mercoledì 30 maggio 2012

MasterClass tenuta da Joe Cornish, regista dell' action movie Attack The Block



Il pomeriggio del 29 Maggio 2012 può considerarsi un evento singolare per quanto riguarda la storia del cinema internazionale.
Presso la sede della NUCT, scuola internazionale di cinema e televisione di Roma, situata nella zona di Cinecittà, prende svolgimento il pomeriggio – incontro organizzato in collaborazione con Filmauro tra studenti della NUCT, appassionati di cinema e il regista del film Attack the block – invasione aliena, in sala dal 30 Maggio 2012. L’appuntamento risulta essere una vera e propria lezione di cinema, tenuta dall’autore del formidabile action di fantascienza. Durante la manifestazione intervengono il produttore Aurelio De Laurentis, giunto da Londra e il direttore artistico della NUCT Francesco Alò, il quale conduce l’evento ponendo domande al regista e illustrando le tematiche prese ad analisi.

Presentazione introdotta da un filmato che spiega le dinamiche realizzative del film, esordio cinematografico di Joe Cornish, il quale, spinto dal desiderio di realizzare un film sin dall’età di 11 anni, avvalendosi di nobili modelli cinematografici e di collaborazioni notevoli, ha dato vita ad un action – comedy movie ben costruito nell’assetto scenico e nella caratterizzazione dei personaggi, tra cui quelli degli alieni, creati con il suo collega Terry. Il desiderio che ha spinto l’autore a intraprendere questo cammino nella fantascienza è stato quello di voler realizzare qualcosa di nuovo, una storia costruita attorno ad un alieno diverso da tutti quelli già visti al cinema. Questo il motivo che porta al parto dell’alieno, figura raccapricciante del film, un mix tra cane e iena, tra lupo e gorilla. Il regista considera “cinema puro” il gruppo dei film appartenenti al genere action movie in cui deve esserci azione movimento e spettacolarità data dagli effetti speciali. Il film, costruito in una sorta di percorso, idea dopo idea, partendo dai modelli di ET e Terminator, è ambientato nel anni 80, periodo in cui il regista è cresciuto. Il momento successivo viene dedicato alle domande degli studenti della scuola NUCT, ai quali Joe riesce a trasmettere il desiderio e il senso della professione di regista, impiego che nasce dopo un’accurata preparazione senza pause, definendola un cammino di apprendimento costante. La colonna sonora del film è presa da una soundtrack originale con vari apporti esterni, in modo da renderla elastica e flessibile, al contrario di quella fissa di molti film contemporanei, costituita da un’intera compilation musicale che conferisce uno stile piatto all’assetto filmico. Le varietà collaborative di cui si è avvalso il regista spaziano dai consigli di Steven Spielberg fino ad arrivare a quelli dello stesso produttore Aurelio De Laurentis, il quale definisce il prodotto un film d’autore perché tutta la carica di umanità del regista è deducibile da ogni scena del film stesso in cui un gruppo di giovani ragazzi di Londra si trova a lottare contro un attacco alieno per difendere il proprio quartiere. 

Difficoltà prevedibili nel dirigere i giovanissimi attori sono state superate da Joe grazie alla sua carica artistica, rendendo il film una sorta di commedia horror, soddisfacente per il pubblico e per lo stesso regista. Complessivamente, il film può essere considerato un ottimo esordio nel mondo del cinema da parte del regista inglese di 43 anni, in realtà nato artisticamente proprio come conduttore televisivo e radiofonico di programmi comici. L’impianto scenico risulta essere sorprendente, caratterizzato da una stupenda varietà di effetti speciali, caratteristiche che conferiscono ad Attack the Block – invasione aliena un ruolo cardine nei film di successo sia in Italia che all’estero. 


Cover image del film

Il raccapricciante alieno


lunedì 28 maggio 2012

Note di Classe.......il secondo atto delle stagioni musicali al teatro comunale di Città Sant'Angelo



