lunedì 19 settembre 2011

Lucio Battisti.........la discografia ufficiale.........album e singoli

Nell'articolo che segue si metterà in luce la discografia di Lucio Battisti, contenente album e singoli pubblicati tra il 1966 e il 1994; 20 album, uno dei quali pubblicato solo in cassetta, 22 singoli, pubblicazioni dei suoi brani affidati ad altri interpreti e numerosi cofanetti e compilation pubblicati soprattutto negli ultimi anni. A fianco al titolo di ognuno verrà citata la casa discografica con cui è pubblicato l'album o il singolo. La produzione discografica dell'artista abbraccia la discografia italiana e quella del Regno Unito, infatti molti brani dell'artista saranno tradotti successivamente anche in lingua inglese. Battisti realizzò anche molti brani per altri interpreti, cimentandosi come autore di testi musicali. In questo spazio verranno elencati solo gli album e i singoli interpretati dall'artista stesso, delineando così un percorso a tappe nella sua crescita musicale .


Album
1969 – Lucio Battisti (Ricordi)
1970 – Lucio Battisti Vol. 2 (Ricordi; pubblicato solo in cassetta)
1970 – Emozioni (Ricordi)
1971 – Amore e non amore (Ricordi)
1971 – Lucio Battisti Vol. 4 (Ricordi)
1972 – Umanamente uomo: il sogno (Numero Uno)
1972 – Il mio canto libero (Numero Uno)
1973 – Il nostro caro angelo (Numero Uno)
1974 – Anima latina (Numero Uno)
1976 – Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera (Numero Uno)
1977 – Io tu noi tutti (Numero Uno)
1977 – Images (RCA)
1978 – Una donna per amico (Numero Uno)
1980 – Una giornata uggiosa (Numero Uno)
1982 – E già (Numero Uno)
1986 – Don Giovanni (Numero Uno)
1988 – L'apparenza (Numero Uno)
1990 – La sposa occidentale (CBS)
1992 – Cosa succederà alla ragazza (Sony / Columbia)
1994 – Hegel (Numero Uno)
Singoli
1966 – Per una lira/Dolce di giorno (Ricordi)
1967 – Luisa Rossi/Era (Ricordi)
1968 – Prigioniero del mondo/Balla Linda (Ricordi)
1968 – La mia canzone per Maria/Io vivrò (senza te) (Ricordi)
1969 – Un'avventura/Non è Francesca (Ricordi)
1969 – Acqua azzurra, acqua chiara/Dieci ragazze (Ricordi)
1969 – Mi ritorni in mente/7 e 40 (Ricordi)
1970 – Fiori rosa fiori di pesco/Il tempo di morire (Ricordi)
1970 – Anna/Emozioni (Ricordi)
1971 – Pensieri e parole/Insieme a te sto bene (Ricordi)
1971 – Dio mio no/Era (Ricordi)
1971 – Le tre verità/Supermarket (Ricordi)
1971 – La canzone del sole/Anche per te (Numero Uno)
1972 – Elena no/Una (Ricordi)
1972 – I giardini di Marzo/Comunque bella (Numero Uno)
1972 – Il mio canto libero/Confusione (Numero Uno)
1973 – La collina dei ciliegi/Il nostro caro angelo (Numero Uno)
1976 – Ancora tu/Dove arriva quel cespuglio (Numero Uno)
1977 – Amarsi un po'/Sì, viaggiare (Numero Uno)
1978 – Una donna per amico/Nessun dolore (Numero Uno)
1980 – Una giornata uggiosa/Con il nastro rosa (Numero Uno)
1982 – E già/Straniero (Numero Uno)


domenica 18 settembre 2011

Lucio Battisti................fino all'incontro con Mogol.........l'innovazione nel pop e nel rock italiano


