sabato 22 dicembre 2012

REDBLACK nel concerto pre-natalizio a Montesilvano



Divertimento e musica ………. queste le parole per identificare la serata del 20 dicembre, durante la quale si sono esibite a Montesilvano le Redblack, trio acustico tutto al femminile configuratosi come unione di voci intense e vibranti. Presso il locale – pub La Piadina di Viale Abruzzo, le ragazze hanno reso la serata un delicato momento di incontro tra i presenti e alcuni successi nazionali ed internazionali del panorama musicale pop e rock, reinterpretandoli in chiave acustica e marcatamente neo – melodica, seguendo il ritmo impostato dalle percussioni decise di Francesca D’Epifanio. A sottolineare la melodia dei pezzi, ci pensa, invece, la chitarra di Sonia Coletta, diligente nel ricalcarne l’impostazione, marcata poi dalla voce principale di Ilaria Dell’Aquila, la quale allieta il pubblico servendosi di una vocalità caratterizzata da dolcezza ed emozione. 
Emozione nel volto di Ilaria Dell'Aquila
Divertimento e coinvolgimento








Impegno e dedizione nella rassegna
I pezzi eseguiti ricalcano principalmente il tema dell’amore, come si può notare in In cerca di te di Simona Molinari e in Piccolo grande amore di Claudio Baglioni, entusiasmando i presenti anche con la destrezza esecutiva raggiunta con impegno e dedizione e rendendoli partecipi attraverso la carica emotiva e relazionale della musica. Omaggi alla tradizione popolare con O Sarracino e a quella italiana con Bum bum di Irene Grandi, Nel blu dipinto di blu di Modugno e Tintarella di luna di Mina, a delineare il tono celebrativo della serata pre-natalizia, simboleggiata anche da una felice esecuzione di Last Christmas di George Michael, Jingle Bells e Marry Christmas.

Oltre al particolare divertimento e coinvolgimento degli spettatori, permesso anche dalla simpatia delle musiciste, la caratteristica che maggiormente emerge dalla serata è la loro immersione nei pezzi eseguiti, da cui si nota una profonda gioia nel cuore e negli occhi alla vista della soddisfazione dei presenti, particolarità che le caricherà, sicuramente, per le successive esibizioni, a partire da quella di stasera a Penne.
Il setting pre-concerto


domenica 16 dicembre 2012

DIVINAMENTE SINGLE.........E POI................il secondo capitolo della commedia di Sasà Russo




Ritorno in scena della compagnia Iposcenio al Teatro Manhattan con il secondo ma non ultimo capitolo della commedia interpretata da Alessio Salvatori e Silvia Ferrari. La regia è nuovamente di Sasà Russo, il quale con qualche minimo accorgimento alla scenografia, ne cura attentamente i particolari.
Riprendendo da dove era stata interrotta in Divinamente Single, la scena si svolge nella casa di Sandra, egocentrica donna tutta di un pezzo interpretata da Silvia Ferrari, diligente ed esauriente nel calarsi nei panni della donna single prevenuta nei confronti del sesso opposto. Sin dal primo monologo, si coglie un senso di presunta superiorità sull'universo maschile e infatti, Sandra considera gli uomini come un qualcosa da usare e gettare.
Unico uomo fisso della sua vita è, nonostante tutto, Zerby, interpretato da Alessio Salvatori, il quale sfoggia le sue capacità umoristiche e dialettiche, uniformandole con l'accento romano. Zerby è il fedele confidente della donna, suo servitore che, nel corso dello spettacolo, rivela i motivi del suo interessamento verso la donna che, invece, lo crede invaghito di lei. Non mancano le sorprese e la presa di consapevolezza della donna di voler uscire dal suo status di divinamente single, passato di moda e considerando, quindi, necessaria un'evoluzione (cit. Silvia Ferrari).