La serata di domenica 27 Maggio 2012 si tinge di cultura e di musica presso il teatro comunale angolano con il secondo appuntamento de “Le stagioni della musica”, manifestazione di tre esibizioni musico - culturali. Organizzata dalla fondazione Nicola Polidoro, da sempre intenta a promuovere le manifestazioni culturali della cittadina, la serata è interamente dedicata ai ragazzi e all’espressività giovanile. Sul palco, prima i ragazzi della scuola media indirizzo musicale N. Giansante di Città Sant’Angelo i quali, presentandosi con elementi selezionati dal complesso originale della scuola costituito da 80 musicisti, intraprendono un viaggio nella musica classica che inizia con Mozart, Cajkovsky, Ponchielli e termina con una composizione di Fabio Di Michele, docente della scuola che dirige i ragazzi stessi. Orchestra composta da trenta musicisti, otto dei quali si alternano al pianoforte, tre agli archi, otto agli strumenti a fiato, uno alla batteria, cinque agli strumenti a corda, due al basso e tre alle chitarre. Prima di scendere dal palco i giovani musicisti omaggiano il pubblico con la colonna sonora del film di Dario Argento “Profondo rosso”, dagli stessi eseguita per la prima volta nel loro ultimo saggio musicale. Un caloroso applauso accompagna i ragazzi quando cedono il palco agli studenti del liceo musicale Misticoni – Bellissario, i quali si presentano con la Wind Orchestra diretta dal maestro Leontino Iezzi e conducono il pubblico, accorso numeroso per l’avvenimento, in un delizioso momento musico – culturale che ha inizio con atmosfere musicali classiche e giunge sino a quelle contemporanee e più attuali. Viaggio, questo, condotto da 41 musicisti che si alternano sul palco al pianoforte, ai flauti, alle chitarre, al basso, ai clarinetti, alle percussioni, ai sassofoni, alle trombe, al trombone, alla tuba, al violino e all’arpa. Tra i brani proposti, alcuni si caratterizzano per l’assolo del trombone, del clarinetto e del flauto, esibizioni intervallate da momenti in cui tutta l’orchestra partecipa.
Le varianti offerte attraverso la poderosità acustico - strumentale del trombone, la delicatezza del clarinetto e il suono velato e sciolto del flauto, nonché la ritmica scandita dalla compostezza dei tamburi e della batteria, fanno sì che l’orchestra conferisca un armonioso e soave sound classico neo – melodico all’assetto fonico.
Complessivamente lo spettacolo può considerarsi ben riuscito, in quanto l’attenzione degli spettatori – ascoltatori viene totalmente carpita da questa musica di matrice classicheggiante, eseguita dalle due orchestre scolastiche, composte da giovanissimi ragazzi che, grazie al loro impegno, hanno saputo rendere la serata emozionante e molto soddisfacente, per la quale si ringrazia in particolare il comune di Città Sant’Angelo, i docenti delle due scuole, la fondazione Nicola Polidoro e tutte le persone che hanno ruotato attorno all’organizzazione dell’evento. Una musica, un sound particolare e fine che meriterebbe di essere ascoltato ad occhi chiusi per poterne realmente percepire la bellezza compositiva ed esecutiva.

venerdì 25 maggio 2012

THE DISAPPEARING ONE....Several Efforts for passionate people......nuovo album ufficiale



Secondo disco ufficiale per la band campana che segna una fase successiva del percorso di esperienza e indipendenza creativa dei musicisti, essendo stato autoprodotto e registrato in “casa”. L'album, pubblicato per la Seahorse Recordings, esce a due anni di distanza dal disco di debutto del 2010, intitolato “Transitional Phase”, e si configura come una sorta di documentario che rappresenta ed esprime quello che i The Disappearing One sono diventati oggi, attraverso canzoni folk rock con sound angloamericano di base. Il debut album, invece, era un mix di brani originali della band più cover di pezzi di artisti e gruppi, come Jeff Buckley e i Radiohead appartenenti al bagaglio musico - culturale dei musicisti campani in questione.
13 brani che, sottolineando la capacità compositiva del gruppo e i ritmi coinvolgenti che si creano, riescono a sorprendere il pubblico di ascoltatori, colpito anche dai testi coinvolgenti delle canzoni, in lingua inglese e meritevoli di un ascolto non superficiale. Ispirazione e dedizione certamente riconosciute ai The Disappearing One, i quali, dopo aver fatto tutto da soli, danno una speranza artistica di maturazione ulteriore con questi brani che, realizzati in stile prevalentemente pop e contornati da vibrazioni di chitarre acustiche e archi, risultano essere curati sia a livello vocale che sonoro, come si nota nella ritmata “KMY” o nell'intrigante singolo “The Time has Fallen”.
Elementi decisamente positivi riscontrati nell'analisi del disco, da cui scaturiscono buoni risultati per la band, composta da Fabio Giobbe, cantante e anche prima chitarra, Marco Normando al basso, Andrea Gallicola, nel ruolo di batterista e Andrea Freschi alle chitarre. Musica dolce, grintosa e dall'atmosfera raffinata, testi in lingua inglese e brani dall'elevato valore ritmico dimostrano come il quartetto sia in via di ulteriore evoluzione artistica sia per quanto riguarda l'aspetto fonico e vocale che per quello compositivo, carattere di originalità espressiva.

Tracklist

  1. Two Ways Efforts
  2. Eyes Closed in the Sun
  3. The Time has Fllen
  4. Borders Ride
  5. KMY
  6. Vince
  7. 57 Hurts
  8. Looking for Specials
  9. Stop, Think and talk
  10. Ask More
  11. Not yet, not yet
  12. Everything is Choice
  13. The pale is past