Cenni sulla carriera:
L’articolo che segue dà spazio a Lucio Battisti, musicista e cantautore italiano, considerato una delle figure di spicco del pop e del rock italiano e una delle massime personalità della musica leggera come interprete delle sue stesse canzoni e come autore di testi di canzoni altrui. L’artista, personalizzando e innovando la forma della canzone tradizionale e melodica ha portato una svolta decisiva nella canzone italiana dal punto di vista strettamente musicale. Nel corso della sua carriera ha venduto oltre 25 milioni di dischi e ha collaborato con Mogol e con Pasquale Panella.
Biografia:
Lucio Battisti nacque a Poggio Bustone, comune in provincia di Rieti, nel 1943 e morì nel 1998 a Milano, all’età di soli 55 anni. Durante la sua carriera fece tappa a Rieti, a Napoli, a Roma e infine a Milano.
Gli inizi:
Quando la famiglia di Battisti si trasferì nel 1950 a Roma, Lucio venne a contatto con i brani di rock-roll suonati da due suoi condomini e così, a seguito della promozione in terza media, chiese una chitarra in regalo ai suoi genitori. Secondo alcuni racconti, anche se poco attendibili, Lucio imparò a suonare la chitarra grazie a Carlo Di Savio, elettricista del suo paese natale. In ogni caso l’apporto principale fu quello di autodidatta. Si diplomò nel 1962 come perito elettrotecnico presso l'Istituto Tecnico Industriale Galileo Galilei. Nell’autunno dello stesso anno iniziò il suo periodo di gavetta, dapprima, suonando a Napoli con la band I Mattatori e dopo essere tornato a Roma per la mancanza di soldi, con I Satiri. Notato dal gruppo I Campioni, alla ricerca di un nuovo chitarrista, Roby Matano, leader della band, decise di offrirgli tale ruolo che Battisti accettò senza esitazione. La sede principale dell’attività della band era a Milano e così Battisti si trasferì nel capoluogo lombardo con molto entusiasmo. La band partì per un tour in Germania e Lucio, spinto da Matano, iniziò da allora a scrivere canzoni per la band.


Il fatale incontro con Mogol:
Durante un provino nel 1965, Battisti fu notato da un’editrice musicale di origine francese, Christine Leroux, a caccia di nuovi talenti per la casa Ricordi. La stessa decise di presentare l’artista al paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol.
Ancora oggi, Mogol racconta di non essere rimasto soddisfatto di questo primo incontro e delle canzoni che Lucio gli aveva proposto ma, grazie all’umiltà e alla voglia di migliorarsi di Battisti, decise comunque di collaborare con lui. Fu così che nacque, nel 1965, il sodalizio Mogol-Battisti.
Nel 1966 Mogol convinse Battisti a cantare da sé le sue canzoni: l'intuizione del "paroliere" milanese, che dovette a tale scopo superare resistenze della Ricordi, si rivelò felice poiché Battisti, dopo inizi incerti, a partire dal 1969 ebbe successo anche come cantante. Nello stesso anno lasciò l'etichetta discografica per fondarne una insieme a Battisti, la Numero Uno, che raccolse sotto la sua egida molti celebri cantautori italiani. Il sodalizio si interruppe nel 1980 quando Mogol decise di dedicarsi ad altri artisti, tra cui Riccardo Cocciante. Durante gli anni del sodalizio Battisti collezionò un gran numero di successi. Nel 1967 Mogol e Battisti furono gli autori del brano “29 settembre” che, interpretato dagli Equipe 84 e più volte trasmesso nel programma radiofonico “Bandiera gialla”, si classificò al primo posto nella hit parade. Sempre nel 1967 sono ancora una volta autori di un altro brano “Nel cuore, nell'anima”, interpretato e portato al successo sempre dagli Equipe 84, e per l'ex Camaleonte Riki Maiocchi, scrissero la celebre “Uno in più”, considerata una canzone-manifesto della cosiddetta linea verde con cui Mogol intendeva perseguire un rinnovamento della tradizione musicale italiana, lavorando con giovani cantanti e autori come Battisti.
Nel 1968 Battisti pubblica il singolo Prigioniero del mondo/Balla Linda. “Prigioniero del mondo”, una canzone scritta da Carlo Donida con testo di Mogol, che doveva essere originariamente interpretata da Gianni Morandi, fu portata con scarso successo alla manifestazione Un disco per l'estate 1968. Di questo brano esiste anche un videoclip girato su pellicola in bianco e nero, che è anche il primo filmato dove compare il cantante, girato a Tonezza del Cimone. Di maggiore successo è il retro, “Balla Linda”, una canzone melodica ma già "sperimentale" per i canoni musicali dell'epoca, nei testi della quale Battisti e Mogol rifiutano la convenzione delle rime baciate.
Con “Balla Linda” partecipò al Cantagiro 1968 classificandosi quarto, ed entrò, per la prima volta con una canzone da lui interpretata, in hit parade; con una versione in inglese intitolata Bella Linda ed eseguita dai The Grass Roots, otterrà un notevole successo anche negli Stati Uniti, piazzandosi al numero 28 della classifica di Billboard.
Dopo aver partecipato, nel gennaio del 1969, al festival di San Remo, con la canzone “Un’avventura” ,in cui riesce a conciliare la melodia italiana con le atmosfere e i suoni del rhythm and blues, pubblica il suo primo album, il 4 marzo 1969, dal titolo Lucio Battisti, che è una raccolta di brani già pubblicati nei precedenti singoli più sei brani già editi nelle versioni di altri gruppi e cantanti qui interpretati da Battisti; il 28 marzo pubblica il secondo singolo dell'anno, “Acqua azzurra, acqua chiara/Dieci ragazze”. Dopo tanti altri successi, come la vittoria nel 1970 al Festivalbar e raggiunte le vette delle classifiche di vendita e ascolto con nuovi singoli e album, Battisti fondò con Mogol la casa discografica indipendente Numero Uno. Battisti conquistò in quegli anni, a metà degli anni 70, il primo e il secondo posto della classifica di vendita dischi con “Il mio canto libero” e “Il nostro caro angelo”. Non era mai successa una cosa di tale portata pubblicitaria nelle classifiche di vendita e da lì non si poté far a meno di vedere in Battisti l’artista che sarebbe rimasto in vetta nella canzone italiana per molto tempo, l’iniziatore di un nuovo stile di musica che mescolava il pop con il rock.

