mercoledì 30 gennaio 2013

ELLA'S SECRET.............tragedia dell'olocausto ebraico rivissuta post-giornata della memoria



Lo spettacolo teatrale Ella’s Secret, messo in scena al Teatro Millelire di Roma fino al 10 febbraio, si inserisce nell’ambito delle tante celebrazioni della giornata della memoria. La rappresentazione, dopo essere stata proposta  negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, porta anche in Italia la riflessione sulla triste pagina storica dell’olocausto degli ebrei. Tratta un confronto tra due donne, una austriaca, fedele al furer e l’altra ebrea, scappata in giovane età dalla Germania all’Inghilterra.
Ambientato nella Londra anni ‘80, lo spettacolo Ella’s Secret di Harris Freedman, regista teatrale ed autore cinematografico, porta in scena, attraverso una minuziosa interpretazione di Lydia Biondi e Maria Antonietta Farinelli, le angosce del periodo nazista, rivissute attraverso il ricordo di Ella ed Helga, le quali condividono un legame che sembra dividerle, quello con Eric, marito di Helga. Sembra infatti che Ella, appartenente alla stirpe ebraica, sia stata aiutata a scappare dalla Germania in Inghilterra, grazie a dei documenti falsi procuratigli dal generale delle SS, giunto alla pazzia dopo essere uscito dalla prigione. Un certo malessere si può cogliere nello sguardo e nella persona della donna, triste per non aver neanche potuto salutare i suoi cari prima che morissero.

Procedendo per la ricostruzione del vissuto di Ella, attraverso la curiosità della donna austriaca e grazie ad alcune fotografie dell’album di famiglia, passando in un misto di gioie e dolori, tra cui anche il concepimento di un figlio, Richard, orfano di padre, almeno all’apparenza. Sarà proprio questo il clou della messa in scena toccante, il segreto che Ella nasconde, amplificato da musiche classico-storicheggianti, tra cui un’aria dell’Aida di Verdi, il canto dei Monaci e un canto ebraico dal titolo Nigun e da variazioni di illuminazioni, più basse nei momenti in cui il ricordo afferra l’animo dell’attrice protagonista, inducendola alla riflessione. Due realtà a confronto, in un dialogo inquisitorio tra due donne, una sotto accusa e l’altra che tende ad indagare con prepotenza per cercare una verità dall’analisi storica e con un’indagine dolorosa sul passato della donna tedesca fuggita dalla Germania.


































Dallo spettacolo, è stato possibile cogliere, oltre alla storia e al ricordo delle vittime delle violenze naziste, anche un forte concetto di amore, esplicato dal doloroso abbandono della famiglia da parte di Ella e dalla ricerca di Helga di risolvere il malessere del marito, entrambe protagoniste di battibecchi arguti di accusa-difesa, a delineare un ritmo veloce ed esasperato in contrapposizione ad uno toccante e più lento.

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