sabato 30 giugno 2012

LU DISTINE CUSCE E SCUSCE.......in scena al teatro Comunale di Città Sant'Angelo



La Fondazione Nicola Polidoro di Città Sant’Angelo ha organizzato per il 29 e 30 Giugno 2012, presso il Teatro Comunale della città la messa in scena di “Lu distine cusce e scusce”, commedia tratta dalla produzione dell’autore angolano Alessandro Berarducci, morto nel 1971 a causa di un incidente stradale. Si tratta di un viaggio verso la presa di consapevolezza dei personaggi della propria situazione, a cui si giunge per mezzo di riflessioni esistenziali velate. Divisa in tre atti, la commedia risulta essere essenzialmente costituita da due situazioni drammatiche, quali la cecità di Donna Custanze e il malessere di Lisette, in seguito alla violenza subita da Don Bernarde.
In particolare il primo atto si svolge nella casa di Mastro Giacinde, adibita a sartoria, dove si trova anche Lurenze, addetto alla cucitura a macchina, oltre alla fedele serva za Ritucce. Nel secondo, invece, siamo nella casa di Don Bernarde, il quale si trova con la moglie, Custanze e con Lisette, ingaggiata dal nobile con inganno per badare alla moglie, ormai cieca a causa di una malattia. Infine la scena del terzo atto si svolge nella casa di Lisette, tornata dalla famiglia dopo le violenze subite. Una delle figure più riflessive e più identificative del dramma è quella di za Mamenghe, che, presente in tutti gli atti, usa la stregoneria per decidere il corso del destino e degli eventi e infatti prepara per Lisette un intruglio di erbe della montagna per farla abortire, causandone invece la morte. Altra immagine riflessiva è quella che ci viene dall’analisi dei comportamenti e della personalità di Mastro Giacinde, in quanto sarà proprio lui a chiudere lo spettacolo con la frase “lu distine cusce e scusce, attacc e stacc”, dando un senso di continuum al dramma stesso.
Si tratta di un accostamento di dramma e commedia, in quanto le situazioni drammatiche vengono rese in tono comico, denotato anche dal dialetto abruzzese, vera peculiarità della messa in scena che pervade e allieta la serata angolana. Ottima l’immedesimazione nei personaggi, sottolineata anche da un buon accostamento scenico della compagnia, a segnalare un’attenta regia del dramma. Notevole, inoltre, il successo dello spettacolo, anche grazie a bravi attori, i quali mostrano una buona dose di impegno nella “finzione” teatrale, aspetto che certamente sarà incrementato ancor di più con i prossimi spettacoli che li vedranno protagonisti.


Antonella Palermo presenta il libro di poesie intitolato "Le stesse parole"



Presso la Casa delle Letterature di Roma, in piazza dell'Orologio, durante il pomeriggio del 26 Giugno 2012, è stato presentato “Le stesse Parole”, primo libro di poesie di Antonella Palermo, giornalista di Radio Vaticana.
A presiedere il pomeriggio – incontro tra scrittrice e pubblico, due relatori, Alberto Toni ed Elio Pecora, chiamati dalla stessa Antonella per l'evento, una presentatrice e l'attrice di teatro Cristina Del Sordo, la quale ha recitato alcuni dei componimenti. Alberto Toni dichiara di aver provato estremo piacere quando ha ricevuto l'invito perché, dopo aver letto il summus di componimenti, ha trovato alcune caratteristiche nell'autrice degne di nota, come quella della costanza e della misura del verso, riscontrabile nelle composizioni, in cui le varietà tematiche spaziano dall'amore fino ad arrivare alla fratellanza. I temi, tutti improntati sul sentimento, portano ad una contemplazione dell'ideologia dello stesso, vissuto in ottica di profondo rispetto di sé stessi, attraversando “schizzi della memoria”.. Sottolineato il potere della poesia nel distendersi e nel districarsi in una ricchezza del verso che sfocia, allo stesso tempo, in un'essenzialità compositiva, caratteristica che permette a un pubblico più vasto di entrare a contatto con l'opera, in cui si nota un uso concreto delle metafore, immagini utilizzate per rendere tematiche serie, presenti nelle poesie che sembrano essere ripescate dall'ermetismo del 900 e immerse nella contemporaneità, dopo essere state rivisitate, reinterpretate e concretizzate, attraverso l'uso di temi riflessivi e ironici che rimandano anche a Cardarelli e a Foscolo. É un libro completo e risolto, senza alcuna sfumatura, ricco di suggestioni e proveniente da spunti molteplici che danno vita a poesie unite forse per fronteggiare il difficile periodo storico che sta vivendo l'umanità in questi tempi e la controversa consapevolezza di sé stessi che gli individui tendono ad avere.
Elio Pecora ci fa notare la forma e la sostanza delle parole, concise tra esse e tendenti a esplicitare il dolore, la pacatezza e la spietatezza. Sono versi endecasillabi costruiti ognuno per proprio conto, melodici e ritmici allo stesso tempo, in cui vige una sorta di impressionismo, in cui il relatore denota anche i temi della scelta, della negazione, dell'animo, del sacro e di Dio. La poesia nasce dall'educazione dell'orecchio, educazione volta a commuovere, nel senso di muovere dentro e non di far piangere.
In conclusione, il libro può essere considerato un testo di impatto che va letto attentamente, essendo un libro onesto, fatto di poesie tenute nel cassetto da alcuni anni e che attendevano solo maggior coraggio dell'autrice, la quale considera la poesia come un urlo, un'urgenza e una necessità, mostrandosi anche umile nella dichiarazione insita nel verso “sono pronta a nascere”, denotando la sua condizione di riflessione, espressa anche nel componimento “Silenzio”, considerato momento riflessivo ad - hoc.

