martedì 29 ottobre 2013

PRENDI IN MANO IL TUO MONDO-SCRIVI LA TUA VITA .......... un libro guida nato dalle esperienze


Da poco disponibile in e – book, il primo libro di Simone Sulpizio nasce dalla volontà dell'autore di dare il suo contributo all'istruzione finanziaria. Dopo aver fondato la F.E.A. (Financial Education Academy), il giovane imprenditore abruzzese ha deciso di riprendere in mano il progetto della stesura di un libro – guida inaugurato anni fa e purtroppo perso in seguito ad un guasto del pc. Redatto e pubblicato in forma di self – publishing da parte dell'ideatore dell'accademia, il libro intende fornire un affiancamento a coloro i quali vogliono avviare un progetto imprenditoriale. Facendo, infatti, frutto della sua lunga esperienza acquisita con la frequenza di corsi di formazione in veste di studente e della sua occupazione di coach aziendale, il novellino scrittore – come ama definirsi – ha voluto dare il suo punto di vista sulla situazione attuale vigente in Italia e nel mondo, identificando il problema nel troppo accademismo.











Una formazione è realmente efficace se risulta in grado di modificare le abitudini delle persone e direzionarne le scelte …..... (cit. Simone Sulpizio). Da questa considerazione parte l'analisi dell'autore, intento ad accompagnare i suoi lettori nel percorso gestionale di un'impresa e del proprio futuro, a partire dalla presa di consapevolezza delle proprie aspirazioni. Ogni cosa diventa, quindi, possibile se si è disposti a lavorare prima di tutto su se stessi e sulla propria persona, cercando di rendere ciò che ci disturba una spinta per ripartire energicamente, considerando, dunque, gli intralci sul tragitto delle mete da scavalcare. Considerando fondamentale il guidare e il non manipolare le persone, il libro diventa uno sfogo alla situazione attuale, una risposta al disfattismo circostante e all'assenza di voglia di fare, promuovendo il mettersi in proprio e la costituzione di una libertà finanziaria, input alla crescita dell'offerta occupazionale, in quanto non è tutto nero ma esiste sempre uno spiraglio (cit. Simone Sulpizio).











In simbiosi con il progetto del corso CYL (change your life), il libro ha intenzione di fornire una guida alla costituzione di una libera impresa, conseguente all'assunzione di una libertà personale, promossa anche nella partnership tra la F.E.A. e la Dream Future Eventi, accostamento gestionale partito dalla provincia adriatica e destinato a promulgarsi anche altrove.





TOMMY ................................................ commozione e riflessione in un emozionante viaggio nell'interiorità


Dopo il grande successo ottenuto nelle precedenti stagioni teatrali, viene riproposto fino al 10 novembre, lì dove è partito nel 2010, presso il Piccolo Teatro Campo d'Arte di Roma, lo spettacolo Tommy di Giuseppe Manfridi, messa in scena dalla duplice valenza interpretata da Giuseppe Russo e diretta da Andrea Bellocchio, con cui il protagonista vuole salutare il suo pubblico prima dell'imminente trasferimento in America.


Si tratta di un prodotto scenico che fa sperare e riflettere, in quanto narra la storia del giovane Tommy e del suo disagio interiore vissuto sin dagli anni adolescenziali. Tommy si trova nel suo luogo prediletto, dove si sottopone ad una sorta di analisi chiarificatrice, durante la quale svela i segreti del suo passato, richiamandoli nel ricordo e parlandone con un personaggio onnisciente, dando quindi l'impressione che si trovi davanti ad uno specchio e venga interrogato dalla sua coscienza in una sorta di autoanalisi. Ad essere passati in rassegna gli avvenimenti e le conoscenze della sua infanzia, tra le quali la bella Luisa, soggetta alle attenzioni del padre, di cui Tommy non parla mai se non nel ripercorrerne lo stato di malattia. Il tema del disagio diventa una sorta di distacco da tutto, una sostanziale inadeguatezza sottolineata maggiormente dalla location dello sgabuzzino, quel nascondiglio che permetteva a Tommy di essere tutelato e nascondersi dai genitori, ad intendere un mezzo di difesa dal mondo esterno, di cui ci viene data l'immagine alla base di tutta la scena, quella di uno starnuto ripetuto ogni sei secondi, a segnare un limite, uno scoglio da non oltrepassare. Talvolta, nel rievocare gli intercorsi giovanili, a sopraffare il ricordo è una densa emozione, suscitata dalle parole del protagonista e dai suoi sguardi, caratterizzati da un'intensità disarmante nella mimica del volto, a lasciar trasparire ancor più il legame dissacrante tra realtà e distacco da essa, sottolineato dal luogo dello svolgimento delle azioni, in cui a regnare è il buio, immagine del nulla.