domenica 11 settembre 2011

Il docu-film su Vasco Rossi-"Questa storia qua"




Il 5 settembre, in occasione del Festival Internazionale del Cinema di Venezia, è stato presentato il docu-film sul rocker emiliano Vasco Rossi dal titolo “Questa storia qua”. La pellicola, che doveva arrivare inizialmente sugli schermi alla fine dell’anno, è stata proiettata in anteprima proprio durante la manifestazione veneziana. Alla “prima” doveva essere presente anche Vasco Rossi ma, per motivi di salute, l'artista è stato ricoverato ed ha annullato anche gli impegni dei successivi concerti oltre alla sua partecipazione a Venezia; il documentario è stato trasmesso via satellite in alcune sale italiane selezionate. La pellicola, diretta da Alessandro Paris e Sibylle Righetti (i due sono stati anche gli autori dei video di “Gioca con me” e “Vieni qui”), prodotta da Indigo film e distribuita da Lucky Red, è stata distribuita nelle nostre sale cinematografiche a partire dal 7 settembre. In occasione della mostra sono state 200 le sale in tutta Italia, collegate via satellite, per seguire la prima del film.
Sicuramente, per tutti i fan del rocker di Zocca, si tratta di una straordinaria sorpresa dato che erano già rassegnati all’addio alle scene musicali del proprio idolo, annunciato proprio da Vasco qualche
giorno fa.
Ricordiamo che inizialmente la pellicola si sarebbe dovuta chiamare “Da Zocca a Los Angeles” e secondo fonti vicine all’artista conterrà un inedito scritto da Vasco per l’occasione. Il brano in questione è stato presentato pochi giorni prima dell’uscita del docu-film.
Il film documentario attraversa la vita del cantante rock, dagli esordi ad oggi. Attraverso le sue canzoni, che hanno segnato quasi 40 anni di musica italiana, si vedrà come Vasco Rossi, venuto dal nulla, è riuscito a farsi largo nella musica italiana con la sua voce sguaiata da fumatore e il suo modo di vivere non-conformista e pieno di eccessi.