giovedì 28 giugno 2012

ICEBERG.....Caro Tornado (2012)



Primo lavoro del gruppo pavese, composto da tre musicisti insieme dal 2008, i quali, dopo svariate esibizioni dal vivo in giro per il nord Italia, elaborano l’album con una netta carica di stile rock, con cui rievocano emozioni passate e contemporanee. Alessandro Mogni, nel ruolo di primo cantante e chitarrista, Renzo Carbone, bassista e seconda voce e Marco Monga alla batteria danno al disco di debutto un’impronta decisamente marcata e personale.

Decisa propensione per la melodia nelle 9 tracce, in cui le tematiche spaziano dal rock alternativo misto ai suoni indie. Atmosfere incandescenti e cariche di entusiasmo in Per Favore Dillo tu al diavolo, in cui si notano notevoli tratti noise, fino ad arrivare alle note cantautorali presenti in Per un attimo mi avresti voluto morto ed in In piena; si passa per il rock ‘n’ roll di Nagasaki Blues e attraverso tensioni in sospeso del brano Clima, caratteri che delineano un debutto discografico in bilico tra melodie avvolgenti, stile punk e noise, ricco di spontaneità artistica, effetto delle registrazioni esclusivamente live.

Il lavoro, convincente e genuino, mostra però poca aggressività sonora e scarsa duttilità vocale, aspetti che certamente saranno migliorati durante il cammino di maturazione artistico – musicale, a partire dalle esibizioni live.
Tracklist:
1.Caro Tornado
2.Per Favore Dillo Tu al Diavolo
3.Dosati Meglio
4.Clima
5.Nagasaki Blues
6.Per Un Attimo Mi Avresti Voluto Morto
7.In Piena
8.Ercole
9.F





martedì 26 giugno 2012

Festa dell'Unità...... serata - spettacolo presso le Terme di Caracalla


In occasione della festa dell’Unità del 24 Giugno 2012, organizzata presso le terme di Caracalla a Roma, sul vasto palcoscenico allestito si sono esibiti giovani musicisti talentuosi che hanno regalato al pubblico presente una deliziosa serata di divertimento e di svago, attraverso un viaggio nella musica rock.
Alla fine del match Italia – Inghilterra, la scena è stata nella prima parte rallegrata dal gruppo rockabilly Uncle Frank and the Budol Boys, i quali hanno proposto un vasto repertorio davvero particolare. Il pubblico, assai divertito e coinvolto, ha dato, come sempre accade, la carica ai ragazzi e lo stimolo a “spingere” sempre di più con la musica. Passando dalla reinterpretazione e dal riadattamento di brani di artisti famosi, tra cui Elvis Presley, si è giunti alla riproposizione di pezzi fiammeggianti della tradizione rock, tutti da ascoltare e ballare con energia. I 5 musicisti, già visti sul palco del Muzak, sala prove situata in zona Testaccio a Roma lo scorso 9 Giugno, prima dello show hanno affermato di essere concentrati e non emozionati, come invece si sarebbe potuto immaginare, vista la location suggestiva del concerto. Non si tratta solo di buona musica, ma anche di un “unicum” tra spettatori, i quali ballano incessantemente come se l’adrenalina dei musicisti fosse giunta sino a loro, e show, caratterizzato anche dall’immedesimazione dei membri del gruppo nei 16 pezzi proposti. Le loro esibizioni sono una continua sorpresa, poiché, nonostante alcuni brani della scaletta siano ripetuti, riescono ad accompagnare il pubblico nel viaggio musicale curando di volta in volta una scenografia diversificata, a seconda delle emozioni che gli stessi provano in quel preciso istante.
Dopo aver riscaldato adeguatamente il pubblico, il cantante Tommaso Fiore, il chitarrista Alberto De Righi, il bassista Marco Mastrantonio, il pianista Franco Cocchi e il batterista Massimo Mazzetti hanno lasciato il palco agli “Sprained cookies”, i quali, composti dalla cantante Cecilia Frusciante, dal bassista - chitarrista Corrado Maria De Santis e dal batterista Fabrizio Colella, hanno proposto circa otto pezzi originali di matrice rock anni ’60 e blues psichedelico. Insieme da tre anni, questi ragazzi collaborano alla realizzazione dei pezzi tramite internet e skype, essendo la cantante beneventana e i due ragazzi romani. Ciò che spinge questi bravi musicisti ad andare sempre avanti e far meglio è la passione comune per la musica, incentivata anche dalle esibizioni nel Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, nonché dalla vittoria di alcuni concorsi nazionali, preceduti dall’uscita di un primo lp di 5 pezzi di circa tre anni fa.
Complessivamente, la serata, nonostante il poco spazio dato ai due gruppi esibitisi, è stata davvero una valorizzazione dell’aspetto creativo di questi musicisti, i quali sono riusciti ad emozionare il pubblico attraverso una rassegna di pezzi celebri della musica rock ‘n’ roll degli anni ’50 - ’60 e di pezzi originali. L’originalità, comunque, è stata espressa degnamente anche dal primo gruppo con il riadattamento e la reinterpretazione dei brani, tra cui spiccano “That’s all right” di Elvis, “Mojo Working” di Muddy Waters, con cui i 5 hanno realizzato anche il sound – check iniziale per l’accordo degli strumenti.

