sabato 22 febbraio 2014

SMETTO QUANDO VOGLIO .................... un'insospettabile banda messa su per necessità


Uno strabiliante esordio quello che il giovane regista Sydney Sibilia fa nel campo cinematografico dei lungometraggi, un film divertente in sala dal 6 febbraio, in cui si affronta lo stato attuale del nostro Paese con una spiccata dose di ironia, prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci.

La necessità









Tema della narrazione è la storia di un gruppo di ricercatori universitari che, dopo aver perso i finanziamenti ed essere stati allontanati dall’insegnamento, decide di rimboccarsi le maniche e lavorare in proprio, nel ruolo di improbabili spacciatori organizzati di successo. A caratterizzare lo svolgimento delle azioni in modo brillante, un cast particolareggiato che sembra funzionare alla perfezione, composto da Edoardo Leo, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Stefano Fresi, Libero De Rienzo e Valerio Aprea, menti eccelse ridotte alla meno peggio dalla crisi. Il bagaglio culturale e le competenze scientifiche permette loro, infatti, di sintetizzare una nuova droga dagli effetti sorprendenti, riscuotendo successo sul mercato a discapito del Murena, interpretato da Neri Marcorè. Uniti dall’obiettivo comune di avere una vita migliore, questi uomini danno peculiare rivestimento al sogno della libertà economica, costruendovi un intreccio comico attorno. La comicità è data, appunto, dal comportamento inizialmente goffo del gruppo di laureati e dal loro comportamento insospettabile di compiere simili gesta ed aver costruito un business attorno all’attività illecita.

Il business











In ultima analisi, rivelandosi come modo simpatico di affrontare un tema attuale, il film può essere considerato un ottimo prodotto della settima arte, visto anche il montaggio accattivante e la regia minuziosa, accanto all’interpretazione sublime di un cast brillante, colto sia nel dramma iniziale che nella commedia di fondo, entrambi momenti costruiti con attenzione, come nelle scene dal tono maggiormente serioso interpretate da Valeria Solarino, nel ruolo chiave della risoluzione dell'intreccio.


martedì 18 febbraio 2014

THE ROCK THEATER ........................................... il viaggio nell'arte attraverso le emozioni


Riconfermatosi ancora una volta un appuntamento entusiasmante quello con l’espressività artistica dell’evento The Rock Theater, organizzato dalla dottoressa Emanuela Petroni e tenutosi presso il Contestaccio di Roma il 16 febbraio. Targata Anime di Carta, la serata vuole offrire spazio a giovanissimi talenti del panorama musicale, emergenti e non, permettendone l’esibizione davanti al pubblico capitolino riunito per assistere alla rassegna musicale live. Perdendosi talvolta tra le opere pittoriche e fotografiche ospitate nel locale, i presenti hanno potuto prender parte ad un viaggio musicale che, partendo dal rock e toccandone le molteplici chiavi di lettura, dall’hard – rock al folk – rock , è giunto sino al rap e ai ritmi hip – hop.
Marilyn Senza Neo
Caesar's Circles










Civico 8
Focalizzando l’attenzione sugli artisti ospitati sul palco, è stato possibile ascoltare sia band o formazioni di più elementi che artisti solisti, passando talvolta per omaggi cover, come quello dei Cure Anomalies, cover band del gruppo punk inglese dei Cure in nota per alcuni arrangiamenti anomali, appunto. Tra gli altri artisti in rassegna, la band dei Marilyn Senza Neo, composta da cinque elementi, mossisi con diligenza lungo il sound alternative – rock. Con testi graffianti e melodie singolari, i musicisti hanno aperto la serata, emozionando e riscaldando i presenti grazie ad un attento uso del basso nella strutturazione dei pezzi e ad un piano vocale basato sulla voce principale di Giuseppe e quella corista del tastierista Luca. Si tratta di una serata promozionale, finalizzata a dar spazio alla musica indipendente ed autoprodotta che fatica a trovare i giusti canali di diffusione. Sul palco anche il gruppo dei Caesar’s Circles, band eclettica e trasgressiva mossasi sul versante indie e brit del rock, toccandone anche i temi alternative e surf, attraverso un’esecuzione dura ed intensa. Il gruppo dei Civico 8, invece, mostra da subito una valenza maggiormente interattiva, arricchendo lo show attraverso la performance esecutiva, finalizzata a tener caldo il pubblico, entusiasmato dal ritmo della serata, in cui è stato possibile entrare in contatto anche con lo show costruito da artisti solisti, tra cui il cantautore Valerio Forconi, voce del gruppo romano dei Jesters, esibitosi nel suo progetto solista con brani singolari, tra cui Sorriderai, finalizzato a regalare ai presenti un momento ed una speranza di allegria. Toni e tematiche di tipo rap e hip – hop per Kalibro MC, il quale ha proposto pezzi propri coinvolgenti, tra cui il brano Zapping, profondo nel tema e agile nell’esecuzione al tempo stesso. Decisamente carica la performance del musicista Marco Civilla, distintosi in pezzi apparentemente delicati e dalle melodie sottese, configuratisi man mano come libero sfogo all’anima metal del protagonista del momento live, riscontrando notevole successo tra i presenti colti in un viaggio intenso di emozioni, grazie all’intensità della voce e alla particolarità esecutiva.

