MUSICAL ............................... il sentito omaggio alla narrativa di Oscar Wilde


Un lieto tributo all’arte eccelsa quello messo in scena al Teatro Sala Uno di Roma dal giovane regista Marco Pupa, da sempre affascinato dalla letteratura di Oscar Wilde. Si tratta del musical costruito sulla base del romanzo Il ritratto di Dorian Gray, partorito da un’idea di Marco Pupa e Antonia Gualtieri, il primo autore delle musiche della messa in scena e la seconda interprete dell’attrice Sybil Vane, frutto della passione e dell’inquietudine di Dorian Gray, interpretato da Andrea De Majo.

Sybil Vane











Una rappresentazione solenne, come dimostrato anche dal tono delle musiche originali e dai testi delle liriche di Andrea Cosentino, il tutto incasellato nell'adattamento di Antonello Coggiatti con la supervisione artistica di Giampiero Ingrassia. La regia, firmata da Claudia E. Scarpa, si rivela molto attenta al particolare e all’identificazione delle sequenze sceniche, a partire da quella iniziale del rapporto tra Dorian e Basil, il pittore interpretato da Rosario Gualtieri. Il ritratto da lui ultimato, posto al centro della sala e coperto dal sole con un telo, è senz’altro ciò da cui prende origine l’intera strutturazione drammatica, identificabile come il contenitore della giovinezza e della bellezza ormai perdute di Dorian. Questo il tema a fondo del travaglio esistenziale del protagonista, la bellezza giovanile racchiusa in quel ritratto e rubatagli dallo scorrere del tempo. Altro versante tematico è quello della prima parte della rappresentazione, il sentimento costruitosi tra Dorian e l’attrice Sybil Vane, identificazione della spensieratezza e della passione infine spezzate dalla delusione per una cattiva interpretazione sul palco davanti all’uomo e ai suoi amici. La vendetta ricercata da James Vane, fratello dell’attrice interpretato da Francesco Pupa, fa da sottofondo a quello che diviene progressivamente il dramma passionale ed intimo di un uomo isolato, costretto a rivivere nel ricordo i dolori e la follia, di cui sembra incolpare il fulcro centrale della narrazione, quel ritratto considerato da Basil opera summa, nascosto agli occhi del pubblico come un qualcosa di onnisciente. Co – protagonista della messinscena, ambientata nella Londra vittoriana del XIX secolo, è il distinto Lord Henry Wotton, interpretato da Mariano Riccio, un oscuro carattere avente un ruolo decisivo nel mutamento di Dorian, il quale, seppur messo in guardia sin dall’inizio, non è riuscito a frenarne l’influenza negativa (cit. Basil).

Lord Henry e Dorian











Presentato dall’associazione teatrale Iris e dalla Compagnia delle Stelle, lo spettacolo si rivela un degno adattamento dell’originale, modernizzato in chiave musicale ed attualizzato nella freschezza delle interpretazioni degli attori, attenti a livello drammaturgico e ancor più a livello musical – canoro, particolarità che affascina e colpisce i presenti, conducendoli nel viaggio culturale proposto.

Il team



martedì 25 marzo 2014

THE ROCK THEATER ................................... springly music and art condivision


Nuovo appuntamento al Contestaccio con il mega evento The Rock Theater, proposto e gestito il 23 Marzo dalla dottoressa Emanuela Petroni, presidente della compagnia teatrale Anime di Carta. Una vera e propria espressione artistica senza censure, per cui il locale del quartiere romano Testaccio ha ospitato l’esposizione di numerose opere diversificate, ad accerchiare la dimensione clou dell’evento, quella del palcoscenico, su cui si sono esibiti numerosi musicisti essenzialmente lungo il tema rock della serata, ripercorso nella fattispecie del genere metal.