A potenziare ancora di più la comicità che scaturisce dai battibecchi tra i due, protagonisti anche della messa in scena di circa un anno fa, arriva nel secondo atto il dottor Sugar, interpretato da Libero Bentivoglio, convocato dal suo collega psicologo per richiamare l'attenzione all'amore della donna. Dal primo incontro, inizialmente con Zerby, sembra che la missione di recupero non risulterà per nulla facile, se non impossibile. Nonostante questo, lo specialista in recupero cervelli perduti per via dell'amore, tenta ugualmente di riportare la donna sulla retta via e dissuaderla dal rifiuto dell'amore e dalla continua critica verso gli uomini. Sarà un duello all'ultimo sangue che sembra non portare frutti, fino ad arrivare al momento in cui Sugar, servendosi della cartomanzia, delinea una sorta di terapia ad hoc per la donna, il cui senso è dato dal monito aprirsi all'amore e abbandonare, quindi, la singletudine. L'intreccio è sorprendente, vista anche la semplicità del setting, dove da un lato si vede Sandra che conta sull'appoggio di Zerby, mentre dall'altro Zerby stesso che arriverà a sorprendere la donna e il pubblico, trovando il coraggio di rivelare la sua indole grazie al sostegno del dottor Sugar (cit. Alessio Salvatori).

Alla base dello spettacolo vi è, quindi, la tematica dell'amore corrisposto (amare ed essere amati), carattere reso più dolce dalla commedia, ancor più corposa della precedente, visto anche l'ingresso del nuovo personaggio, nel quale l'attore riesce a calarsi facilmente perché d'accordo con lui (cit. Libero Bentivoglio). Peculiarità che ha maggior risalto è la maturazione e l'evoluzione delle personalità di Sandra e di Zerby, i quali sentono la commedia come il loro spettacolo (cit.Sasà Russo), agevolando, quindi, il regista nella costruzione scenica e nella regia minuziosa, particolareggiata anche dal ritmo scoppiettante dei dialoghi tra i personaggi. Lo spettacolo sarà nuovamente in scena per una replica straordinaria il 13 gennaio 2013, sempre al teatro Manhattan, primo degli appuntamenti nel calendario del nuovo anno con la Compagnia e con Sasà Russo.

sabato 15 dicembre 2012

LA COSTRUZIONE................storia vera portata a teatro da Roberto Russo



Sarà in scena fino al 16 dicembre al Teatro Millelire di Roma, il nuovo lavoro della compagnia teatrale Luna Nova, basato sul testo di Roberto Russo, ricavato dall’approfondimento della vicenda che ha visto coinvolto Luigi De Barbieri nel processo del 1883.
Lo spettacolo racconta le fasi emblematiche del processo contro l’uomo, accusato di atti impuri e contro natura commessi in una stanza d’albergo, l’Hotel del Sole a Genova, con Marchese Antonio, compagno, amico o amante. Costruito con una scenografia piuttosto semplice, lo spettacolo ruota intorno al consiglier Parini, interpretato da Roberto Becchimanzi, magistrato atemporale che sottopone al giudizio della corte moderna i fatti compiuti da De Barbieri, interpretato da Cristian Mirante, bravo a calarsi nelle vesti della parte lesa da un lato, sentendosi giudicato solo per il suo amore non omologabile e dall’altro in quelle dell’uomo convinto della propria scelta. Ultimo personaggio, a fungere quasi da intermezzo tra l’accusatore e l’accusato, è la signora Lanza Antonietta, a cui da voce e corpo Monica Casaburi, cameriera dell’albergo, testimone dei fatti. In verità, però, non vi è nulla da testimoniare, poiché l’accusa di sodomia era stata affibbiata solo per aver sentito ed interpretato i fatti.
Il magistrato e il De Barbieri