"Due Partite"......in scena al teatro Trastevere di Roma


Giunti quasi alla chiusura della stagione teatrale del teatro Trastevere, la compagnia Chièdiscena di Guido Lomoro mette in scena dal 22 al 27 Maggio 2012 il riadattamento teatrale tratto dall’opera di Cristina Comencini, in cui si indaga sui temi della verità e della stessa identità personale vista dall’universo femminile, interpretato da 4 donne e 4 ragazze. La prima è quella delle donne che, riunite per la solita partita a carte del giovedì pomeriggio, sovrastano la scena con dibattiti e riflessioni sulla loro vita e su quelle delle proprie figlie, nonché sugli amori, sui tradimenti e sulle differenze tra le loro passioni giovanili e quelle delle figlie. La seconda, invece, consiste nelle chiacchierate delle quattro ragazze, le quali impiegano lo spazio scenico per confrontarsi sui loro amori e sui disagi familiari che vivono e per scambiare opinioni e pareri. Montaggio e parallelismo tra le due scene vengono resi in maniera ottimale, con tono piacevole di matrice discorsiva in un percorso riflessivo che trova la sua origine nella metafora quotidiana degli eventi della vita, quali matrimonio, avventure, amicizie, tradimenti. È un’alternanza delle due epoche, due periodi storici scanditi dall’abbassamento – alzamento di luci sceniche, da cui emergono notevoli differenze realistiche tra la generazione passata delle quattro donne e quella attuale delle quattro ragazze. C’è una visione del mondo e dei rapporti differente tra i due punti di vista e in modo differente vengono affrontati i vari temi, tra cui quello della maternità, vista come coronamento dell’amore e del matrimonio dalle donne e come peso che graverebbe sulla coppia e sulla stessa tranquillità dalle ragazze. Lo spettacolo, in realtà dedicato alle figure materne, è diretto dalla brava regista Marta Iacopini, abile nell’affiancare sullo stesso palcoscenico due modi diversi di intendere i fatti della vita e le due differenti visioni del mondo. Claudia Malgherini, Cristina Longo, Claudia Filippi, Giulia Martinelli, Alessandra Di Tommaso, Marilù Pipitone, Giovanna D’Avanzo, Noemi Storace sono le otto brave attrici a cui vanno i complimenti per la finzione e l’interpretazione scenica, non solo dei personaggi in senso stretto ma anche dei sentimenti e dei modi di essere delle stesse donne.


giovedì 24 maggio 2012

Presentazione del libro "Primo Amore"......alla Casa del Cinema di Roma



La giornata di martedì 22 Maggio 2012 si rivela un appuntamento di comunicazione culturale e letteraria, svoltasi presso la Casa del Cinema di Roma a Villa Borghese alle ore 18,30. È stato presentato il libro “Primo Amore”, scritto da Maria Luisa Putti con la prefazione di Giancarlo De Cataldo e pubblicato per l’edizione de il Mondo Digitale .
Personaggio centrale è quello di Emma, la quale vede concatenare alle sue vicende quelle di sua madre, quelle di suo padre, quelle dei fratelli e sorelle e quelle della sua governante. L'autrice analizza le storie e i punti di vista dei vari personaggi al fine di porre l'accento sui segreti insiti nel contesto familiare.
L’infanzia risulta essere la metafora di un percorso comune in cui tutti si immedesimano nel tentativo di superare il dolore e ricercare risposte. 
L'autrice 
 
Sono intervenuti alla conferenza Ivan Cotroneo, scrittore e regista cinematografico, l’editore Alessandro Conte e Gino Ventriglia, sceneggiatore e storyeditor del testo.

domenica 20 maggio 2012

Festa della birra al porto turistico di Pescara:musica e spettacolo tra divertimento e relax



Durante la serata del 19 Maggio 2012, giornata dedicata alla cultura e alla creatività studentesca, in occasione della festa della birra, organizzata nei pressi del porto turistico di Pescara, si assiste all’esibizione del gruppo de “gli amici di Alessandra Amoroso” e dei “Montepulciano”, quest’ultimo composto da sei ragazzi, già visti in Piazza Salotto per il concerto del 1 Maggio 2012. Assistendo al sound check delle due band, si nota come i ragazzi lavorino duramente e con particolare impegno nell’accordare gli strumenti e per allestire la loro scenografia personalizzata per l’esibizione. Ad esibirsi per primi, i ragazzi del gruppo dedicato ad Alessandra Amoroso, vincitrice del programma tv Amici. Si tratta della loro prima esibizione in pubblico, in cui spiccano da subito le notevoli doti vocali della cantante, abile anche a mantenere lo stesso tono e volume melodico. Il gruppo è composto da Claudia Di Giandomenico, voce del gruppo, Mimmo Lolli al basso e Alfonso Salvati, chitarrista. A completare l’assetto della band figurano il batterista Daniele Fabiano e il tastierista Mario Verna, entrambi provenienti dalla band dei Montepulciano, la quale si esibisce sullo stesso palco pochi minuti dopo con 18 brani del repertorio dei Negramaro. La scenografia è resa ottimale da variazioni di colore, date dalle illuminazioni poste sul palcoscenico e dalle atmosfere create con fumi di scena. I sei ragazzi pescaresi della band regalano al pubblico intense emozioni e notevole coinvolgimento, grazie anche alla forza vocale del cantante Daniele Giancola, accompagnato dal bassista Vincenzo Di Sciullo e dai chitarristi Moreno Di Toro e Manuel Rapino. A dare ancor più incisività al ritmo dei brani il batterista e il tastierista, i quali riescono a sottolineare la riproposizione del sound dei Negramaro da parte dei Montepulciano, che dichiarano di ricevere spinta e stimolo nell’esibizione dal pubblico che partecipa attivamente allo spettacolo con grande coinvolgimento. Uno spettacolo in cui tutti i componenti del gruppo danno il proprio contributo dimostrandosi parimenti essenziali per la buona riuscita delle canzoni. Tra i brani proposti, spicca “Basta così”, in cui Daniele dichiara di riuscire ad esprimere meglio la particolarità della sua voce, fatta di acutezze vocali e nei momenti più soft di pause riflessive. La canzone che piace di più al cantante per le tonalità e per i temi è “E’ tanto che dormo”, la stessa in cui Vincenzo riesce ad esprimere tutto se stesso con il basso. Manuel, d’altro canto, sente di poter esprimere al meglio le sue capacità nella notevole “Mentre tutto scorre”, in cui ogni componente della band fa un piccolo assolo strumentale, mentre quella che più gli piace è “E’ tanto che dormo”. “Mentre tutto scorre” è, inoltre, la canzone preferita dall’altro chitarrista Moreno, il quale sente di esprimersi degnamente in “Se un giorno mai” e in “La distrazione”, canzoni in cui riesce a mettere in luce il buon assetto strumentale della sua chitarra. Peculiarità e caratteri diversi di questi meritevoli musicisti che, comunque, pur avendo trovato un punto di incontro nel sound dei Negramaro, per il futuro potrebbero provare, vista la loro caparbietà, a sperimentare un proprio sound che conferisca loro carattere di identità e originalità artistico – musicale.