Sick N' Beautiful

Fenisia







Punto & Virgola
Si tratta di un tipo di musica derivante dall’hard rock e caratterizzata da un suono potente e ritmi aggressivi, come è stato possibile notare durante le esibizioni in scaletta, a partire da quella dei Sick N’ Beautiful, gruppo composto da cinque elementi distintosi per lo spirito di provocazione e condivisione, accogliendo sul palco, dopo aver anche eseguito il primo singolo appartenente alla propria discografia, anche altre voci femminili presenti in sala per l’interpretazione del pezzo finale. Procedendo nella fissazione delle emozioni artistiche, è stato possibile ascoltare anche il gruppo dei Fenisia, band di quattro elementi mossasi attorno al tema musicale della serata facendo risaltare una particolare attenzione all’uso degli strumenti e una ricchezza tematica nei pezzi proposti, elementi utili al coinvolgimento dei presenti. Sul palco anche il duo de i Punto & Virgola, esibitosi in due pezzi tra cui Quel treno dei sogni, a testimonianza dell’interazione ricercata dalla Petroni e dal suo team. Spazio offerto anche ai tributi musicali, come quello a Ronnie James del musicista Marco Civilla, esibitosi questa volta con la formazione degli Evil Eyes, marcando la reinterpretazione dei pezzi del cantautore statunitense heavy – metal e dando sfogo alla sua energia vocale. Accanto alle formazioni di più elementi si sono esibiti anche artisti solisti e cantautori, tra cui Valerio Forconi, il quale ha presentato il nuovo singolo Young and in Love, interpretato con Michela Di Maso, sottolineando ancor più lo spirito di liberalizzazione dell’arte e della musica, anche attraverso altri brani essenzialmente di tipo folk proposti in veste solista, tra cui Sorriderai. Tra gli altri cantautori accolti dalla presidente della compagnia teatrale promotrice anche Claudio Grimaldi, esibitosi per la prima volta nel contesto delle serate romane di Anime di Carta.

Evil Eyes
Valerio Forconi e Michela Di Maso



Claudio Grimaldi









Riconfermatosi nuovamente un evento ricco di arte e condivisione, l’appuntamento ha dato spazio alle forme artistiche diversificate, dalla pittura alla fotografia, fino ad arrivare alla musica, promuovendo l’originalità e lo spirito artistico di tutti i protagonisti, ad accattivare il pubblico presente. Passando dall’originalità al tributo, infatti, gli spettatori hanno potuto vivere un’emozione intensa e cogliere le particolarità esecutive, anche grazie all’attenzione direttiva della serata live.

domenica 23 marzo 2014

SPRING BREAKERS .................................... le vacanze primaverili tra nuovi incontri e scoperta di sè


In occasione della prima domenica di primavera, verrà posto in analisi Spring Breakers – una vacanza da sballo di Harmony Korine, film di produzione inglese, presentato alla 69° Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia e uscito in sala il 7 Marzo 2013.  Una sorta di black comedy in cui coesistono anche il tema di una forte amicizia e quello dell’apparente paura per la novità.









Soggetto del film è la narrazione delle azioni di un gruppo di studentesse di college quando, ormai giunto il tempo delle vacanze primaverili, decidono di avventurarsi nel sogno dello spring break, da intendere come un reale modo di vivere, come dichiarato da Elliot alias Alien (James Franco), un rapper che invade la costa a suon di musica e traffici: “Spring Break per sempre” (cit. Alien). Ben presto anche le protagoniste dell’avventura, Brit, Candy, Cotty e Faith, resteranno immerse nel tema ideologico dello spring break, molto più che una semplice festa. Interpretate rispettivamente da Ashley Benson, Vanessa Hudgens, Rachel Korine e Selena Gomez, le giovanissime ragazze affronteranno l’evoluzione nella scoperta di loro stesse, dando adempimento allo stadio iniziale di ingenuità e a quello di assunzione di personalità e carattere successivo. James Franco si rivela l’autentico mattatore di tutte le azioni, un gangster che, dopo averle tirate fuori dal carcere, plasmerà l’animo criminale delle ragazze, le quattro passerotte uscite dal nido, come le identifica lo stesso Alien. Il cambiamento del tenore di vita porterà conseguenze diversificate nell’animo delle fanciulle, provocandone l’allontanamento di due di loro, rientrate a casa dopo alcuni turbamenti emotivi e disavventure, tra cui quella del ferimento di Cotty da parte dell’avversario di Alien in disputa per il controllo della zona.













