domenica 10 marzo 2013

IL FANTASMA DI CANTERVILLE in musical.........amore e speranza al teatro Sistina



Nuovo appuntamento con la rassegna Mattina in musical della Compagnia delle Stelle al Teatro Sistina di Roma dove, giovedì e venerdì, è stato messo in scena Il fantasma di Canterville di Franco Travaglio, tratto dai racconti di Oscar Wilde. Commedia musicale in un unico atto, diretta dal regista Marco Lapi e curata nelle coreografie da Marco Sellati, in cui dietro al sipario si celano i sentimenti di amore e speranza rapportati con quello della morte e delle nuove vesti spiritiche del quadricentenario lord scozzese Sir Simon, il quale, sentendosi minacciato dalla presenza di un’allegra famigliola americana nel suo castello, decide di spaventarli per cacciarli. Il tentativo sembra vano, in quanto i nuovi ospiti sono persone moderne che non sembrano per nulla turbati dalle apparizioni del fantasma-signorotto, servito e seguito dal fedele Reginald. 
Il fantasma tra i dannati













Balletto













La trattazione degli avvenimenti è introdotta da un momento di danza particolareggiato dal canto Benvenuti a Canterville, interpretato da alcuni personaggi centrali. Momenti narrativi ed interpretazioni musicali significative danno allo spettacolo un posto di rilievo sia nella tradizione teatrale che in quella musicale, in quanto la trattazione delle vicende appare fluida e resa dolce dalle musiche di Travaglio. Iram e consorte sono i due nobili che hanno deciso di andare a vivere nel castello, nonostante la lugubre leggenda del fantasma, il quale avrebbe ucciso la moglie lasciando una macchia di sangue sul muro, asportata dal nobile americano con l’uso dello smacchiatore Otis.

Nuovi proprietari con la cameriera













Punto clou della scena è l’incontro tra il fantasma e la figlia dei nobili nord-americani, Janet, la quale dovrà mostrare un po’ di amore nei confronti dello spettro per condurlo al riposo eterno, una volta perdonato dalla moglie, interpretata dalla direttrice della Compagnia Anna Maria Piva, rimasta nel castello a vegliare sul marito. Ecco quindi il tema dell’amore, riscontrabile sia nell’amicizia tra lo spettro e Janet, nata da un ritratto, sia nel momento in cui Madama Canterville perdona il marito. Quest’ultima sequenza mette in evidenza anche un ulteriore tema, quello della speranza, rimasta sempre costante nell’animo di Simon, finalmente liberato dalla dannazione, culminata in seguito al riavvicinamento alla consorte.
Perdono e riavvicinamento















In conclusione, dallo spettacolo emerge, oltre ad una scenografia ben costruita ed agli accurati costumi di scena, una rigorosa chiave di lettura storico-narrativa del testo di Wilde, unita ad una spiccata trattazione musicale originale, consistente anche nei deliziosi balletti, tra cui quelli hip hop e rap. Tutte peculiarità, queste, che unite ai canti dei personaggi, tra cui Cercare la luce di Janet e Notti insonni della cameriera, denotano una rivisitazione moderna e attuale nel prodotto teatrale, suscitando intense emozioni negli spettatori, assai coinvolti e divertiti.

Produzione



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