venerdì 30 marzo 2012

"Appese a un filo".........in scena al Piccolo Teatro Campo d'Arte



Divertente commedia messa in scena, dal 28 marzo al 1 aprile, al Piccolo Teatro Campo d'Arte di Roma da Alessandro Di Somma e Maria Antonietta Fama. L'incomunicabilità, la difficoltà di aprire il discorso, l'attesa e la dialettica costante dei sessi sono i temi cardini di questo interessante spettacolo.
La rappresentazione, diretta da Velia Viti, conferisce al pubblico un'immagine del “si stava meglio quando si stava peggio”, legata al discorso sulla tecnologia in progresso dagli anni '40 ai giorni nostri. In tre sketch divertenti, distanti nell'inquadramento temporale, una brava e versatile Maria Antonietta Fama interpreta tre donne in ambiti diversi. Inizialmente, è una studentessa fuorisede in viaggio sul treno che senza credito al cellulare si sente perduta; successivamente veste i panni di una signorina in attesa per un appuntamento al parco con la medesima situazione di mancanza dell'apparecchio telefonico. Infine è un'attrice di rivista che si trova in camerino dopo lo show a sfogarsi con il suo amato, sempre però attraverso un apparecchio telefonico. Quest'ultimo diviene simbolo della comunicazione che passa dalle rudimentali cornette dell'antichità fino ad arrivare ai cellulari dei nostri giorni. É una comunicazione in progresso e al tempo stesso in decadimento perché da un lato ha aumentato le possibilità di tenersi in contatto ma, d'altro canto, ha diminuito l'usufruire dei rapporti interpersonali, fatti anche di contatto visivo e non solo verbale a distanza.

Fra sketch divertenti e intermezzi musicali i due attori riescono a trasmettere al pubblico, tra musicalità, finzione e realtà il senso proprio della commedia, deducibile dal titolo stesso: “Appese a un filo” il quale sta ad indicare che, proprio come nell'antichità, il rapporto amoroso per la donna passa attraverso un filo, quello telefonico che, talvolta, nasconde una fregatura. Lo spettacolo è proprio costruito attorno alla figura femminile dell'attrice e Alessandro Di Somma è molto bravo nel ruolo di supporto alla protagonista.

giovedì 29 marzo 2012

La Tana dell'arte presenta.........dal 27 marzo al 1 aprile........"Gastone"...........al teatro San Genesio di Roma



 Recensione:
La compagnia teatrale La Tana dell’arte porta in scena “Gastone”, la commedia musicale e teatrale di Ettore Petrolini dal 27 marzo al 1 aprile al Teatro San Genesio. Quella di Sandro Felice Leo, direttore artistico della compagnia, è stata una scelta coraggiosa. Portare un testo come Gastone non è da tutti, ma la Tana dell’arte, riadattando il testo originale e rendendolo ancora più attuale, fa centro. Rappresentato per la prima volta nel 1924 a Bologna, lo spettacolo è diviso in due atti e racconta delle vicende di Lucia e della sua nuova passione per il varietà e lo spettacolo. Attorno a questo personaggio, portato in scena da Valentina Ciaffaglione, brava come attrice e come cantante, ruotano la sorella Teresa, a cui una convincete Barbara Mecucci presta il volto e Zìo Vincenzo, interpretato da un bravo Paolo Bianchi, il quale non è propenso a sostenere le due nipoti in questo nuovo progetto. Dietro le scelte di Lucia c’è Gastone, affascinante e carismatico attore che decide di fare della ragazza la protagonista di uno spettacolo musicale. Decisioni disapprovate non solo dallo zio ma anche da Alfredo, interpretato da un bravo Federico Sozio, pretendente di Lucia, allontanato dalla donna a causa del suo modesto mestiere di stampatore