Accompagnandole in un viaggio che nessuna avrebbe mai immaginato, il rude Alien si rivela essere un uomo dall’animo tenero che accoglie le quattro vivaci spring breakers nel suo mondo costruito sulla base dell’interesse per la ricchezza, facendo vivere loro lo spring break più scatenato della storia. Notevole l’apporto sonoro dell’intera pellicola, in cui risalta anche un pezzo dell’artista Britney Spears, a dare maggior risonanza al tema di condivisione. Attraverso il montaggio fatto anche di sovrapposizioni ed accavallamenti, il film arriva dritto dentro l’orizzonte visivo dello spettatore, accattivandone l’attenzione anche grazie alle colorazioni tendenti al rossastro. Si tratta di un film provocatorio, in un certo senso, in cui trova spazio però anche il tema del legame affettivo e sentimentale, arricchiti dalla naturalezza ricercata dai personaggi, fino ad arrivare alla risoluzione dell’intreccio sul finale aperto. 



mercoledì 19 marzo 2014

SONO NATO PER VOLARE ............................... il racconto passionale del sogno di una vita



È andato in scena presso il Teatro Kopò di Roma fino a domenica il nuovo spettacolo dell’attore siciliano Giuseppe Arnone. Protagonista della narrazione è Vincenzo Diodato, un siciliano che rivive nella mente il periodo infantile dell’età di 9 anni, quello delle vacanze natalizie puntualmente trascorse nella regione mediterranea con la famiglia al completo.

Visibilmente coinvolto a livello emotivo, Giuseppe Arnone interpreta un monologo, composto di sketch dal ritmo veloce e arricchiti dalla valenza dialettica della parlata siciliana. Ridando vita alle emozioni pervenute dal ricordo delle gesta dei parenti, tra cui quelle dello zio Pino e della nonna Emma novantenne, colta nella preparazione dei piatti tipici, Vincenzo lascia trasparire allegramente l’emotività della scena, resa interattiva sin dal momento introduttivo. Regalando sorrisi con gli improbabili sketch iniziali del meccanico e stimolando le riflessioni nei momenti di intimità casalinga, Vincenzo diventa un tutt’uno con i ricordi e con le emozioni, suscitando commozione e riflessione nei presenti. Durante il corso delle vicende vengono inserite trattazioni parallele dell’infanzia del giovane Vincenzo, quelle che vanno dai sapori della compagnia familiare alla favola dell’uccello grifone e la classica partita a carte durante le feste, il tutto allegramente costruito sullo sfondo del ritmo di battibecchi esilaranti. Significativa la valenza assunta dalla mimica facciale e profondo il tema incentrato sulla sfera familiare, a testimonianza dell’interpretazione provata del protagonista, il quale sembra non voglia necessariamente permettere la distinzione del momento in cui l’uomo subentra all’attore e viceversa. Autore ed interprete del testo, Arnone mostra il legame stretto con il tema affettivo – familiare, messo in scena anche nel recente Il coraggio fa … 90, spettacolo che ripercorre le emozioni del mondiale del ’90, interpretato per la regia di Claudio Zarlocchi.


In ultima analisi, il prodotto presentato presso il teatro off della zona Numidio Quadrato riesce nel suo intento, quello di arrivare al pubblico, emozionarlo suscitando la riflessione grazie alla storia di un bimbo nato per volare (cit.).



mercoledì 12 marzo 2014

THE DINNER SHOW ………………………………… la serata di cabaret a Testaccio


Nuova serata interattiva quella del venerdì, preannunciata dalla messa in scena del 7 Marzo 2014 presso la discoteca Planet di Roma, adibita a palcoscenico teatrale per l’occasione. La formula proposta per l’evento è quella del dinner show, pensata presumibilmente per accogliere gli ospiti nel migliore dei modi ed accompagnarli nell’allegra esibizione degli artisti.