La cameriera testimone











Uno schema a tre, quindi, semplice ma allo stesso tempo composito, in quanto dai dialoghi stessi dei personaggi, è possibile classificarne la provenienza sociale. Partendo da quelli di De Barbieri, se ne deduce un lato piuttosto intellettuale e anche sublime, mentre un lato enunciativo si coglie dai toni aulici del magistrato; in ultima analisi, la cameriera, signora o forse signorina, risulta essere la voce del popolo, convinta della sua verginità morale e della sua idea di amore, sentimento che dovrebbe raggiungere il culmine nel matrimonio e nella procreazione, non possibile nelle tendenze sopra descritte, da allontanare per non distruggere la cosiddetta Costruzione della società, simboleggiata da una torre fatta di mattoncini e rievocata da Parini.
Stimolando la riflessione e lanciando il grido di mai giudicare se non si conosce tutto, il regista ha voluto sottoporre, quindi, al giudizio di una corte ideale e attuale, la platea degli spettatori, i fatti che a quei tempi avevano sconvolto tutti, generando disprezzo e provocando l’indebolimento della Costruzione.

venerdì 14 dicembre 2012

12.12.12 il Meglio del Roma Videoclip 2012 e Mercurio al Circolo degli Artisti



Serata spettacolare quella di Mercoledì 12 Dicembre, tenutasi a Roma presso il Circolo degli Artisti, location della zona casilina. Condotta umoristicamente dal dj e speaker di Radio Rock Andrea Striano, detto il Drago, la serata si è aperta con l’accoglienza sul palco e la premiazione degli artisti indipendenti del Roma Videoclip, unica kermesse nazionale dell'ambito video-promozionale ideata dalla presidente dell’associazione culturale RomArtEventi Francesca Piggianelli, giunta alla decima edizione. Durante il corso dell’evento multi-culturale si è potuto assistere anche alla proiezione dei migliori videoclip tra quelli proiettati al Nuovo Cinema Aquila lo scorso 5 dicembre, ove sono stati premiati, tra gli altri, Antonello Venditti e Loredana Errore con lo Special Award, nonché Mariella Nava, Lara Martelli e Franco Simone per il suo quarantesimo anno di carriera. Premi anche ai registi Francesco Bruni, Federico Brugia, Marco Carlucci e Loris Lai. Miglior attrice Francesca Inaudi e miglior compositore Carlo Crivelli, premiati entrambi con lo Special Award, consegnato anche a Piergiorgio Bellocchio, in qualità di miglior attore, il quale si è detto molto emozionato e felice, sentimenti riscontrati anche nelle band degli Eurofobia, degli Autoreverse, Mambassa, Vernice e Makay, composte da giovanissimi attori/musicisti, protagonisti dei filmati, provenienti dal territorio romano e non.
Si desume agevolmente come il video musicale possa essere considerato un microfilm a tutti gli effetti, una forma espressiva in costante evoluzione, omaggiata nella rassegna della Piggianelli, da considerarsi un riconoscimento e non un concorso. Valorizzando lo stretto rapporto tra cinema e musica, ponendo attenzione celere ai videoclip sociali e valorizzando l’operato degli autori giovani ed emergenti, il Roma Videoclip si configura come un bel momento per entrare in contatto con la fase di pre - produzione del filmato, attraverso la testimonianza degli attori e dei registi, con la produzione vera e propria e le difficoltà incontrate, minimizzate dalla soddisfazione e dalla gioia per l’emozione di vedere il prodotto ultimato, motivazione che, indubbiamente, ha incentivato i giovani attori a credere nel progetto e a continuare nel percorso artistico, lungo e difficile per definizione, come dichiarato da Francesco Formichetti, arrivato con impegno e dedizione alla vittoria del casting del Festival Internazionale del Film di Roma dell’anno in corso, tenutosi a novembre presso l’auditorium-parco della musica.

