giovedì 27 giugno 2013

LIVE KOM 013 ................................... il Blasco è tornato


Manca poco più di un'ora, ormai, al terzo appuntamento bolognese con il tour che ha segnato il ritorno sulla scena di Vasco Rossi, costretto ad assentarsi dalle esibizioni live per un periodo di tempo. Il rocker di Zocca è, infatti, tornato sul palco dopo circa due anni, ripartendo con quattro date Sold Out a Torino a metà mese. In realtà, però, sembra che non abbia mai lasciato il suo pubblico e che, seppur si sia allontanato dai palcoscenici, non sia mai stato lontano né con la sua musica e né con la sua sensibilità. I suoi pezzi risultano essere un surplus di emozioni che partono dall'analisi della vita presa in diverse età del genere umano.
il carisma del Blasco

Concentreremo la nostra analisi sul secondo concerto bolognese del Live Kom 013, tenutosi in data 23 Giugno presso lo Stadio Dall'Ara, intitolato al presidente del Bologna Renato Dall'Ara. Da subito si nota un fantastico assetto melodico, a far da contorno ad un Vasco in gran forma, scalpitante ed energico, perfettamente a suo agio nel ruolo del Komandante e nel catturare i presenti con una grinta da invidiare, accompagnandoli in un viaggio fatto di emozioni e condotto tra alcuni dei successi della sua discografia. Tra questi è stato possibile ascoltare anche una delle canzoni che ha consacrato il rocker modenese come il simbolo della Vita Spericolata, titolo di un suo storico pezzo appartenente agli anni giovanili di Vasco Rossi e inserito nell'album Bollicine del 1983. Nella lunga rassegna proposta, spiccano anche il pezzo i Soliti e C'è chi dice no, fino ad arrivare al brano emblema che caratterizza la ripresa del percorso artistico – musicale intitolato Eh già, in risalto per la locuzione tematica .….... “io sono ancora qua” …..

Proseguendo l'ascolto intenso dei testi carichi di individualità, si arriva alle spettacolari Un senso e Come stai, probabilmente frutto dello spostamento dello sguardo analitico su una sempre maggior interiorità, caratteristica con cui riesce ad accattivare un vastissimo pubblico variegato. A chiudere lo spettacolo, caratterizzato dal rock 'n roll show, come direbbe il Blasco, ci ha pensato il pezzo Alba chiara, scritto da Vasco alla tenera età di quindici anni e che assume un ulteriore valore di tipo entusiastico per il lungo percorso che porta dietro. Il sound rock di fondo, deliziato dai riff scatenati della chitarra, dalle melodie della tastiera e dalla struttura dei pezzi impostata dal basso, elementi scanditi dalle percussioni della batteria, ha permesso di classificare l'evento come un momento estremamente significativo in cui il portavoce del progetto Live Kom ha dato anche spazio ai più giovani e alle nuove tendenze musicali più svariate.
il Kom padrone del palco

Il successo riscosso dall'intero tour, seppur fosse prevedibile, darà una motivazione in più a questo straordinario artista a misurarsi con nuove sfide musicali e ad aprirsi ad un pubblico sempre più vasto, come accade nel suo Vasco Dj Project, con cui è stata aperta la seconda tappa bolognese. A testimonianza dell'ottima riuscita dell'evento, la gioia riscontrata negli occhi dei partecipanti, come vuole il messaggio del Kom, tornato per “portare un po' di gioia”, stimolando l'appetito, quindi, per ulteriori sorprendenti novità che, sicuramente, non tarderanno ad arrivare.

il rocker è tornato

giovedì 20 giugno 2013

AL SOLITO POSTO LIVE .......................... incontro e approfondimento musicale a Roma


Incontro con la musica originale in zona Garbatella, dove lo scorso weekend, presso il locale Al Solito Posto, situato in Largo delle Sette Chiese a Roma, si sono esibiti due giovani cantautori romani quali Emilio Stella il venerdì e Marco Rò nella serata successiva.
Marco Rò & Yuki Rufo