i Fatti Apposta










Ad alternarsi sul palco il trio comico de i Fatti Apposta, innovativa proposta della scena teatrale capitolina, insieme all’attore – musicista Simone Tuttobene, messosi particolarmente in luce nell’interpretazione di monologhi dal tono esilarante nella ricerca di partecipazione dei presenti in sala, attraverso una scaletta interpretativa partita dallo studio dei cognomi.  Composto da Roberta Giancristofaro, Salvatore Mazza e Sandro Felice Leo, regista e produttore de La Tana dell’Arte, il trio romano ha proposto diversi sketchs giocando sul ritmo cabarettistico dei battibecchi, partendo dalla messa in scena della tragedia greca di Laio (Salvatore Mazza) e della regina Giocasta (Roberta Giancristofaro), supportata dall’aiuto del suggeritore (Sandro Leo).










Spezzando la scena con la proiezione di clip relative alla storia del cinema, il set allestito diviene connubio di emozioni artistiche da vivere in collettività e con leggerezza, fino ad arrivare al momento musicale differenziato tra il tip tap interpretato dai tre comici e la rassegna di Simone, esibitosi nella reinterpretazione di alcuni brani della canzone italiana, tra cui Azzurro e Vedo nero, modificati nei testi, al fine di perseguire l’obiettivo finale della serata, quello del divertimento e della lieta compagnia.


mercoledì 5 marzo 2014

THE TREE GEES ........................................................ nuovi progetti tra tributo ed inediti








Nel corso del primo appuntamento del mese di Marzo con Drago Circus, in onda il lunedì su Radio Poddjo, sono stati ospitati i Tree Gees, tribute band italiana degli storici Bee Gees, rappresentata in tal sede da Alex Sammarini e Paolo Amati, ascoltati entrambi da Andrea il drago dj Striano, conduttore della trasmissione in streaming. Tema dell’intervista è il loro progetto musicale del reinterpretare i brani ed il sound del gruppo mannese, avviato circa 12 anni fa in seguito ad uno dei tour della loro carriera di musicisti professionisti. Il primo ad avere l’idea di avviare questo progetto fu proprio Alex Sammarini, scrittore e compositore di brani, voce e chitarra della formazione, composta da Franz Bancalari alle tastiere, Ezio Zaccagnini alla batteria e al basso e Paolo Amati, forte della sua esperienza di editore musicale, tra le altre.



Aperta con il brano originale Stayin’ Alive, pubblicato dai Bee Gees nel 1977 come disco singolo, la trasmissione si configura come un vero e proprio identikit su basi e motivazioni della costituzione del gruppo, correlate strettamente alle emozioni e alla curiosità generate da un tipo di sound, inizialmente quasi come un gioco, portato avanti con professionalità e rigore. Battendo molti locali sul territorio nazionale ed estero, i quattro hanno in breve tempo conquistato numerosi fans, aggiudicandosi un posto tra le tribute band più famose d’Europa, all’attivo con pezzi cover ed inediti sulla base del sound dei fratelli Gibb, tra cui i singoli I walk out e Love plan. Si tratta di musicisti completi, distintisi anche per la realizzazione di un brano della colonna sonora del cinepanettone Christmas Love.Ciò che li contraddistingue dalle altre tribute band è anche l’elemento spettacolo molto accentuato negli show, considerando l’attrazione dello spettatore un veicolo fondamentale per la trasmissione di un messaggio artistico, concezione che ha permesso loro nel corso degli anni di conquistare un pubblico variegato di tutte le età. Tra i brani tributo mandati in onda durante la trasmissione radiofonica anche Tragedy, caratteristico di quella particolare tonalità vocale in falsetto a cui Alex Sammarini fa riferimento, contando su background ed esperienza musicali acquisiti anche al fianco di validi collaboratori.