Forte di un semplice allestimento scenico, quello riproposto al teatro di Campo de' Fiori risulta essere uno spettacolo davvero emozionante che commuove i presenti e non desta di sorprendere ancora per la riflessione che giunge alla fine, quella sulla vita accanto ad una sua essenza ed individualità umana.


giovedì 24 ottobre 2013

CAPTAIN PHILLIPS ....................................... soggetto insidioso reso con maestria cinematografica


In sala dal 31 di ottobre, l’ultimissimo film di Paul Greengrass dà conferma di quella sorta di analisi caratteriale e storica adoperata dal regista di The Bourne Ultimatum e Bloody Sunday nei confronti dei suoi personaggi.
Attacco alla nave











Ispirato ad una storia realmente accaduta, tratta dal libro A Captain Duty’s del capitano Richard Phillips, il film narra la storia della nave da carico Maersk Alabama sequestrata nel 2009 da parte di una banda di pirati somali. Ad interpretare il comandante della nave ci pensa Tom Hanks, già naufrago nel film di successo Cast Away, il quale caratterizza lo svolgimento del film con quella interiorità tipica della sua recitazione. Diretti verso le Afriche per portare i rifornimenti di cibo, i membri dell’equipaggio dell’Alabama vengono attaccati durante la traversata dell’oceano, le cui acque vengono messe in risalto nelle inquadrature. Facendo un passo indietro nella narrazione, ci si potrebbe soffermare sulla presentazione dei caratteri dei somali e del capitano, i primi presi nella preparazione dell’attacco alla nave per la richiesta di un ingente riscatto, il secondo nella sua soggettività di uomo preciso, meticoloso e altruista, consegnatosi ai pirati pur di nascondere i suoi marinai. Accanto all’ottima interpretazione del ruolo protagonista di Phillipps, la performance di immedesimazione degli attori somali e la profondità dei loro sguardi danno al film una valenza aggiunta di tipo riflessivo – esistenzialista, riscontrabile in locuzioni del tipo non puoi vincere contro la marina” (cit. Tom Hanks) o “mi sono spinto troppo oltre Irish. Non posso tornare indietro” (cit. capitano somalo).
tra paura e protezione 





Il faccia a faccia rivelatorio















Un film toccante ad alto tasso di tensione che Greengrass dirige con maestria, senza sbilanciarsi mai né sul punto di vista americano né su quello somalo, pellicola condita da un’immedesimazione notevole nei caratteri trattati, insidiosa per via degli effetti della globalizzazione inequivocabilmente in rassegna durante il corso del film.


martedì 22 ottobre 2013

FINANCIAL EDUCATION ACADEMY ................... nuova risorsa per la formazione finanziaria


Nata da un'idea del giovane imprenditore abruzzese Simone Sulpizio, l'accademia di educazione finanziaria (F.E.A.) pone le sue fondamenta sul rapporto diretto con il cliente, tutelandolo e accompagnandolo nel rispetto dei suoi affari. La crescita personale e l'istruzione finanziaria sono gli obiettivi principali a cui si punterà nei corsi organizzati, durante i quali verranno messi a disposizione dei partecipanti anche il coaching individuale, il buisness plan e la consulenza aziendale. Per istruzione finanziaria non intendo né una materia accademica né una pratica altamente complicata ma soltanto conoscenza e competenza indispensabili per la gestione del denaro (cit. Simone Sulpizio).
Simone Sulpizio








I traguardi da raggiungere nella vita di ognuno sono molteplici e l'accademia in questione si impegna ad agevolare i clienti nel raggiungimento dell'obiettivo di aiutare il prossimo, facendogli acquisire una maggior consapevolezza di sé, considerando l'altruismo un passaggio fondamentale dell'esistenza umana. A tal fine, intorno alla metà del mese di dicembre, la F.E.A aprirà le porte a tutti gli interessati con il CYL, corso di formazione e approfondimento presentato dalla Dream Future Eventi e tenuto nella provincia adriatica di Pescara, a Montesilvano. Nato con l'intento di fornire strumenti utili e realmente provati, il suddetto appuntamento mira alla crescita individuale, da raggiungere con l'aumento dell'autostima personale e con una corretta istruzione finanziaria.


