mercoledì 24 ottobre 2012

ENNIO FLAIANO.......UNA VERITA' PERSONALE presentato a Pescara



Incontro letterario.............queste le parole per definire il tema della serata di ieri, durante la quale si è potuto assistere alla presentazione del libro di Gino Ruozzi, intitolato Ennio Flaiano........una verità personale, tenutasi al Mediamuseum di Pescara.
Ennio Flaiano non fu solo sceneggiatore – come ha rivendicato Ruozzi – ma anche attore, regista, poeta, letterato. Una personalità a tutto tondo, insomma, che l'autore del libro in oggetto ha voluto affrontare indagandone particolarità e curiosità, nonché verità di tipo riflessa e oggettiva. A moderare il dibattito, il giornalista Rai Franco Farias, il quale ne ha introdotto le tematiche, lasciando spazio all'autore e agli ospiti presenti, a partire da Edoardo Tiboni, presidente della Fondazione Tiboni, molto emozionato, probabilmente, per il nuovo appuntamento con l'arte di Flaiano.
Presente anche Fabrizio Natalini, ricercatore e scrittore cinematografico, il quale, forte della sua esperienza in tale ambito, ha delineato le fondamenta del cinema flaianeo, considerando il libro un omaggio all'autore adriatico, in cui Ruozzi ne ha voluto mettere in luce tutte le fasi artistiche, dall'esperienza letteraria romana alla vittoria del premio Strega del 1947, fino ad accostarlo a Gabriele D'Annunzio, altro autore di cui la città di Pescara vanta la provenienza, a Calvino e, infine, a Fellini, con cui si è mosso in simbiosi. Un'arte discontinua quella di Ennio Flaiano, cimentatosi nelle più varie manifestazioni dell'interiorità umana, di cui arte cinematografica e letteraria ne sono perfette espressioni. Spinto dalla passione per Proust, Boccaccio, Casanova e per gli autori inglesi, Flaiano fu anche giornalista e aforista, come Manzoni e Macchiavelli. L'autore del libro, inoltre, si è lamentato, in un certo senso, della non curanza e della mentalità riduttiva della contemporaneità, a causa della quale, Flaiano, non è affatto menzionato nelle antologie del cinema, nonostante sia stato un fluente scrittore. I titoli che Ruozzi ha utilizzato per i capitoli sono citazioni estratte dalle opere di Flaiano, annoverato anche dai giornalisti contemporanei quale figura consapevole del suo operato, avendo fatto tutto, sapendo che avrebbe lasciato qualcosa ai postumi. Misurandosi con diversi generi in forma di scrittura breve, come l'aforisma e la poesia epigrammatica, con un atto di estrema consapevolezza, Flaiano è da considerarsi un cronista, lungi dalla volontà di mettersi in mostra.
In definitiva, il lavoro di Gino Ruozzi è il risultato di una passione per il cinema e per le figure identitarie di esso, pubblicato, non a caso, in concomitanza con il quarantesimo anniversario della morte di una delle sue figure chiave, Ennio Flaiano, scomparso nel novembre del 1972.




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