Seconda parte della serata è quella del Mercurio, occupata dall’esibizione di alcune band appartenenti al panorama musicale attuale, quali quella dei Flyzone, dei Rakuda, dei Granada Circus, degli Aguirre e dei Dispo. Presentazione di In my Opinion, primo video ufficiale della band Flyzone, composta da Danilo Garcia Di Meo alla chitarra, Lucrezia Liberati alla batteria, Giovanni Iurisci, cantante e chitarrista e dal bassista Gerry Italia. 












Unitisi nell’autunno del 2009, grazie alla forte spinta creativa di Danilo Garcia Di Meo, i quattro hanno presentato il disco, uscito a febbraio, con cui hanno voluto dare sfogo alle proprie idee ed intenzioni, nonché al proprio sound costitutivo, cercando di descrivere le situazioni quotidiane da cui scaturisce la necessità di un risveglio e riscatto per combatterle, come già lascia intendere il titolo del disco stesso Hard day’s Morning.










Passando alla band dei Rakuda, si è potuto notare come i tre componenti siano riusciti a portare nel giro di un anno circa, dalla Calabria a Roma, la loro particolare ideologia musicale, fatta di una varietà che spazia da toni prettamente aggressivi a livelli cauti. Partendo da una convinzione musicale in cui credere e immettere se stessi, il chitarrista Giuseppe, anche voce del gruppo, si mostra bravo e attento a decantare l’assetto melodico dei pezzi del loro primo ep, adeguatamente ritmati dal batterista Francesco e strutturati dal basso di Salvatore. Mostrando un ritmo pulito e un deciso input melodico – strutturale, sembra che i tre giovani si divertano molto e che riescano a coinvolgere largamente i presenti con la forte carica esecutiva, ottenendo, quindi, un ottimo risultato da cui trarre stimoli per il futuro.











Quella dei Granada Circus è, invece, composta da quattro ragazzi, provenienti da Roma ad eccezione del batterista, siciliano, il quale si fa maggior portavoce dell’assetto dei pezzi, dando una visibile carica al ritmo, scandito con scioltezza allo strumento percussivo. L’aggressività del primo chitarrista funge da sostegno alla vocalità del bassista, bravo ad emozionare e a coinvolgere il pubblico con testi espressivi in lingua italiana e inglese. Simpatia dei componenti anche nell’intrattenimento del pubblico, incentivato dall’enunciazione dei brani eseguiti e delle tematiche portanti, in una miscela di rock, alternative e pop, rivisitate anche in chiave acustica e vocalica, seppur scandite dalla forte impronta del batterista. Il leader del gruppo è Alessandro, chitarrista, artefice dal 2009 di questo nuovo tema musicale, fatto di rock e pop. I brani, nati ad improvvisazione in sala prove, sono stati poi studiati e immessi nel disco interamente autoprodotto di 10 tracce, presentato in occasione del Mercurio Day, in cui sono riusciti a far convivere liberamente anime e spiriti diversi, coinvolgendoli interamente con testi talvolta riflessivi e meno spinti poiché nulla è definitivo, nulla è oggettivo (cit. Alessandro), una versatilità che appaga i presenti, soddisfatti ed emotivamente coinvolti.










Ad incentivare l’ottimo risultato del multi – concerto, ci hanno pensato anche gli Aguirre, band di cinque componenti, unitisi nel 2005 grazie a Giordano De Luca, tastiera, chitarra e voce del gruppo. Cantautorato italiano, psichedelia e new wawe sono le componenti principali del sound del gruppo, caratterizzato da testi graffianti e surreali, simboleggiati anche dal pop e rock di fondo. Il disco presentato, dal titolo omonimo, consta di undici brani, registrati nel corso di nove mesi in seguito all’interessamento di Stefano Switala, autore di colonne sonore, offertosi per curare la produzione del disco, dopo aver avuto accesso al vastissimo repertorio del cantautore De Luca. Lo stesso Switala è, attualmente, chitarrista e tastierista della band, accanto al fratello Davide, batterista, ad Alice Salvagni al basso e Martino Cappelli, chitarra e altri strumenti a corde della band. Carica, potenza ed incisività sono le caratteristiche principali risultanti dall’ascolto degli stessi brani, scanditi diligentemente dal batterista, strutturati in maniera arguta dal basso e melodizzati da chitarre e voce in modo deciso.











