sabato 21 luglio 2012

FESTIVAL CULTURE GIOVANI............L'apertura dell'evento pescarese













Dopo una mattinata frenetica, incentrata sulla preparazione del setting e dei servizi annessi da parte dei responsabili della So.Ha e dei numerosi volontari, l’atmosfera suggestiva del parco dell’ex caserma di Cocco prende la conformazione di luogo di relax e di espressione giovanile libera e incondizionata. Oltre al palco, vengono allestiti numerosi gazebo, tra cui quello dedicato ai dibattiti aperti tra sindacato e spettatori, curato in prima persona da Roberto. Altro spazio rilevante è quello del video - box, in cui, oltre ad intervistare gli artisti, Matteo e i membri addetti danno la possibilità ai partecipanti di rilasciare un commento video sui concerti e sull’organizzazione dell’evento. Lo spazio dedicato agli aperitivi e all’Happy Hour è gestito da Mania, la quale coinvolge il pubblico con video proiettati sullo schermo gigante e con accompagnamento musicale costante, mentre quello dedicato al “food and beverage” è gestito da Lorenzo e Cristina e volontari annessi. Vi è anche uno stand dedicato alla So.Ha, associazione da sempre coinvolta e attenta alle politiche giovanili in atto, dove è possibile aderire all’associazione stessa e prendere visione delle tematiche che tratta, illustrate da Emilia e Federica. 

Alle ore 19, 00 circa prende il via il dibattito sulle problematiche del lavoro giovanile e sulla attuale precarietà dei contesti lavorativi. Ad esporre la propria idea sulla crisi e su come risolverla Mariapia Pizzolante, portavoce della rete TILT, Salvatore Marra di Giovani non più disposti a tutto, campagna di comunicazione della CGIL, Alessandro Addari, direttore della rivista QualeImpresa e Raffaele Mauro de Lo spazio della politica. Il confronto tra gli esponenti e il pubblico presente è moderato dalla giornalista Roberta Mancinelli, la quale guida nel dibattito i partecipanti che arrivano alla conclusione di una necessaria iniziativa dei giovani al fine della risoluzione dei problemi ma, dopo aver riacquistato piena fiducia nelle istituzioni perché “da soli non si va da nessuna parte”










Verso le ore 22,00 la coordinatrice della So. Ha, Giulia Mistichelli e Ilaria Sferrella aprono il palcoscenico alle esibizioni dei musicisti della serata, a cominciare dalla band dei Nectarines, composta da quattro membri, provenienti da Vasto, i quali, impostando un sound prorompente e deciso nei brani originali in lingua inglese, attraversano un viaggio musicale nel rock, anche riproponendo classici della musica, tra cui quelli dei Beatles e di Paul McCartney. Si nota un bilanciato assetto ritmico della band, sottolineato anche dalle singolari percussioni di Christian Piccoli. Notevole la duttilità e l'ecletticità degli altri musicisti, quali Angelo Malak Ciavatta, bassista e voce del gruppo, il chitarrista Saverio Tarantini e Fabio Tunini, chitarra e seconda voce. Il loro album dovrebbe uscire il 22 luglio e sarà un passaggio discografico fatto di originalità, aggressività, riflessione, tutte caratteristiche che notiamo nell’esibizione e nella versatilità di questi bravi musicisti. Il gruppo seguente è quello fondato da Giuliano Clerico, il quale vede la musica come una salvezza e si occupa anche della stesura dei testi dei brani. La scaletta proposta è una rivisitazione di vari generi, che vanno dal rock al blues, tutti interpretati in brani originali. Giuliano, artefice del progetto della band, dichiara di essere stato portato alla musica da una sua ricerca di evasione e dalla volontà di esprimere le emozioni che vive. Stimolato dall’ascolto di vari classici, è riuscito nel corso del tempo a costituire la sua idea di musica, fatta di molteplicità di apporti e riscontrata anche durante la serata, in cui si nota un notevole impegno dei quattro musicisti, improntati verso una delicata e continua ricerca di trasmissione emozionale al pubblico. La qualità principale della band è la rivisitazione dei generi e la proposizione dei pezzi in modo maturo e cosciente, essendo tutti adulti, quindi meno spensierati rispetto ai musicisti in erba.

A concludere la serata un dj – set de Imangiadischi, i quali regalano al pubblico l'emozione e il coinvolgimento finali della prima giornata del Festival, offrendo una motivazione in più a seguire le altre due date dell'evento.

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