mercoledì 31 ottobre 2012

CORE SPEZZATO....................Fraintendimenti amorosi in scena al Teatro Millelire



Il teatro napoletano è giunto a Roma con lo spettacolo di Carmine Borrino dal titolo Core Spezzato, finalista al Festival di Teatro di Positano, andato in scena al Teatro Millelire di Roma fino a domenica 28 ottobre.

Sul palco del gioiellino del quartiere prati di Roma, gli avvicendamenti di un uomo, Massimo, interpretato dallo stesso regista, conteso da due donne, Mira e Veronica, l'una interpretata da Sara Saccone e l'altra da Melania Esposito.

Si tratta della storia d'amore di Massimo e Veronica, ostacolata da Mira, innamorata dell'uomo, per il quale aveva abbandonato la sua famiglia e il suo paese natale, l'Ucraina. La sceneggiata è ambientata a Napoli e si svolge sullo sfondo di un unico set, la camera da letto di Mira, la quale, non volendo arrendersi, ha cercato per tutto lo spettacolo di riconquistare l'amore di Massimo, ormai, però, tra le braccia di Veronica, giovane ragazza napoletana. É stata proprio la napoletaneità a spingere l'uomo a scegliere la giovane compaesana, come si dice: moglie e buoi...



Dialoghi significativi e temi che vanno dal ridicolo, al comico, al drammatico; tra questi risaltano quelli in dialetto napoletano, diligentemente ricalcato soprattutto da Massimo, a segnalare una degna interpretazione di Carmine Borrino, bravo anche nel costruire le scene fatte di cambi di location frequenti, seppur sempre sullo stesso set. Interpretazione toccante anche quella delle due attrici, attraverso cui è stato possibile entrare in contatto con l'orizzonte femminile della donna tradita e ferita. Fraintendimenti d'amore scaturiti dall'ambiguità di Massimo, talvolta preso ancora dalla passione per la donna straniera, nonostante sia in procinto di sposarsi con Veronica.
Lo spettacolo, costruito attorno a questi tre personaggi e alla vicenda amorosa di fondo, ha come protagonista principale Mira, la quale, venuta in Italia per amore di Massimo, è rimasta, dopo soli quattro mesi, con il cuore in frantumi, un core spezzato, appunto.

Elemento che emerge, comunque, è quello della sfera riflessiva della messa in scena, segnalata anche dagli abbassamenti di luce sui personaggi, ognuno protagonista di momenti personali.
Molteplici le chiavi di lettura offerte dallo spettacolo, a riconfermare la propensione del Teatro Millelire, gestito da Antonio Lupi e Lorenzo De Feo, ad ospitare rappresentazioni di elevato livello culturale.




lunedì 29 ottobre 2012

AMORE A PORTATA DI TWEET di Sasà Russo in scena a Roma



È andato in scena da giovedì 25 a domenica 28 ottobre 2012 lo spettacolo Amore a portata di tweet, presentato dalla compagnia teatrale Iposcenio presso il salotto teatrale Manhattan di Roma. Scritto e diretto da Sasà Russo, lo spettacolo ha messo in scena delle situation comedy, costruite intorno ai temi principali, quali virtualità e amicizia, analizzate dall’ottica di tre diversi personaggi, Marcuzio, Thomas e Armando, immersi nel mondo dei social network, da facebook a twitter.

Uno spettacolo realistico, fatto di situazioni e accadimenti abituali della società, rivisitati in chiave prettamente ironica nel valutare il divario che si crea tra il reale e il surreale. Un’ironia amara che aiuta i personaggi ad affrontare meglio la situazione che, in un certo senso, è drammatica, in quanto il mondo delle chat fa perdere il contatto con la realtà e i rapporti face to face. Lo spettacolo può essere definito un dramma vestito da commedia (cit. Sasà Russo), in cui i tre personaggi risulteranno a tal punto estraniati dal mondo reale, fino a perderne il controllo, che verrà recuperato solo nel finale con il brindisi dei tre coinquilini. 