Concentrando il nostro focus sull’esibizione del sabato, è stato possibile notare un ricco coinvolgimento di grandi e piccini, grazie ad un tipo di musica che spazia dal blues al jazz, accrescendo il repertorio con il pop e il rock. Ad accompagnare il cantante romano, il socio Yuki Rufo, chitarrista blues, suo collaboratore da tempo e arrangiatore della maggior parte dei brani. Tenendo a mente la lunga esperienza fatta collaborando con artisti del calibro di Giorgio Panariello ed Elisa, Yuki asseconda l’esecuzione di Marco attraverso i temi richiamati tra cui quello dell’analisi sociale. Tra i pezzi proposti, quelli autoriali intitolati Sul paradosso e Senza respiro ed alcuni ripercorsi in veste cover acustica, al fine di omaggiarne i modelli strutturali, tra cui quello de L’uomo in frack a tributo del grande Domenico Modugno. 











Successi della musica internazionale e nazionale eseguiti dal duo, di cui si nota un denso spirito di collaborazione, sottolineato anche durante la rassegna in un pezzo ad omaggio della Garbatella e in uno ad omaggio della canzone romana di Edoardo De Angelis dal titolo Lella. A permettere la buona riuscita dell’evento, anche la simpatia dei musicisti, prossimi ad un tour estivo in Russia alla fine del mese, nonché una buona organizzazione e gestione dell’evento all’aria aperta. Degne di nota le melodie costruite attorno ai brani, in particolare di quelli originali, nonché una buona scansione ritmica usufruendo della cassa armonica delle chitarre.


Il nuovo progetto in cantiere del cantautore romano ha il titolo C’era una volta, prodotto da AssoDiemme Musica, di cui è stato presentato il singolo recentemente. Come era accaduto per l’album di esordio Un mondo digitale,  il nuovo lavoro nasce da una riflessione sulla vita e sulla società, stimolata questa volta dal cambiamento in atto nella componente storica di una città, di una nazione o forse dell’intera umanità. La questione si è fatta, quindi, più intima e maggiormente analitica, stimolata da una visione sulla politica del nostro paese: mentre il primo disco era nato dallo sguardo sul mondo circostante e sui rapporti umani privati del contatto fisico, troppo spesso sostituito dall’incombenza del virtuale e dei social network, il secondo nasce dall’analisi della condizione dell’uomo nella storia e su cosa è diventato oggi.






martedì 18 giugno 2013

SOUL SENTATION .................................................. il tour estivo di Vanessa Jay Mulder tra tentazione e sensazione




Mancano poco più di 48 ore ormai al primo appuntamento con il tour estivo di Soul Sentation, nuovo progetto musicale di Vanessa Jay Mulder nato dalle situazioni del vissuto quotidiano, in bilico tra sensazioni e tentazioni (sensation + tentation)., considerando la vita come il mix perfetto di queste sfere contestuali (cit. Vanessa Jay Mulder).


















Il 20 di Giugno, dalle ore 19,30 presso l’Antica Biblioteca Valle di Roma, si potrà assistere al concerto che introduce questo tour in Italia della Jay Mulder e della sua band, tutti, indubbiamente, motivati verso l’obiettivo della trasmissione del messaggio di amore (cit. Vanessa Jay Mulder). Reduce dalla collaborazione con il dj italo – svizzero Dan – e – mc per la pubblicazione dell’album intitolato Man of honour, nato dalla collaborazione tra artisti di fama internazionale, tra cui Kathy Brown e Sam Wood, Vanessa, formatasi ad Amsterdam, vanta numerose esperienze professionali, consistenti in video – clip e tournèe al fianco di artisti del calibro di Raf (Siamo soli videoclip) e di Zucchero (Spirito Divino tour) in veste di vocalist e corista. Appuntamento a fine mese con le riprese del primo video – clip relativo al progetto discografico sull’uomo d’onore, girato sulle note della canzone Saturday, a cui ha preso parte la cantante proveniente dal villaggio indigeno Paramaribo. Ad arricchire il curriculum professionale ed artistico dell’artista, la partecipazione nel film Buongiorno Papà con Raoul Bova, le numerose partecipazioni a programmi televisivi come Buona Domenica, l’Arena e Domenica In, nonché la partecipazione al Festivalbar, al Pavarotti & Friends e la conduzione di diversi programmi radiofonici.
 













