martedì 13 novembre 2012

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA.............le prime quattro giornate



Si è conclusa ieri la quarta giornata del Festival Internazionale del Film di Roma, giunto alla sua settima edizione e rivelatosi luogo di incontro con il mondo del cinema e con i professionisti del settore, quali attori, registi e staff tecnici. Sguardo ampio quello che ha voluto dare all’evento Marco Muller, nuovo direttore artistico di questa speciale valorizzazione della settima arte, contornata da una multi – culturalità di fondo, in quanto accanto alle proiezioni cinematografiche ed eventi annessi, si è potuto assistere ad altre manifestazioni  di elevato valore artistico. Diviso principalmente tra due location, quella dell’Auditorium-Parco della musica e quella del MAXXI, museo nazionale delle arti del XXI secolo, diventato per questa edizione partner della manifestazione, sede di parte delle proiezioni della rassegna Cinema XXI e della retrospettiva Cinema Espanso. Inoltre, nello stand allestito da Rai Radio 2, all’ingresso dell’Auditorium si è esibito Flavio Insinna in forma di recital-concerto, accompagnato da pianoforte, sax e voce, dando lustro delle sue capacità ironiche e comiche, nonché vocali di lettura e interpretazione, acquisite non solo attraverso la scuola teatrale di Gigi Proietti ma, soprattutto attraverso la sua carriera di artista completo, da attore a showman. Dedica al cinema e ai suoi mostri sacri, tra cui Ennio Morricone, autore di colonne sonore, Ennio Flaiano, Federico Fellini, Alberto Sordi e molti altri ancora. Un’edizione speciale, proprio perché è riuscita a raccogliere la partecipazione di tanti professionisti dell’industria cinematografica, tra cui Margherita Buy, Sergio Rubini, Carlo Verdone e molti altri avvicendatisi sulla passerella del Red Carpet anche per inaugurare le proiezioni degli ultimi film realizzati.


