Spettacolo che può anche esser visto in chiave riflessiva, visti i frequenti momenti in cui i protagonisti restano soli sulla scena ad analizzarne le vicende, legate anche dall’elemento del caffè di fondo, bevanda da cui si apre l’orizzonte riflessivo. Il personaggio apparentemente centrale, dichiaratosi molto divertito, Marcuzio, detto anche Marc, è interpretato da Patrizio De Bustis, bravo a fungere da mediatore e riappacificatore tra Armando, interpretato da Alessandro Illuminati, totalmente distaccato dalla realtà, come se avesse gli occhi bendati dalle community online e Thomas, interpretato da Manuel Ricco, lontano dal mondo della virtualità online, da cui vuole far distaccare anche gli amici, fornendo loro un insegnamento sul senso della vita e delle cose, rivelandosi anche il risolutore della situazione divenuta ormai insostenibile.

Un’attenta regia e una spiccata interpretazione degli attori hanno reso lo spettacolo davvero soddisfacente, come ha dimostrato anche il notevole afflusso e coinvolgimento del pubblico che ha appagato gli attori delle difficoltà che hanno incontrato a vestire i panni dei personaggi (cit. Alessandro Illuminati). Ancora una volta, la regia di Sasà Russo e la scenografia allestita dalla compagnia teatrale Iposcenio, hanno convinto il pubblico, regalandogli un’allegra serata tra commedia e dramma, rappresentata sullo sfondo di un unico set, quello dello studio dell’appartamento di appena 21 metri quadri.

Il senso dello spettacolo è la volontà di insegnare, in qualche modo, a chi guarda o a chi ascolta che la vita è fatta di conoscenze, amori e rapporti reali e né una chat né una qualsiasi altra sfera virtuale potranno mai equiparare la bellezza di vivere, fisicamente, una determinata vicenda.



mercoledì 24 ottobre 2012

ENNIO FLAIANO.......UNA VERITA' PERSONALE presentato a Pescara



Incontro letterario.............queste le parole per definire il tema della serata di ieri, durante la quale si è potuto assistere alla presentazione del libro di Gino Ruozzi, intitolato Ennio Flaiano........una verità personale, tenutasi al Mediamuseum di Pescara.
Ennio Flaiano non fu solo sceneggiatore – come ha rivendicato Ruozzi – ma anche attore, regista, poeta, letterato. Una personalità a tutto tondo, insomma, che l'autore del libro in oggetto ha voluto affrontare indagandone particolarità e curiosità, nonché verità di tipo riflessa e oggettiva. A moderare il dibattito, il giornalista Rai Franco Farias, il quale ne ha introdotto le tematiche, lasciando spazio all'autore e agli ospiti presenti, a partire da Edoardo Tiboni, presidente della Fondazione Tiboni, molto emozionato, probabilmente, per il nuovo appuntamento con l'arte di Flaiano.
Presente anche Fabrizio Natalini, ricercatore e scrittore cinematografico, il quale, forte della sua esperienza in tale ambito, ha delineato le fondamenta del cinema flaianeo, considerando il libro un omaggio all'autore adriatico, in cui Ruozzi ne ha voluto mettere in luce tutte le fasi artistiche, dall'esperienza letteraria romana alla vittoria del premio Strega del 1947, fino ad accostarlo a Gabriele D'Annunzio, altro autore di cui la città di Pescara vanta la provenienza, a Calvino e, infine, a Fellini, con cui si è mosso in simbiosi. Un'arte discontinua quella di Ennio Flaiano, cimentatosi nelle più varie manifestazioni dell'interiorità umana, di cui arte cinematografica e letteraria ne sono perfette espressioni. Spinto dalla passione per Proust, Boccaccio, Casanova e per gli autori inglesi, Flaiano fu anche giornalista e aforista, come Manzoni e Macchiavelli. L'autore del libro, inoltre, si è lamentato, in un certo senso, della non curanza e della mentalità riduttiva della contemporaneità, a causa della quale, Flaiano, non è affatto menzionato nelle antologie del cinema, nonostante sia stato un fluente scrittore. I titoli che Ruozzi ha utilizzato per i capitoli sono citazioni estratte dalle opere di Flaiano, annoverato anche dai giornalisti contemporanei quale figura consapevole del suo operato, avendo fatto tutto, sapendo che avrebbe lasciato qualcosa ai postumi. Misurandosi con diversi generi in forma di scrittura breve, come l'aforisma e la poesia epigrammatica, con un atto di estrema consapevolezza, Flaiano è da considerarsi un cronista, lungi dalla volontà di mettersi in mostra.
In definitiva, il lavoro di Gino Ruozzi è il risultato di una passione per il cinema e per le figure identitarie di esso, pubblicato, non a caso, in concomitanza con il quarantesimo anniversario della morte di una delle sue figure chiave, Ennio Flaiano, scomparso nel novembre del 1972.