A delineare una serata ancor più sensazionale, giungono poi i Dispo con la loro lunga esperienza di diciassette anni di musica, fin dai tempi del liceo. Una normale evoluzione (cit. Claudio) quella che ha portato i musicisti alla loro incisione dal titolo You vs Us/Us vs You, presentato in occasione del Mercurio, ogni mercoledì al Circolo Degli Artisti. Il disco esce, per ora, soltanto in vinile, con 5 tracce, di cui 2 appartenenti ad un gruppo di Liverpool con cui i musicisti romani hanno avuto il piacere di collaborare. Si tratta di un apparente rock progressive che, in realtà, sfocia in un tipo di musica alternative e nel rock anni ‘70, molto spinta e decisa per dare un maggior tratto di originalità ed un grido alle proprie emozioni. Dividendo il palco con molti gruppi di alto livello, come i Sax Ruins, con cui hanno intrapreso un tour europeo da poco concluso, i Dispo sono diventati ormai una garanzia ed un nome rilevante nel panorama underground della città capitolina e non solo.
In definitiva, la serata può essere considerata un evento culturale dalle molteplici sfaccettature che, partendo con il Videoclip, è passato all’esibizione musicale dei gruppi autoprodotti del nuovo panorama musicale, diventando un incontro tra cinema e musica, come suggerisce anche l’essenza del videoclip stesso: il cinema incontra la musica, enunciazione, questa, presa anche a titolo dell’evento Roma Videoclip ideato dalla dottoressa Piggianelli.


mercoledì 5 dicembre 2012

AD UN PASSO DAL CIELO (W LA MAFIA)...........riflessioni ed emozioni dalla Sicilia a Roma



Sarà in scena al teatro Duse di Roma, fino al 16 dicembre lo spettacolo Ad un passo dal cielo di Aldo Rapè che vanta ben 600 repliche in tutta Italia. Scritto nel 2004, il testo dell’autore siciliano, proveniente da Caltanissetta, tocca l’immaginario del pubblico, portandolo in una dimensione storico – emotiva. Aldo, infatti, è anche l’unico interprete della messa in scena, un monologo del personaggio centrale, un tale Calogero Nicosia, rimasto solo all’età di dodici anni a causa dell’uccisione dei genitori da parte dell’organizzazione criminale siciliana (il mostro della mafia). 
Aldo Rapè........autore ed interprete

L’ispirazione per la stesura della sceneggiatura è giunta dalla voglia di dare voce ai parenti delle vittime della mafia, passate in rassegna sul finale con citazione dei nomi, tra cui anche i giudici Falcone e Borsellino. Da quel 12 Agosto 1988, giorno del suo dodicesimo compleanno, sono passati esattamente 18 anni e la vita dell’uomo si è fermata al mondo delle favole, in cui è immerso al fianco del suo burattino, Gino, scorgendovi la speranza del viver felice e di poter riabbracciare i suoi cari. Lo spettacolo, reduce dal successo francese del prestigioso Festival Internazionale Avignone Off 2012, ha deliziato il pubblico con attenta regia di Nicola Vero e scene ben costruite da Angela Tanzi e organizzate da Antonella Dicarlo.
Può essere anche considerato poetico il monologo, da cui emergono, oltre ad un profondo risentimento contro le gesta dei mafiosi, anche una riflessione intima e una presa di consapevolezza del personaggio che prima o poi da lì dovrà scendere. È un grido disperato, quindi, allo sconforto iniziale ma anche al non arrendersi e al dovere di andare avanti, senza abbandonare i ricordi, perché proprio da quelli scaturisce lo stimolo alla ricerca di una vita migliore.
Ben delineati il lato storico nella trattazione degli accadimenti e delle vicende, accanto a quello dell’interiorità di Calogero che, ormai trentenne, vive isolato dal resto dell’umanità, con cui ha solo un contatto visivo dalla sua postazione, ad un passo dal cielo, appunto. La costruzione scenica del pluripremiato spettacolo è un intermezzo tra il reale e il surreale, tra il mondo e la favola, caratteristiche, queste, ben sintetizzate da Aldo, differenziandole. 
 consapevolezza e rassegnazione nel grido disperato

