domenica 16 dicembre 2012

DIVINAMENTE SINGLE.........E POI................il secondo capitolo della commedia di Sasà Russo




Ritorno in scena della compagnia Iposcenio al Teatro Manhattan con il secondo ma non ultimo capitolo della commedia interpretata da Alessio Salvatori e Silvia Ferrari. La regia è nuovamente di Sasà Russo, il quale con qualche minimo accorgimento alla scenografia, ne cura attentamente i particolari.
Riprendendo da dove era stata interrotta in Divinamente Single, la scena si svolge nella casa di Sandra, egocentrica donna tutta di un pezzo interpretata da Silvia Ferrari, diligente ed esauriente nel calarsi nei panni della donna single prevenuta nei confronti del sesso opposto. Sin dal primo monologo, si coglie un senso di presunta superiorità sull'universo maschile e infatti, Sandra considera gli uomini come un qualcosa da usare e gettare.
Unico uomo fisso della sua vita è, nonostante tutto, Zerby, interpretato da Alessio Salvatori, il quale sfoggia le sue capacità umoristiche e dialettiche, uniformandole con l'accento romano. Zerby è il fedele confidente della donna, suo servitore che, nel corso dello spettacolo, rivela i motivi del suo interessamento verso la donna che, invece, lo crede invaghito di lei. Non mancano le sorprese e la presa di consapevolezza della donna di voler uscire dal suo status di divinamente single, passato di moda e considerando, quindi, necessaria un'evoluzione (cit. Silvia Ferrari).

A potenziare ancora di più la comicità che scaturisce dai battibecchi tra i due, protagonisti anche della messa in scena di circa un anno fa, arriva nel secondo atto il dottor Sugar, interpretato da Libero Bentivoglio, convocato dal suo collega psicologo per richiamare l'attenzione all'amore della donna. Dal primo incontro, inizialmente con Zerby, sembra che la missione di recupero non risulterà per nulla facile, se non impossibile. Nonostante questo, lo specialista in recupero cervelli perduti per via dell'amore, tenta ugualmente di riportare la donna sulla retta via e dissuaderla dal rifiuto dell'amore e dalla continua critica verso gli uomini. Sarà un duello all'ultimo sangue che sembra non portare frutti, fino ad arrivare al momento in cui Sugar, servendosi della cartomanzia, delinea una sorta di terapia ad hoc per la donna, il cui senso è dato dal monito aprirsi all'amore e abbandonare, quindi, la singletudine. L'intreccio è sorprendente, vista anche la semplicità del setting, dove da un lato si vede Sandra che conta sull'appoggio di Zerby, mentre dall'altro Zerby stesso che arriverà a sorprendere la donna e il pubblico, trovando il coraggio di rivelare la sua indole grazie al sostegno del dottor Sugar (cit. Alessio Salvatori).

Alla base dello spettacolo vi è, quindi, la tematica dell'amore corrisposto (amare ed essere amati), carattere reso più dolce dalla commedia, ancor più corposa della precedente, visto anche l'ingresso del nuovo personaggio, nel quale l'attore riesce a calarsi facilmente perché d'accordo con lui (cit. Libero Bentivoglio). Peculiarità che ha maggior risalto è la maturazione e l'evoluzione delle personalità di Sandra e di Zerby, i quali sentono la commedia come il loro spettacolo (cit.Sasà Russo), agevolando, quindi, il regista nella costruzione scenica e nella regia minuziosa, particolareggiata anche dal ritmo scoppiettante dei dialoghi tra i personaggi. Lo spettacolo sarà nuovamente in scena per una replica straordinaria il 13 gennaio 2013, sempre al teatro Manhattan, primo degli appuntamenti nel calendario del nuovo anno con la Compagnia e con Sasà Russo.

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