mercoledì 17 ottobre 2012

IL COMANDANTE E LA CICOGNA presentato a Roma



Con l’idea di raccontare le avventure di diversi individui di città è nato il progetto de il comandante e la cicogna, ultimo film di Silvio Soldini, tornato alla commedia dopo essersi cimentato nel versante documentaristico. Da domani in sala, la pellicola, ambientata in una città ideale e astratta, costruita tra Torino, Milano e non solo, nasce da una volontà di ribellione, dall'inadeguatezza dello stare sulla terra e dalla voglia di volarvi sopra, proprio come una cicogna che osserva tutto dall'alto senza esserne particolarmente turbata e riuscendo a sperare in un futuro diverso.
Così, in una dimensione surreale e quasi magica, si intrecciano le vicende dell'idraulico Leo Buonvento, interpretato da Valerio Mastandrea, il quale, ogni giorno si trova a combattere, da solo, con l'educazione dei figli, Elia (Luca Dirodi) e Maddalena (Serena Pinto). Incoraggiato anche dalla moglie scomparsa, Teresa, interpretata da Claudia Gerini, l'uomo sarà costretto a dividersi tra i problemi familiari e quelli lavorativi, affiancato, in questi ultimi, da Fiorenzo, interpretato da Yangshi. Sul versante opposto del film, Diana Rigamonti, interpretata da Alba Rohrwacher, rappresenta un’artista alle prese con la crisi lavorativa e con la mancanza di soldi con cui pagare l'affitto al padrone di casa Amanzio, interpretato da Giuseppe Battiston, uomo dal linguaggio intellettuale ed aulico.
E’, invece, l’attore Luca Zingaretti a dar forma e voce all'avvocato Malaffanno, stravagante e truffaldino, personaggio carico di comicità velata dalle sue gesta, in cui verranno ad essere coinvolti anche Leo e Diana, l'uno per un riflesso legale e l'altra per la realizzazione di un affresco.
Leo e Diana

Teresa



















Il tredicenne Elia è il classico ragazzo solitario che trova quale unico conforto al suo malessere interiore l'amicizia con la cicogna Agostina, con cui si confida riuscendo, almeno in parte, a liberarsene. Insieme ad Amanzio, con cui costruirà un bel rapporto di amicizia, il giovane risulta essere una delle figure centrali del film, essendone una stratificazione alquanto sensitiva, mentre la sorella Maddalena è una sedicenne alle prese con le storielle d'amore e con i molti fidanzatini. A sottolineare l'orizzonte osservativo del mondo, oltre alla presenza della cicogna, sono, anche, le statue di Garibaldi, Cazzaniga, Da Vinci e Leopardi, animate dalle voci di Pierfrancesco Favino, Gigio Alberti e Neri Marcorè.
Amanzio ed Elia

Leo e i due figli
Tematica di fondo è, in un certo senso, quella dell'amore, di tipo soprattutto familiare, un legame che va intensificandosi nel corso del film, fino a culminare nell'abbraccio dei componenti della famiglia. Attorno a questo focus centrale, concernente le storie di Leo, Elia e Maddalena, si susseguono le varie situation comedy degli altri personaggi, intenti a regalare sorrisi e coinvolgimento. L'amore giunge al suo culmine solo nel finale, con l'unione di Leo e Diana, di cui anche Teresa, figura onnisciente, è compiaciuta. Prima volta sullo schermo per Luca Dirodi e Serena Pinto, i quali hanno dato ai loro personaggi una degna interpretazione, affiancati dall'estrema professionalità del regista e degli scenografi, nonché dalla spiccata preparazione artistica di tutti gli attori, cimentatisi anche in diversi dialetti locali e accenti molteplici, a partire dal ligure della Gerini, fino ad arrivare al napoletano di Mastandrea; varianti linguistiche, queste, particolari e ben accentuate. É stato possibile assistere, inoltre, anche alla conferenza post – proiezione tenuta dagli attori e dallo staff produttivo del film, tra cui il regista e il rappresentante della Warner Bros Pictures Lionello Cerri, i quali hanno presentato il prodotto filmico sottolineandone le fasi costitutive ed interpretative operate dagli stessi attori, che hanno dichiarato di essersi emozionati ad impersonare le parti, a partire da Luca Zingaretti, molto divertito nel rivestire i panni dell'avvocato milanese dalla lunga capigliatura.















