domenica 18 settembre 2011

Lucio Battisti................fino all'incontro con Mogol.........l'innovazione nel pop e nel rock italiano


Cenni sulla carriera:
L’articolo che segue dà spazio a Lucio Battisti, musicista e cantautore italiano, considerato una delle figure di spicco del pop e del rock italiano e una delle massime personalità della musica leggera come interprete delle sue stesse canzoni e come autore di testi di canzoni altrui. L’artista, personalizzando e innovando la forma della canzone tradizionale e melodica ha portato una svolta decisiva nella canzone italiana dal punto di vista strettamente musicale. Nel corso della sua carriera ha venduto oltre 25 milioni di dischi e ha collaborato con Mogol e con Pasquale Panella.
Biografia:
Lucio Battisti nacque a Poggio Bustone, comune in provincia di Rieti, nel 1943 e morì nel 1998 a Milano, all’età di soli 55 anni. Durante la sua carriera fece tappa a Rieti, a Napoli, a Roma e infine a Milano.
Gli inizi:
Quando la famiglia di Battisti si trasferì nel 1950 a Roma, Lucio venne a contatto con i brani di rock-roll suonati da due suoi condomini e così, a seguito della promozione in terza media, chiese una chitarra in regalo ai suoi genitori. Secondo alcuni racconti, anche se poco attendibili, Lucio imparò a suonare la chitarra grazie a Carlo Di Savio, elettricista del suo paese natale. In ogni caso l’apporto principale fu quello di autodidatta. Si diplomò nel 1962 come perito elettrotecnico presso l'Istituto Tecnico Industriale Galileo Galilei. Nell’autunno dello stesso anno iniziò il suo periodo di gavetta, dapprima, suonando a Napoli con la band I Mattatori e dopo essere tornato a Roma per la mancanza di soldi, con I Satiri. Notato dal gruppo I Campioni, alla ricerca di un nuovo chitarrista, Roby Matano, leader della band, decise di offrirgli tale ruolo che Battisti accettò senza esitazione. La sede principale dell’attività della band era a Milano e così Battisti si trasferì nel capoluogo lombardo con molto entusiasmo. La band partì per un tour in Germania e Lucio, spinto da Matano, iniziò da allora a scrivere canzoni per la band.


Il fatale incontro con Mogol:
Durante un provino nel 1965, Battisti fu notato da un’editrice musicale di origine francese, Christine Leroux, a caccia di nuovi talenti per la casa Ricordi. La stessa decise di presentare l’artista al paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol.
Ancora oggi, Mogol racconta di non essere rimasto soddisfatto di questo primo incontro e delle canzoni che Lucio gli aveva proposto ma, grazie all’umiltà e alla voglia di migliorarsi di Battisti, decise comunque di collaborare con lui. Fu così che nacque, nel 1965, il sodalizio Mogol-Battisti.
Nel 1966 Mogol convinse Battisti a cantare da sé le sue canzoni: l'intuizione del "paroliere" milanese, che dovette a tale scopo superare resistenze della Ricordi, si rivelò felice poiché Battisti, dopo inizi incerti, a partire dal 1969 ebbe successo anche come cantante. Nello stesso anno lasciò l'etichetta discografica per fondarne una insieme a Battisti, la Numero Uno, che raccolse sotto la sua egida molti celebri cantautori italiani. Il sodalizio si interruppe nel 1980 quando Mogol decise di dedicarsi ad altri artisti, tra cui Riccardo Cocciante. Durante gli anni del sodalizio Battisti collezionò un gran numero di successi. Nel 1967 Mogol e Battisti furono gli autori del brano “29 settembre” che, interpretato dagli Equipe 84 e più volte trasmesso nel programma radiofonico “Bandiera gialla”, si classificò al primo posto nella hit parade. Sempre nel 1967 sono ancora una volta autori di un altro brano “Nel cuore, nell'anima”, interpretato e portato al successo sempre dagli Equipe 84, e per l'ex Camaleonte Riki Maiocchi, scrissero la celebre “Uno in più”, considerata una canzone-manifesto della cosiddetta linea verde con cui Mogol intendeva perseguire un rinnovamento della tradizione musicale italiana, lavorando con giovani cantanti e autori come Battisti.
Nel 1968 Battisti pubblica il singolo Prigioniero del mondo/Balla Linda. “Prigioniero del mondo”, una canzone scritta da Carlo Donida con testo di Mogol, che doveva essere originariamente interpretata da Gianni Morandi, fu portata con scarso successo alla manifestazione Un disco per l'estate 1968. Di questo brano esiste anche un videoclip girato su pellicola in bianco e nero, che è anche il primo filmato dove compare il cantante, girato a Tonezza del Cimone. Di maggiore successo è il retro, “Balla Linda”, una canzone melodica ma già "sperimentale" per i canoni musicali dell'epoca, nei testi della quale Battisti e Mogol rifiutano la convenzione delle rime baciate.
Con “Balla Linda” partecipò al Cantagiro 1968 classificandosi quarto, ed entrò, per la prima volta con una canzone da lui interpretata, in hit parade; con una versione in inglese intitolata Bella Linda ed eseguita dai The Grass Roots, otterrà un notevole successo anche negli Stati Uniti, piazzandosi al numero 28 della classifica di Billboard.
Dopo aver partecipato, nel gennaio del 1969, al festival di San Remo, con la canzone “Un’avventura” ,in cui riesce a conciliare la melodia italiana con le atmosfere e i suoni del rhythm and blues, pubblica il suo primo album, il 4 marzo 1969, dal titolo Lucio Battisti, che è una raccolta di brani già pubblicati nei precedenti singoli più sei brani già editi nelle versioni di altri gruppi e cantanti qui interpretati da Battisti; il 28 marzo pubblica il secondo singolo dell'anno, “Acqua azzurra, acqua chiara/Dieci ragazze”. Dopo tanti altri successi, come la vittoria nel 1970 al Festivalbar e raggiunte le vette delle classifiche di vendita e ascolto con nuovi singoli e album, Battisti fondò con Mogol la casa discografica indipendente Numero Uno. Battisti conquistò in quegli anni, a metà degli anni 70, il primo e il secondo posto della classifica di vendita dischi con “Il mio canto libero” e “Il nostro caro angelo”. Non era mai successa una cosa di tale portata pubblicitaria nelle classifiche di vendita e da lì non si poté far a meno di vedere in Battisti l’artista che sarebbe rimasto in vetta nella canzone italiana per molto tempo, l’iniziatore di un nuovo stile di musica che mescolava il pop con il rock.

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