lunedì 11 giugno 2012

UNCLE FRANK & THE BUDOL BOYS.....la serata rockabilly al Muzak di Roma


Dopo aver ospitato il gruppo funky degli Space Bugs, il Muzak di Roma Testaccio, in data 9 Giugno 2012, dà spazio ad una serata di tema Rock ‘n Roll anni 50/60, reinterpretato in chiave moderna dal gruppo Uncle Frank & The Budol Boys, composto da cinque musicisti provenienti dai Castelli Romani. Tommaso Fiore, detto Tommy Brown, è la voce e chitarra ritmica del gruppo; al basso troviamo Marco Mastrantonio, detto Marc J Salton e Al De Right, in realtà Alberto De Righi, è il chitarrista solista; Hank Max Williamson, Massimo Mazzetti, figura alla batteria e infine Franco Cocchi, lo zio Frank, è il pianista. Le origini del gruppo risalgono al 2008 e inizialmente era formato solo da Massimo e Marco, fino ad arrivare all’anno 2009, quando entrano nella formazione anche Tommaso e Alberto. La svolta arriva nel 2010, con l’ingresso nella band dello zio Frank, allorché l’impianto sonoro si sposta da rock e blues verso lo stile rockabilly, data la predisposizione dei ragazzi per il rock’n roll. La loro è una musica del presente, passato e futuro e per questo i cinque non sentono l’esigenza di realizzare dischi, in quanto si presentano come cover band di pezzi reinterpretati. Gli artisti prevalentemente riportati sono Elvis Presley, Johnny Cash, Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Muddy Waters e Carl Perkins. 27 i brani eseguiti più altri quattro su richiesta del pubblico, molto coinvolto e appagato per tutta la durata dello spettacolo. Tra i pezzi più celebri Jhonny Be Good e Be Bop A Lula, con cui i ragazzi riescono a trasmettere agli spettatori tutta l’emozione che essi provano nel suonare questi brani famosi della tradizione musicale intercontinentale. Proprio il reinterpretare e l’adattare i pezzi in chiave moderna costituisce l’aspetto di originalità espressiva ed esecutiva del gruppo che realizza pezzi rivisitati e moderni tutti da ballare.

Dopo il sound – check, da subito la band dà alla serata, svoltasi nel cuore del quartiere Testaccio di Roma, una netta impronta rock, sottolineando i bassi e le percussioni dei brani, uniti al suono più diluito del piano e delle chitarre. Molto buono tutto l’assetto strumentale e anche le doti vocali del cantante, il quale scandisce i temi dei brani con le vibrazioni delle corde della chitarra e con l’armonica. Alberto e Marco fungono anche da voci di supporto in alcune parti dei brani, contornati da un suono che appare sprezzante e ricco di energia compositiva e ritmica. Davvero uno sbalorditivo assetto ritmico mantenuto da tutti i componenti del gruppo, a partire dalle buone percussioni della batteria, passando attraverso i limiti imposti dalle chitarre, fino ad arrivare alla tonalità melodica accentuata dal piano e dalla stessa voce di Tommaso. La voce di Tommy si fa portatrice dell’idea di divertimento in cui coinvolgere tutti gli ascoltatori … infatti i ragazzi vogliono divertirsi facendo divertire il pubblico, scopo principale e comune di questi musicisti, i quali rendono il volume dello show accattivante e la gioia del pubblico offre loro uno stimolo a spingere di più con il sound. 
 
Deliziosa serata di musica dal vivo, accompagnata da bravi musicisti, i quali regalano agli ascoltatori un emozionante momento di incontro musicale con il rock del passato, in cui è possibile notare anche un confronto di tipo generazionale degli spettatori. Notevole l’impegno dei componenti nel riportare alla luce canzoni celebri, in realtà mai dimenticate, che hanno fatto la storia del Rock.

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