 
Un primo atto portato in scena con un ritmo incalzante fin dalle prime battute. Il secondo atto si svolge all’interno della pensione della marchesa Violetta (Fabiana Pagani) in cui Gastone aveva portato Lucia, ingannandola con false speranze, sul suo futuro di attrice di varietà. Molti sono i personaggi che si avvicendano in questa seconda parte dello spettacolo: Beatrice Duval, la cameriera Natalina, l’impresario Pompa, la stiratrice, la sarta, il parrucchiere Floro. Per interpretare questi personaggi Sandro Felice Leo sceglie sette bravissimi attori tra cui spicca particolarmente l’umorismo di Simone Milli nel ruolo del parrucchiere, Valentina Genovesi nel ruolo di Bice Duval ma ben calati nella parte anche lo stesso Sandro Felice Leo nel ruolo dell’impresario, Jessica Dobici, Valeria Forlini, Gabriella Cervelli e Massimo Urbini.

 Colui che sostiene l’intero lavoro è uno straordinario Gastone, personaggio centrale della commedia che, promettendo a Gemma lo stesso futuro precedentemente promesso a Lucia, si configura come fulcro dell’intero spettacolo, da cui scaturiscono tutti gli eventi, in realtà collegati alle due promesse: le discussioni di Lucia e Teresa con lo zio Vincenzo, le liti con Alfredo, le vicende della pensione, le false promesse ingannevoli, fino ad arrivare al furto di un braccialetto ai danni di Beatrice, ritrovato dal commissario di polizia nella vestaglia dello stesso Gastone. 

 

Una commedia divertente, costruita attorno a quattordici personaggi, recitata in un tono scherzoso ed esilarante. Belli i costumi di scena che catalizzano l’attenzione sul personaggio rendendo tutto ancora più verosimile. Un merito particolare va dato all’attore protagonista, Luca Pennacchioni, che si cala perfettamente nei panni dell’artista cinico. Nonostante ci sia qualche variazione rispetto all’originale di Ettore Petrolini, basti pensare ai quattro brani scritti appositamente per lo spettacolo da Carmine Caprera, gli attori sono riusciti a far divertire il pubblico e ad interpretare i personaggi in modo singolare, anche grazie ad una scenografia resa ottimale dall’illuminazione ben predisposta sull’ampio palcoscenico del teatro San Genesio.


martedì 27 marzo 2012

Micol Martinez-il secondo album: "La Testa dentro"



La Testa Dentro
Secondo album per la cantautrice milanese Micol Martinez, pubblicato a due anni di distanza dal precedente intitolato “Copenaghen”, in cui sussistevano sonorità folk e indie – rock. Invece, nel nuovo album, in cui la cantante si rivolge al presente e al futuro, ci si sposta più verso il pop conferendo anche un tratto di maggior solarità ritmica, segno evidente della sua maturazione artistica. Le canzoni sono più dirette rispetto alle precedenti e i temi vengono affrontati con naturalezza e senza drammi, come nel brano “60 secondi”, in cui il testo parla dell'omosessualità femminile.


É un album incisivo e vario, che non ha bisogno di decori presentativi particolari; la scrittura musicale e la produzione artistica sono entrambe agilmente scorrevoli e piacevoli e nel disco, in cui si dà sfogo a ogni possibile emozione, compresa quella del divertimento, l'intento è quello di giocare con le parole e con la musica, scrivendo di un futuro che diventa possibile cantando. L'incisività del disco è sottolineata ancor di più dalla marcata impronta acustica della cantante, la quale sembra muoversi a proprio agio in un sound folk – pop con sonorità prettamente “etniche”, sottolineate anche dalla levatura dei musicisti e dalla cura peculiare degli arrangiamenti.


Si tratta, in una visione complessiva dell'elaborato, di brani adeguatamente costruiti sia nell'assetto ritmico che in quello sonoro e musicale.
In particolare, varianti spiccate di percussioni segnano un cambio armonico ben realizzato nel ritornello della prima canzone “Haggis” e tendenze irlandesi si riscontrano nella musicalità di “Nel movimento continuo”, in cui è il violino a rendere il tono del pezzo quasi noise.