La scoperta dell’Alba con la Buy e Rubini, è stato proiettato in un lungometraggio di Prospettive Italia (PIT) assieme a  Il turno di notte lo fanno le stelle e ad Esca Viva. Esaltazione della vita nel primo dei due corti, in cui lo scalatore Matteo (Enrico Lo Verso), dopo aver subito un trapianto al cuore, decide di recarsi in montagna e di scalare un dirupo insieme a Sonia (Nastassja Kinski). Edoardo Ponti, regista del corto, ha voluto dedicare la metafora delle stelle al sogno del protagonista, il quale, solo dopo essere arrivato in cima alla montagna, inizia a sentirsi di nuovo bene, seppur con costanti dolori al petto per la fatica, un significato profondo, questo, però forse limitato dalla breve durata del corto, in cui è distribuito il viaggio della vita di Matteo che, scalando la montagna man mano, trova la forza di andare più su. Esca Viva è, invece, un manifesto animato della furbizia del protagonista, un pesciolino che, per non farsi mangiare, si spaccia per un’esca viva. Omaggio all’industria cinematografica anche quello della riproposizione del film di Stanley Kubrick Full Metal Jacket, restaurato in occasione della mostra fotografica presso il Foyer Sinopoli. Il film, partendo dalle vicissitudini del soldato Pyle, braccato dal comandante dell’addestramento reclute, prosegue fino ad arrivare a uno sguardo approfondito su Joker, l’unico che si prenderà cura di Pyle che, purtroppo, arriverà a suicidarsi per disperazione. Lo stesso carattere di Joker, interpretato da Matthew Modine, è stato analizzato a fondo nel contributo di Emiliano Montanari dal titolo Full Metal Joker, in cui si mette in luce anche la vita privata dell’attore statunitense, artefice anche della selezione delle 100 foto esposte. L’attore, non presente all’incontro con il pubblico, ha raccontato durante il corso del film le particolarità delle fasi di preparazione e produzione di Full Metal Jacket, nonché l’evolversi del suo personaggio, da cui è sempre condizionato in tutti i suoi lavori, anche per l’interiorità del carattere di Joker. Nel film di Kubrick, infatti, si nota un Joker, in realtà attore protagonista, in cui convivono sia un essere battagliero che un  animo sensibile. Dualità vista nel volto dell’uomo nella scena in cui uccide una donna cecchino asiatica, restandone profondamente e visibilmente turbato alla vista dello sguardo. Nel contributo di Montanari, definito dai più un documentario, pur essendo un vero e proprio film, come ha tenuto a precisare anche lo stesso regista, è stato analizzato in modo profondo l’aspetto del personaggio di Joker e di come abbia influenzato Modine. Altro contributo da avvalorare è quello di Fabio Ferzetti e Giancarlo Giagni dal titolo Carlo!, dedicato alla personalità dell’attore Carlo Verdone, raccontata e analizzata dall’interno dalle voci dei quartieri di Roma e dei suoi amici e collaboratori, nonché da quelle della sua famiglia. Testimonianze, tra gli altri di Claudia Gerini, co – protagonista in Viaggi di Nozze, al fianco dello stesso attore – regista, lodato anche da Pierfrancesco Favino. Passando anche per la sua infanzia e per la sua casa natale, viene narrata la nascita dei suoi personaggi, degli sketch che l’attore ha realizzato nel corso della sua carriera, tutti diligentemente raccontati, riassumendoli, in questo documentario che dà spazio ad un’artista dei nostri tempi, cresciuto in costante progresso, abile nel variare carattere, a seconda del personaggio interpretato, capacità, questa, messa in luce nella riproposizione di alcuni clip ed estratti dai suoi film, tra cui Un Sacco Bello, Bianco Rosso e Verdone, Il mio Miglior Nemico, in cui ha collaborato con Silvio Muccino. Il film può essere considerato un degno accostamento alla vita professionale dell’attore che, raccontandosi, in un mix di comicità e malinconia, ha svelato alcuni aneddoti del suo cammino lungo questa strada, in costante dubbio di non essere all’altezza, sentimento che lo sprona e lo incoraggia, da sempre, ad andare avanti. I suoi sono personaggi soli ed essenzialmente raccontano la solitudine e la malinconia che, talvolta, lo hanno assalito, trovando, però, lo stimolo dai sorrisi del volto dei suoi fans, così come quando da piccolo, nel piccolo teatro della sala da pranzo, costruiva sketch ironici strappando sorrisi e gioia ai membri della sua famiglia, di cui racconta i rapporti, mettendo in rilievo anche il difficile dialogo con il padre. Spazio anche al cinema asiatico all’interno di questa settima edizione, a delineare un bisogno di uscire dai confini nazionali, come ha testimoniato anche il regista Michele Placido nell’incontro mattutino del quarto giorno, durante il quale, insieme alla figlia Violante, all’attore Luca Argentero e allo staff tecnico, ha parlato del suo ultimo film Il cecchino (Le guitter), proiettato durante la serata. A proposito del cinema asiatico, durante la serata dell’undici novembre, presso il Cinema di Piazza Barberini, altra location del Festival organizzato dalla Fondazione Cinema per Roma, è stato trasmesso il film Il canone del male (Lesson of evil) del regista Takashi Miike, tornato al genere thriller-horror che lo ha reso famoso nel mondo. La narrazione ha come protagonista il professor Hasumi (Hideaki Ito), insegnante di liceo. Nel corso del film, l’evolversi degli eventi che partono dalle molestie sessuali di un collega a una studentessa fino ad arrivare agli imbrogli degli studenti, porta il protagonista ad una follia sconcertante, una sorta di ritorno al passato, provocato dalla perdita del controllo della scuola. Il prodotto che ne scaturisce è carico di adrenalina e sparatorie, forse dilungate eccessivamente, vista la durata del film che sembra mancare di una base fondante che unifichi la narrazione e la renda accessibile a tutti, non solo ai fans del genere. Commedia e divertimento, invece, nel film Benhur- tra comiche disperazioni di Massimo Andrei, liberamente tratto dalla commedia teatrale omonima di Gianni Clementi. Si tratta della storia di una coppia di fratelli che vivono insieme e vanno avanti alla meno peggio, facendo uno, Sergio (Nicola Pistoia), il centurione al Colosseo e l’altra, Maria (Elisabetta De Vito), la centralinista per una chat erotica. La soluzione sembra arrivare quando Sergio incontra Milan (Paolo Triestino), un tuttofare della Biellorussia immigrato a Roma, dichiaratosi ingegnere. Quest’ultimo sembra instancabile nel fare lavori di casa, nel dipingere, e persino nel sostituir Sergio al Colosseo. È anche un ottimo amico che conforta Maria nei momenti di delusione, facendola perfino invaghire di lui. Amicizia che nasce anche con Sergio, il quale diventa il suo “padrone”, fino al conseguente rovescio della medaglia che arriva alla fine del film. Ironia e tanta comicità, sottolineate ancor più dalla parlata romana, hanno reso la visione del film un bel momento per sorridere dei fatti quotidiani della vita, probabilmente con la volontà di insegnamento nel non giudicare mai nessuno prima di averlo conosciuto. Il volto di un’altra è il film di Pappi Corsicato che ha dato spazio alla ricerca del benessere economico di Renè (Alessandro Preziosi) e Bella (Laura Chiatti), in seguito ad un brutto incidente della donna, in cui sarebbe rimasta sfigurata. Andando avanti nella proiezione, si assisterà ad una presa di consapevolezza della donna che, optando per la verità e per lo smascheramento, decide di perdere la faccia e non indossarne un’altra (…… il volto di un’altra), rivelando l’inganno. A conclusione di questa quarta giornata, il film Italian Movies di Matteo Pellegrini, anticipato dal cortometraggio Il cinema lo faccio io, in cui  Alessandro Valori attraverso una irriverente comicità racconta i fatti della vita quotidiana alle prese con la crisi e con i rifiuti delle industrie lavorative, in particolare del cinema e i personaggi diventano registi delle loro vite. In Italian Movies, invece, troviamo la trasformazione, o metamorfosi, della vita di un gruppo di operai che dall’oggi al domani diventano produttori di una serie televisiva di successo, partendo dal prestito di una telecamera. 














Le quattro giornate iniziali sono da considerarsi davvero celebrative dell’arte del film, o meglio ancora del cinema, passando attraverso omaggi, celebrazioni e inaugurazioni, soddisfacendo il pubblico accorso numeroso, sicuramente motivato nell’attesa dei successivi appuntamenti del festival, tra proiezioni, incontri con divi, conferenze sulla presentazione di film in concorso e fuori concorso.

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