Una scenografia semplice, basata fondamentalmente su un unico set, quello di apertura, da cui emergono, però, le caratteristiche di tutto lo spettacolo, rendendolo notevole, attraverso storia, interiorità, riflessione, ricordo e memoria, particolarità, queste, che hanno permesso, sicuramente, alla compagnia e all’autore stesso del monologo di considerarlo fondamentale per il proprio percorso nel mondo teatrale.

lunedì 3 dicembre 2012

PIOGGIA DI STELLE SULLA SO.SPE.....................evento benefico nel cuore di Roma



Un sabato sera, quello appena trascorso, all’insegna della solidarietà e dello spettacolo. Presso l’Auditorium in via della Conciliazione a Roma, Paolo Bonolis ha presentato la serata benefica a supporto del Villaggio So.Spe, nato nel 1998 dal sogno di Suor Paola. L’Associazione opera a favore di ragazze madri, bambini e adolescenti e si impegna nel sostegno e nel recupero di persone vittime di violenze e povertà, detenuti e famiglie disagiate. La sigla So.Spe indica il binomio solidarietà e speranza, caratteristiche valorizzate e ricercate dall’associazione e da Suor Paola in primis. Tanti celebri artisti in questi anni si sono alternati sul palcoscenico dell’auditorium con l’obiettivo di far divertire e soprattutto incentivare alla raccolta fondi da destinare ai progetti Onlus. 
Annalisa Scarrone
La serata è stata condotta anche ironicamente dallo showman romano, il quale ha introdotto sul palco illustri artisti, a partire dai comici Antonio Giuliani e Gabriele Cirilli, i quali hanno deliziato gli spettatori con esilaranti gag attinenti al tema dell’evento. Cirilli, in particolare, ha accompagnato il pubblico esibendosi in sketch riguardanti la sua terra di provenienza, l’Abruzzo, illustrando in dialetto gli usi e i costumi della popolazione abruzzese. Altra parte dello spettacolo è stata quella costituita dalla sfera musicale e autoriale, rappresentata da alcuni artisti della musica italiana, tra cui la giovane cantautrice savonese Annalisa Scarrone, la quale ha interpretato alcuni dei suoi brani più conosciuti, da Senza Riserva a Diamante lei e luce lui, da cui spiccano una delicatezza vocalica e una particolarità tematica a livello testuale che verte sull’amore collettivo. Successivamente, a catturare i presenti con la sua lunga esperienza nel campo della musica è stato Amedeo Minghi, che ha riproposto la canzone Un uomo venuto da lontano dedicata al Papa Giovanni Paolo II, accompagnando l’esecuzione con la proiezione del videoclip ufficiale, a celebrarne la grandezza del pontificato. Emozione anche nel brano successivo, 1950, da cui spicca una destrezza esecutiva del compositore e cantautore romano, tesa ad accompagnare il pubblico in un viaggio a contatto con l’animo, per mezzo della freschezza della musica e profondità dell’interpretazione. Ultimo grande artista a salire sul palco è il musicista Riccardo Cocciante, il quale ha allietato i presenti eseguendo alcune tra le sue celebri canzoni, accompagnandole con il pianoforte a corda. Lo stesso Bonolis ha accompagnato Cocciante nell’esecuzione di Se stiamo insieme e Margherita, brano richiesto a gran voce dal pubblico presente. A render ancora più magica la serata ci ha pensato il ballerino proveniente da Ballando con le stelle Simone Di Pasquale, esibitosi con la compagna nel Paso Doble, regalando ai presenti un’intensità armoniosa vissuta nei movimenti sensuali del corpo. Infine, sul palco anche Suor Paola e i bimbi del Villaggio per salutare il notevole pubblico accorso, mentre Cocciante intonava il pezzo spiccatamente riflessivo Bella senz’anima