lunedì 25 giugno 2012

I DOPPIO MALTO ACUSTICO all'Hungry Bogart



Durante la serata di sabato 23 Giugno 2012, presso l’Hungry Bogart, associazione culturale sita in Borgo Pio, Roma, si sono esibiti i Doppio Malto Acustico, presentando pezzi che hanno fatto la storia della musica internazionale, in versione rivisitata e riadattata. Nella prima prima parte dello show è stato possibile ascoltare canzoni celebri della musica rock, tra cui quelli dei Red Hot Chili Peppers e dei Pearl Jam, riproposte in chiave acustica dalla voce di Roberto Giovannetti, accompagnato in modo eccellente da Gaetano Barba. Nel loro repertorio brani, tra gli altri, degli Afterhours, degli Ossigeno e di Chris Cornell, oltre a quelli dei Pearl Jam e di Laika Stone. 
 

Il gruppo si è configurato come duo da settembre 2009, dopo lo scioglimento del quartetto che Gatto e Rob, amici di vecchia data, avevano formato nel 2003 con il batterista Sandro e il bassista Alessio. Attualmente i “Doppio Malto Acustico” si avvalgono anche della collaborazione di Simona Aceto, pianista ed Anastasia Contino, con cui il repertorio si allarga anche verso la musica pop. 

La seconda parte dello spettacolo ha visto proprio Anastasia cantare al fianco di Gaetano pezzi di Anouk, di Alicia Keys e di Adele, oltre a quelli di Justin Timberlake, di Noemi e di Lady Gaga, tra cui Poker Face, tratto dall’album The Frame della cantante americana. Notevoli le qualità vocali di Anastasia, in cui una netta dolcezza nella riproposizione dei brani ha dato alla serata un tono di relax e di stand – off(stallo); Roberto, invece, ha confermato, oltre alla capacità di estendere la voce, anche la sua notevole poderosità vocalica, caratteristica particolarmente notata nell’ultimo pezzo proposto, in cui i tre musicisti si esibiscono tutti insieme davanti al pubblico, davvero soddisfatto dalla rassegna musicale, accompagnata costantemente da Gaetano, il quale è riuscito ad armonizzare il tutto con la chitarra, nonché con l’uso della loop station, partecipando in alcune parti della serata – spettacolo anche a incrementare il volume vocale dell’esibizione.
Davvero una serata particolare che ha sottolineato nuovamente la propensione dell’Hungry Bogart ad organizzare eventi artistico - culturali, in cui promuovere la libera rappresentazione della propria creatività, spaziando da serate di musica dal vivo a giornate di mostre fotografiche ed altro.

sabato 23 giugno 2012

WRONG ON YOU.....il progetto solista di Marco Zitelli



Disponibile on-line la playlist che introduce il progetto solista di Marco Zitelli intitolato “Wrong on you”!, aperto circa 2 mesi fa e volto a una continua ricerca della melodia che emerge dallo stile compositivo di tipo essenzialmente  soul. Nove tracce registrate interamente a casa con ausilio di pc, scheda audio e microfoni, pubblicate su Sound Cloud all’indirizzo http://soundcloud.com/marco-46, realizzate in ordine  cronologico e composte per puro divertimento, sottolineato anche dalle svariate esibizioni live e dalle prime sessioni di registrazione, le quali continueranno per realizzare un disco vero e proprio. Aderisce al progetto, finalizzato a suscitar emozioni negli ascoltatori, anche il chitarrista Emanuele Presciuttini, scelto per la sua inventiva di impronta post - rock da Marco, il quale sottolinea le sue qualità vocali configurandosi come unica voce dei pezzi. Toni cauti e sonorità dolci tenuti nei brani che delineano un tema prettamente riflessivo. È uno stile diverso dal solito, una combinazione di influssi vari e differenziati dei due musicisti, ritmati da una drum machine, anziché da una vera e propria batteria.

In particolare Marco Zitelli, ispirato dal genere metal e hard rock sin dagli inizi del liceo, è un giovane musicista e cantautore italiano. La sua espressività musicale è costituita da una continua ricerca di armoniosità e attenzione verso melodia e sperimentazione, espressione che coincide con quella di se stesso e del suo spirito. Si tratta del suo primo lavoro in veste di solista, in cui si cimenta anche come cantautore, forte della sua maturazione artistico – musicale acquisita anche nel gruppo funky di Roma Space Bugs, in cui milita da anni in veste di chitarrista solista.
Emanuele Presciuttini, invece, nato a Frascati, sin da piccolo viene spinto verso la passione musicale dai genitori e dal fratello. Dopo aver preso lezioni di pianoforte per 5 anni, si sposta verso il genere folk con la chitarra, mosso dalla passione per i pezzi di Bob Dylan e di Nick Drake. Dopo aver fondato con amici una cover band, il ragazzo capisce la sua distanza dall’impostazione cover e la sua propensione a suonare solo ciò che esce da sè stesso, motivazione fondamentale che lo ha portato alla decisione di collaborare con Marco nel progetto Wrong on you.                                           

Il lavoro, nonostante vi sia il limite imposto dai mezzi usati per i recording, sembra essere ben anticipato da questa playlist iniziale che dà il via ad un cammino di maturazione e assestamento dei giovani musicisti, da perseguire con impegno e estrema costanza.