Valerio Forconi
Marco Civilla









A far da padroni durante l’intera nottata del teatro rock un denso spirito di condivisione e di interazione, a regalare ai presenti quell’armonia che solo l’arte riesce a dare, tutto reso possibile dall’attenta organizzazione di Anime di Carta e della sua direttrice, avvalsasi della collaborazione di un team di artisti. La larga partecipazione e il successo riscontrato hanno permesso la trasmissione del messaggio dell’arte, intesa come espressione di sé stessi, concentrandosi sugli artisti, veri protagonisti dell’incontro, permesso nell’appuntamento mensile al Contestaccio.

giovedì 6 febbraio 2014

A CHI GIOVEREBBE? .................................... provocazione e seduzione nel delirante spettacolo tra sensualità e intrigo


A chi gioverebbe? Delitto e castigo in una casa di piacere …… questo il titolo completo dello spettacolo presentato il 4 febbraio scorso al Piccolo Teatro Campo d’Arte di Roma. Dopo le fortunate repliche della scorsa stagione al Teatro dell’Orologio, il testo di Enza Li Gioi è attualmente in scena nella zona capitolina di Campo de’ Fiori, dove ha riscosso notevole successo nella serata della prima, vista l’interazione costruita e voluta dalla regia di Mariaelena Masetti Zannini.
Mariaelena Masetti Zannini regista ed interprete
PHOTO BY LUCA CARAVAGGIO













Uno spettacolo innovativo che ricerca la partecipazione e il trasporto dei presenti, mettendoli al centro della scena e rendendoli protagonisti già nei momenti pre – palcoscenico. Siamo nel 1956, a pochi mesi dall’approvazione della legge Merlin, a favore della chiusura dei luoghi angusti del desiderio, per cui la location della narrazione è costituita proprio da una delle case di piacere in questione, la cosiddetta Maison de Plasir gestita dalla signora Gemma e dalle sue figliuole, interpretate da giovanissime ragazze di cui è assiduo frequentatore un onorevole di partito molto importante. Partendo dalla provocazione e dalla passione generate dalla fresca interpretazione delle attrici avvalorata dal costante accompagnamento musicale di Francesco Paniccia al piano, il racconto ci porterà dentro la vicenda della morte di Caterina, la quale continuerà, però, a vivere nei sogni delle ragazze, emotivamente provate dall’accaduto e desiderose di vendetta nei confronti dell’omicida. 
la tristezza dinnanzi alla tragedia
PHOTO BY LUCA CARAVAGGIO













Una delle caratteristiche principali della messa in scena è la dislocazione essenziale del ruolo di protagonista che arriverà, infine, ad essere identificato nel personaggio interpretato da Daniele Sirotti, l’abile commissario La Face, intenzionato a far luce sull’accaduto senza destar clamore ai piani alti. Nell’elegante bordello di città, quindi, prende seguito una storia di passione e seduzione da parte delle ragazze nei confronti del commissario e del dottor Finetti, portandoli a diventare loro complici nei piani per vendicare l’adorabile Caterina. Tra le interpreti delle donne in scena, accanto all’autrice ed alla regista, rispettivamente nei panni di Gemma e Gina, anche Sylvia Di Ianni, distintasi per le coreografie di ballo visibilmente passionali, accanto alla showgirl siciliana Erika Kamese, in luce per l’intensità dello sguardo e per lo spirito intenso di provocazione percettibile. Degna di nota anche la variazione dialettica, tra parlate locali e raffinate, tra cui il toscano dell’attrice interpretata da Emanuela Bolco, il volgar illustre della ragazza immagine dell’appartamento o il siciliano della cameriera e qualche francesismo, accanto ai toni più colloquiali degli altri interpreti, tra cui anche il musicista Giuseppe Cataldi. Un mix tra rappresentazione e musica, appunto, il tutto condensato nello schema di sogno e realtà in antitesi tra loro, senza mai identificare un protagonista assoluto, portando il pubblico alla scena finale per il dispiegamento dell’intreccio narrativo con una locuzione circa un inutile possibile scandalo.
il commissario La Face
PHOTO BY LUCA CARAVAGGIO 
In ultima analisi, la perfetta immedesimazione nei ruoli e il preciso trasporto creatosi, dando l’idea che le attrici diano tutte sé stesse alla rappresentazione, danno allo spettacolo un elemento aggiunto di arte, cultura e storia, vissute tra ironia e sketch o battibecchi di dinamica coinvolgente talvolta esilaranti. Uno spettacolo diverso dai canoni classici del teatro, caratterizzato dall’assenza di peli sulla lingua nei dialoghi, particolarità che lo configura quale prodotto spontaneo e vero che sorge per ironizzare e si sviluppa per emozionare e far riflettere, divertendo.
Attenzione all'illuminazione della scena
PHOTO BY LUCA CARAVAGGIO 
Il momento di raccoglimento
PHOTO BY LUCA CARAVAGGIO