La cicogna Agostina

martedì 16 ottobre 2012

IL TABULE' DI TITO presentato a Roma da Pino Tossici e fratelli Barreca



Secondo weekend del mese di ottobre all'insegna del divertimento nella zona vaticana, dove, presso il teatro Le Salette, è andato in scena il Tabulè di Tito, ispirato al Tito Andronico di William Shakespeare e riproposto dopo il successo dello scorso maggio. Si tratta di una tragedia dedicata alla vendetta che verrà esaurita in un crimine ad opera del personaggio centrale, tale generale Tito, interpretato diligentemente ed in modo esauriente. I personaggi femminili, in maggioranza rispetto a quelli maschili, conferiscono alla rielaborazione in oggetto un lato di estrema delicatezza e sensualità sceniche, particolareggiate in Marzia, estroversa figlia di Tamora e alquanto velate nella silenziosa Lavinia, figlia di Tito, la cui tristezza costituisce uno dei caratteri della pièce, ridisegnata simpaticamente.
Una sorta di meccanismo di duplice vendetta, la prima, da parte di Aronne e Tamora, nei confronti del generale, consumata colpendone la figlia, motivazione della violenza adoperata nei confronti dei mandanti stessi. Il generale diventerà folle ed arriverà ad uccidere perfino la stessa figlia, trasfigurata dalle violenze degli uomini.
Il regista Stefano Maria Palmitessa, portavoce della compagnia teatrale Paltò Sbiancato, ha rivisitato il tema drammatico di questa cupa e violenta tragedia, rendendolo più fruibile costruendovi attorno una sottile ironia, portata alle estreme conseguenze in un unico atto.


L'ironia accomuna tutti i personaggi, a partire dal ministro Aronne e dalla stessa Tamora, i quali, dopo aver saputo del ritorno in patria del generale, intenti alla preparazione dell'agguato nei confronti dello stesso, si sono esibiti in sketch divertenti, allietando la serata e gratificando il pubblico, accorso numerosissimo, entusiasta per il tema agrodolce presentato. Accanto alle scene narrative, vanno a configurarsi quelle di canto e ballo, con sapiente uso della musica e della strumentazione da parte di Silverio Scramoncin, a sottolineare l'intreccio costruito tra spettacolo classicheggiante e teatro innovativo di ricerca e sperimentazione.
Una tragi – comedy celebrativa del mito shakespeariano, da cui si nota un attento lavoro della regia, della scenografia e delle musiche, peculiarità, queste, unite ad una buona interpretazione e mimica degli attori, ad un buon uso dei dialoghi aulici e ad una spiccata rivisitazione del grottesco in questo adattamento fuori dagli schemi e dai canoni tragici, caratteristiche che hanno reso lo spettacolo avvincente anche grazie all'attenzione della compagnia nello scostarsi dal realismo drammatico, poiché il realismo non aiuta il teatro (cit. Stefano Maria Palmitessa).
Il cast e il regista