La giornata dell'arte e della creatività studentesca a Pescara




In data 19 Maggio 2012, la città di Pescara si tinge di arte, di espressività e di creatività giovanile per la giornata dedicata all’arte e alla cultura, organizzata dalla consulta provinciale degli studenti, di cui Dario De Ruggeris è tutor. Nell’ambito della giornata viene inserito anche lo Students Festival, concorso canoro giunto ormai alla sua ottava edizione nella città di Pescara. Nei pressi di Piazza della Rinascita, anche conosciuta come Piazza Salotto, tanti giovani tutti riuniti dalle prime ore della mattina per esprimere la propria vena artistica o anche semplicemente per stare insieme. Sullo sfondo di questa straordinaria location, a due passi dal lungomare, il palcoscenico allestito, lo stesso montato per il concerto del 1 Maggio, permette l’esibizione di diversi gruppi di studenti, appartenenti alle varie scuole del territorio della provincia pescarese, tutti indirizzati sul genere rock, tema principale della giornata, e sul pop. Tra questi sul palco vediamo avvicendarsi tra gli altri la cantante Enrica La Penna, accompagnata in modo minuzioso da Andrea Conti, chitarrista appartenente al gruppo degli Stile Libero, esibitosi sullo stesso palco il 1 Maggio 2012 con Fabrizio Fasciani. La dottoressa Daniela Puglisi, Jacopo Aldamonte e Stefano D’Alberto guidano il pubblico, accorso numeroso alla manifestazione, nel viaggio all’interno dell’arte, dell’espressione giovanile, anche attraverso la musica di questi ragazzi volenterosi di esprimersi in ciò che sanno fare. Purtroppo la giornata viene scossa dall’arrivo della notizia della morte di Melissa, studentessa di Brindisi, morta in un attentato di cui non si conosce la motivazione e del ferimento di altre quattro ragazze, tra cui Veronica, amica di Melissa, che versa in gravi condizioni. La giornata della cultura che un comunicato stampa annuncia essere dedicata a Melissa e alle altre ragazze ferite diventa, a questo punto, un’occasione di riflessione, una riunione, attraverso la grandezza della musica, anche solo per stare vicini a queste ragazze e alle loro famiglie con il semplice pensiero. Palcoscenico ri – organizzato e ri – allestito con palloncini e un lungo striscione in memoria della ragazza, quasi a sottolineare l’indignazione dei presenti e anche della stessa consulta provinciale degli studenti per l’accaduto. Nell'ordine si esibiscono i gruppi dei Feldspatoidi, composto dagli studenti dell’ITIS uniti a quelli del liceo classico, i Dreaming Beautiful Funky Wave, in cui figurano gli studenti del Galilei uniti a quelli del Bellisario. Nel pomeriggio saliranno sul palco i gruppi Cid e Halfband, composti dagli studenti del liceo classico e i Noi e Basta, composto dagli studenti e dai professori del Galilei. Sound deciso e rabbioso per il gruppo degli Euclaulugioma, appartenenti al liceo artistico, i quali non erano in programma. A concludere la giornata gli studenti dell’Acerbo con il gruppo White Russian … nel complesso si tratta di esibizioni cover dei Dire Straits, dei Red Hot Chili Peppers, dei Cramberries e dei Greenday. Tra cover band e pezzi originali improvvisati gli studenti degli istituti scolastici della provincia pescarese contorneranno il pomeriggio di musica, creatività e simpatia, a delineare la tematica principale della giornata, interamente dedicata ai giovani e alla loro espressività. Sul palco anche balli di hip hop, di break dance e metal, tra cui l’esibizione dei B-Boy Twins, richiamati sul palco più volte. Durante la manifestazione viene dato spazio anche al programma di scrittura creativa con la recitazione di composizioni personali, tra cui poesie, da parte di Francesca Primavera, Jasmine Amari ed Ester Arena. I temi trattati dalle ragazze sono felicità, amore e sentimento, particolarmente sottolineati in “come tu mi vuoi” della brava autrice Francesca Primavera.. Le esibizioni vengono interrotte alle ore 13 circa per riprendere con performance di altri gruppi alle ore 16 fino ad arrivare al vero e proprio Students Festival delle ore 21.