Scheda tecnica del film:


Trama del film:

La vita e la musica di Vasco Rossi approdano al cinema. Attraverso il racconto e le canzoni di Vasco e un ricco materiale di repertorio, il film ci regala un intimo e inedito ritratto dell’unica vera rock-star italiana. “Negli anni in cui tutto stava andando verso la normalizzazione, il carrierismo, il perbenismo, Vasco, con la sua faccia da contadino, la sua andatura da montanaro, la sua voce sguaiata da fumatore, il suo sguardo sempre un po’ perso, diventava l’idolo di una diversità, di un farsi i fatti propri, di un non volersi irreggimentare, aspetti che trovarono pronta e osannante una moltitudine di ragazzini” (Pier Vittorio Tondelli)
REGIA:Alessandro Paris, Sibylle Righetti
ATTORI: Vasco Rossi
PRODUZIONE: Indigo Film
DISTRIBUZIONE: Lucky Red
PAESE:Italia 2011
GENERE:Biografico,Documentario,Musicale
FORMATO: Colore

Recensione:

Il film è un manifesto della “vita spericolata” di Vasco e ci racconta delle amicizie, della famiglia e degli eccessi del rocker emiliano. La pellicola ci porta, attraverso la narrazione di vari episodi e di interviste alle persone più vicine al rocker emiliano, da Zocca a Los Angeles, raccontandoci gli sviluppi dell’artista, i primi contratti discografici e infine i backstage dei vari concerti. Il film si conclude con il backstage dell’ultimo concerto in cui si vede scendere una lacrima sul viso di Vasco Rossi, segno della malinconia ad abbandonare le scene. Forse i fan non rivedranno più Vasco sul palco ma con questo film si potrà tenere un ricordo della vita del re degli stadi.
Il film si apre da subito con una frase rappresentativa sullo schermo: “Il rock ti da l'idea che tutti ce la possano fare”.....questa frase rappresenta da un lato il senso primario della musica rock e anche lo stesso percorso di Vasco Rossi. Infatti il rocker emiliano dopo la morte del padre, camionista, morto a causa di un tumore mentre era in viaggio, trova nel rock una dimensione di fuga e di estraneazione dalla realtà. É proprio l'evento della morte del padre che costituisce un punto di svolta della carriera di Vasco, una sorta di scossa, una motivazione a “impegnarsi” e a raccontare quello che sente. Così da questi input nasce il brano vita spericolata, canzone che accompagna la parte iniziale del film-documentario. Voglio una vita spericolata, una vita che se ne frega.... queste le parole di Vasco che delineano il suo stile di vita da allora, con un senso di malinconia evidente.
Da allora ogni evento della vita, anche il più banale, ogni constatazione viene immesso nelle parole di una canzone. Ed è così che nascono molte delle sue canzoni, come Coca-cola. Per quanto riguarda quest'ultima canzone, come ci racconta il titolare del supermercato dove Vasco andava a fare la spesa, Vasco vuole dedicare una canzone alla bevanda che prendeva sempre dopo che aveva cambiato composizione. Infatti il titolare del supermercato un giorno disse a Vasco:”sai, la coca-cola ha cambiato composizione”. Da lì nasce l' idea per la nuova canzone “Coca-cola si, con tutte quelle bollicine” , realizzata negli anni 80. É un dono naturale quello di Vasco, la capacità espressiva in grado di emozionare sempre e qualunque sia il tema trattato, come ci dice l'amico nell'intervista. In una vecchia intervista fatta a Vasco, l'artista ci dice che esistono pro e contro nella vita da rock-star. Infatti Vasco, durante la sua carriera, finisce in carcere a causa della droga che il rocker assumeva per reggere la sua vita sregolata. Furono cinque i giorni di isolamento in carcere, durante i quali Vasco ha avuto modo di pensare alla sua vita e di riflettere sugli avvenimenti.