Tracklist 
  1. Man
  2. Side 
  3. Under the rain 
  4. Trip 
  5. When the drum machine meets Clara 
  6. Talking about Niandra LaDes...    
  7. Angel II 
  8. L.s.f 
  9. Life            

martedì 19 giugno 2012

THE MANIACS........."Cattive madri" (2012)


Secondo album del trio milanese, tornato dopo otto mesi di ritiro artistico con un nuovo lavoro ricco di novità e sorprese che sicuramente entusiasmeranno il pubblico di ascoltatori. La prima di esse è il passaggio al cantato italiano a differenza dell'album di debutto in inglese e del successivo lp dal titolo Material. Ottimo il successo tra la critica e la stampa italiana ed europea per il gruppo meneghino, composto da Riccardo Danieli alla chitarra, Davide D’Addato alla batteria e Cisco Molaro al basso. Successo incrementato anche con l’attività live in giro per l’Italia, con più di cento concerti sul territorio, durante i quali hanno diviso il palco con vari gruppi, tra cui i Bud Spencer blues explosion, i The Fire e gli Odm.
14 canzoni delineano un disco denso di energia e di buone intuizioni che viaggia con un approccio più blues a differenza del lavoro di esordio, più punk. Nel nuovo lavoro si notano un più sapiente uso della chitarra sottolineato da riff taglienti, ritornelli ammiccanti e ritmi incalzanti, quasi a delineare una tematica di maggior aggressività compositiva. In particolare nella canzone manifesto del lavoro dal titolo “Il lungo addio” notevoli sono le distorsioni chitarristiche, come se si volesse innalzare un netto muro sonoro; sonorità alternative rock nella canzone di apertura “Scivola via”, di cui a Maggio è stato proposto il video clip per l’attività di promozione del nuovo progetto. Invece in “Aria” la chitarra crea un effetto onirico e rende il pezzo più placido; a chiudere l’album il pezzo più sperimentale “Doppio sogno”, composto da voci e pulsazioni in opposizione.
Complessivamente il lavoro riesce a proporre alcune canzoni che meritano un ascolto non superficiale, nonostante la poca cura delle parti vocali conferiscano al disco poco spessore nell’attuale panorama artistico – musicale.

Tracklist
  1. Scivola via
  2. Il lungo addio
  3. Se tutti urlano
  4. L’imperatrice
  5. Intermezzo #1
  6. Le cattive madri
  7. Bellezza
  8. Odio
  9. Tu eri, io Ero
  10. Intermezzo #2
  11. Mi sembra di impazzire
  12. Danza Macabra
  13. Aria
  14. Doppio Sogno


lunedì 18 giugno 2012

MONTEPULCIANO live a Pescara.......17/06/12



La serata di domenica 17 giugno si svolge all'insegna della musica e del divertimento nei pressi della Chiesa dello Spirito Santo di Pescara. I giovanissimi ragazzi del gruppo dei Montepulciano regalano ai presenti, in occasione del trentesimo anno di attività del gruppo scout di Pescara, fondato nella Chiesa suddetta, un'esibizione davvero entusiasmante che si rivela essere una sorta di “collaudo” per il tour estivo che la band intraprenderà molto presto. I sei musicisti abruzzesi porteranno in giro la musica del gruppo pugliese dei Negramaro, di cui si fanno portavoce da anni, spinti dalla passione per il sound. Tra i brani interpretati dalla band pescarese durante la serata “Mentre tutto scorre”, eseguita diligentemente da tutti i componenti, tra cui Daniele Giancola, cantante, il quale ricalca il timbro vocale di Giuliano Sangiorgi; troviamo poi Moreno Di Toro e Manuel Rapino alle chitarre riescono ad accompagnare la serata sottolineando le loro capacità strumentali; Vincenzo Di Sciullo al basso mostra e conferma le proprie peculiarità musicali, strumentalizzando le parti più riflessive e costitutive dei brani, incentivate anche dalle tastiere con cui Mario Verna riesce ad agevolare il suono, rendendolo ancor più dolce ed esplicativo dell'idea di musica come divertimento; infine Daniele Fabiano con la batteria scandisce il ritmo dei brani eseguiti e sottolinea le parti percussive dei pezzi. Circa 19 i brani proposti, tra cui, oltre alla celebre “Mentre tutto scorre”, “Casa 69”; “Meraviglioso”, dedicata agli spettatori, a cui i membri della band rivolgono i loro ringraziamenti, mostrandosi molto umili; “Londra Brucia”, ultimo singolo dei Negramaro, trasmesso in radio ultimamente; “Quel matto sono io”, dedicato al chitarrista Manuel Rapino, il quale stupisce il pubblico con riff notevoli ed eccellenti; “Solo per te”, in cui si notano i forti attacchi vocalici del cantante; “La distrazione”, dedicata al bassista Vincenzo Di Sciullo, il quale mostra costantemente le sue abilità di accompagnamento; “Io non lascio traccia” è il pezzo dedicato a Moreno Di Toro, il quale si esibisce alternandosi con due diverse chitarre; “Cade la pioggia” e “Via le mani dagli occhi” sono i brani con cui i ragazzi sembra che vogliano infondere una netta carica emotiva al pubblico di ascoltatori.