domenica 13 maggio 2012

Gli Space Bugs al Muzak di Roma



Le prove preventive
Coinvolgente serata musicale quella di venerdì 11 maggio 2012 al Muzak di Roma, sala prove situata nel quartiere Testaccio. Ne sono protagonisti gli Space bugs, gruppo funky multi – etnico, composto da quattro ragazzi e due coriste intenti a proporre la loro musica, intesa anche come modo di essere. Infatti, secondo i ragazzi, il funk non è solo un tipo di sound e di ritmo impostato ma proprio un'espressione dell'intimo, di se stessi e della ricerca della libertà nella vita. Il pubblico, accorso numeroso per l'evento, entra a contatto con il grido di libertà di questi giovani musicisti,che attraverso il funk urlano il loro disprezzo per le situazioni che rendono schiavi della vita e prigionieri della storia.
Marco Zitelli, Fabio Gabbianelli e Daniele Calabrò

La band è costituita da: Alessandro Cavallaro alla batteria, Marco Zitelli come chitarrista e Fabio Gabbianelli al basso. Il ruolo di secondo chitarrista è occupato da Leandro Fiacco, Daniele Calabrò è la voce del gruppo, mentre Heidi e Francesca sono le due coriste. La band degli Space Bugs nasce da un'idea del batterista Alessandro, meglio conosciuto come Alex, il quale nel 2006 inizia a costruire la nuova ideologia funky e nel 2010, dopo il discreto successo del primo disco inciso, decide di rendere fisica e reale questa idea virtuale. Secondo le parole di quest'ultimo la vita mette di fronte a situazioni e realtà a volte al di fuori della nostra portata e comprensione, situazioni che sembra vogliano sotterrare la personalità e renderla in schiavitù. Proprio per questo la musica funky diventa, quasi, una ricompensa per aver resistito, non essersi arresi e aver fatto sentire la propria voglia di libertà. Daniele Calabrò, nasce quasi come figlio d'arte, essendo stato il padre un chitarrista progressive; proviene da studi di canto, dapprima seguito da Marco D'Angelo, corista della RAI, poi da Gianluca Perdigaro, insegnante di canto in una delle scuole vocali di Roma. Voce spinta al di sopra del limite anche dalle coriste, in particolare da Heidi Li, cantautrice nata e inizialmente formatasi a Hong Hong con la cultura asiatica che le impartirono i genitori. Attualmente nel suo percorso artistico, la ragazza vanta presenze ed esibizioni in Canada, in Inghilterra, in Francia e ora in Italia, cimentandosi con la musica jazz, blues e funky, spostandosi direttamente da Perugia, città in cui risiede. 
Heidi e Francesca
Alessandro Cavallaro

                                                 Durante la serata, tutta ritmata rigorosamente dal buon batterista Alex, si parte dallo stile funky, tipico della band, per arrivare a quello country, di cui portavoce principale si fa il chitarrista Marco il quale, dichiara di muovere le mani sulle corde secondo le proprie sensazioni del momento, senza nessuno studio preventivo di note, pentagrammi o canoni particolari.
 Complessivamente, la serata ha dato un buon esito in termini di coinvolgimento del pubblico, in quanto il funk degli Space Bugs nasce proprio dalla voglia di stare insieme, trattandosi di unità e incontro tra musicisti e ascoltatori in uno spirito che diventa uno stimolo a “spingere di più” con la musica, con un sound deciso che riesce ad entrare nell'animo e nella mente di chi ascolta. Come ogni tipo di musica, anche il funk è diretto al cuore della gente e questa band vuole trasmettere le emozioni e le inquietudini che prova con forte incisività, talvolta confusa con pura aggressività, pur non essendo così, come ci dimostra Daniele, nei momenti in cui il tono vocalico si fa più lieve e rilassato, come ad indicare momenti necessari di quiete nella routine quotidiana. Oltre alle doti vocali del cantante, da apprezzare anche quelle delle due coriste, le quali, immedesimandosi in un ruolo di mediazione tra i membri del gruppo e gli ascoltatori, compiono un viaggio nella musica atto a divertirsi e far divertire, obiettivi principali ricercati dalla band anche con molta umiltà. Al di là di quest’ultimo aspetto, elementi decisamente positivi per il gruppo si riscontrano anche parlando dell'assetto musicale di supporto ai brani, buono anche grazie agli strumenti, utilizzati in modo rigoroso dai ragazzi che mostrano così di essere musicalmente preparati. Nota di merito anche per la sala del Muzak allestita per il concerto, visto il buono impianto audio – fonico predisposto e l'allestimento della scena con luci psichedeliche e laser. Nonostante abbiano alcune influenze di fondo del funky di artisti noti, tra cui James Brown, i simpaticissimi ragazzi del gruppo, disponibili anche all'interazione con gli ascoltatori, si presentano con brani del tutto inediti e dimostrano di aver costituito e di voler portare avanti con impegno costante un degno progetto artistico - musicale in fase di maturazione che merita certamente di essere seguito dagli amanti del genere, ma anche dai meno – coinvolti nella funky – music.

sabato 12 maggio 2012

GAIA RIVA...............Il nuovo album



“Tutto cade-parte 1” (2011)

Secondo album con cui la cantautrice bresciana Gaia Riva si presenta al pubblico a tre anni di distanza da Frantic, inciso per l'etichetta discografica Oyez e anticipato dall'lp del 2008 intitolato Come and see. Questa volta la rockeus, affacciatasi per la prima volta nel panorama della musica italiana nel 2006 con un primo singolo intitolato “One”, pubblica l'album per la propria etichetta Sun Music, fondata dopo gli scarsi risultati ottenuti con la Oyez e con la Phoenix Studio, etichetta bresciana con cui aveva inciso i primi brani in lingua inglese. Complessivamente si tratta di un bel disco realizzato in italiano e suddiviso dalla cantante in due parti per allontanarsi dal processo tradizionale di pubblicazione di un album.
Gaia Riva


I sette brani di questo primo lp, realizzati in stile prevalentemente pop svelano la coscienza interiore della cantautrice e danno una definizione della sua personalità, specie nei brani “20 Ragioni” ed “Ego”, oltre che nella title – track. I brani, in cui l’artista si occupa anche degli arrangiamenti, oltre che di scriverne i testi, potrebbero risultare celati ma danno uno stimolo ad ascoltare il disco fino in fondo per capire il vero senso, creando la giusta attesa per il lavoro successivo. 