Durante il corso del film ci sono anche le interviste alla madre Novella e all'amica della madre Ivana. La mamma ci racconta da subito che Vasco, anche quando era piccolo, pensava solo alla musica e non si impegnava a scuola. L'amica, invece, ci racconta che Vasco si divertiva a giocare con la musica e la faceva cantare con lui. Infatti già da bimbo, all'età di 12 anni, dopo aver vinto il concorso di Zocca, viene mandato ad esibirsi a Modena, dove viene notato da un maestro di musica che lo spinge a insistere sul canto. Così nasce la prima band di Vasco: I little boys . Le canzoni di Vasco nascono sempre da ciò che il cantautore sente e vede. Anche la canzone Albachiara nasce da un'emozione interna; Vasco la scrive per una ragazza, Giovanna, che lui vedeva sempre dalla finestra di casa. L'amico titolare del supermercato, che cantava con Vasco, ci racconta che Vasco era determinato ed è andato sempre avanti con la musica ed alla fine ha sfondato. Nella canzone del Blasco si ritrovano sempre tratti di malinconia e di solarità, come ci testimoniano gli amici della vecchia band che ancora oggi, si ritrovano a Zocca dopo tanti anni. Si ricorda con piacere la trasferta a Los Angeles, un mondo tutto nuovo rispetto a Zocca, dove Vasco e i suoi sono cresciuti molto come band ma anche come gruppo di amici. Vasco, ancor oggi manifesta nostalgia di Zocca, ma non per il luogo, bensì per il periodo in cui egli ha vissuto nella città: gli anni d'oro di Zocca; a Vasco manca quel periodo.
Secondo alcune testimonianze delle persone a lui più vicine, Vasco ha iniziato a cantare per la ricerca di autostima che, a causa dei vari avvenimenti, si era man mano assopita in lui. Nel film vengono riproposte varie tappe della carriera di Vasco e interviste che ne disegnano la personalità: le scene di infanzia, quelle con la madre, le interviste agli amici, le vicende vissute a Punto-radio, i backstage dei concerti, i concerti stessi, le scene paesaggistiche e le vicende con gli amici. Tra queste anche la scena con il collega e amico Massimo Riva, chitarrista della band a lui molto vicino. La canzone rappresentativa del duo Vasco-Riva è Vivere, brano che nello stesso testo ci da un senso profondo della vita, condiviso dai due. La canzone è una poesia della vita: vivere e sorridere dei guai. Tra le interviste c'è quella ad Angelo Righetti, che definisce Vasco un NON-CONFORMISTA, differente da ANTI-CONFORMISTA. Vasco odiava conformarsi alla società ma non nel senso che era il contrario degli altri, ma era tutto quello che lui sentiva di essere, “a modo suo”. Tra le varie scene paesaggistiche ci sono tramonti, posti soleggiati, i suoni della natura. Tutto il film è accompagnato da canzoni di Vasco stesso. Tra queste Albachiara, Vita spericolata, Siamo soli, Bollicine, Coca-cola, Vivere e altre.

Commento:

Un manifesto della vita artistica e non del cantautore che delinea le tappe principali della carriera che ha seguito Vasco Rossi: il re degli stadi e delle piazze senza la cui musica il mondo non sarebbe più lo stesso.


venerdì 9 settembre 2011

Eros Ramazzotti......la discografia ufficiale

Di seguito verranno elencati tutti gli album interpretati da Eros Ramazzotti dal 1982 al 2009, alcuni dei quali vengono proposti anche nella versione tradotta in spagnolo, a testimonianza della fama internazionale dell’artista.






