giovedì 16 gennaio 2014

NEBRASKA ........................................... indagando nella profondità dei rapporti


Presentato nell’anteprima capitolina dalla Fondazione Cinema per Roma presieduta da Paolo Ferrari, il film è stato proiettato nella serata scorsa presso la sala del museo Maxxi, sito nei pressi dell’Auditorium-Parco della Musica, sede principale del Festival Internazionale del Film di Roma. In concorso al 66° Festival di Cannes, il lungometraggio ha collezionato il premio alla miglior interpretazione per Bruce Dern, nei panni di Woody Grant, il protagonista della pellicola diretta da Alexander Payne nel 2013.
Soggetto della narrazione è la storia di Woody, un anziano messosi in viaggio dal Montana verso Lincoln per ritirare la presunta vincita di una lotteria, dando al film il tema del sogno e della speranza. La narrazione prende la forma di un road – movie tra le strade americane che portano allo stato del Nebraska, configurandosi man mano come una riscoperta dei rapporti, primo tra tutti quello di Woody e della sua famiglia, la moglie Kate (June Squibb) e i figli Ross (Bob Odenkirk) e David, allertati dallo sceriffo e messisi al seguito del padre. 

Woody Grant
Woody e Kate




















Il prodotto di Payne è girato interamente in bianco e nero e con qualche lieve slancio luminoso, dando l’idea del forte elemento narrativo di tipo storico, in cui però non mancano emozioni e scene collettive a renderlo vivacissimo e colmo di colori, quelli suscitati nell’immaginario dello spettatore, colto tra entusiasmo e toni più cauti di un rapporto familiare che va intensificandosi e riscoprendosi. Le inquadrature e i piani sequenza, prevalentemente ad ampio raggio e campi lunghi, tendono a porre l’attenzione sui paesaggi e sulla scenografia naturale, caratterizzando i personaggi principali, studiati da Payne in dettaglio. La narrazione passa tra i luoghi di infanzia di Woody e la città dei suoi parenti, in cui è nato il protagonista. Ad assecondare Woody ci penserà infine il figlio David (Will Forte), visibilmente motivato a render felice il padre, desideroso di acquistare un furgone ed un compressore, a testimonianza della semplicità del carattere dell’uomo.  Pur sapendo della mancata vincita del padre, infatti, David decide di accompagnarlo nel suo sogno fino alla fine, preservandolo dalla totale disillusione con la realizzazione ultima dei suoi sogni materiali.

Woody e David

Padre e figlio










Transitando dal tema dell’illusione a quello della disillusione, il film si rivela essere un prodotto di genere drammatico, in cui non mancano, però, le scene esilaranti in cui si ride e ci si emoziona per la valenza registica, meritevole della Palma d’Oro a Cannes ’13. Si tratta, in estrema sintesi, di un film drammatico che vuole allontanarsi, però, dalla catalogazione di genere, mescolando temi malinconici a trattazioni dolorose. L’interpretazione sopra le righe di Dern e l’attenzione all’analisi caratteriale di Payne sono le qualità principali che rendono il film un prodotto autentico e da valorizzare, come dimostra anche la candidatura a 5 Golden Globes, tra gli altri riconoscimenti.


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