Un disco in cui spicca la splendida voce di Gaia Riva, caratteristica che le conferisce un'assoluta originalità nel panorama musicale italiano, in cui la cantautrice si muove al fianco di Andrea Noto, suo collaboratore dagli inizi e chitarrista, autore delle parti musicali nonché produttore in quest'ultimo lavoro discografico.

La cantautrice
Gaia Riva e Andrea Noto










Tracklist

1. Megafono Che
2. 20 Ragioni (Per Stare Con Me)
3. Silenzio
4. Papa'
5. Bianco e Nero
6. Ego
7. Tutto Cade





venerdì 11 maggio 2012

La compagnia teatrale de I Panni Sporchi presenta..............."il mistero dell'assassino misterioso" di Lillo e Greg



In scena dal 9 al 20 maggio 2012, al teatro Trastevere, il Mistero dell’Assassino misterioso la prima commedia scritta da Lillo e Greg, interpretata dalla compagnia teatrale de I Panni Sporchi che, per festeggiare il decimo anno della sua attività, mette in scena con maestria un testo divertente e non semplice da interpretare.
La scena si riveste della surreale comicità degli autori e si improvvisa in un unico atto, scandito da pause riflessive degli attori e preparatorie dello spettacolo tra i vari sketch.

Le vicende narrano lo svolgimento delle indagini, condotte dal detective Mallory di Scotland Yard sulla morte della contessa di Worthington, probabilmente assassinata. La scena si apre in un salone dove sono riuniti i principali sospettati dell'omicidio, tutti residenti nella villa in cui si svolgono i fatti, un casale disperso nella campagna londinese. Lo spettacolo mostra i possibili flashback con cui il detective tenta di ricostruire i fatti, presumendo che la causa dell'assassinio sia legata ad una questione di eredità e indaga su Greta, infermiera personale della contessa, su Henry, nipote innamorato morbosamente della contessa, sulla contessina e su Henston, marito della stessa. Il ritrovamento del testamento e le varie reazioni dei personaggi non fanno che alimentare l’idea del detective sul movente, stimolando così gli spettatori a una riflessione sulla possibile verità. A rendere il tono della commedia ancor più comico ed esilarante ci pensano gli attori, i quali, in alcune scene, come quella del suicidio finale improvvisano scambi di ruoli e interpretazioni esilaranti come quelle del “bibitaro” del teatro, reclutato in extremis per sostituire uno dei personaggi, scene che scatenano grosse risate tra il folto pubblico in sala.


Un gioco di realtà e finzione condotto dallo stesso detective in un’atmosfera di giallo, noir; commedia di fondo che, pervasa da flashback narrativi e da colpi di scena contemporanei allo svolgersi dei fatti, portano a diretto contatto con la bravura espressiva degli attori, diretti da Barbara Lalli sia nella costruzione scenica che nell'immedesimazione nei personaggi, i quali regalano un finale inaspettato e sorprendente.















lunedì 7 maggio 2012

H.A.N.D.S O.F A.L.I.C.E............"Sotto la città"



L'album costituisce il primo esperimento realizzato in studio dalla band veneta Hands Off Alice che muove i primi passi già nel 2006 fino ad arrivare all'attuale formazione. Francesco Bozzato alla chitarra, Sergio Renier alla voce, Massimiliano Barbieri alla sezione ritmica e Douglas D'Este alla batteria sono i quattro componenti del gruppo che si muovono nella musica rock con attitudine nazional popolare.
Nove canzoni orecchiabili e piacevoli, perfette per gli amanti del genere pop – rock, in cui spicca la buona tonalità della voce di Sergio Renier. 


Anche se i testi non convincono del tutto, essendo un po' troppo di matrice sociale e sindacale, complessivamente il disco, visto il sound hard – rock contornato da buoni arrangiamenti e da intermezzi armonici, può considerarsi un ottimo esordio. Somiglianze tra la vocalità del cantante Sergio Renier con quella di Luciano Ligabue e assonanze tra le loro sonorità con quelle dei Litfiba, conferiscono al disco e alla band una connotazione prevedibile che potrebbe non incuriosire gli ascoltatori. In ultima analisi, comunque, focalizzandosi sugli elementi di carattere positivo del disco, come le buone doti canore di Sergio Renier, i buoni arrangiamenti e l'eccellenza dei modelli presi a sostegno del proprio sound, il lavoro risulta essere abbastanza convincente e dà speranza per una futura crescita artistica della band, la quale merita attenzione anche nell'ascolto del disco presentativo.


