sabato 24 dicembre 2011

"The Doors".........il film..........la carriera della band e la vita di Jim Morrison



THE DOORS- di O.STONE
LA VITA DI JIM MORRISON


Introduzione:
Nel seguente spazio verrà recensito il film "The Doors" del 1991, diretto da Oliver Stone e realizzato in occasione del ventesimo anniversario della morte del leader della band, Jim Morrison.

Recensione:
Il film costituisce il ritratto della rock – band più importante degli anni 60 e del suo cantante e compositore Jim Morrison, interpretato da Val Kilmer. A quaranta anni dalla morte dell'artista, avvenuta nel 1971, questo articolo vuole essere un omaggio alla memoria della band e del suo carismatico leader. La scena di introduzione al film vede l'artista nello studio di registrazione intento ad incidere senza musica; egli conclude questa scena con la frase: "la cerimonia sta per iniziare", riferendosi indubbiamente alla cerimonia del film – documentario. L'inquadramento temporale di questa scena arriva subito dopo quando capiamo che si tratta del giorno del compleanno di Jim, grazie ad un'amico che lo invita ad uscire dallo studio.
Subito dopo, la scena è dominata da un flash – back in cui si vede Jim, molto piccolo, in auto con la famiglia; si trovano in New Mexico, nel 1949, dove c'è stata probabilmente un'epidemia; Jim guarda dal finestrino le persone ferite e disagiate con uno sguardo molto turbato, come se stesse vivendo "un brutto sogno". É da qui, da questo avvenimento d'infanzia che prende origine il turbamento dell'animo del cantante che riporterà questo suo disagio nella sua musica, con molta aggressività.
La nuova scena vede Jim che, trasferitosi in California nel 1965, si invaghisce di una ragazza di nome Pam. Iscrittosi alla scuola di cinema pian piano capisce che vuole altro dalla vita, vuole gridare il suo disagio, il suo turbamento. Così, l'artista lascia la scuola dicendo al professore: "ho chiuso".
Nella scena seguente, in cui si vedono Jim e Pam confrontarsi sulla vita, è possibile capire qualcosa sull'animo di Jim dalle sue stesse parole: "mi eccita la morte, la vita fa più male della morte; mi sento più vivo a confronto con la morte, provando dolore; il dolore fa male se sei vivo, mentre quando si muore tutti i dolori spariscono". Una volta abbandonata la scuola di cinema, Jim iniziò a scrivere poesie e canzoni: ecco che comincia a delinearsi la figura del cantautore.
Insieme ad un amico pianista, Jim decise di mettere su un gruppo al fine di creare i "miti" per i nuovi valori in atto nel mondo. Jim ha già un nome per il complesso, The Doors, porte della mente, porte della percezione.
Venne così a formarsi la piccola band, composta da pianista, batterista, chitarrista e voce; iniziarono le prime registrazioni e dopo alcuni tentativi prende vita la canzone "Light my fire", divenuta in brave tempo un grande successo; da lì cominciarono i numerosi successi dal vivo della rock – band ed in seguito, cacciati dal locale Whisky a go-go di Los Angeles a causa del comportamento indecente di Jim, iniziò la lunga serie di successi discografici e di registrazioni in studio. Jim Morrison divenne "il dio del rock" e da lì iniziò la vita sregolata della rock – star: droga, alcool e donne. Le canzoni di Jim, come lo stesso cantante rivela in un'intervista, parlano di amore, morte e viaggi; egli crede negli eccessi e vive nel suo subconscio. Il pubblico per le apparizioni dei Doors stava diventando sempre più maestoso, a tal punto che, in un'esibizione del 1968 a New Haven, i vigili del fuoco furono costretti a liberare i corridoi, invasi dai fan, per motivi di sicurezza. I fan presenti in sala, impazziti letteralmente lanciarono fiori sul palcoscenico fin che Jim, polemico contro le istituzioni e le guardie, venne portato via e il concerto interrotto.
Jim voleva usare la musica per abbattere il muro che divide l'umanità, non per i soldi. Nel 1969, durante un concerto a Miami, Jim, ingrassato e cambiato nell'aspetto venne arrestato, processato e condannato ai lavori forzati per istigazione alla droga. Durante il periodo di isolamento, il cantante impazzì e nel 1971, dopo essersi trasferito a Parigi con Pam, venne trovato privo di vita nella vasca da bagno in circostanze mai chiarite del tutto. Pam lo raggiunse tre anni dopo. 
 
