lunedì 24 settembre 2012

21/09/12 SPACE BUGS live Circolo Andrea Doria



Spettacolo, emozione, arte e musica: questi gli ingredienti della serata del 21 settembre, tenutasi a Roma presso il circolo Andrea Doria, in via del Baiardo. Evento di chiusura del circolo e di inaugurazione della stagione autunnale organizzato dal team O’live, formato da Tiziano Iosca, Andrea Agresta e Nicolò Castiglione, sempre attenti a dare spazio e libero sfogo all’arte e alla creatività giovanile. Grafic – arts con dipinti e graffiti hanno contornato l’evento di maggior attrazione, quello delle esibizioni musicali di due band romane, composte da giovani musicisti, anticipate dal momento musicale di Avi Gindratt, esibitosi in veste di solista chitarra e voce nel progetto intitolato Propaganda, da cui si nota una notevole dose di impegno esecutivo.
I primi a solcare il palco sono stati i sei membri degli Inna Cantina Sound che, dopo esser stati assenti dalla scena dei live per circa sei mesi, sono tornati a far sentire il loro sound tendente al raggae e allo ska, divertendo ed emozionando i partecipanti alla serata, coinvolgendoli e facendoli ballare senza sosta con alcuni loro pezzi, tra cui Io sono un Maya, La Fumo e Il maresciallo Sciallo, ciascuno introdotto da una presentazione tematica e strutturale.

Occhi puntati sul gruppo successivo, quello degli Space Bugs, giunti al loro ultimo concerto romano prima di intraprendere il tour negli United States of America. I ragazzi si sono presentati con la classica struttura costitutiva, a cui però sembra essere stato aggiunto qualche accorgimento, forse, effetto della carica per l’imminente tour che li vedrà solcare palchi importanti e che potrebbe assicurargli un posto di maggior rilievo nel panorama musicale, questa volta, internazionale. Il batterista Alessandro Cavallaro, general manager della band, ha confermato la sua decisa impronta e spinta ritmica in tutti i pezzi proposti, dei quali è anche autore di musiche e testi. Ad accompagnare la voce principale di Daniele Calabrò nell’esecuzione dei nove brani, tra cui Space Bug Junkie, The Whale Song e What is Soul, sono stati il rapper – cantante di origini americane Avi Gindratt e le due coriste, Heidi Li e Francesca Ngoc Lan Tran. 
Daniele Calabrò & Avi Gindratt







Heidi Li & Francesca Ngoc Lan Tran



















Durante l’intero svolgimento del concerto, Daniele ha dato sfogo a tutta la sua poderosità vocalica, acquisita grazie ad un’assidua preparazione, mentre Heidi ha confermato una certa costanza musicale. La prima corista, Francesca, invece, ha deliziato i presenti con le particolarità del suo timbro vocale soprattutto nel pezzo Annie, eseguito in qualità di prima voce. Struttura dei brani sottolineata dal basso di Fabio Gabbianelli, primo vero collaboratore del leader, il quale ha fatto sentire una marcata incisività strumentale nelle canzoni proposte, appartenenti all’album ufficiale Junk Cereal. Ricca forza melodica si è potuta reperire nel brano Faster, maggiormente dedicato alle chitarre di Leandro Fiacco e Marco Zitelli. Ingresso a sorpresa di Super Junko sull’ultimo pezzo Get off your ass, anticipato da Mothership Connections, eseguiti in chiave prettamente strumentale a livello melodico e ritmico.
Leandro Fiacco & Marco Zitelli

Entrambi i gruppi, interagendo con il pubblico, sono riusciti a rendere la serata culturalmente accattivante, grazie al linguaggio universale della musica. Lavoro incessante per il gruppo degli Space Bugs nella preparazione dell’american - tour, a partire dal loro assetto, con la sola chitarra di Marco Zitelli, il quale sembra non temere il lavoro quasi doppio che dovrà effettuare, nel quale, comunque, sarà affiancato da Fabio Gabbianelli, che ricoprirà l’assenza dell’altra chitarra attraverso l’uso della loop station. L’assetto vocale della band, invece, sarà costituito solo dall’americano Avi e dalla corista Francesca, tenuto conto dell’assenza di Daniele ed Heidi.
Alessandro Cavallaro












Nell’arduo compito, saranno affiancati anche dalla voce dello stesso leader, punto cardine della band, tanto per l’impronta ritmica decisa e intensa della sua batteria, quanto per essere stato il promotore del progetto artistico - musicale, da sempre    portato avanti con passione, diligenza e soprattutto coesione.


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