Tracklist

  1. Sotto la città
  2. Pensieri senza peso
  3. Il Dio degli ultimi
  4. Parte di un'idea
  5. Guardami
  6. Cammino cammino
  7. Down in Chinatown
  8. Scivolo fuori tempo
  9. Il mezzo migliore


venerdì 4 maggio 2012

"Punti di vista".........lo spettacolo scritto e diretto da Sara Caldana in scena al teatro Cometa Off



ROMA
L’abbiamo vista recitare in Erba Voglio ed ora Sara Caldana lascia il palcoscenico per dedicarsi alla regia del suo nuovo spettacolo: Punti di vista in scena al Teatro Cometa Off fino al 6 maggio.

Una tragicommedia ambientata in un condominio in cui si svolgono gli avvicendamenti di quattro diversi personaggi: una coppia di giovani sposi, Anna e Italo, la signora Marisa Ferro e il portiere Gustavo, fulcro principale della scena. Sara Caldana, giovane autrice che debutta alla regia proprio con Punti di vista, dà vita ad uno spettacolo intenso che colpisce nel profondo dell’animo. Anna e Italo, sposati da un po’ di anni, vivono una storia d’amore appesantita dalla noia della quotidianità. Lei, incontentabile, con le continue provocazioni porta all’esasperazione il marito che, dopo momenti di calma apparente, tira fuori tutta la sua aggressività. A muovere le pedine, però, è il portiere Gustavo a cui Guido Saudelli regala una fantastica interpretazione che, invaghito della bella Anna, diventa il regista della vita dei due giovani. A dare maggiore dinamismo alla storia interviene Marisa, portata in scena da una bravissima Veronica Milaneschi. Si tratta della vicina di casa, religiosa e con non pochi problemi relazionali. Una donna poco attraente secondo cui c’è sempre qualcosa che non va.
Una trama apparentemente semplice ma che non tarda a mostrarsi nel suo spessore. Che si tratta di un ottimo lavoro si intuisce appena si entra in sala. Il palcoscenico del Teatro di testaccio è diviso in due parti: da un lato l’appartamento della giovane coppia interpretata magistralmente da Giulia Bornacin e Michele Albini; dall’altro la portineria di Gustavo. Un letto con lenzuola rosse come la passione e la rabbia che caratterizzano i protagonisti e, appese ad un filo come le loro vite, uno specchio, una sedia, una radio che cadranno andando in frantumi proprio nel momento in cui la verità viene a galla. La Caldana gioca con la complessità di questi personaggi scavando nelle loro inquietudini, le loro nevrosi le loro ansie. Ne viene fuori un lavoro completo, che si caratterizza proprio perché chiunque, uomini e donne, possono identificarsi. In Punti di vista commedia e dramma si alternano e si bilanciano creando una piacevole armonia.
Anna e Italo

La commedia, accompagnata dalle belle musiche dei Ghost, si chiude con un finale sorprendente, entusiasmando il pubblico anche grazie alla bravura degli attori.
Un lungo applauso meritatissimo ha accompagnato la prima teatrale di questo spettacolo che ci auguriamo venga riproposto la prossima stagione.
Anna e Marisa

"Gli infedeli".......le declinazioni dell'infedeltà maschile al cinema



Trama:

Nelle sale, dal 4 maggio 2012, il film di Jean Dujardin, premio oscar come miglior attore protagonista nel film The Artist del 2011, e Gilles Lellouche. Cimentandosi anche come registi nell'episodio “Las Vegas”, i due autori vogliono delineare le differenti declinazioni dell'infedeltà, affrontando anche il tema della bugia, delle scuse che si trovano per negare l'evidenza. I due sono autori, registi e anche interpreti in alcuni degli episodi, raggiungendo così una maturazione artistica delle loro rispettive carriere, iniziate a teatro nel 1996 da Dujardin e nel 1994 da Lellouche. Gli altri episodi fungono esclusivamente da supporto alla tematica principale, indagata a fondo e in tutte le sfaccettature esistenziali nell'intero corso del film.

Recensione:

Amicizia e infedeltà sembrano andare a braccetto, in quanto talvolta sono proprio gli amici che, vivendo le medesime situazioni, coprono gli inganni del “traditore”.
La pellicola vuole essere una divertente commedia a episodi che, con un finale sorprendente e inaspettato, tratta il tema dell'infedeltà maschile, affrontata da sette registi diversi, tra cui anche una donna, Emmanuelle Bercot, la quale dirige l'episodio dal titolo “la domanda”. Tradimenti che vanno avanti ad oltranza fino ad arrivare alla costituzione di un gruppo di recupero, “gli infedeli anonimi”, essendo l'infedeltà considerata un'anomalia comportamentale del modo di essere da cui si dovrebbe guarire.

Davvero molto bello il montaggio con accostamenti di scene che trattano la tematica in differenti generazioni, a volte causando il difficile adattamento reciproco con il partner, come nell'episodio della relazione tra un uomo maturo e una ragazza più giovane. Molto belle anche le musiche che accompagnano gli avvicendamenti narrati nel corso del film, sorretto da una buona sceneggiatura che ha trovato la sua location in Francia. Complessivamente l'intento dei due autori francesi può essere considerato ben riuscito, in quanto, tra risate e verità, essi portano gli spettatori a contatto con un tema che potrebbe essere reale, passando attraverso sketch comici e divertenti, in cui gli uomini, talvolta, si rendono perfino ridicoli. 
 




