domenica 31 marzo 2013

SONO DIVENTATO ETERO........................equivoci e comicità al Teatro Millelire

Prorogato fino al 7 Aprile


Appuntamento imperdibile della stagione teatrale quello con la commedia riflessiva scritta e diretta da Lorenzo De Feo e interpretata da tre attori del panorama teatrale attuale.
A livello tematico, la storia sembra vertere nella direzione di crisi d'identità, condotta sul versante esistenziale di Marco, interpretato da Cristiano Leopardi, il quale si trova a fare i conti con l'inversione di tendenza sessuale, manifestata dalla nascita di un nuovo amore per una donna. A turbare la sua tranquillità domestica ci pensano, però, la madre Isabella, interpretata da Sonia De Meo e appoggiata da Dodo, alias Antonio Lupi, intenti a recuperare il giovane.
Madre & Figlio


Tutto nasce da un equivoco e da una presunta crisi passeggera del personaggio centrale della narrazione, Marco, la cui madre non sembra accettare la sua nuova propensione per il sesso opposto, soprattutto ricordando le prime testimonianze di omosessualità visibili nel figlio già da piccolo, come quella della simpatia per il compagnuccio di banco delle scuole elementari.
Ogni cosa sembra assumere un aspetto opposto alla realtà, generando vicende equivoche o forse inequivocabili, anche nell'uso di una gestualità e di una mimica inerenti, unite ad una vocalità intellettuale e aulica in opposizione ad una colloquiale e romanizzata. La situazione che viene a crearsi, arricchita dalla presenza dell'altro personaggio, assume un tono esilarante e scalpitante negli sketch a ripetizione, generando una densa ironia dai battibecchi e dai dialoghi tra gli interpreti, da considerarsi un successo, visti anche i risultati sbalorditivi registrati sin dalla prima, risalente all'anno 2007. 
Set scenico










Due sono, essenzialmente, le storie riconoscibili sulla scena, quella della presunta eterosessualità di Marco e quella dell'atteggiamento autoritario di Isabella, entrambi interpretati con attenzione e dimestichezza nel rendere il tema esilarante ed ironico, come fossero le due facce della medaglia in antitesi, mentre Dodo si pone in maniera brillante nel ruolo di mediatore tra gli orizzonti tematici e caratteriali trattati.

Il cast

Uno spettacolo ripetuto al Teatro Millelire come un prodotto fatto in casa, diventato in un certo senso il cavallo di battaglia del team costituito da un regista di qualità e da talentuosi attori, districatisi in una scenografia piuttosto semplice ma adatta ad accogliere una folla indifferenziata, anche grazie alle musiche di Loriana Lana a scandire l'intensità dei momenti di introspezione. Queste particolarità danno conferma della qualità di questo piccolo fenomeno della scena, da cui cogliere una riflessione sulla condizione umana ed una sdrammatizzazione di fondo, rese con un tono comico nella ricerca di questa verità dissacrante che si rivelerà solo alla fine, creando l'effetto sorpresa e generando applausi incessanti.
Ospiti su Rai 1





sabato 30 marzo 2013

JAM IMPRO.....................la scuola di improvvisazione EstroDestro in scena al Mediamusem



Tra gli eventi del periodo pre – pasquale, ricordiamo anche quello pescarese di Mercoledì 27 Marzo, in occasione del quale è stato possibile assistere all’esibizione della scuola nazionale di improvvisazione teatrale EstroDestro presso il Mediamuseum, sito in piazza Alessandrini.