Tracklist:

  1. Haggis (la testa dentro)
  2. 60 secondi
  3. Questa notte
  4. L'alveare
  5. Sarà d'inverno
  6. Nel movimento continuo
  7. A filo d'acqua
  8. Coprimi gli occhi
  9. Un nome diverso

martedì 20 marzo 2012

H.O.P.E L.E.A.V.E.S:"Till the rainbow stars to shine"



Recensione:
Primo lavoro degli Hope Leaves, rock band trevigiana nata nell'estate del 2004: si tratta di un album realizzato in studio sotto l'etichetta discografica Nerdsound Records; l'album nasce dopo un lungo cammino di perfezionamento del sound della band, in bilico tra pop acustico britannico e atmosfere lo-fi americane; muovendosi solo con strumenti acustici e senza alzare mai la voce, danno vita a 11 brani che trattano di un'innocenza perduta, di peccatori con le loro dolorose redenzioni e della speranza che se ne va.

Nati per essere cantati sottovoce, senza disturbare, i brani risultano essere ben curati intorno alle chitarre acustiche di Neil Lucchetta, anche voce del gruppo, ed Enrico De Luca. Il disco, nel suo insieme, risulta essere una malinconica speranza di ritrovare l'arcobaleno nella vita. L'attesa dell'arcobaleno si tinge di pomeriggi nebbiosi, di lunghe passeggiate autunnali sul lago e di colori pastello.

Con un sound americaneggiante e accattivante, con ballate acoustic rock e con testi tutt'altro che banali e carichi di ispirazione, specialmente nel brano “Green”, gli Hope Leaves cullano gli ascoltatori, dimostrando grande abilità tecnica e raggiungendo un notevole livello emozionale con i versi di frustrazione e malinconica del brano conclusivo “Bare and Mine”. Quest'ultimo brano, dopo qualche ascolto, riesce a suscitare forte interesse, a pari merito del pezzo “Sorrow”, caratterizzato dalla presenza di tanto rock acustico americano degli anni settanta. Si vive nel mondo del lago raffigurato in copertina, in una poesia naturale a cui la modernità nuocerebbe, proprio per questo, il disco può essere considerato anche come un tuffo nel passato e nella pace della natura che il mondo contemporaneo ha smarrito.



Tracklist

  1. Till the rainbow starts to shine
  2. For a while
  3. Sparrow
  4. Colours of innocence
  5. Sinner
  6. Redemption in pain
  7. Ships have sailed to the moon and back
  8. Outside the snow is falling
  9. Green
  10. Voices
  11. Bare and mine


http://kdcobain.it/tutte-le-recensioni/238-hope-leaves--till-the-rainbow-starts-to-shine-recensione.html

lunedì 19 marzo 2012

C.H.I.C.A.G.O........................................ la storia di una ragazza che sogna di ballare



Trama:
Il film tratta la storia di una soubrette sognatrice, Roxie Hart (Renèe Zellweger), durante il percorso che la porterà alla popolarità e al successo, grazie a Billy Flynn (Richard Gere), il quale riesce a farla scagionare dall’accusa di omicidio. Sarà l’avventura di una ragazza di provincia che prenderà la sua rivincita contro il mondo meschino, arrivando a duettare con la famosa showgirl Velma Kelly (Catherine Zeta-Jones).

Recensione:
Roxie Hart è una soubrette poco conosciuta con il sogno di diventare cantante e quando scopre che l’amante, il quale le aveva promesso popolarità, non può assolutamente aiutarla lo uccide usando la pistola del marito. Velma Kelly, invece, è una star di nightclub, già affermata come ballerina e cantante, la quale, viene arrestata e imprigionata, dopo aver ucciso marito e sorella. Nel carcere, in cui si trova anche Mama, (Queen Latifah), Roxie e Velma si incontrano e, dopo essersi alleate, entrambe mosse dal desiderio di creare una degna immagine di sé stesse, decidono di lavorare e ballare insieme. Roxie ingaggia Billy Flynn, l’avvocato più in gamba della città, il quale adotta una strategia di difesa che parte dalla valorizzazione dell'immagine pubblica della ragazza e, facendo leva anche sulla stampa, riesce a farla scagionare. Durante la prigionia, numerosi sono i viaggi nella mente di Roxie sul palcoscenico di locali immaginari, mentre si esibisce in vari show. Il film – musical viene tratto dal musical di John Kander e Fredd Ebb del 1975, i quali si erano ispirati a loro volta allo spettacolo teatrale scritto da Maurine Dallas Watkins, “Chicago”, basato sulla storia di due killer dell'età del Jazz, Beulah Annan e Belva Gaertner. Il film, la cui scenografia è del tutto teatrale, è ambientato nella Chicago degli anni venti e ha vinto sei premi oscar, tra cui quello per miglior film. É un racconto nel racconto, in cui la parte narrativa tratta delle avventure di Roxie che fanno da sfondo al vero tema del film, costituito dalla dimensione artistico-musicale, con show ed esibizioni di canto e ballo della protagonista e delle altre ballerine sul palcoscenico.