Obiettivo primario della F.E.A. è, dunque, rendere l'individuo libero dai condizionamenti ed autosufficiente nella gestione del proprio patrimonio, da sfruttare a proprio favore, argomento che sarà affrontato in un percorso ampio e completo inizialmente nelle giornate del 14 e 15 dicembre 2013. Quello che manca nel nostro Paese e anche nel resto del mondo è la cosiddetta cultura del rischio, il timore cioè di buttarsi in un progetto giovane e provare nuove esperienze, tematica che il team della F.E.A. approfondirà tentando di scavalcare le convinzioni comuni durante le giornate formative dedicate ai circa 12 corsi.

Per saperne di più:
http://www.fea-academy.it/corso-cyl-change-your-life/




SHAKESPEARE IN OBITORIO .................................... la commedia che scavalca la tragedia


In scena all'Accento Teatro fino al 3 novembre, Shakespeare in obitorio, prodotto scenico firmato da Paolo Perelli. Lo spettacolo si rivela essere un progetto carico di ironia e ritmo, riproposto dopo il successo ottenuto nella scorsa stagione all'Essenza Teatro, spazio culturale di Acilia diretto dallo stesso Perelli.
La scena si svolge in un obitorio in cui dovrebbe regnare la quiete mentre gli sketch ripetuti denotano un meccanismo accattivante; inoltre, pur partendo da una tragedia come la morte improvvisa di Samuel, protagonista di Riccardo III da paura di W. Shakespeare, lo spettacolo riesce a far sorridere, lasciando però trasparire una riflessione di fondo.
Mino Sferra e Fabian Grutt
-Tom Berenger e Sesto-
É quella sul senso della condizione umana, trattata qui in riferimento al becchino Sesto, interpretato da un fresco e intraprendente Fabian Grutt, addetto alla supervisione dei cadaveri nell'obitorio, stravolta dall'arrivo in loco del produttore Tom Berenger, disperato per l'accaduto al protagonista del suo spettacolo. Un regista alquanto bizzarro che si finge inglese per darsi un tono ma non fa altro che accentuare il meccanismo comico degli sketch che divertono il folto pubblico in sala. Ad allietare il tutto ci pensa il carattere femminile della narrazione sul palco, quello di Renata, la Lady Anna del Riccardo III da paura, interpretata da Roberta Cataldi, attenta ad immergersi nella parte dell'unica donna, ispirazione ed amore di un categorico Mino Sferra, interprete del regista e produttore inglese. Degno di nota il preciso gioco linguistico da parte dei caratteri, dal dialetto napoletano dell'addetto alla conservazione dei cadaveri al parlato inglese di Berenger, il quale ricorda la vocalità di Stanlio, alias Stan Lauren, come suggerisce il cassamortaro stesso.
Prove dello spettacolo
Il meccanismo teatrale procede tra battibecchi scalpitanti e scene esilaranti fino ad arrivare alla scoperta della nuova assunzione caratteriale di Sesto il quale viene invitato e convinto a sostituire il defunto, strozzatosi con una spina di pesce. Uno spettacolo a tre voci, quindi, caratterizzato da una buona dialettica e da un tono abbastanza leggero e divertente, in cui la parlata dialettale napoletana giunge quasi a spezzare il tono serioso degli altri due caratteri, intenti a trovare una soluzione per mettere in scena lo spettacolo shakespeariano.


mercoledì 9 ottobre 2013

IL PASSAGGIO - l'eco di un teatro occupato ........... quando reale e immaginario si fondono


In scena fino a domenica 13 il nuovo spettacolo scritto e diretto da Antonio Diana porta al Teatro Millelire di Roma la storia di quattro personaggi, degli attori in realtà che, volendosi opporre alle istituzioni, decidono di occupare il loro storico teatro per contrastarne la chiusura e la demolizione.
presentazione dei caratteri