Gli infedeli

Regia: Jean Dujardin & Gilles Lellouche, Emmanuelle Bercot, Fred Cavayè, Alexandre Courtes, Michael Hazanavicius, Eric Lartigau
Cast: Jean Dujardin, Gilles Lellouche, Alexandra Lamy, Mathilda May, Clara Ponsot, Manu Payet, Isabelle Nanty, Geraldine Nakache
Produzione: JD PROD E BLACK DYNAMITE FILMS
Distribuzione: BiM Distribuzione
Durata: 109 minuti
Uscita: 04/05/12

mercoledì 2 maggio 2012

01/05/12...........Concerto del primo maggio nella città di Pescara nei pressi di Piazza Salotto


In occasione della festa dei lavoratori, la provincia di Pescara ha organizzato un’intera giornata in omaggio dell’espressività giovanile. Parte della mattinata del 1° maggio 2012 è stata dedicata ai lavoratori e, in particolare, alla premiazione da parte della provincia del lavoratore ideale, selezionato tra 66 persone segnalate dai sindacati per essersi distinte sul posto di lavoro. Davvero una singolare manifestazione organizzata dalla provincia della città abruzzese. Sul palco gli artisti, più o meno noti, hanno saputo regalare una serata divertente ed emozionante in onore del 1° maggio, trasmettendo passione e sentimento al pubblico pescarese, dimostratosi soddisfatto, divertito e appagato per tutto il giorno.
Nel pomeriggio, mentre si attende l’inizio dell’esibizione musicale, si prosegue con i ragazzi dell’istituto Misticoni-Bellisario che si esibiscono nella “street art”, balli e arti visive su strada, tra cui spicca, sullo sfondo di corso Umberto I, la break-dance di Luca, Marco, Lorenzo, Giovanni e Tania. Nessun big tra i gruppi che si sono esibiti sul palco, prevalentemente studenti provenienti dalle scorse edizioni dello “Student Festival”, concorso che la consulta provinciale di Pescara organizza ogni anno tra gli studenti delle scuole appartenenti al territorio pescarese. Tra questi gli I scream, ex Frequenza assoluta, gruppo vincitore della scorsa edizione del festival per la sezione cover. Il gruppo, composto da 6 musicisti, di cui 4 ragazzi e 2 ragazze, porta sul palcoscenico due canzoni: la prima, di matrice prevalentemente hard – rock mentre, la seconda, rivisitazione della canzone “Caruso” di Lucio Dalla, omaggio all’artista scomparso di recente. La manifestazione è una carrellata a ritroso dello student festival e prosegue con i Campaneros, anche loro: 4 ragazzi e 2 ragazze, vincitori della sezione inediti del 2011 i quali, presentano l’inedito “amico campagnero”, dal sound composito di folk e pop – rock, mentre, contemporaneamente, si esibiscono sul palco alcuni ballerini di “strada” che presentano, susseguendosi tra di essi, una sequenza di acrobazie e break – dance, prima di lasciare il palco alla cantautrice pescarese Giulia Pellegrini, vincitrice, tra l’altro, del premio Mogol 2011. La ragazza propone due nuovi pezzi intrisi di sentimento, amore e gelosia, che mettono in risalto la sua poderosa e melodica voce, grazie anche alla scelta artistica di accompagnare le qualità canore della giovane con una semplice chitarra.
Giulia Pellegrini
E’ poi il momento degli Stile Libero, band più conosciuta, composta da 5 ragazzi che, attraverso un tributo a grandi artisti, rende omaggio alla musica italiana. Oggetto della loro esibizione è la buona riproposizione di brani quali “In tutti i miei giorni” di Raf , “Terra promessa” di Eros Ramazzotti, artista che li appassiona da sempre. Proseguendo nel loro repertorio, viaggio nella storia della musica italiana, il gruppo toccherà vari generi, si arriva allo stile romantico con “Via le mani dagli occhi” dei Negramaro e con “Iris” di Biagio Antonacci. Si giunge, tra le altre, a “Oggi sono io” di Alex Britti, “Il tempo di morire” di Lucio Battisti fino, poi, a riproporre “Sally” e “Un senso” di Vasco Rossi. Gli Stile Libero, grazie anche alle notevoli doti canore di Fabrizio Fasciani, risulta essere una band multi – sfaccettata, capace non solo di appassionare e coinvolgere il pubblico, nonostante la pioggia, ma che, con bravura, riesce a misurarsi con gli arrangiamenti e con il livello delle canzoni proposte, adattandosi a differenti generi e tematiche musicali, tra cui anche la disco – music anni ’80 di “I feel good”, riproposta in modo veramente notevole.
Gli Stile libero

 “Urlando contro il cielo” di Luciano Ligabue è la canzone che chiude l’esibizione del gruppo che lascia il palco ai Montepulciano, cover – band dei Negramaro. Il repertorio di questo gruppo nasce dalla passione dei componenti per il sound dei Negramaro, dal tono a tratti malinconico ma che, allo stesso tempo, è carico di passione. Tra le canzoni proposte “Estate”, “Parlami d’amore”, “Io non lascio traccia”, “Singhiozzo”, “La distrazione” e “Londra brucia”, ultimo singolo dei Negramaro. La manifestazione viene chiusa dai saluti dei tecnici e della consulta provinciale dopo aver ascoltato “Mentre tutto scorre” dei Negramaro. 
I Montepulciano