domenica 11 marzo 2012

Dal romanzo di Nicholas Sparks.........Miley Cyrcus in "The Last song"



Titolo originale: The last song
Regia: Julie Anne Robinson
Cast: Miley Circus, Liam Hemsworth, Greg Kinnear
Musiche: Aaron Zigman
Produzione: Offspring Entertainment, USA 2010
Genere: Drammatico
Durata: 104 minuti


Trama:
Ronnie (Miley Cyrcus) e il suo fratellino si spostano da New York sulle spiagge della Georgia per trascorrere le vacanze estive nella casa del padre, Steve (Greg Kinnear), il quale aveva lasciato la famiglia molti anni prima. Sarà difficile per l'uomo ristabilire un contatto con la figlia ribelle, ormai prossima all’università.

Recensione:
Il film, ispirato al romanzo di Nicholas SparksRicordati di guardare la luna, Le pagine della nostra vita, racconta la storia familiare-amorosa di una adolescente, interpretata dalla diva Miley Cyrcus, coinvolta dapprima nella storia sentimentale con Will (Liam Hemsworth) e dopo nel dramma familiare, in cui scopre che il padre è malato di cancro e che sta per morire. Steve, accusato di aver provocato l'incendio alla chiesa della città, aveva deciso di smettere di prendere medicinali per essere perfettamente lucido, quell'estate, da trascorrere con i figli. Per cercare di risanare il rapporto con la figlia, Steve decide di usare la passione che li aveva precedentemente accomunati: quella per la musica e per il piano. Nonostante Ronnie avesse smesso di suonare il giorno che il padre aveva abbandonato la famiglia, Steve la spinge a ricominciare e lei, durante la celebrazione del funerale del padre, per omaggiarlo, esegue il pezzo che egli aveva lasciato incompiuto. Si tratta di un viaggio commovente per diventare grandi in cui Ronnie passa da un primo accanimento contro il padre a un sentirsi vicina al suo spirito, proprio grazie alla musica, tema fondamentale della storia narrata, unita alla love-story con Will, il quale deciderà di frequentare l'università di New York per star più vicino alla ragazza amata. 
 