L’associazione EstroDestro è nata nell’anno 2012 a Pescara con l’intento di diffondere l’arte dell’improvvisazione teatrale in Abruzzo, attraverso spettacoli ripetuti su tutto il territorio e anche fuori, tra cui quelli a Roma. Lo stesso nome nasce dal binomio creato tra Estro e Destrezza, peculiarità scenografiche al servizio dello spettatore, ripercorrendo la tecnica dell’Improteatro, disciplina di promozione dell’improvvisazione teatrale in tutte le sue forme, a livello di messa in scena e di formazione, di cui la scuola EstroDestro si occupa a 360 gradi, fornendo anche corsi di improvvisazione per allievi desiderosi di imparare tale tecnica e occupandosi dell’organizzazione di spettacoli e di rappresentazioni che hanno come tema l’improvvisazione.     
Associazione
                                                                                                                                                            







Fabrizio Aloisi, Max Vellucci, Fabio Leonardi e Fulvio Maura hanno regalato al pubblico pescarese un momento di condivisione intenso e divertente, lasciandolo appagato, attraverso sketch che vanno dalla rivisitazione dei vari generi cinematografici e televisivi con uno stesso spunto, tra cui il pulp, il melodramma e la soap opera, ripercorsi anche con una mimica d’effetto. La serata, denominata Jam Impro, si configura anche come una sorta di omaggio al cinema, vista anche la rilevanza della location del Mediamuseum, sede di alcune delle manifestazioni dedicate ad Ennio Flaiano, autore cinematografico abruzzese. Attraverso sketch improvvisati sul momento, i quattro sono riusciti a far ridere e ad emozionare allo stesso tempo, anche rivisitando i generi della sceneggiata napoletana e del musical, messi in scena con una scenografia esile, a testimonianza del fatto che non conta cosa ci sia sul palco per questo genere teatrale, ripercorso attraverso uno spettacolo interattivo, frutto della partecipazione del pubblico, reso regista dello spettacolo.
Imprò










Tra i vari momenti in scaletta, è stato possibile riscontrare un’intensa emotività in quello delle atmosfere musicali, nato proprio come un lasciarsi suggestionare dalle musiche del cinema, mentre una forte carica ironica è colta dal momento del doppiaggio, da cui si nota la caratteristica probabilmente più marcata di tutta questa arte improvvisativa, quella cioè di un intenso spirito di collaborazione tra gli artisti sul palco. Creatività ed inventiva degne di nota si notano, invece, nel mettere in scena il film  Amami se hai coraggio, raccontato da uno degli spettatori e improvvisato dagli attori sul set scenico.
Location

domenica 24 marzo 2013

A TIME FOR DANCING......................................l'emozione vien ballando




Andato in onda venerdì sul canale cielo, il film di Peter Gilbert del 2002 risulta essere un viaggio emozionale costruito attraverso la sensualità dei movimenti di danza e non solo. Ispirato all’omonimo romanzo di Davida Wills Hurwin, il film narra la storia dell’amicizia tra due ragazze, Samantha e Jules, legate tra loro sia dalla passione per l’arte del ballo che da un legame intenso e reciproco di affetto.
Le prove con Linda

La narrazione è introdotta dal momento in cui a far da padrona è l’ansia in aumento per l’avvicinarsi del provino valido per l’accesso alla famigerata Julliard School di New York, in cui i giovani talenti avrebbero potuto continuare il loro percorso artistico. Diventare artista di danza significa saper esprimere la propria interiorità attraverso il ballo e il movimento (cit. Linda, insegnante di ballo, interpretata da Lynn Whitfield). A causa di una grave malattia, Jules, interpretata da Larisa Oleynik, dovrà sottoporsi a dei trattamenti terapeutici che le fanno perdere progressivamente la concezione e la padronanza del proprio corpo, motivo per cui decide di interromperli, circostanza che porterà tragiche conseguenze sulla ragazza. Ulteriore tematica, reperibile da alcuni momenti del film, è quella dell’amore, esplicata in un parallelismo tra il riavvicinamento di Jules ad Eli, interpretato da Scott Vickaryous ed anche nell’affermazione del legame tra Sam e Paul, interpretato, quest’ultimo da Shane West. Si assisterà anche ad una trasformazione del carattere di Sam, interpretata da Shiri Appleby, la quale assumerà maggior consapevolezza in se stessa e riuscirà finalmente a ballare volteggiando nell’aria con coscienza del proprio movimento. Sia Jules che Sam, le due protagoniste, sono nate per ballare sia realmente che nei sogni e non vogliono far altro che quello, la prima perseguendo il suo talento innato e la ferrea disciplina del caso e la seconda esprimendosi, dopo aver capito l’importanza della danza anche nel tener vivo un legame indissolubile.