Trascorrendo giorno e notte all’interno di questo teatro, i giovani attori ripercorrono la loro carriera riproponendo gli spettacoli che li hanno segnati, tra cui quello relativo alla vita di San Francesco d’Assisi, interpretato da Antonio Diana con intensa trasposizione, accanto al sublime richiamo del Don Giovanni da parte di Mariano Riccio. Una messa in scena intensa che si configura essere come la rievocazione del vissuto di questi personaggi, tra momenti musicali sbalorditivi, condotti per la maggior parte da Arianna Luzi e Mario Piana, intrappolati con i colleghi in una sorta di limbo immaginario, reale e talvolta immaginario, trasfigurazione del passaggio di questi uomini dalla vita alla morte, causata dalla chiusura del teatro, come se la morte dell’arte avesse portato alla morte dell’artista e nella fattispecie di un gruppo di attori costretti a rivivere nel ricordo le gioie della vita, inscatolate in quel luogo, su quel palcoscenico e in quel momento. Non mancano i momenti più leggeri, in cui i quattro, confrontandosi tra loro, riescono a sorridere davanti al vuoto lasciato dalla modernità e dal progresso, tema su cui riflettere senza soffermarsi sulla conseguenza dello spazzar via tutto, come se non si necessitasse di una storia: proprio qui, seppur sia molto velato, può esser desunto un ulteriore tema, quello della storia, a cui si unisce quello del sogno, intesi a ricalcare l’eco del teatro stabile che i protagonisti della scena occupano. Tra commedia e dramma, si ripercorrono diversi i generi e stili teatrali, da cui emerge una parte del vissuto di ognuno, tra cui le vicende omofobiche, di droga, del rapporto genitori – figli, ricalcate come in una confessione finale, prima di giungere all’eternità.
momento di confessione e raccoglimento












Una produzione Madrearte Teatro e Dea Srl che allieta i presenti, conducendoli in momenti riflessivi e profondi, alternati a taluni maggiormente scorrevoli, tutti in relazione nel contenitore teatrale proposto presso il gioiellino del quartiere prati, a segnalarne la ricchezza della stagione.


mercoledì 2 ottobre 2013

TRINCEA DI SIGNORE .................. inquietudini e ricordo in scena al Millelire


Sarà in scena sino al 6 Ottobre 2013 il divertente spettacolo diretto ed interpretato da Lydia Biondi al fianco di Mirella Mazzeranghi, due amiche o, forse, semplicemente conoscenti, Gervasia e Ortensia, entrambe residenti nel palazzo inondato dall’alluvione, causa delle tre ore o, chissà, dei tre giorni di coabitazione delle due.













Storia probabilmente casalinga con un forte senso beckettiano del teatro dell’assurdo riscontrabile dalla messa in scena, avvalorata di dialoghi divertenti e scalpitanti, come se le attrici sapessero tutto l’una dell’altra e necessitassero di rimaner unite. Proprio questa è, a tratti, la magia dello spettacolo, un veder, cioè, due donne relazionarsi e completarsi a vicenda in tono divertente e pur sempre intenso. Non mancano, infatti, i momenti di riflessione sulla propria condizione e sul passato, incastrati in un momento di inquietudine a causa dell’alluvione che invade la città e sembra allontanarle dalla realtà, con cui restano a contatto per mezzo di una radio ridotta alla meno peggio, utilizzata per l’ascolto del giornale radio e delle previsioni del tempo, sfavorevoli alle due intrappolate in casa.  La tematica di fondo dello show è quella del sogno, in cui le due annegano le proprie ansie e i propri dispiaceri, in attesa che il sole torni di nuovo a splendere sulla città.












Molto forte anche il senso di speranza, denotata dal desiderio di una improbabile fuga a bordo di un canotto, mentre l’acqua continua a salire intensamente, spezzando a tratti il discorso, attraverso la tematizzazione della paura, momenti resi significativi dalle musiche in sottofondo e dall’abbassamento di luci. Lo spettacolo, seppur di matrice divertente e coinvolgente, ha un senso velato di riflessione sulle cose e sulla propria condizione. Infatti, mentre la Biondi interpreta una donna rigorosa e, quasi, intoccabile, Mirella Mazzeranghi dà corpo e voce ad una figura femminile a tratti sbarazzina, dal sorriso facile e dalle mimiche accattivanti, rendendo così lo spettacolo un vissuto intenso di tipo profondo/leggero tra due caratteri in contrasto, una coppia protagonista di sketch e battibecchi esilaranti, a scandire il ritmo quasi costantemente veloce del prodotto teatrale, fino alla chiusura con la canzone Nel sole di Al Bano (quando il sole tornerà ….).