Davvero un'esibizione significativa, in cui i Montepulciano si mostrano entusiasti del loro operato e, gratificati dell'impegno che immettono in tutte le loro esibizioni, danno conferma del loro talento artistico – musicale, fornendo una serata – spettacolo ai presenti, i quali appaiono molto coinvolti, soprattutto i più giovani, a cui lo stesso cantante Daniele Giancola passa il microfono più volte, facendo anche cantare una strofa del brano dedicato alle donne presenti “Basta così” a Benedetta, ragazza appartenente al gruppo scout della Chiesa.
Una serata di “allenamento”, in cui comunque è stato necessario dar conferma delle proprie qualità al pubblico, ora probabilmente incentivato ancor di più a seguire i ragazzi nelle tappe del tour in giro per l'Abruzzo e per altre località d'Italia, come quella conclusiva a San Severo (FG).



domenica 17 giugno 2012

HAZY NIGHT..............al Teatro Immediato di Pescara



Dal 15 al 17 giugno 2012 in scena al Teatro Immediato di Pescara, Ezio Budini dirige, affiancato dallo scenografo Francesco Vitelli, la messa in scena dell'opera liberamente tratta dalla produzione drammaturgica di Harold Pinter, autore deceduto nel 2008 a Londra. Il riadattamento da parte della compagnia si individua nell'opera di collage dei vari temi trattati da Pinter, disposti e differenziati in un unico contenitore, quello del locale notturno. Hazy Night è la notte confusa, confusione che nasce dalla rappresentazione di disparate situazioni sullo stesso palco, scandite ed evidenziate dallo spostamento focale della luce. Tra i vari sketch coesistenti notiamo una coppia di ragazze dark, turbate dall'incalzare del tempo e della vita; una coppia di sposi che rivive, nel ricordo, le situazioni iniziali del loro incontro; una coppia di operai che tramano un complotto nei confronti del loro capo e di sua moglie, complotto scandito dalla frase “neanche immagina quello che gli faremo”; un uomo ridotto allo stremo dall'amore per una donna vista una volta soltanto; una dottoressa e la sua assistente che discutono sull'imprevisto parto di una paziente. Riflessioni e dialoghi a rotazione tra i vari personaggi, alcuni dei quali sopraggiungono sulla scena man a mano che il susseguirsi degli eventi procede temporalmente. I dialoghi si trovano in un rapporto ben enfatizzato con i ragionamenti sulla sfera quotidiana della vita, sulla propria situazione e condizione e sulla realtà. Tra le varie situazioni spicca quella di Betty, ragazza solitaria incompresa che torna più volte sulla scena, rivelandosi forse la protagonista principale in quanto, vista inizialmente in disparte, sarà proprio lei a concludere tutta la narrazione, destando una sorpresa nel pubblico, accorso numeroso per l'evento.
Il tutto si svolge in un tono divertente ed esilarante facendo breccia nel pubblico e regalandogli una serata emozionante, accompagnata da un costante e dignitoso sottofondo musicale che spazia dal genere soul al blues. Emozione conferita agli spettatori dai giovanissimi attori, i quali scandiscono un perfetto rapporto tra dialoghi dei personaggi della scena e sensazioni risultanti dallo spettacolo, da considerarsi davvero entusiasmante e ben riuscito, anche grazie alla minuziosa regia degli sketch scenici e alla bravura degli stessi attori, guidati diligentemente e con esperienza nella finzione drammatica, qualità valorizzate da un meritatissimo applauso finale.

mercoledì 13 giugno 2012

DAVIDE VETTORI....le riflessioni sulla vita nel primo album dell'artista di Treviso



Primo album dell’artista trevigiano, pubblicato per l’etichetta Garage Records e distribuito da Audioglobe dal 21 Maggio 2012. Si tratta di un album che fa ballare, con un ritmo quasi meccanico in cui risuonano i testi non scontati e reali che costituiscono le tracce.  
Visione cosmetica è la vita ripiegata su se stessa, chiusa dentro un pc, visto come unico mezzo di scambio e comunicazione interpersonale; è il tempo che sfugge di mano, il mondo che procede alla rovescia ed infine la volontà di potenza e controllo totale da parte dell’uomo nei confronti della propria vita.

13 canzoni in cui si narra l’estetica ed i luoghi comuni che diventano la parte preponderante. L’album mette a nudo l’uomo in quanto essere mediocre e vittima di una solitudine collettiva che porta ogni individuo ad essere uguale agli altri. Perdita del contatto con la realtà narrata in Personal computer e gli alibi dietro cui ci si nasconde per giustificarsi in Morire a metà. L’uomo risulta essere omologato a tutti i suoi simili in Tutti uguali e ne La distrazione si nota un sound leggero incentivato da tonalità cupe.