mercoledì 7 marzo 2012

L’OR – “Rabbia E Sole”.........nuovo album



Quarta pubblicazione ufficiale della rock band L’OR (acronimo di Like Outside Rain), arrivata a cavallo tra il 2011 e il 2012, disponibile nei negozi con etichetta discografica EMI. In data 4 febbraio 2012 presso la discoteca Le Disque di Verona c’è stata la presentazione ufficiale dell’album da parte della band, assestatasi dopo alterne vicissitudini nel 2010 con una formazione a tre: Emanuele Tinazzi occupa la posizione di prima chitarra e canto; alla batteria Matteo Gangini e Daniele Nazzi al basso. Nel 2011 si è aggiunto Federico Pilon, come seconda chitarra. Quest’ultimo disco, composto da dieci canzoni, tra cui anche alcune ballad, è un progetto ambizioso che riunisce tutte le anime del gruppo. Sound internazionale conferito anche dall’orchestra di quaranta elementi di cui la band si è avvalsa per la produzione del disco, ricco di sfumature pop, rock ed elettroniche, le quali rendono “Rabbia e Sole” un cd di ottima qualità.
Si tratta di canzoni curate sia negli arrangiamenti che nei testi. Molteplici sono le tematiche, tra cui la violenza sulle donne, l’accettazione di sé stessi, la droga, l’amore descritto in varie forme e aspetti. Il singolo che dà il titolo al disco stesso è una ballata intensa e profonda scritta a quattro mani da Emanuele Tinazzi e Stefano Ripa, chitarrista italiano di Mario Biondi e Claudio Baglioni. Nel disco è presente anche un omaggio alla band de “il Nucleo”, con il brano “Meccanismi”, coprodotto da entrambe le formazioni. La canzone “Buonanotte Mimì, invece, è una dedica all'indimenticata Mia Martini. Diverse sono le chiavi melodiche di ascolto dei brani, in cui variano spesso le tonalità, dipendenti dal tema affrontato nel brano stesso: si tratta di tonalità che spaziano tra diversi generi musicali, tutti amalgamati dal rock di fondo che rende l’album un ottimo gioco di variazione melodica e tematica.



Tracklist
  1. 13esima stella
  2. Buonanotte mimì
  3. Consapevole
  4. Eroe
  5. Febbre al silicone
  6. Il Rock ci ha dato un tetto
  7. Meccanismi
  8. Rabbia e sole
  9. Rapporto-stabile
  10. Sfiorami

http://kdcobain.it/tutte-le-recensioni/222-lor-rabbia-e-sole-recensione.html

domenica 4 marzo 2012

Sherlock Holmes..........................Gioco di Ombre........secondo film sull'investigatore londinese.....regia di Guy Ritchie


Trama:

Il leggendario investigatore di Scotland Yard si trova ad indagare sulle vicende che coinvolgono Francia e Germania, “pronte ad azzannarsi”. Le indagini lasciano intendere che sia tutto legato al professor James Moriarty, criminale dall'ingegno pari a quello di Holmes. Sarà affiancato dall’amico Watson e da Irene Adler, inizialmente complice inconsapevole del criminale su cui l'investigatore svolgerà le sue indagini.
In fuga


Recensione:

Inizialmente, l’inquadramento temporale e storico viene dato da Watson (Jude Law), il quale sta scrivendo a macchina la storia narrata nel film: “correva l’anno 1891 e Francia e Germania erano pronte ad azzannarsi”. Le motivazioni di questa situazione sono diverse e l’investigatore Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) pensa che tutto sia partito dal professor James Moriarty(Jared Harris), ritenuto un uomo ingegnoso e folle. Dopo essersi unito in matrimonio con Mary e aver scampato un attentato grazie all’amico investigatore, Watson affianca Holmes nelle indagini per impedire il crollo della civiltà occidentale. La scena passa dal treno a Parigi per poi finire lì dove era tutto iniziato, nello studio di Watson, vero artefice della narrazione del film. Tutti gli avvenimenti sono costituiti in una sceneggiatura teatrale, molto simile a quella che si svolge su un palcoscenico, in quanto vengono privilegiate le scene svolte in interni di palazzi e case. Tra enigmi, bombe ed esplosioni si muove questo secondo appuntamento con le storie di Sherlock Holmes, firmato da Guy Ritchie. Robert Downey Jr. interpreta il ruolo dell'investigatore diligentemente, sottolineando la natura di calcolatore nei duelli del personaggio. Si tratta di un perfetto miscuglio di azione, avventura e giallo; i combattimenti fanno da supporto alla vera trama del film: le indagini che svolge l'investigatore londinese sul conto del suo acerrimo nemico, affiancato dal leggendario amico Watson.

Il film è influenzato dal racconto “L'ultima avventura” di Sherlock Holmes, pubblicato nel 1893, ad opera dell' autore Arthur Conan Doyle, il quale aveva dato origine al ciclo di racconti in lingua inglese sulle avventure dell'investigatore privato londinese.
Il protagonista dei film diretti da Guy Ritchie...........Robert Downey Jr.......................Sherlock Holmes