Alex Sammarini
Paolo Amati









Costantemente impegnati nell’attività live che li vedrà il 7 Marzo al Fichi Mori e il giorno seguente al Fonclea per la festa della donna, i Tree Gees stanno attualmente lavorando a nuovi progetti e non mancheranno sicuramente di sorprendere. Evidente durante l’incontro la professionalità di questi musicisti, meritevoli dell’onesto e rispettoso tributo a quel particolare sound degli anni ’70, portato avanti come un tassello indimenticabile della storia della musica e omaggiato in chiusura con il passaggio del brano Stayin’ Alive, questa volta reinterpretato da parte dei Tree Gees.

martedì 4 marzo 2014

LA GRANDE BELLEZZA ............................................... la speranza nel futuro in una storia da Oscar


Successo in occasione della Notte degli Oscar in America per il nuovo film di Paolo Sorrentino, il quale riporta il premio nella nostra Nazione dopo ben 15 anni. L’ultima statuetta conferita al cinema italiano risale, infatti, al 1999, anno in cui La vita è bella (1997) di Roberto Benigni si aggiudicò il premio Oscar per miglior film straniero, tra gli altri. Salendo sul palcoscenico allestito al Dolby Theatre di Los Angeles, Sorrentino ha omaggiato il Maestro Federico Fellini, regista de La Dolce Vita (1960), a cui La grande bellezza sembrerebbe far qualche riferimento. Un richiamo illustre quello del film in oggetto, di cui è possibile cogliere la ricchezza nelle scenografie di una Roma da bene e dei suoi vizi. Un prodotto coraggioso che il regista di This must be the place (2011) firma, quasi come fosse l’evoluzione moderna e attualizzata della pellicola felliniana. Trionfo indiscusso per il film del regista napoletano, già vincitore di Golden Globe , premio Bafta (British Academy of Films and Television Arts) e riconoscimento Efa (European Film Academy), con cui il cinema italiano torna a risplendere, dando una speranza in più ed un notevole vanto all’arte del Paese.













Nel film, uscito a maggio 2013, Paolo Sorrentino esprime il suo concetto di bellezza, quella grande bellezza ricercata dal personaggio centrale dopo la pubblicazione del suo primo e unico romanzo l’apparato umano. Soggetto della narrazione è proprio la storia del distinto giornalista e scrittore 65enne Jep Gambardella, partito da Napoli e arrivato a Roma all’età di 26 anni, da subito incanalato nella movida capitolina, divenendo ben presto il re della mondanità. 

re dei mondani









Ad arricchire la tematizzazione individuale il rapporto con lo storico gruppo di amici di vecchia data, tra cui Romano (Carlo Verdone), Lello (Carlo Buccirosso), Stefania (Galatea Ranzi), in relazione con il protagonista per le abitudini disperate (cit.). La varietà dialettica prende ampio spazio nella storia principale, passando dalla parlata romanesca a quella napoletana, fino a distinguere il tono distinto e raffinato da quello colloquiale dello stesso carattere interpretato magistralmente da Toni Servillo. L’ intero prodotto, procedendo per l'analisi dei personaggi, vuole essere il manifesto di una Roma coatta, quasi come fosse una Babilonia disperata, come dichiarato da Sorrentino in un’intervista rilasciata ad aprile 2013, richiamata attraverso le feste mondane, inserite nella strabilianti scenografie della città eterna, prese per lo più di sera tarda e nei pressi dei luoghi caratteristici, come Piazza Navona. Attraverso una fotografia perfetta ed un flusso scenico preciso, il film mira, evidentemente, a tenere lo spettatore concentrato sul contesto, conferendogli quella dose di stupore necessaria ad accattivarne l’attenzione, sollecitata anche dalle musiche latino – americane e quella mixata sul brano della Carrà a far l’amore comincia tu