Davide Vettori è nato nel 1981 e, oltre ad essere cantante si occupa della stesura di racconti e poesie, di visual – grafic, di video – art e di mostre di arte contemporanea. Negli ultimi anni ha condiviso il palco con i Planet Funk, Fu Manchu, Frankie Hi Nrg, Captain Mantell, The Zen Circus, Ex Otago e I Cani.
Tracklist:
  1. Connessioni
  2. Personal Computer
  3. Causa d’effetto
  4. Morire a metà
  5. Visione Cosmetica
  6. Progresso e memoria
  7. Il vizio
  8. Preservo il trio
  9. La distrazione
  10. Il tempo di cambiare
  11. Un quinto del potere
  12. Tutti uguali
  13. s/t


martedì 12 giugno 2012

ADORABILI AMICHE......comedy movie sull'amicizia e sulla scoperta di sè



Arriverà in sala il 15 giugno 2012 il primo film di Benoît Pétré, interpretato da Jane Birkin, Caroline Cellier e Catherine Jacob con musiche di Keren Ann e montaggio di Tommaso Valente. La pellicola può essere divisa in due parti: la prima racconta del viaggio delle tre protagoniste cinquantenni, invitate al matrimonio di Philippe, un loro ex, mentre la seconda narra proprio della festa post – cerimonia, a cui partecipano le donne, giunte in ritardo alla celebrazione. Quello di Nelly, insegnante di belle speranze, Chantal, promoter di un supermercato e Gabrielle, single ricca e borghese si rivela essere un viaggio alla scoperta di sè stesse, in quanto, tutta la storia scorre attraverso vari momenti di malinconia, rabbia e gioia, resi in un tono scherzoso, divertente e talvolta commovente. 
 

Ponendo l’accento sulla figura delle tre donne, durante la narrazione seguita nel corso del film, proiettato l’11 giugno in anteprima al cinema Barberini di Roma, si scopre che Nelly, da sempre rimasta in contatto con Philippe, vuole guardarlo in faccia mentre giura fedeltà alla moglie, Jaqueline, in realtà artefice degli inviti, inviati al fine di mostrare alle donne il proprio successo e la loro “sconfitta”. Chantal, invece, vuole recarsi a La Rochelle per staccare la spina dalla quotidianità del suo rapporto coniugale. D’altro canto Gabrielle si sente spinta dal rancore che prova verso l’uomo, in realtà padre di sua figlia. Tra divertimenti e battute, il film porterà le donne a prendere una rivincita personale contro l’uomo e contro la vita stessa, giungendo alla mutazione del proprio atteggiamento riguardo agli avvenimenti. Il film può essere considerato una progressiva presa di coscienza del proprio essere e della propria individualità, portata fino all’esasperazione e recuperata con lo sfogo del malessere interiore, arrivato nel momento in cui le donne riescono a liberarsi, dicendo all’uomo tutto ciò che provano, partendo dal disprezzo che nutrono verso di lui.


lunedì 11 giugno 2012

UNCLE FRANK & THE BUDOL BOYS.....la serata rockabilly al Muzak di Roma


Dopo aver ospitato il gruppo funky degli Space Bugs, il Muzak di Roma Testaccio, in data 9 Giugno 2012, dà spazio ad una serata di tema Rock ‘n Roll anni 50/60, reinterpretato in chiave moderna dal gruppo Uncle Frank & The Budol Boys, composto da cinque musicisti provenienti dai Castelli Romani. Tommaso Fiore, detto Tommy Brown, è la voce e chitarra ritmica del gruppo; al basso troviamo Marco Mastrantonio, detto Marc J Salton e Al De Right, in realtà Alberto De Righi, è il chitarrista solista; Hank Max Williamson, Massimo Mazzetti, figura alla batteria e infine Franco Cocchi, lo zio Frank, è il pianista. Le origini del gruppo risalgono al 2008 e inizialmente era formato solo da Massimo e Marco, fino ad arrivare all’anno 2009, quando entrano nella formazione anche Tommaso e Alberto. La svolta arriva nel 2010, con l’ingresso nella band dello zio Frank, allorché l’impianto sonoro si sposta da rock e blues verso lo stile rockabilly, data la predisposizione dei ragazzi per il rock’n roll. La loro è una musica del presente, passato e futuro e per questo i cinque non sentono l’esigenza di realizzare dischi, in quanto si presentano come cover band di pezzi reinterpretati. Gli artisti prevalentemente riportati sono Elvis Presley, Johnny Cash, Chuck Berry, Jerry Lee Lewis, Muddy Waters e Carl Perkins. 27 i brani eseguiti più altri quattro su richiesta del pubblico, molto coinvolto e appagato per tutta la durata dello spettacolo. Tra i pezzi più celebri Jhonny Be Good e Be Bop A Lula, con cui i ragazzi riescono a trasmettere agli spettatori tutta l’emozione che essi provano nel suonare questi brani famosi della tradizione musicale intercontinentale. Proprio il reinterpretare e l’adattare i pezzi in chiave moderna costituisce l’aspetto di originalità espressiva ed esecutiva del gruppo che realizza pezzi rivisitati e moderni tutti da ballare.