La cantante olandese ha attualmente trovato, dopo vari esperimenti, la sua vena musicale e la sua sfera esecutiva, consistente in un mix di generi che da sempre la affascinano, a partire dal blues e dal jazz e mescolandovi il soul, amalgamando i generi in un prodotto interessante. Una grande artista che non mancherà di stupire il pubblico con la sua inconfondibile voce e un elevato tasso di spettacolo che è solita creare nei suoi live, carica di simpatia ed ironia, entusiasta del suo percorso musicale, consistente in un lungo cammino di esibizioni tra Italia ed Europa, arrivato a darle una precisa stratificazione artistica che giunge dal suo background professionale di rilievo. Nata in una famiglia in cui la musica ha sempre occupato un posto di spicco, partendo dalla passione della madre per diversi artisti, tra cui Tina Turner e Diana Ross, la showgirl ha dato vita, in breve tempo, facendo frutto della sola trasposizione per l’arte, ad una vera e propria tendenza musicale in cui rispecchiarsi, sfruttando la collaborazione anche dei musicisti appartenenti al suo gruppo. Uno stile di musica molto raffinato che l’ha vista salire su importanti palcoscenici della capitale, affiancata dal pianista Vito Vignola, con cui ha da subito riscontrato feeling professionale e grande successo.

sabato 15 giugno 2013

DAVID DI DONATELLO 2013 e la celebrazione dell'arte cinematografica....................il trionfo di Tornatore

Studio 5 Nomentano
ROMA

In diretta dallo studio 5 Nomentano di Roma è andata in onda la 57° edizione della cerimonia di consegna dei David di Donatello, premi molto ambiti nel mondo della settima arte. Condotta in modo ironico dal duo comico formato da Lillo e Greg, la serata è stata una vera e propria festa del cinema, come dichiarato dalla stessa Elena Sofia Ricci, chiamata a consegnare il premio per miglior attore non protagonista, conferito per il film Viva la libertà a Valerio Mastandrea, vincitore anche della nomination di miglior attore protagonista ne Gli Equilibristi
2 David per Mastandrea


Passando in rapida rassegna l’assegnazione delle altre statuette, si arriva a quella per miglior attrice protagonista, consegnata a Margherita Buy per il film Viaggio Sola, mentre quella per miglior attrice non protagonista è andata a Maya Sansa per Bella Addormentata di Marco Bellocchio, omaggiato dalla stessa attrice. Diversi i premi assegnati al film La migliore offerta di Giuseppe Tornatore, riconosciuto anche come miglior regista; ad Ennio Morricone, autore della musica del suo film, è andata la statuetta per miglior musicista. Al film di Tornatore, premiato come miglior film dell’anno, è andato anche il David giovani, un riconoscimento particolare che premia il nostro cinema dal punto di vista dei più giovani fruitori delle opere. Altre le nominations relative al film La migliore offerta, a partire da quella per miglior scenografo assegnata a Maurizio Sabatini e Raffaella Giovannetti e quella per miglior costumista a Maurizio Millenotti. Miglior canzone originale è quella interpretata da Virginia Muller per il film Tutti i santi giorni, premiata dall’artista italiano Max Gazzè. Miglior direttore della fotografia è Marco Onorato per il film Reality, mentre il miglior montatore dell’anno è Benni Atria, riconosciuto tale per il montaggio del film Diaz di Daniele Vicari, prodotto da Domenico Procacci, al quale viene assegnata la nomination per miglior produttore.  Mentre il miglior film dell’unione europea è Amour di Michael Haneke, come miglior film straniero è stato riconosciuto Django di Quentin Tarantino; miglior documentario in lungometraggio Anija – la nave di Roland Sejko e in cortometraggio L’esecuzione di Enrico Iannacone. Diversi i riconoscimenti relativi a Diaz di Daniele Vicari, ad iniziare da quello a Storyteller di Mario Zanot per i migliori effetti speciali, fino ad arrivare al David 2013 per miglior fonico di presa diretta a Remo Ugolinelli e Alessandro Palmerini. Miglior regista esordiente è Leonardo Di Costanzo per l’intervallo, mentre il film Reality conquista la nomination per miglior trucco, assegnata a Dalia Colli e quella per miglior acconciatore a Daniela Tartari, ancor prima di quella per miglior direttore della fotografia a Marco Onorato. Premio speciale alla carriera a Vincenzo Cerami, ritirato da Nicola Piovani e Roberto Benigni.