L'amicizia
Il film va, quindi, annoverato tra quelli di genere essenzialmente drammatico, unito a quelli a sfondo sentimentale, entrambi coadiuvati da un pacchetto musicale sbalorditivo, a partire da pezzi di Mariah Carey fino ad un pezzo rivisitato in veste cover appartenente ad Anastacia, quale One day in your life. Si scava a fondo nell’amicizia creatasi tra le due ragazze, un vincolo profondo che le farà sentire una parte dell’altra, non temendo, perciò, la risoluzione reciproca dei malesseri e dei contrasti interiori.  
Jules

                                                                                                                       
Sam












In ultima analisi, il prodotto cinematografico può essere definito un manifesto significativo di amore e arte, fatto di sentimenti ed emozioni, nonché di coinvolgimento musicale, grazie alla celebre rassegna dei pezzi proposti, ad effetto coinvolgente nel vivere e sognare ballando, in cui amore e amicizia si fondono con il legame sussistente tra danza ed anima, non permettendo neanche alla morte di spezzarli.

martedì 19 marzo 2013

MEIBI NUAR...........................presentazione del romanzo al Teatro Millelire



Durante la serata di ieri, lunedì 18 Marzo 2013, presso il Teatro Millelire di Roma, è stato presentato il romanzo di Micol Graziano intitolato Meibi Nuar. Il titolo, che rende maccheronico l’inglese Maybe Noir, va tradotto come forse un noir, genere cupo della letteratura tradizionale, il che lascia intendere da subito il tema intimo e di indagine interiore trattato dall’autrice. Nonostante questo, il libro presentato è un romanzo, nato dal racconto autoprodotto della Graziano nel 2011 con il titolo Ciliegia e fumo, inserito nella raccolta Me settima pubblicata sul sito ilmiolibro.it del gruppo editoriale L'espresso.

L'attrice Giselle Martino ne ha letto alcuni estratti, costruendovi attorno un'interpretazione scenica, attraverso movimenti e mimica del volto coinvolgenti ed emozionanti. Emozione, questa, partita dalla lettura delle pagine del libro, in cui Micol, mossa dal suo amore per il racconto, trascrive le situazioni di disagio che vive la protagonista, Dora, attraverso le pagine e i pensieri contenuti nel suo diario. Relazionandola con il padre e con Ina, viene messa in luce una sorta di vita rivissuta a ritroso, grazie all'uso di flashback narrativi, a delineare così emozioni e particolarità che prendono corpo dal profondo dell'animo di Dora, elementi che potrebbero appartenere a tutti, sostanzialmente, come testimonia l'autrice, la quale si rispecchia nelle storie raccolte nel romanzo. Per il pomeriggio di reading, da cui si notano diramazioni dialettali del sud, campane e siciliane in particolare, sono stati selezionati i passi più significativi ed enunciativi della situazione di disagio che a volte l'essere umano è costretto a vivere. La location di ambientazione dei racconti, quindi, è quella di un sud immaginario e oscurato dalle perplessità di vita narrate, dal tema letterario essenzialmente noir, in cui si scava a fondo, anche attraverso il linguaggio aulico e comune, al fine di renderlo maggiormente accessibile.
La voce di Giselle Martino spazia da toni prettamente narrativi a toni più esaustivi, i primi nelle parti descrittive delle scene ed i secondi in quelle dialogate tra due personaggi, scandite negli intermezzi dalla fisarmonica e dalla voce di Lara Patrizio di Cantaro Teatro. Una lettura scenica, quindi, da cui prendono spunto più di mille riflessioni, a tenere la mente costantemente impegnata e attenta nell'ascoltare il passaggio seguente della storia, essendo quelle inseritevi tutte narrazioni di vita quotidiana, in cui viene messo in luce anche il rapporto conflittuale di Dora con la madre. Le canzoni che accompagnano la lettura sono canzoni rilassanti da camera di Rosa Balistreri, appartenenti alla tradizione della musica siciliana. I temi che emergono dal pomeriggio reading-musicale sono quello dell'amore, delineato nelle canzoni variegate da tono cauto a ritmo andante, accanto a quelli propri del libro, quali quelli del doppio, della famiglia e del quotidiano, passando anche per il funerale del padre di Dora, la quale parla con il Signore attraverso il suo diario.