Dopo il sound – check, da subito la band dà alla serata, svoltasi nel cuore del quartiere Testaccio di Roma, una netta impronta rock, sottolineando i bassi e le percussioni dei brani, uniti al suono più diluito del piano e delle chitarre. Molto buono tutto l’assetto strumentale e anche le doti vocali del cantante, il quale scandisce i temi dei brani con le vibrazioni delle corde della chitarra e con l’armonica. Alberto e Marco fungono anche da voci di supporto in alcune parti dei brani, contornati da un suono che appare sprezzante e ricco di energia compositiva e ritmica. Davvero uno sbalorditivo assetto ritmico mantenuto da tutti i componenti del gruppo, a partire dalle buone percussioni della batteria, passando attraverso i limiti imposti dalle chitarre, fino ad arrivare alla tonalità melodica accentuata dal piano e dalla stessa voce di Tommaso. La voce di Tommy si fa portatrice dell’idea di divertimento in cui coinvolgere tutti gli ascoltatori … infatti i ragazzi vogliono divertirsi facendo divertire il pubblico, scopo principale e comune di questi musicisti, i quali rendono il volume dello show accattivante e la gioia del pubblico offre loro uno stimolo a spingere di più con il sound. 
 
Deliziosa serata di musica dal vivo, accompagnata da bravi musicisti, i quali regalano agli ascoltatori un emozionante momento di incontro musicale con il rock del passato, in cui è possibile notare anche un confronto di tipo generazionale degli spettatori. Notevole l’impegno dei componenti nel riportare alla luce canzoni celebri, in realtà mai dimenticate, che hanno fatto la storia del Rock.

domenica 10 giugno 2012

TANTO PE' CANTA'........al teatro della parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria di ROMA



Il pomeriggio di sabato 9 giugno 2012 assume la connotazione di una giornata dedicata alla promozione dell’immagine e dell’espressività dei ragazzi della casa famiglia Acquaviva. Al teatro della Parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria vengono messe in scena le varie situazioni e le esperienze vissute realmente all’interno della casa famiglia, di cui viene anche proiettato un filmato rappresentativo durante le pause tra le scene. Spettacolo diviso in cinque atti, ognuno dei quali, scandito dalla presentazione oraria di una delle organizzatrici ruotate intorno all’assetto scenico, narra l’arrivo dei personaggi, introducendoli sul palco.

Sulla scena, tra gli altri, vediamo Garib, Alessandro, Manuelona, Simone, Pierluigi, Antonio e Paola. Tutti bravi a rendere la tonalità dello spettacolo fresca, fruibile e divertente, trasmettendo al pubblico una voglia di fare sempre di più, senza mai abbattersi. Una rappresentazione davvero commovente e toccante, in cui notiamo l’impegno di interpretazione dei ragazzi, guidati dalla professionalità degli organizzatori dello spettacolo e del presidente del consorzio Acquaviva, Silvio Dima, coinvolti in un costante impegno finalizzato al raggiungimento di maggior autostima dei ragazzi stessi. Molto bello l’assetto sonoro e musicale dello spettacolo, con cui si riesce a celebrare un pomeriggio ricco di sorrisi ed emozioni, uniti ad amore, impegno e spensieratezza, delineati nelle interpretazioni, nei balli e nei canti dei ragazzi, tra cui la canzone “Aggiungi un posto a tavola”, brano che delinea, appunto, la solidarietà esistenziale. “Danza Kuduro” di Don Omar è il brano che conferisce ai ragazzi la possibilità anche di relazionarsi e ballare insieme ad alcuni spettatori, rendendo lo spettacolo ancor più coinvolgente.
A chiudere la messa in scena il brano che conferisce il titolo allo spettacolo, suonato alla chitarra e cantato da Antonio …. si tratta di “Tanto pè cantà”, composto da Ettore Petrolini ed Alberto Simeoni ed interpretato da molti attori italiani, tra cui Nino Manfredi e Gigi Proietti. 

 




giovedì 7 giugno 2012

MARILYN..............il film che celebra la diva di Hollywood



Trama:
La pellicola, in sala dal 1 giugno 2012, è ambientata nell’estate del 1956 e narra la storia delle riprese del film “il principe e la ballerina”, in cui ha recitato la splendida Marilyn Monroe. La trasposizione vuole celebrare la diva del cinema hollywoodiano, nel cinquantesimo anniversario della sua morte e mostra il sogno ad occhi aperti che vive un giovane ragazzo, il ventitreenne Colin Clark, fresco di laurea e con il desiderio di dirigere una sceneggiatura cinematografica. Con tenacia, testardaggine e voglia di emergere, sempre in tono educato, il ragazzo riesce a farsi assegnare il ruolo di “terzo assistente alla regia” nel film.
Recensione:
Colin rimane inizialmente intrappolato in un baratro, quello tra l’amore contrastato per Lucy, costumista, e la passione per la diva, attrice protagonista del film, interpretata da una superba Michelle Williams. Si tratta di un percorso ad ostacoli quello delle riprese del film, poiché la star ha frequenti sbalzi di umore, dovuti alle pillole che le vengono somministrate dai suoi assistenti, i quali volevano tenerla buona, “per non perdere la gallina dalle uova d’oro”. Colin, invece, sembra invaghirsi sempre di più di Marilyn e cerca di starle vicino in ogni modo, con lo scopo di proteggerla, dichiarandole il suo giovane e maturo amore. La loro storia d’amore si evolve, passando tra i set del film e i sotterfugi costruiti per non dare nell’occhio; si crea una dolce complicità tra il “fattorino” del regista e la diva di Hollywood, simpatia vissuta intensamente e fino alla fine delle riprese e al conseguente addio tra i due cuori destinati a perdersi.