Trionfo di Tornatore: 6 David per La migliore offerta


Tra le altre personalità chiamate alla consegna dei premi, Asia Argento, Rocco Papaleo, Enrico Brignano, Luca Barbareschi, Madalina Ghenea ed Ines Sastre. La serata è stata una celebrazione dell’arte cinematografica e anche un omaggio ai protagonisti italiani per eccellenza, tra cui l’attrice recentemente scomparsa Mariangela Melato, ricordata durante la rassegna, il grande Alberto Sordi, ricordato dallo stesso Carlo Verdone, autore con il fratello Luca del documentario sull’indimenticabile attore romano, considerato una maschera o meglio un simbolo della romanità.

lunedì 3 giugno 2013

FAST AND FURIOUS .................................... motori e sentimenti nella saga della Universal Pictures


Risale al 2001 il primo film della più popolare serie sulle auto da corsa, distribuita dalla Universal Studios, di cui dal 22 Maggio scorso è in sala il sesto capitolo, diretto da Justin Lin, già regista dei tre dei film precedenti. Squadra che vince non si cambia e, quindi, nel cast dell’ultimo film vi sono i soliti Vin Diesel e Paul Walker, affiancati dai personaggi più in luce in tutte le altre pellicole. Una serie partita dalla tematica delle corse clandestine di automobili fiammeggianti e, seppur sia sfociata sulla criminalità delle rapine ultra – milionarie, come quella ai danni di Hernan Reyes di Fast Five, tende a mantenere il concept di fondo “le auto devono essere veloci”. La vita dei protagonisti è accostata, spesso, alla velocità e alla corsa ed infatti ogni episodio della saga è basato sul correre o morire, tema di fondo delle azioni. 

In Fast and Furious 6 la vicenda è mossa dall’agente Luke Hobbs, interpretato dal wrestler Dwayne Johnson, conosciuto anche come The Rock, il quale ingaggia Dominic Toretto (Vin Diesel) e lo invita a riunire tutto il suo team, consolidatosi nel precedente capitolo a Rio De Janeiro, per contrastare l’attacco dell’ex maggiore Owen Shaw, interpretato da Luke Evans, a capo di una squadra di piloti mercenari. Dom, inizialmente contrario all’impresa, decide di richiamare i suoi, tra cui il cognato e amico Brian, alias Paul Walker, Roman (Tyrese Gibson), Han (Sung Kang), Tej (Ludacris) e compiere la missione spinto dalla voglia di far luce sul mistero della ricomparsa del suo grande amore, Letty, interpretata da Michelle Rodriguez, fino ad allora data per morta. Un prodotto fatto in casa che tra i brani della colonna sonora annovera anche alcuni dello stesso Ludacris, di Don Omar e di David Guetta, tutti raccolti e distribuiti dall’etichetta discografica Def Jam Recordings. Profonda coscienza di fondo è, quindi, quella del bene e dell’amore, come nel caso degli ultimi due film, in cui polizia ed ex – criminali si ritrovano a collaborare, come già era accaduto in 2 Fast 2 Furious, in cui Brian e Roman agevolano la cattura del criminale Veron, lasciando trasparire, tra le righe, il senso della riscoperta dell’amicizia. Un’altra tipica particolarità della serie sta anche a fondo della ricompensa richiesta ad Hobbs per la cattura di Shaw, quella spinta dalla necessità di tornare a casa, l’assoluzione per tutti i crimini compiuti. Da qui si nota anche una struttura circolare, vista la conclusione del film a casa dei Toretto a Los Angeles, dove tutto era cominciato 12 anni fa. 