Il disagio è inteso come un qualcosa di estremamente pericoloso, in quanto spingerà la madre della protagonista, Ina, a desiderare il suicidio, lasciando gli ascoltatori e i lettori immersi in una suspance di fondo, caratterizzando, così, il romanzo come un testo di altissima qualità (cit. Lorenzo De Feo), data anche la narrazione lasciata in sospeso, particolarità atta a generare variegate interpretazioni che prendono il via da questi frammenti di scrittura astratta.

lunedì 18 marzo 2013

ORCHESTRA DEI SASSI..........................nuovo live al Muzak

























Un pre – serata emozionante e coinvolgente quello di ieri, domenica 17 Marzo 2013, durante cui la location del Muzak, situata nel quartiere Testaccio di Roma, ha ospitato l'esibizione dell'Orchestra dei Sassi, gruppo eclettico che milita da tempo nella zona capitolina. L'esordio discografico della band, nata nel 2007, risale ad aprile 2011 con l'album autoprodotto intitolato Tremendo se ci pensi, registrato totalmente in studio nel 2010. Tra le numerose performance ed esibizioni, i Sassi vantano quella del 2008 al SanremoLab, ex Accademia della canzone italiana, nonché la partecipazione alle semifinali del Tour Music Fest del 2012.


Tornando all'esibizione in oggetto, si nota sin da subito una decisa propensione verso un sound originale, fatto di apporti molteplici, tutti vertenti verso il rock, a costituirne uno identificativo penetrante e deciso, scandito sia dalle melodie delle tastiere, sia da quella della chitarra. Francesco Scalabrella si diletta tra basso e tastiere, così come Davide Vacatello, entrambi, questi, concentrati nel ricalcare il rock di base, dalle tonalità talvolta folk, fino ad arrivare ad una propensione aggressiva verso l'enunciazione tematica, essendo il live condotto attraverso temi molteplici, tra cui quello dell'amore, come si nota nel pezzo Baby, in cui si parla di un amore finito. La chitarra di Emanuele Scalabrella si fa portavoce, invece, di una melodia variabile che va da un tono acoustic rock ad uno electric, attraverso riff sostenuti ed intensi, mentre della scansione ritmica dei pezzi si occupa Stefano Uccio Palena. 


Caratteristica maggiormente in risalto è lo spirito di collaborazione e divertimento di questi musicisti, tesi al coinvolgimento del pubblico, sia con l'assetto strumentale di tipo folk che con le diramazioni vocaliche della prima voce di Francesco e delle voci coriste di tutti gli altri, uniti dalla passione e dall'immersione nella musica, traendo ispirazione da storici gruppi come quelli dei Beatles, dei Pink Floyd e dei Sigur Ros. Attualmente impegnati nella preparazione di un nuovo album e nella registrazione di un videoclip musicale, i ragazzi sembrano motivati a perseguire anche nel 2013 il loro cammino musicale, attraverso numerose attività live a Roma ed altrove.
Aggressività nel volto di Francesco Scalabrella

Tra i pezzi eseguiti presso la sala prove del Muzak è stato possibile ascoltare, oltre ad alcuni pezzi rivisitati in veste cover, tra cui Io vivrò e Pomeriggio alle sei, anche Sugo rossi, Illimitatamente, Panico, G Mork, Pensare e L'urlo, a denotare, quest'ultima, il grido intenso contro varie situazioni terrene. Si tratta, infatti, essenzialmente di un grido di rivolta che diverte e appaga gli spettatori, coinvolti ed emozionati nel vedere quattro giovani musicisti che danno il massimo nell'esibizione, impegnandosi e giocherellando con la musica, il tutto divertendosi e divertendo costantemente i presenti.