martedì 9 ottobre 2012

I risvolti amorosi di THAT'S AMORI in scena al teatro Millelire di Roma



Reduci dal successo ottenuto al Teatro Cometa Off con la rassegna L.E.T. , i membri della compagnia romana Full Hd sono tornati a riproporre That's amori. Il palscosenico scelto questa volta, però, è quello del Teatro Millelire, il nuovo gioiellino del quartiere Prati.
In scena dal 2 al 7 ottobre lo spettacolo, scrirtto da due giovani e bravissimi artisti come Emilia Di Pietro e Simone Iovino, ha destato divertimento nel pubblico, accorso numeroso. In scena i vari aspetti e sfaccettature dell'amore, rivisitati nell'universo femminile da una brava Mariangela Calia e in quello maschile da un altrettanto intenso Edoardo Andreani. I due attori hanno interpretato diversi monologhi sul tema dell'amore, un sentimento che fa cantare, sorridere, ballare, piangere e meravigliare. Tematica per certi versi riflessiva sia in Edoardo, bravo ad immedesimarsi nel personaggio messo in scena, sia in Mariangela, brava ad accogliere gli spettatori nel suo viaggio nella condizione umana ed in particolare in quella amorosa, in cui vive un eterno conflitto, nato da illusione, degenerata in tristezza dalla disillusione, elementi spiccatamente espressivi. Elemento comune nelle due figure è la conflittualità e la balia nel vivere il sentimento amoroso, rivalutato attraverso un unicum di letteratura, cinema e musica, il tutto unito al teatro e alla rappresentazione scenica di fondo, anche grazie al lavoro dei registi Simone Iovino ed Emilia Di Pietro, entrambi soddisfatti del successo ripetutosi a larga distanza di tempo. Una eterogeneità ed una diversità nell'amore, rivisitate in un rapporto sereno di accettazione reciproca, per cui è meraviglioso vedere qualcuno che ama ed è bello confrontarsi.... cit Edoardo Andreani.
Edoardo Andreani
















Mariangela Calia


















Si parla di unicum narrativo, in quanto tra i vari monologhi non è mancata l'esecuzione musicale di Emiliano Bonafede e Fabio Bettini, co – autore, quest'ultimo, delle musiche insieme a Marco Laudando, scandite dalla voce di Matteo Vanni, bravo a far sorridere il pubblico anche con le movenze del ballo e con la mimica facciale di un grande artista, intrisa di meraviglia e stupore, orizzonti sottolineati anche dalle canzoni memorabili, dalla buona interpretazione degli attori e del cantante, uniti dalle immagini dei baci più celebri della storia del cinema.










TRAILERS FILM FEST..........conclusione e premiazione


Stefania Bianchi e Alessandro De Filippo

Il 29 settembre si è conclusa la decima edizione del Trailers Film Fest di Catania, inserita nell'ambito di Etnafest 2012 e diretta dall'associazione culturale Seven, di cui si è fatta attenta portavoce la dottoressa Stefania Bianchi, appoggiata dal professor Alessandro De Filippo, entrambi soddisfatti della riuscita dell'evento per il successo ottenuto, incentivato anche dalla presenza di figure professionali di spicco, come Leonardo Pieraccioni, Gianluca Pignataro con i creativi della casa di distribuzione Fandango e molti altri. Nell'ambito dei quattro giorni è stato presentato il nuovo progetto cinematografico del documentario sulla storia del cinema italiano di Francesco Festuccia, regista e giornalista. Si è potuto assistere ad interviste a registi, trailer- maker, grafici e quant'altro, il tutto valorizzato dal notevole afflusso di pubblico per ogni incontro e dibattito sui mestieri del cinema, fino ad arrivare alla serata finale, svoltasi presso il cinema Metropolitan. A segnalare la rilevanza culturale dell'evento, anche la giuria scelta per l'assegnazione dei premi, presieduta dal regista Mimmo Calopresti e composta da Martina Riva, giornalista di Sky Tg 24, Stefano Masi, giornalista di Rai News 24, Mario Di Bello, critico e saggista cinematografico e da Paolo Sommaruga, giornalista del Tg1.
Concorso dei trailer

A This Must Be Place di Paolo Sorrentino il premio per miglior trailer italiano e a E ora parliamo di Kevin di Lynne Ramsay per miglior trailer europeo, mentre quello di Super 8 di J. J. Abrams è stato riconosciuto come miglior trailer world. Il premio del pubblico per miglior trailer è andato a quello di Quasi Amici di Olivier Nakache ed Eric Toledano. Tanti altri i premi assegnati durante la serata presentata da Antonella Salvucci, a partire dal riconoscimento della miglior locandina, assegnato a quella de I Primi della lista di Roan Johnson, realizzata da Internozero Comunicazione. Alla Fandango il premio miglior campagna promozionale per il lancio del film Magnifica Presenza di Ferzan Ozpetek e a Io sono lì di Andrea Segre è andato il premio rivelazione dell'anno. Premio professionalità a Nicola Maccanico della Warner Bros Italia, mentre il premio al miglior pitch trailer è andato a Henry Secchiaroli per Linking Lives, assegnato dalla giuria composta da Gianluca Pignataro, direttore marketing e distribuzione Fandango, Andrea Occhipinti, presidente Lucky Red, Rodrigo Cipriani Foresio, presidente dell'istituto Luce di Cinecittà, Martha Capello, presidente Associazione giovani produttori cinematografici(A.G.P.C.) e presieduta da Osvaldo De Santis, presidente e amministratore delegato 20th Century Fox.
Concorso Pitch Trailer