1. Ad un amico:1982
2. Terra promessa:1984
3. Cuori agitati:1985
4. Nuovi eroi:1986
5. Hèroes de hoy:1986
6. In certi momenti:1987
7. En ciertos momentos:1987
8. Musica è:1988
9. Musica es:1988
10. In ogni senso:1990
11. En todos los sentidos:1990
12. Eros in concert:1991
13. Tutte storie:1993
14. Todo Historias:1993
15. Dove c’è musica:1996
16. Donde hay musica:1996
17. Eros:1997
18. Eros-spanish version:1997
19. Eros live:1998
20. Stile libero:2000
21. Estilo libre:2000
22. 9:2003
23. 9-spanish version:2003
24. Calma apparente:2005
25. Calma aparente:2005
26. E²:2007
27. E²-spanish version:2007
28. Ali e radici:2009
29. Alas y raices:2009

giovedì 8 settembre 2011

Eros Ramazzotti.........la storia dell'artista "di periferia" della musica italiana.........dalle origini alla maturazione

Le origini e il debutto


Questo articolo è dedicato a Eros Ramazzotti, altro artista che segna la musica italiana. Qui Verranno ripercorse alcune delle fasi principali della sua carriera, partendo dalle origini fino a trovare una definizione precisa del suo stile, individuabile dall'analisi dei suoi dischi.
Eros Ramazzotti, nato a Roma il 28 ottobre del 1963, nel quartiere di Cinecittà, si configura da subito come un artista che segue le sue emozioni e le interpreta immettendole nelle canzoni. Già dal quartiere in cui è nato possiamo ricavare una precisa sensazione che immetterà nelle sue canzoni. Infatti Cinecittà, e in particolare Roma, vengono definiti come luoghi “dove è più facile sognare che guardare in faccia la realtà”. Il quartiere di Cinecittà era stato patria di molte produzioni cinematografiche ma dopo l'avvento di Holliwood ritorna ad essere quello che era sempre stato, un semplice quartiere di periferia.
Durante l'infanzia, Eros fa alcune comparse in scene di massa in alcuni film ma sogna già una vita come cantante, incoraggiato anche da Papà Rodolfo, pittore edile ma che aveva anche inciso alcune canzoni. Così, dopo aver terminato le scuole medie, Ramazzotti fa il test di ammissione per il Conservatorio ma viene bocciato. Dopo la delusione, decide di iscriversi a ragioneria ma, avendo in mente solo la musica, si ritira già al secondo anno.
Il suo debutto risale al 1980, data in cui partecipa al concorso Voci Nuove di Castrocaro. Il brano interpretato è “Rock 80”, con il quale arriva in finale e guadagna il primo contratto discografico con la giovane etichetta DDD che aveva sede discografica a Milano, dove Eros si trasferisce e abita all' interno della sede. Lo seguono anche il fratello Marco e la mamma Raffaella.