mercoledì 13 marzo 2013

IL GRANDE E POTENTE OZ....................dalla fiaba al grande schermo




Reduce dal successo statunitense ed italiano del primo periodo di proiezione, il kolossal fantasy – adventure della Walt Disney, diretto da Sam Raimi, parla di una storia fantastica fatta di magia, giochi di prestigio ed illusioni costruite lungo sensazionali descrizioni paesaggistiche caratterizzate da effetti speciali multipli. 
La narrazione parte nel Kansas dal 1965, in cui un giovane avvenente di nome Oscar Diggs, interpretato da James Franco, si diletta a racimolare qualche spicciolo come mago da fiera, nelle vesti di illusionista. In realtà è un giovane eccentrico che si diverte a sedurre le donne con la musica del carillon il cui destino sarà, però, segnato da una tempesta che metterà a repentaglio la sua vita, tant’è che prometterà al cielo di cambiare in cambio della salvezza.
Cambiamento che arriverà poco dopo, quando si risveglia in un paese fantastico, ricco di colori vivaci come un vero e proprio cartoon, dove incontra Theodora, la strega “buona”, interpretata da Mila Kunis. 
Il paese di Oz festeggia l’arrivo del salvatore, in quanto una leggenda narra che a risollevarne le sorti sarebbe arrivato un mago dai poteri straordinari, il che desta nell’Oscar egoista una gioia incommensurabile perchè avrebbe avuto accesso ad oro e agiatezza, tipiche di un sovrano. Tutto allettante, certo, se non fosse che prima di impossessarsi del trono avrebbe dovuto uccidere la strega malvagia dell’est, una missione all’apparenza semplice ma che si rivelerà molto ardua, passando per foreste incantate e per situazioni ingannevoli, come quella che porterà Oz ad attentare alla vita di Glinda, strega buona della Città di Smeraldo. Ci troviamo in un paese governato, quindi, dalle forze sovrannaturali di tre streghe, Theodora, Glinda ed Evanora (Rachel Weisz), tutte e tre legate da una strana parentela e dalla sete di potere che porterà la prima, in realtà entità mezzana, né buona né cattiva, a schierarsi contro il bene e contro il destino del paese di Oz e dei suoi abitanti.

Evanora e Theodora......l'alleanza malefica
Si tratta di un percorso ad ostacoli quello compiuto dal mago che, partito da impostore, riuscirà a diventare sovrano di un paese grazie alla gente che crede in lui, un illusionista che diventa mago vero e proprio. Infatti, attraverso giochi di prestigio e la fiducia conquistata tra la gente, tra cui una scimmietta di nome Finley e una piccola bambola di porcellana, il grande e potente Oz guiderà il paese, dopo averlo liberato grazie al suo più brillante spettacolo, verso una vita magica, assieme a Glinda, interpretata da Michelle Williams.
Finley, bambolina e Oz








Oz e Glinda........torna la felicità















In ultima analisi, dal film si colgono, oltre ad una particolare scenografia costruita da Rom Stromberg, fatta di elementi naturali e fantastici con effetti speciali multipli, anche un notevole livello musicale attraverso le musiche di Danny Elfman con cui si catturano gli spettatori, portandoli nello spettacolo. Naturalmente caratteristica più evidente è il soggetto del prodotto cinematografico, edito da L. Frank Baum, nonostante vi sia qualche variazione o accorgimento, come nel caso del prologo al film in bianco e nero, a delineare il rapporto tra storia classicheggiante e modernità, resa con colori brillanti e lucidi.
Paesaggio