Passando in rapida rassegna tutti i capitoli della serie, potremmo carpirne alcune delle tante dinamiche basilari ed identificarla come un surplus di sentimenti e tematiche: nel primo l’agente di polizia Brian O’Conner viene infiltrato nel mondo delle corse clandestine per sventare un’organizzazione criminale che rapina petrolio dai camion con tre Honda Civic. È da qui che ha inizio il legame tra Dom e Brian, il quale lo lascia libero di andare, tutelando, così, anche il suo amore per Mia, sorella di Dominic; nel secondo film della serie, invece, Brian viene reclutato dall’FBI per catturare un noto criminale della Florida, Veron Carter, in cambio della fedina penale pulita, missione portata a compimento grazie all’aiuto dell’amico Roman di Bastow; il terzo film, ambientato per le strade di Tokyo, è il primo diretto da Justin Lin ed ha come soggetto la storia di Sean, alias Lucas Black, il quale viene spedito dal padre in Giappone dove cerca di affermarsi nel mondo delle corse clandestine ed in particolare nel drifting. Qui Vin Diesel ha solo il ruolo di un cameo alla fine del film, mentre Sung Kang sembra essere il promotore dell’intera storia, aiutando il giovane americano a far strada nel drifting, percorso che lo porterà a diventare drift king. Di ambientazione totalmente diversa e temi che differiscono dagli altri episodi, il film viene condotto con una narrazione in avanti, in quanto si pone successivamente a Fast and Furious 6 per la presenza di Han, recatosi a Tokyo dopo la morte di Gisele, che avviene nel film del 2013; nel quarto film Fast and Furious, solo parti originali, diretto nel 2009 da Justin Lin e prodotto da Vin Diesel, Dom si ritrova al fianco di Brian, reintegrato nel frattempo in polizia, per catturare un noto criminale della Repubblica Dominicana, un certo Braga. Di nuovo, quindi, i due pilastri dell’intera saga riuniti, uno per vendicare la morte dell’amata Letty e l’altro per far giustizia. Se ognuno deve scegliere qual è la propria famiglia (cit. agente in Fast and Furious…2001), è proprio in questo quarto film che Brian decide di schierarsi dalla parte del crimine, agevolando la fuga di Dom, il quale era stato condannato a 25 anni di reclusione. Dalle inquadrature del film in sala, ma anche da quelle dei precedenti, si nota una spiccata attenzione verso i protagonisti principali, come quelle statuarie del quinto e del sesto su Hobbs e Dom, reso, dunque, quest’ultimo il simbolo della saga, oltre a quelle più profonde sul volto di alcuni dei personaggi, tra cui Mia. Si tratta, in estrema sintesi, di pellicole dalle multi sfaccettature di genere, prevalentemente azione ma talvolta anche avventura, alternato a scene profonde di sentimenti o affetti e scene dal tono più leggero e divertente, come quelle in cui protagonista è lo spassoso Roman Pearce.
Dom-simbolo
Roman









In conclusione, da ogni film della serie quella che emerge con forza è una rigorosa tematica della famiglia e del legame, quella dell’amicizia e quella del rapporto padre – figlio nell’episodio di Tokyo. Diverse le perdite lungo il corso della saga, come quella di Vince nel penultimo film o di Jessy nel primo, accanto a quella presunta di Letty e l’ultimissima di Gisele, incidenti di percorso che, però, non hanno fatto altro che rafforzare la tematizzazione di fondo della famiglia e dell’unione. Preannunciato per il 2014 dallo stesso Vin Diesel, il settimo capitolo della saga, sicuramente, non desterà dal sorprendere ancora con sentimenti ulteriori, nuovi arrivi e forse ritorni, ma, soprattutto, con auto ancor più fiammeggianti perché bisogna solo assicurarsi che siano veloci (cit. Vin Diesel).


Il successo al botteghino, già consolidato con Fast Five con oltre 83 milioni di dollari in poche ore di programmazione, è stato ripetuto con gli incassi record totalizzati da Fast and Furious 6 che ha coinvolto 24666 spettatori in una settimana soltanto a Torino.