sabato 30 giugno 2012

LU DISTINE CUSCE E SCUSCE.......in scena al teatro Comunale di Città Sant'Angelo



La Fondazione Nicola Polidoro di Città Sant’Angelo ha organizzato per il 29 e 30 Giugno 2012, presso il Teatro Comunale della città la messa in scena di “Lu distine cusce e scusce”, commedia tratta dalla produzione dell’autore angolano Alessandro Berarducci, morto nel 1971 a causa di un incidente stradale. Si tratta di un viaggio verso la presa di consapevolezza dei personaggi della propria situazione, a cui si giunge per mezzo di riflessioni esistenziali velate. Divisa in tre atti, la commedia risulta essere essenzialmente costituita da due situazioni drammatiche, quali la cecità di Donna Custanze e il malessere di Lisette, in seguito alla violenza subita da Don Bernarde.
In particolare il primo atto si svolge nella casa di Mastro Giacinde, adibita a sartoria, dove si trova anche Lurenze, addetto alla cucitura a macchina, oltre alla fedele serva za Ritucce. Nel secondo, invece, siamo nella casa di Don Bernarde, il quale si trova con la moglie, Custanze e con Lisette, ingaggiata dal nobile con inganno per badare alla moglie, ormai cieca a causa di una malattia. Infine la scena del terzo atto si svolge nella casa di Lisette, tornata dalla famiglia dopo le violenze subite. Una delle figure più riflessive e più identificative del dramma è quella di za Mamenghe, che, presente in tutti gli atti, usa la stregoneria per decidere il corso del destino e degli eventi e infatti prepara per Lisette un intruglio di erbe della montagna per farla abortire, causandone invece la morte. Altra immagine riflessiva è quella che ci viene dall’analisi dei comportamenti e della personalità di Mastro Giacinde, in quanto sarà proprio lui a chiudere lo spettacolo con la frase “lu distine cusce e scusce, attacc e stacc”, dando un senso di continuum al dramma stesso.
Si tratta di un accostamento di dramma e commedia, in quanto le situazioni drammatiche vengono rese in tono comico, denotato anche dal dialetto abruzzese, vera peculiarità della messa in scena che pervade e allieta la serata angolana. Ottima l’immedesimazione nei personaggi, sottolineata anche da un buon accostamento scenico della compagnia, a segnalare un’attenta regia del dramma. Notevole, inoltre, il successo dello spettacolo, anche grazie a bravi attori, i quali mostrano una buona dose di impegno nella “finzione” teatrale, aspetto che certamente sarà incrementato ancor di più con i prossimi spettacoli che li vedranno protagonisti.


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