In ultima analisi, l'intera manifestazione è stata un'occasione per entrare in contatto con l'aspetto promozionale del prodotto cinematografico, attraverso l’incontro con i professionisti del settore; una manifestazione ben costruita e organizzata, nonché un evento di livello internazionale, l'unico in Italia e in Europa teso alla promozione dell'aspetto comunicativo di un film. I trailer, in principio detti i prossimamente, costituiscono oggi una strategia di comunicazione del prodotto cinematografico, frutto di un dinamismo giovane e in continua mutazione, di cui la città di Catania risulta perfetta location.


domenica 7 ottobre 2012

TRAILERS FILM FEST..........le anteprime del festival di Catania



Spazio anche alle anteprime cinematografiche all'interno del Trailers Film Fest 2012, presso il Cine - Teatro Metropolitan di Catania. In particolare, durante le serate di mercoledì 27, giovedì 28 e venerdì 29 settembre, il pubblico ha potuto assistere alla proiezione cinematografica di Resident Evil: retribution, Iron Sky e Vicini del terzo tipo. Si tratta del Trailers Première, summus di tre serate, ad ingresso gratuito ed aperte al pubblico, supervisionate dalla dottoressa Claudia Fichera, che hanno permesso ai presenti di interagire con il mezzo cinematografico attraverso pellicole distribuite da importanti case, quali la Warner Bros, la Moviemax e la 20th Century Fox. Le serate sono state presentate diligentemente e simpaticamente dall'attrice Antonella Salvucci, la quale ha accolto sull'ampio palcoscenico i membri della giuria del festival cinematografico dei trailer, i rappresentanti della Fandango e tanti altri personaggi, tra cui Leonardo Pieraccioni e l'attrice siciliana Guglia Aiello. Professionalità e spigliatezza nelle parole della conduttrice, brava a stimolare il pubblico, molto affascinato, comunque, già da tutto il setting e dalle emozioni vissute nell'ambito degli incontri del Trailers Lab. Durante la prima serata – evento, la presentatrice ha accolto sul palco le figure centrali del festival, quali Stefania Bianchi e il presidente della giuria Mimmo Castiglione, entrambi emozionati per l'importante traguardo raggiunto con la decima edizione. Emozione anche nello stesso Pieraccioni, il quale ha regalato ai presenti momenti carichi di simpatia, ripercorrendo i suoi esordi come disk – jokey, al fianco di Carlo Conti. Come da citazione dell'attore toscano, il mestiere del cinema è il più bello del mondo: da questa frase si nota un atteggiamento di profondo rispetto di Pieraccioni, non solo per il suo lavoro, ma anche per tutte le figure professionali ruotategli intorno, tra cui Alberto Lardani, validissimo collaboratore. Nuovo episodio della saga, distribuito dalla Warner Bros, quello di Resident Evil: retribution, da cui si è notato un più fluente impiego dei mezzi forniti dall'impianto stesso del game – film rispetto a quelli precedenti. La narrazione seguita, infatti, è desunta dai livelli del videogame, in cui Alice, sopravvissuta all'agguato teso alla famiglia, decide di indagare sul virus trasmesso dall'umbrella corporation. Le scene narrative vengono accostate a quelle ad infrarossi e mostrano le avventure della donna e della sua valida squadra d'attacco, in un percorso a livelli costruito su piattaforme, un percorso che andrà ad oltranza, passando attraverso la lotta tra due figure femminili, fino ad arrivare allo stato di presunta quiete, lasciando il tema in sospeso. Azione e drammaticità le costanti del film, buono per la scenografia, nonostante la tematica cruda, contrariamente al film della 20th century fox, l'ultimo della rassegna, intitolato Vicini del terzo tipo, in cui l'azione dei vigilanti di quartiere è affiancata da comicità delle scene, anche grazie alla professionalità degli interpreti, tra cui Ben Stiller e Vince Vaughn. La decisione di formare la vigilanza di quartiere è nata dal desiderio di evadere dalla routine giornaliera per una sera a settimana, fino ad imbattersi in una stirpe sconosciuta, gli alieni. Da qui inizierà il vero lavoro dei vigilantes dell'Ohio, i quali si imbatteranno in svariate situazioni, affrontate in tono divertente ed esilarante, come accade in alcuni estratti della fantasy – commedia Iron Sky, in cui è narrato il ritorno dei nazisti sul globo terrestre. Esordio italiano per il test screening, campagna di valutazione dei film da parte del pubblico, importata dall'America e in vigore da quest'anno al festival di Catania. 
Antonella Salvucci e Leonardo Pieraccioni
Una rassegna di esordi cinematografici che ha accompagnato le serate della manifestazione, rendendole avvincenti e vissute tra azione e commedia, un delicato momento artistico, accompagnato dalla presentazione di Antonella Salvucci e dai professionisti avvicendatisi durante i quattro giorni catanesi, organizzati e diretti da Stefania Bianchi, che, insieme al professor Di Filippo, ha riconosciuto anche la valenza didattica del festival, ringraziando tutti i partecipanti.

