sabato 30 giugno 2012

Antonella Palermo presenta il libro di poesie intitolato "Le stesse parole"



Presso la Casa delle Letterature di Roma, in piazza dell'Orologio, durante il pomeriggio del 26 Giugno 2012, è stato presentato “Le stesse Parole”, primo libro di poesie di Antonella Palermo, giornalista di Radio Vaticana.
A presiedere il pomeriggio – incontro tra scrittrice e pubblico, due relatori, Alberto Toni ed Elio Pecora, chiamati dalla stessa Antonella per l'evento, una presentatrice e l'attrice di teatro Cristina Del Sordo, la quale ha recitato alcuni dei componimenti. Alberto Toni dichiara di aver provato estremo piacere quando ha ricevuto l'invito perché, dopo aver letto il summus di componimenti, ha trovato alcune caratteristiche nell'autrice degne di nota, come quella della costanza e della misura del verso, riscontrabile nelle composizioni, in cui le varietà tematiche spaziano dall'amore fino ad arrivare alla fratellanza. I temi, tutti improntati sul sentimento, portano ad una contemplazione dell'ideologia dello stesso, vissuto in ottica di profondo rispetto di sé stessi, attraversando “schizzi della memoria”.. Sottolineato il potere della poesia nel distendersi e nel districarsi in una ricchezza del verso che sfocia, allo stesso tempo, in un'essenzialità compositiva, caratteristica che permette a un pubblico più vasto di entrare a contatto con l'opera, in cui si nota un uso concreto delle metafore, immagini utilizzate per rendere tematiche serie, presenti nelle poesie che sembrano essere ripescate dall'ermetismo del 900 e immerse nella contemporaneità, dopo essere state rivisitate, reinterpretate e concretizzate, attraverso l'uso di temi riflessivi e ironici che rimandano anche a Cardarelli e a Foscolo. É un libro completo e risolto, senza alcuna sfumatura, ricco di suggestioni e proveniente da spunti molteplici che danno vita a poesie unite forse per fronteggiare il difficile periodo storico che sta vivendo l'umanità in questi tempi e la controversa consapevolezza di sé stessi che gli individui tendono ad avere.
Elio Pecora ci fa notare la forma e la sostanza delle parole, concise tra esse e tendenti a esplicitare il dolore, la pacatezza e la spietatezza. Sono versi endecasillabi costruiti ognuno per proprio conto, melodici e ritmici allo stesso tempo, in cui vige una sorta di impressionismo, in cui il relatore denota anche i temi della scelta, della negazione, dell'animo, del sacro e di Dio. La poesia nasce dall'educazione dell'orecchio, educazione volta a commuovere, nel senso di muovere dentro e non di far piangere.
In conclusione, il libro può essere considerato un testo di impatto che va letto attentamente, essendo un libro onesto, fatto di poesie tenute nel cassetto da alcuni anni e che attendevano solo maggior coraggio dell'autrice, la quale considera la poesia come un urlo, un'urgenza e una necessità, mostrandosi anche umile nella dichiarazione insita nel verso “sono pronta a nascere”, denotando la sua condizione di riflessione, espressa anche nel componimento “Silenzio”, considerato momento riflessivo ad - hoc.

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