Bonolis e Cocciante con Suor Paola e i bimbi della Sospe

In definitiva, quello ottenuto dall’evento può considerarsi, visto il numeroso pubblico presente e il clamoroso trasporto emozionale e partecipativo, un ottimo risultato sia per la città di Roma, rappresentata dal sindaco Alemanno, presente in sala, sia per l’Auditorium, ma soprattutto per l’organizzazione So.Spe di Suor Paola e Padre Vittorio, a testimonianza che la solidarietà è una caratteristica viva nella popolazione italiana e negli artisti stessi che la hanno rappresentata durante la serata.

sabato 1 dicembre 2012

COMA PROFONDO.....................Uno spettacolo tragicomico al Teatro Millelire



L'avevamo vista in scena con That's Amori e ne avevamo apprezzato la bravura. Con Coma Profondo la compagnia Full Hd, composta tutta da giovani artisti (dettaglio che non va trascurato), conferma il talento dei suoi componenti. Questo testo, che ha già debuttato lo scorso anno alla rassegna LET del Teatro Cometa Off, sarà in scena al Millelire di Roma fino al 2 dicembre. Uno spettacolo tragicomico scritto interamente da Simone Iovino che, insieme ad Emilia Di Pietro, ne cura la regia. Un unico atto per raccontare gli ultimi venti anni di uomo e dell'intera nazione. Fin qui nulla di particolarmente originale, ma se a raccontare quello che è successo dal 1992 ad oggi sono l'Ego, l'Es, il Super Io e l'istinto di conservazione di un uomo in coma, lo spettacolo diventa curioso e altamente interessante.

La scrittura pulita ed essenziale di Simone Iovino ci accompagna nel cervello di un uomo ridotto ad uno stato vegetale. La vicenda sembra scorrere tra battibecchi iniziali tra l'Istinto di conservazione interpretato da Edorado Andreani e l'Es portato in scena da Josafat Vagni. Il primo, cercando di capire le cause di quello stato vegetativo, porta avanti una lotta contro il tempo per uscire dal coma; l'altro cerca solamente di soddisfare i suoi bisogni primari. A supporto di questi due personaggi, interpretati magistralmente dai due giovani attori, interviene Beckett, l'Ego, figura più riflessiva e meno coinvolta della vicenda, portato in scena da uno straordinario Matteo Vanni, bravo a fungere quasi da mediatore e a calmare le acque. Le musiche scelte dai due giovani registi tengono gli spettatori attenti e concentrati a seguire la storia e a capire le cause del coma. 
Edoardo Andreani e Mariangela Calia

A raccontare tutta la vicenda si presta la magistrale interpretazione di una esuberante Mariangela Calia nei panni del Super Io. Vengono fuori nomi, intrighi, massoneria e banche fino ad arrivare al momento in cui l'uomo è entrato in coma.
Uno spettacolo divertente, interessante che entusiasma il folto pubblico in sala. Uno spettacolo che cattura l'attenzione già dal titolo Coma Profondo che, a nostro avviso, è forse un po’ ingannevole, facendo immaginare un possibile dramma tragico, mentre si tratta di un testo significativo reso ironicamente.
La parte ironica, infatti, arriva proprio quando ci si trova di fronte alle sfaccettature mentali che compongono il cervello di un essere umano, in stretto rapporto tra loro, una connessione che balla da conflitto ad attrazione.