mercoledì 3 ottobre 2012

TRAILERS FILM FEST..........le giornate del laboratorio creativo



É da poco terminata la decima edizione del festival dei trailer cinematografici, tenutasi a Catania e inaugurata al Monastero dei Benedettini mercoledì 26 settembre, dove cultura e cinema si sono fusi regalando al pubblico 4 giornate tese alla promozione del linguaggio video. Il Trailers Film Fest, concorso diretto in collaborazione con il dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università degli Studi della provincia siciliana e ideato dalla dottoressa Stefania Bianchi, presidente dell'associazione culturale Seven, è una manifestazione culturale celebrativa ricca di eventi, consistenti sia nelle rassegne dei trailer che nelle altre attività del Trailers Lab e del Trailers Première, che hanno consentito di entrare in contatto ravvicinato con i mestieri del cinema e con la produzione e distribuzione cinematografica, attraverso l'incontro con i vari professionisti del settore.


La giornata di inaugurazione ha visto una iniziale presentazione delle attività ad opera dei protagonisti, tra cui il team di Fandango, casa editrice e cinematografica, nonché televisiva, rappresentata dal direttore marketing e distribuzione Gianluca Pignataro, il quale ha diretto il workshop creativo di realizzazione della campagna di promozione di un film, costituita da trailer, manifesto e campagna virale, presentati durante la serata conclusiva. Alessandro Di Filippo, docente di storia e critica del cinema, ha spiegato le dinamiche lavorative, partendo dall'individuazione dei software utilizzati, tra cui première. Promozione audio-visiva durante tutta la mattinata, nel corso della quale è stato proiettato il film Diaz di Daniele Vicari, da cui si è notata la propensione della Fandango nel distribuire opere culturalmente significative, essendo il film la narrazione dei disastri accaduti a Genova nel 2001 all'interno dell'istituto Diaz, in occasione del G8. In particolare, il film verte sugli scontri tra polizia e manifestanti, costretti a vivere in prima persona le brutali violenze causate dagli anarchici del blocco nero, sui maltrattamenti e sulla morte di Carlo Giuliani. Configurandosi come documento e non documentario e rifuggendo da ogni volontà accusatoria, il film, uscito ad aprile, vuole essere manifesto di un particolare senso democratico del regista e non un atto di denuncia.
Nel corso della mattinata, si è entrati nel vivo del concorso attraverso la proiezione dei 30 trailers e pitch trailer, ad anticipando e, per tal vece, stimolando l'interesse del pubblico, l'incontro pomeridiano con il team OSA, istituto di orientamento allo spettacolo ed arti visive, introdotto dal presidente Giovanni Cavaliere, il quale ne ha presentato il progetto, diretto a favorire l'integrazione professionale grazie alle direttive e agli strumenti chiave forniti, indispensabili per accedere al mondo di cinema e fiction.