martedì 12 marzo 2013

ANFITRIONE 2.0.....................evoluzione della tragedia presentata a Roma



E la prima è andata………questa è la frase con cui Luca Pennacchioni conclude la prima della sua commedia intitolata Anfitrione 2.0……..l’evoluzione, risultata soddisfacente ed efficace anche secondo il direttore artistico della Tana dell’Arte Sandro Leo, visibilmente emozionato per il gradimento e il coinvolgimento ottenuti, manifestati da applausi incessanti.
Si tratta di una commedia in stile musicale, ispirata all’Anfitrione di Tito Maccio Plauto e rivisitata in stile ironico ed esilarante. La scena viene aperta da Mercurio, il messaggero degli dei, il quale sta attendendo che Giove termini di fare i suoi comodi con Alcmena, la moglie del re Anfitrione, tornato in patria dopo la campagna militare. Si genera un intrigo di fondo in cui la donna, interpretata da Valentina Ciaffaglione, presume di trovarsi con il marito, di cui il re degli dei aveva assunto le sembianze. Anfitrione è interpretato dal regista Luca Pennacchioni, distintosi anche nel ruolo di Giove, tra due orizzonti quindi, quello del bene e del male, mentre il suo fedele accompagnatore Sosia è interpretato da Simone Santilli. Mercurio, invece, è interpretato da Claudio Boschi, mentre la servitrice Bromia è interpretata da Nausica Benigni, entrambi caratteri, questi, che fungono da intermediazione e riallacciamento narrativo. Differenti stati d’animo possono esser colti dalla messa in scena, a partire da quello della confusione di Alcmena quando vede il marito e capisce l’inganno, fino ad arrivare a quello della metaformosi adoperata al fine di raggiungere un obiettivo, caratteristica simboleggiata sia da Mercurio che da Giove.
Mercurio

















Anfitrione ed Alcamena


















Bromia


















Particolarità più evidente è, però, la comicità di fondo presente in tutti gli sketch,  dai battibecchi tra Sosia ed Anfitrione fino al gioco tra i due ruoli di Pennacchioni, messi in scena accentuandone l’ironia e rivisitandoli in chiave moderna, riscontrata nell’uso di elementi e simboli attuali con effetto sorpresa. Si tratta del suo esordio alla regia con la Tana dell’Arte e si è rivelato un momento di incontro con storia, attualità, mondo classico e ironia, ottenuto grazie alla immersione scenica riscontrabile in tutti i personaggi, di cui si notano anche alcuni sfoggi caratteristici di parlata romanesca.
Anfitrione e Sosia 














Tutte queste caratteristiche sembrano creare le premesse per un discreto successo, visto anche il momento di condivisione con gli spettatori durante lo spettacolo, presentato ben due volte nella giornata di sabato 9 Marzo, alle 17,30 e alle 21,00 presso il Teatro Le Maschere di Roma.

domenica 10 marzo 2013

BUONANOTTE MAMMA.....................regia di Giuseppe Oppedisano al teatro Stanze Segrete



Sarà in scena fino al 17 Marzo, presso il Teatro Stanze Segrete di Roma, lo spettacolo che dà voce alle problematiche di una convivenza forzata tra madre e figlia. Si tratta di Thelma e Jessie, l’una vedova e l’altra abbandonata dal marito e perciò costrette a vivere insieme. Durante il corso della narrazione, ambientata nel salotto di casa, le due scopriranno il senso delle loro vite e della loro situazione attuale, a cui sono giunte a causa di circostanze esterne. Jessie, infatti, soffre di attacchi epilettici ereditati dal padre ed è quindi soggetta ad un rigido controllo materno che finisce con il rendere le giornate tutte maledettamente uguali. La convivenza la porterà all’esasperazione e alla continua ricerca di spiegazioni dalla madre che, invece, accetta passivamente il corso degli eventi, senza porsi mai troppe domande. Accanto ad una mimica espressiva che caratterizza entrambe, risalta un’accurata immedesimazione nei personaggi messi in scena, a cui basta uno sguardo per comunicare.
Comunicazione non verbale
















Tutta la rappresentazione ruota attorno a Jessie che, spinta dalla sua determinazione, intende scavare a fondo nella sua vita, operando una pulizia totale e completa. Emergeranno così segreti e verità, attorno ad un forte rigore sentimentale costruito nella routine quotidiana e rafforzato ancora di più dal dialogo. Felicità e complicità sono, in realtà, soltanto apparenti e utili a celare quella grande disperazione della solitudine che porterà Jessie al gesto estremo, compiuto con la pistola del padre, non prima, però, di averne messo al corrente la madre che, mossa dallo sconforto per l’irragionevole decisione, tenta invano di porvi rimedio. 
Disperazione di Thelma
  