Dal Primo singolo alla maturità


Il primo singolo di Eros Ramazzotti è pubblicato nel 1982 con il titolo “Ad un amico”, ma, essendo ancora un talento acerbo, viene affiancato da Renato Brioschi, musicista esperto.
Dopo soltanto un anno di lavoro arriva il successo all'improvviso: nel 1984 Eros trionfa al festival di San Remo tra le “giovani proposte” con “Terra promessa”, scritto assieme a Renato Brioschi e Alberto Salerno, autore del testo. Il singolo sarebbe dovuto uscire già l'anno precedente ma il progetto era stato messo in pausa per avere una canzone da portare al festival di San Remo. L'artista gioca la carta generazionale interpretando un testo di fuga e speranza; infatti la terra promessa cantata da Ramazzotti è da una parte l'America,sogno a occhi aperti di molti giovani italiani, ma dall'altra parte è l'idealizzazione di un mondo, di una terra appunto che forse non esiste realmente, un mondo in cui il domani non fa più paura, dove incontrarsi e crescere i propri pensieri. Tutto viene raccontato in un linguaggio diretto, giovanile, quasi gergale. Ramazzotti è considerato un artista internazionale, così il brano “Terra promessa” viene distribuito in tutta Europa e tutti i suoi dischi saranno tradotti anche in spagnolo. Il nuovo team di lavoro è formato da Piero Cassano, prima militante nei Mattia Bazar, per le musiche ; Adelio Cogliati, per i testi e Celso Valli, per gli arrangiamenti; gli ultimi sono ancora oggi al fianco di Eros. Nelle prime apparizioni televisive Eros appare con un look molto giovanile, inerente ai ragazzi di oggi, di cui si fa portavoce, look che denota una certa agitazione interiore nell'artista romano. Nel 1985 Eros da voce al brano “Una Storia importante”, singolo contenuto nel primo album dal titolo Cuori agitati, in cui l'agitazione interiore trova ampio spazio; il brano Una storia importante vende un milione di copie solo in Francia e diventa un hit europeo. Ormai Eros, in vetta alle classifiche di vendita, inizia a configurarsi come il ragazzo di periferia più amato e famoso d'Italia. Nelle prime interviste Ramazzotti, ancora molto timido davanti alla telecamera, spiega il vero senso delle sue esbizioni. Ci dice che, quando si esibisce davanti al pubblico, lui canta e mentre canta pensa anche al pubblico. Ecco come Eros riesce a conquistare il suo pubblico, accostandosi a loro, anche se solo con un'immaginazione trascendentale.
Il secondo album verrà pubblicato nel 1986 dal titolo Nuovi Eroi e nello stesso anno Eros conquisterà la vittoria al festival di Sanremo con il brano “Adesso Tu”. Nel 1987 Eros è protagonista di una tournèe di nove mesi per promuovere il suo nuovo album dal titolo In certi momenti. Il tour ha un successo sconfinato e un'audience di oltre un milione di spettatori. Il disco vende oltre tre milioni di copie in tutto il mondo e il numero di fans di Eros crescerà ulteriormente con il successivo mini-album Musica è, pubblicato nel 1988; l' album è un complesso di toni lirici interpretati magistralmente da Eros Ramazzotti, che dimostra di aver raggiunto la piena maturità artistica.


Il quinto album


Con l' uscita del suo quinto album dal titolo In ogni senso, pubblicato in 15 paesi, arriva anche la consacrazione di Eros Ramazzotti come artista internazionale quando, in occasione di una conferenza stampa per presentare l'album, arrivano duecento giornalisti provenienti da tutto il mondo. Viene colpito dal talento di Eros il discografico americano Clive Davis che lo invita a tenere un concerto al Radio City Music Hall di New York: Ramazzotti è il primo artista italiano ad esibirsi su quel prestigioso palcoscenico con un lusinghiero successo.
Nel 1991 un' altra tournèe vede il suo epilogo con l'uscita del doppio disco dal vivo Eros in concert. L'album viene presentato il quattro dicembre di quell'anno a Barcellona davanti a venti mila persone. L'intero incasso dello show viene devoluto in beneficenza, per gli istituti di tumori di Milano e di Barcellona.
Eros si cimenta anche come produttore discografico per la struttura Radiorama. Risultati entusiasmanti, con oltre sette milioni di copie vendute, per il primo cd autoprodotto Dove c'è musica, pubblicato il 13 ottobre 1996. Nell'ottobre 1997 esce il greatest hits Eros. Si tratta di un disco di raccordo fra la spontaneità delle sue prime canzoni e il pop-rock internazionale del cd Dove c'è Musica, impreziosito dai duetti con Andrea Bocelli, nel brano “Musica è” e con Tina Turner, in “Cose della Vita”. Nel 1998 parte un tour mondiale che lo vede in Sudamerica, negli Stati Uniti e in Europa e in seguito partecipa al Pavarotti and friends e ha l'occasione di duettare con Luciano Pavarotti in “Se bastasse una canzone”. Duetterà anche con Joe Cocker, oltre a Tina Turner, Pavarotti e altri, così nel 1998 uscirà il disco dal vivo Eros Live. Verrà premiato nel 1999 in Germania, ad Amburgo, con l'oscar della musica tedesco come miglior artista musicale internazionale.


Lo stile


Eros mette in musica le proprie esperienze personali, negli ultimi anni avare di gioie e soddisfazioni che hanno comunque fortificato il carattere dell'artista. Ciò avviene anche nell'album 9, del maggio 2003; per Eros è il nono disco di canzoni inedite, realizzato a quattro mani con Claudio Guidetti e con Celso Valli.