Il secondo giorno, la manifestazione si è aperta con la rassegna 10 anni di trailers filmfest, una proiezione in cui sono stati raccolti tutti i trailer che hanno vinto le passate edizioni. Testing Trailer con trailer in anteprima e incontro con Marco Innocenti hanno chiuso una mattinata, dimostratasi avvincente, per essere stata impostata come un viaggio tra memoria e attualità. Infatti, con il fondatore di Brivido&Sganascia Marco Innocenti, è stata condotta un'indagine approfondita sul mestiere del poster maker, professione volta alla realizzazione di manifesti e/o locandine cinematografiche, di cui lo stesso ha preparato una presentazione in fotogrammi, evidenziando una notevole varietà di colorazioni e ombreggiature a stimolare un diverso impatto negli spettatori, con una sistematica illustrazione a strati e una tematica concernente la pellicola. 












Il pomeriggio, invece, risultato davvero stupefacente, sia per le rassegne proposte, tra cui gli omaggi a Federico Fellini e ad Alberto Lardani, sia per la presenza del regista e attore toscano Leonardo Pieraccioni, il quale conquista il pubblico con l'elevatezza della sua preparazione, partendo certamente avvantaggiato dalle aspettative ma sbalordendo i presenti con gag esilaranti, tra cui quella su Massimo Ceccherini, non presente per via del catechismo del giovedì. Ha ricordato anche alcune fasi della sua carriera, sin dai suoi primi passi, tra cui il film i laureati del 1995, dando conferma della sua vena artistica, della sua comicità e del suo spirito di coinvolgimento. Nella fase conclusiva della seconda giornata del TrailersLab, è stato proiettato il documentario Venti Anni di Giovanna Gagliardo, protagonista dell'incontro il fascino del documentario, tenutosi il giorno seguente sempre all'Auditorium del Monastero, dove si è riusciti ad approfondire la professione del documentarista e il legame che si crea tra memoria storica e presente, dando la libertà di reinventare il passato ogni giorno.

La terza giornata ha voluto valorizzare anche l'aspetto sonoro del cinema, offrendo spazio all'incontro La musica come valore aggiunto con Federica Pierattelli, General Manager Universal Publishing Production Music Italy, la quale ha tenuto un dibattito sulla realizzazione delle colonne sonore dei film, presentazione sottolineata da alcuni esempi e metodi, sintetizzati con contributi video proiettati in anteprima mondiale. Secondo la professionista, la componente audio deve essere ben bilanciata con quella video, al fine di ottenere un prodotto composito e ben costruito. La musica, inoltre, è veicolatrice per eccellenza di emozioni, come si nota nell'ultimo promo proiettato, la cui scenografia è costituita da un acquario in una scena senza dialoghi, solo con la musica. Alla manifestazione è intervenuto tra gli altri, Marcello Foti, direttore generale del centro sperimentale di cinematografia, il quale, in funzione di un contributo tutto italiano al cinema in oltre 70 anni di storia, ha introdotto un video realizzato dagli studenti del centro, che illustra le attività dello stesso, tra cui lezioni di postura, di recitazione, corsi che permettono di affacciarsi al mondo del cinema con in possesso un titolo di studio, conseguito attraverso la realizzazione di un film al termine del biennio. Sin dalla sua fondazione, il centro ha sempre lavorato sul talento degli studenti e ad oggi vanta diverse sedi nelle principali città italiane, tra cui Roma, Milano, Palermo e Torino.
Federica Tremolada e Rodrigo Cipriani Foresio, rispettivamente partner manager di Youtube e presidente dell'archivio luce di Cinecittà, hanno presentato, invece, le potenzialità del motore di ricerca e condivisione video, ottimo strumento di promozione, su cui è sbarcato recentemente il collettivo dello storico archivio.

In definitiva, così come da citazione del professor Di Filippo, il Trailers Lab rappresenta una grande opportunità per avvicinarsi al mondo cinematografico e televisivo, e funge da guida nell'affrontare il percorso professionale, anche grazie al contributo di personaggi di spicco del settore stesso.