l'amore giovanile di Jep ...... il flashback









Diversi anche i flashback sul passato di Jep, come quello relativo al suo fidanzamento giovanile con Elisa. La tranquillità e la fermezza del carattere protagonista vengono turbate quando l’evento mondano per eccellenza (cit.) incombe nella sua vita, essendo in realtà lui un gentiluomo ed un uomo sensibile, come ama definirsi. Spicca anche l’intermezzo sentimentale con la bella Ramona (Sabrina Ferilli), con la quale Jep costruisce un legame affettivo dal sapore intimo, senza mai eccedere però, un rapporto che, purtroppo, è destinato a svanire presto. Non mancano le scene in cui si assiste all’estraniamento dell’uomo, quando il piano sembra spostarsi sulla sua individualità o quando viene posto a giudizio come se non fosse nessuno (cit.). Una narrazione circolare che inserisce nel mezzo riflessioni sulla morte, sul senso delle cose, sull’amore, sulla vita, sulla coppia ed anche sulla povertà o sullo spasso, ritenuto talvolta inutile se troppo fine a sé stesso.

Estraniamento del protagonista

Tutte caratteristiche vincenti che hanno permesso a Paolo Sorrentino di entrare anche con questo film nella storia della settima arte, attraverso un prodotto tutto italiano, sia nella scelta dei luoghi che nel cast, aggiudicandosi senz’altro un posto di rilievo nella tradizione del nostro Paese.

sabato 1 marzo 2014

COLMENA ...................................................... interazione ed energia per un Giovedì grasso rock a San Lorenzo


Esibitisi nella prima parte della serata del 27 Febbraio 2014, i Colmena hanno confermato la propria idea musicale ed interpretativa, quella di un rock carico di energia ed emozione. Un giovedì grasso allietato in modo del tutto originale dai musicisti, padroni del palco e dediti all’interazione con il pubblico presente presso il Felt Music Club di Roma, prima di lasciare spazio alla band de i Fratturati. Lo spirito di festa e gioco ha permesso ai cinque componenti del gruppo capitolino di trasmettere il messaggio musicale ai partecipanti, conducendoli in un viaggio artistico significatvo, attraverso brani originali ed accorgimenti scenografici di tipo teatrale, a testimonianza dell’elevato tasso di spettacolo ricercato: senso della vita solamente in scena (cit. da Scusate).

























Un live di spessore, dunque, quello che ha aperto i festeggiamenti carnevaleschi dell’anno corrente, da cui è stato possibile evincere anche un omaggio alla nostra Nazione e alle sue potenzialità talvolta oscurate dalle troppe pretese dagli artisti. Le caratteristiche principali facilmente riscontrabili nell’esibizione in oggetto sono esperienza dei musicisti e la loro capacità di stupire, accogliendo i presenti in un trascorso musicale degno di nota. Il ritmo della rassegna di pezzi proposti è scandito dalla batteria di Emiliano Mosè, mentre la melodia è data dalle chitarre soliste di Angelo Costantini e Cristian Flamini, attenti a non esagerare nell’esecuzione dei riff caratterizzanti. A strutturare i brani ci pensa, invece, Fabrizio Settimi al basso, anch’egli rispettoso del sound rock di tipo melodico a fondo, ad indicare una rassegna energica ma non aggressiva, come si nota nella voce stessa di Daniele Masci, particolareggiata dalla versatilità di toni, talvolta più riflessivi e cauti. Si tratta di brani curati sia dal punto di vista dei testi che da quello della musica di contorno, composti da Angelo e Daniele, ad indicare anche la condivisione del lavoro in team e la simbiosi tra i componenti, altra peculiarità della formazione live. Tra quelli eseguiti nella serata al club di San Lorenzo è stato possibile ascoltare anche Marta, Soldato, Anche quello che non ho, Quasi per caso, accanto al pezzo caratterizzante il ruolo artistico Scusate.

Lo spettacolo continua ......

L’esibizione curata ha permesso il coinvolgimento del pubblico nello spettacolo reso interattivo dai musicisti e dalla loro simpatia, ad aprire un Carnevale significativo e ricco di sorprese, come quelle presumibilmente in cantiere della band, prossima all’incisione del primo album con i brani in repertorio, realizzati in studio.