Durante il proseguimento delle scene, impostate diligentemente dal punto di vista cronologico, notiamo come Marilyn, arrivata all’apice del successo, si senta in realtà molto sola, circondata da persone che le stavano accanto solo per la sua fama. Molto bello il parallelismo amoroso che si delinea tra una delle scene iniziali della pellicola, in cui Colin promette a Marilyn di non dimenticarla mai, e quello presente nell’ultima scena, in cui è Marilyn stavolta a chiedere al ragazzo di non dimenticarsi mai di loro due, come una struttura ciclica di narrazione e svolgimento dei fatti. Un cast davvero stellare per il film attualmente candidato all’oscar e costruito in maniera armoniosa anche grazie alle parti musicali, nonché quelle narrative, in cui spiccano sia una perfetta interpretazione di Michelle Williams, vincitrice del golden globe come miglior attrice, che un’audace tecnica degli altri attori, a partire dal bravo Eddie Redmayne, nel ruolo del giovane Colin Clark.







sabato 2 giugno 2012

SPACE BUGS......le origini della band raccontate da Alessandro Cavallaro e Fabio Gabbianelli


alla batteria Alessandro Cavallaro in fase di start-up


Fabio Gabbianelli e gli inizi con il basso























Una nuova concezione musicale nella personalità di Alessandro Cavallaro andava costituendosi nel 2005, anno in cui lo stesso decise di cimentarsi nel funk, stile musicale che ancora non aveva sperimentato. Da subito tenta di coinvolgere nel nuovo progetto il suo amico Fabio Gabbianelli, conosciuto all’età di 15 anni. Dalla voglia di giocare con la musica, in modo consapevole, nasce il nuovo ideale del voler fare qualcosa, del volersi riscattare e del volersi lasciar andare. Dopo aver coinvolto Fabio, entrambi mossi dalla voglia di scrivere pezzi propri, intraprendono un percorso tanto insidioso quanto soddisfacente.


Nato a Roma l’11 Agosto 1986, Fabio, il quale da sempre spaziava tra molteplici orizzonti musicali, a partire dagli Iron Maiden, scoprì la sua passione per il basso all’età di 10 anni, dopo averne ascoltato la melodia e averlo provato grazie a un amico del fratello Matteo, batterista. Dall’età di 12 anni, intraprese gli studi nella scuola di musica della durata di 2 anni, per poi continuare in veste di “autodidatta”, fino ad arrivare a collaborare per 6 anni con il gruppo cover di Steve Wonder. Dall’età di 20 anni è entrato in conservatorio per approfondire la sua cultura musicale e farne una professione, quella del musicista, purtroppo ostacolata e non rilevante in Italia ai giorni nostri.

Alessandro, nato a Roma il 18 Novembre 1986, è sempre stato attratto dalla black - music e dal rock alternativo (Nirvana, Pearl jam e Red Hot Chili Peppers) e, all’età di circa 12 anni, mentre ne stava suonando pezzi cover nel garage con gli amici Leandro e Flaiano, si rese conto della sua passione per la batteria e di essere portato all’uso dello strumento percussivo. Questo è stato il momento in cui, spinto dalla madre, appassionata di musica soul, gospel e rythm & blues, decise di prendere lezioni di batteria da un maestro privato, finché dopo 6 – 7 anni, affiancato da Fabio, ha partorito il progetto “Space Bugs” e dopo i primi dischi di rodaggio, nel 2010 arriva la voglia di spingere di più, di portare il materiale anche live e mostrare al pubblico la propria voglia di fare, dandone dimostrazione nel disco Junk Cereal. Senza l’appoggio di Fabio non sarebbe stato possibile portare a compimento il progetto di formazione e fissazione generale del gruppo, in quanto il bassista è stato il primo a credere in lui e nel suo progetto artistico – musicale, esigenza di fare qualcosa. Queste le parole del batterista, il quale mostra la sua riconoscenza all’amico, oltre che alle altre persone ruotate intorno all’assestamento dell’idea Space Bugs.

La prima vera soddisfazione, arrivata dal disco iniziale, diede loro la motivazione di continuare e di far sempre di più, fino ad arrivare alla “ricompensa” data agli artisti dal funk. Fabio paragona l’uscita del primo disco ad un parto e la motivazione più caratterizzante per il bassista è quella di poter far sentire a tutti la propria musica, come se fosse un percorso fatto di ostacoli e di insidie, fino ad arrivare all’esibizione sul palco, considerata come  una vera è propria vittoria: il funk è la vittoria.

Secondo Alessandro, invece, il funk è la ricompensa perché da questo tipo di musica torna sempre un qualcosa, l’apprezzamento da parte del pubblico e l’apprezzamento da parte di se stessi, considerando la musica come il riflesso della propria personalità. Il batterista, affiancato da valenti collaboratori, tra cui lo stesso Fabio, oltre a scrivere le parti ritmate e percussive delle canzoni, si occupa anche della scrittura dei testi, oltre che della stesura delle parti musicali e degli accordi, inerenti alle melodie dei brani.


Si dia il via allo spettacolo targato Space Bugs