Circa un’ora e 20 di spettacolo che, stimolando la riflessione e l’autoanalisi, assume un tono toccante e commovente, sottolineato anche dalla rivelazione di Thelma di aver bisogno della figlia, ormai determinata, però, ad andare incontro a quel destino visto come unica via di scampo ad una vita fatta di turbamenti e assenza di affetti, conclusasi con la locuzione Buonanotte Mamma. Nota a parte meritano le due attrici Maurizia Grossi e Alessandra Ferro e, certamente, la costruzione delle scene del regista Giuseppe Oppedisano che in maniera attenta e rigorosa  paragona la vita al fumo di una sigaretta che va verso l’alto, assieme alla drammaticità di fondo, resa con un tono di rassegnazione, a segnalare la valenza del dialogo necessario a cercare di evitare un triste epilogo. 

IL FANTASMA DI CANTERVILLE in musical.........amore e speranza al teatro Sistina



Nuovo appuntamento con la rassegna Mattina in musical della Compagnia delle Stelle al Teatro Sistina di Roma dove, giovedì e venerdì, è stato messo in scena Il fantasma di Canterville di Franco Travaglio, tratto dai racconti di Oscar Wilde. Commedia musicale in un unico atto, diretta dal regista Marco Lapi e curata nelle coreografie da Marco Sellati, in cui dietro al sipario si celano i sentimenti di amore e speranza rapportati con quello della morte e delle nuove vesti spiritiche del quadricentenario lord scozzese Sir Simon, il quale, sentendosi minacciato dalla presenza di un’allegra famigliola americana nel suo castello, decide di spaventarli per cacciarli. Il tentativo sembra vano, in quanto i nuovi ospiti sono persone moderne che non sembrano per nulla turbati dalle apparizioni del fantasma-signorotto, servito e seguito dal fedele Reginald. 
Il fantasma tra i dannati













Balletto













La trattazione degli avvenimenti è introdotta da un momento di danza particolareggiato dal canto Benvenuti a Canterville, interpretato da alcuni personaggi centrali. Momenti narrativi ed interpretazioni musicali significative danno allo spettacolo un posto di rilievo sia nella tradizione teatrale che in quella musicale, in quanto la trattazione delle vicende appare fluida e resa dolce dalle musiche di Travaglio. Iram e consorte sono i due nobili che hanno deciso di andare a vivere nel castello, nonostante la lugubre leggenda del fantasma, il quale avrebbe ucciso la moglie lasciando una macchia di sangue sul muro, asportata dal nobile americano con l’uso dello smacchiatore Otis.

Nuovi proprietari con la cameriera













Punto clou della scena è l’incontro tra il fantasma e la figlia dei nobili nord-americani, Janet, la quale dovrà mostrare un po’ di amore nei confronti dello spettro per condurlo al riposo eterno, una volta perdonato dalla moglie, interpretata dalla direttrice della Compagnia Anna Maria Piva, rimasta nel castello a vegliare sul marito. Ecco quindi il tema dell’amore, riscontrabile sia nell’amicizia tra lo spettro e Janet, nata da un ritratto, sia nel momento in cui Madama Canterville perdona il marito. Quest’ultima sequenza mette in evidenza anche un ulteriore tema, quello della speranza, rimasta sempre costante nell’animo di Simon, finalmente liberato dalla dannazione, culminata in seguito al riavvicinamento alla consorte.
Perdono e riavvicinamento















In conclusione, dallo spettacolo emerge, oltre ad una scenografia ben costruita ed agli accurati costumi di scena, una rigorosa chiave di lettura storico-narrativa del testo di Wilde, unita ad una spiccata trattazione musicale originale, consistente anche nei deliziosi balletti, tra cui quelli hip hop e rap. Tutte peculiarità, queste, che unite ai canti dei personaggi, tra cui Cercare la luce di Janet e Notti insonni della cameriera, denotano una rivisitazione moderna e attuale nel prodotto teatrale, suscitando intense emozioni negli spettatori, assai coinvolti e divertiti.

Produzione