martedì 17 dicembre 2013

BATTLE OF THE YEAR ........................................... quando la battaglia incendia il palco


Sulla scia del successo dei numerosi prodotti cinematografici sulla breakdance e sull’hip – hop, tra cui quelli delle saghe di Step Up e Street Dance, è uscito in italia lo scorso 5 dicembre il film Battle of the year – la vittoria è in ballo di Benson Lee. Tema della narrazione è quello della street dance, questa volta, però, inserito nel contesto della competizione di breakdance più famoso al mondo, sintetizzato in BOTY, un contest che dal 1990 offre alle crew migliori del mondo, preselezionate nelle dispute nazionali, un palcoscenico su cui dar adito alla propria creatività e alla propria espressione artistica.

Il coach con Dante e Franklin



I b-boys americani
Soggetto del film è la storia di un gruppo di ragazzi americani, messi insieme da Jason Blake (Josh Holloway), un coach di basket chiamato in azione da Dante (Laz Alonso) per assemblare una squadra di ballo in vista dell’imminente sfida francese. Dopo alcuni tentennamenti iniziali, l’uomo, in realtà ex stella del ballo, accetta l’incarico e assembla il team americano per la battaglia, concentrandosi sulla preparazione fisica dei suoi ragazzi e sulla maturità di ragionare come un team di b – boys, il dream team degli Stati Uniti. Proprio su questo aspetto si concentra l’intero film, sullo sviluppo, cioè, di un rapporto interpersonale tra i componenti della crew americana, inizialmente in competizione tra loro. Dopo le prove di assestamento della coreografia, i rappresentanti americani del ballo da strada voleranno a Parigi, dove li attende la battaglia dell’anno e la sfida con i migliori ballerini b – boys del mondo, tra cui quelli della crew tedesca, quelli della crew di casa e quelli della crew coreana, campioni in carica, con cui avranno a che fare nella finale. Motore del film è la costituzione dell’amicizia tra i protagonisti, resa possibile dal coach, soddisfatto del risultato ottenuto e dell’aver trovato una nuova famiglia. Una storia progressiva di legame e sentimento che non sorprende nel film di Lee, caratteristiche sottolineate dal montaggio per lo più lineare ed introspettivo sui personaggi, alternato a quello ad ampio raggio delle sequenze di ballo, in cui si nota un riguardo al gioco di luci e ombre, accanto a scenografie correlate da colonna sonora e musiche di tipo break e rap. È il tema della sfida internazionale di ballo che dà al film la giusta marcia per accattivare il consenso, in quanto tratta di una storia già vista e lungamente descritta nei predecessori dello stesso genere, caratteristica che, però, non desta dall’ appassionare i fan del genere.

Vincere e ......




.... dimostrare il proprio valore









Vincere a tutti i costi nel ballo così come nella vita: è questo, probabilmente, il messaggio a cui il regista ha voluto dar voce, inserendolo in una trattazione talvolta drammatica, come quella del bisogno di vincere per sperare ancora e dimostrare il proprio valore.

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