lunedì 11 febbraio 2013

THE FULL MONTY..............quando la disoccupazione lascia in mutande



Divertire per alleggerire la realtà …………. Questo l’intento con cui, probabilmente, è stato rivisitato in chiave musicale il film The Full Monty e adattato in modo totalmente originale. Presentato da PeepArrow Entertainment e firmato Massimo Romeo Piparo, il prodotto è in scena al teatro Sistina di Roma dal 29 Gennaio al 17 Febbraio. Campione di incassi e premio Oscar nel 1997, il film aveva come base narrativa la crisi che stava vivendo in quegli anni l’Inghilterra, mentre in questo nuovo adattamento del tutto originale il focus è puntato sulla situazione dell’Italia ed in particolare di Torino, attraverso una leggera ironia riscontrabile nelle scene costruite da Teresa Caruso. La vicenda narrata è quella di sei operai che, dopo essere stati licenziati in tronco, troveranno un nuovo obiettivo per risalire dalla crisi e riscattarsi. Ad interpretare i sei uomini figurano i volti noti di Pietro Sermonti, Gianni Fantoni, Paolo Calabresi, Sergio Muniz, Jacopo Sarno e Paolo Ruffini, tutti provenienti da diverse realtà televisive o cinematografiche tra cui Un Medico in famiglia, High School Musical 3 e Colorado, per citarne alcune.  

Operai disoccupati
Davvero emozionanti sia i momenti narrativi che quelli di dialogo, seppur a rendere il tutto ancor più intrigante ci pensino le musiche, momenti davvero entusiasmanti e da avvalorare, vista anche l’interpretazione degli attori stessi, i quali, imbarcandosi nell’impresa di diventare degli attraenti stripper, passeranno attraverso un percorso di crescita e maturazione che alla fine sembra distogliere dall’obiettivo il vero promotore del progetto, Giorgio che però ritroverà il coraggio di portarlo a compimento grazie ad un affetto speciale. Si tratta del sentimento per il figlio Gabriele, interpretato da Jacopo Sarno, il quale lo convince a prendere la sua rivincita personale nei confronti di chi non crede in lui. Particolarità che si nota maggiormente è proprio l’importanza della famiglia e dei sentimenti veri, anche per ritrovare la fiducia in se stessi e intraprendere una nuova vita, a cominciare dal liberatorio striptease finale, metafora della maggior presa di consapevolezza di sé stessi, nonché del far valere il proprio orgoglio.
Tema del sentimento:Padre e Figlio
Tema del sentimento: amore tra Parisi e consorte


























È proprio questo passaggio finale che sembra allontanare la depressione dal solitario Marcello alias Paolo Ruffini, turbato sia dalla perdita del posto di metronotte che da quella della madre. Da quest’ultimo personaggio, messo in scena in maniera simpatica dall’attore livornese, emerge anche l’importanza dell’amicizia e del poter condividere tutto con persone che ci vogliono bene, per non restare soli. Javier Cabajo, invece, è il personaggio interpretato da Sergio Muniz, proveniente dall’Havana, in cerca di lavoro, coinvolto nel progetto stripmen anche per il suo fascino latino. A dare una esaustiva interpretazione al maestro di danza è Paolo Calabresi, il quale ritroverà la motivazione a credere in questi ragazzi grazie all’amore corrisposto per la moglie, alla quale, infine, riesce a confessare il suo stato di disoccupato. Attraverso la direzione musicale di Emanuele Friello, i canti dello show ripercorrono momenti riflessivi dei personaggi, da cui parte la loro presa di coscienza, finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo.
Streaptease liberatorio


In ultima analisi, la professionalità della compagnia teatrale e del regista, unita a quella del cast, garantiscono l’ottima riuscita dello spettacolo, come dimostra l’elevata affluenza di pubblico, rivelatosi soddisfatto ed entusiasta di aver, anche se solo per qualche ora, allontanato il pensiero dalla drammaticità del reale, vissuta ironicamente a teatro, per mezzo di un musical narrativo coinvolgente.
Spettacolo presentato da


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