martedì 1 ottobre 2013

FACE OFF MUSIC CONTEST ............... presentazione del progetto tra novità e riconferma


Inaugurato presso la Locanda Atlantide di Roma, il nuovo contest targato Arte 2.0 ha addolcito la serata piovosa dell’ultima domenica settembrina, avvalendosi della collaborazione di numerosi partner, tra cui Roba da Rocker, il magazine online che privilegia la musica rock emergente e non. La serata di presentazione di questo nuovo appuntamento capitolino con la musica originale che dovrebbe proseguire fino a primavera ha ottenuto largo riscontro e condivisione, garantiti dalla professionalità dell’artista organizzatrice e dei suoi primi collaboratori, tra cui Luca Pennacchioni, presidente dell’associazione promotrice del progetto del Face Off Music Contest ma anche di altri appuntamenti culturali, spaziando dal teatro alla musica. A fondare l’organizzazione tre artisti di matrice diversa, un attore, uno scrittore e una musicista, quali rispettivamente Luca Pennacchioni, Daniele Vassella e la nostra Valentina, visibilmente emozionata e soddisfatta nel vedere il contest prender forma. Tema della serata in questione è il rock, affrontato e proposto da tre dei gruppi dell’orizzonte romano, quali quello dei giovanissimi de le Facce, per i quali il Face Off si è rivelato essere l’occasione per confrontarsi sia con altri musicisti che con il pubblico presente, obiettivo fondamentale di ogni artista, come dichiara il presidente nel momento pre – live, riconoscendo proprio in questa la missione di Arte 2.0 e ancor più del contest in oggetto, cioè permettere ad ogni artista “sconosciuto” di metter in mostra la propria arte, essendo gli emergenti frutto della speranza in un futuro ricco di arte e amore (cit. Valentina Ciaffaglione). 
Secondo gruppo emergente della tappa zero del contest è quello dei Controverso, gruppo dal sound rock energico composto da cinque musicisti. Assemblatasi definitivamente nel 2005, la band porta avanti un discorso fatto di brani autoriali e talvolta riflessivi, non lasciando trasparire alcuna emozione nel sovrastare il palcoscenico. Tra i pezzi eseguiti il singolo Disco Dance, in cui si avverte una triplice valenza di tipo rock, pop e dance, sound percorso dalla voce di Riccardo Vinciguerra e ritmato dalle percussioni di Cristiano Manfioletti, bilanciati dalle melodie delle chitarre di Simone Balsamo e Daniele Perticaroli, strutturate dal basso di Adriano Cucinella.













Band resident della serata è quella dei Terzo Zero, un gruppo compatto di quattro musicisti, notevolmente motivati per la sfida della serata, motivazione ed emozione riscontrabili nel volto del front-man Luca Surya Lattavo, voce e chitarra del gruppo. È proprio la coesione tra gli appartenenti al gruppo a far presa sui giurati, permettendogli di assicurarsi il premio in palio, oltre ad una degna riproposizione del proprio concept costitutivo e dei propri brani, interagendo anche con il pubblico in sala. Chitarra solista della formazione è Giorgio Guitargeorge Leone, il quale appare concentratissimo nell’esecuzione e nella gestione delle melodie dei pezzi proposti, tra cui Avanti un altro, Fresco, Nerone e Deja vu, strutturati dal basso di Roberto Ferri, il quale fa frutto della sua lunga esperienza tra cover band dei Radiohead e band dei Green Palastic nel riproporre i brani in scaletta, decisamente scanditi a livello ritmico dal giovane Lorenzo The Diva De Feo. Un progetto musicale notevole e ambizioso, portato avanti grazie all’impegno e alla dedizione, mosso dall’amore costante per la musica e ricco di speranza e umiltà, caratteristiche che, probabilmente, permetteranno a questi musicisti di cercar sempre il messaggio rock nella vita, costituito dall’unione di diversi background, da quello rockettaro di Surya a quello Floydiano del chitarrista, passando per gli orizzonti di concetto rock e pop del bassista, fino ad arrivare al talento del giovanissimo batterista. Una scommessa, dunque, che va avanti da due anni ormai e partorita dal concept di fondo nella vita ci vuole un po’ di rock, genere musicale a cui è stato dato largo spazio in occasione della data zero del contest di Valentina Ciaffaglione, motivata dal risultato ottenuto nel continuare la sua ricerca di talenti, tra novità e riconferme.