Commento:
Una riproposizione della vita e della carriera di Jim Morrison e della sua band "The Doors" in un ritratto autorevole da parte di Oliver Stone contornato anche da immagini e sequenze della vita di Jim da piccolo. Rilevante è il primo flashback in cui si vede Jim turbato dopo aver visto gli effetti dell'epidemia in New Mexico; è questo il momento in cui prende origine il turbamento esistenziale dell'artista, confluito poi nelle canzoni, nella sua poderosa voce carica di aggressività, nel suo pensiero e nei suoi comportamenti. Altro momento importante della carriera della band, come si può vedere anche nel film, è quello in cui, a causa del comportamento indecente di Jim, i quattro vengono cacciati dal locale di Los Angeles. É questo un punto di inizio della vera carriera con i vari successi discografici, le tournèe e le esibizioni di successo; da qui tutti gli avvenimenti mondani venivano accompagnati dalle canzoni dei "Doors". Si è visto come l'artista in questione abbia formato la sua espressione e il suo modo di essere e di cantare dagli avvenimenti della vita e dalle situazioni in cui è venuto a trovarsi, a tal punto che, egli si trovava a suo agio più con l'idea di morte che con la vita stessa.

domenica 18 dicembre 2011

B.U.R.L.E.S.Q.U.E......una ragazza di provincia a Los Angeles


BURLESQUE
LA NASCITA DI UNA STAR

 Si tratta di un film del 2010 seducente e carico di energia realizzato con un cast davvero stellare tra cui Cher, Christina Aguilera, Eric Dane, Kristen Bell, Cam Gigandet e Stanley Tucci...... con un tale cast di prima categoria Steven Antin porta sullo schermo la storia di una ragazza di provincia che si trasferisce a Los Angeles per inseguire il suo sogno di ballare per stare bene.


Trama:

Ali, interpretata da Christina Aguilera, è una giovane ragazza cantante e ballerina che decide di andar via dalla sua città e recarsi a Los Angeles per costruire il suo successo. Qui resta incantata dal locale Burlesque, in cui si esibiscono ballerine ogni notte. Inizialmente, dopo aver conosciuto Jack, barman del club, viene assunta come cameriera dallo stesso uomo, con il quale inizierà una convivenza. Si nota, anche da come Ali porta il vassoio e da come si muove, che freme per il ballo e per realizzare il suo sogno di salire su un palcoscenico. Allora, appena nel locale si stanno tenendo i provini per una nuova ballerina, decide di salire sul palco di sua iniziativa e inizia a ballare. 

Cher, proprietaria del locale, dopo alcuni rifiuti iniziali, viste le doti di Ali, decide insieme al socio di prenderla nel corpo di ballo. Da subito si nota una notevole grinta e bravura della ballerina che, in breve tempo, diventa la vera star, usurpando il ruolo Nikky che cercherà, in ogni modo di metterle i bastoni tra le ruote. Durante il corso degli avvenimenti del film Ali conosce anche Marcus, un uomo d'affari che vuole solo usarla per poter comprare il Burlesque e costruirvi un centro commerciale. La ballerina instaura un buon rapporto con Cher, il cui sogno è pagare tutti i debiti per tenere il locale; nel film c'è anche una sfera emozionale e amorosa, data dalla storia che Ali costruisce con Jack, dopo alcune titubanze ed eventi sfavorevoli alla coppia.

Commento:

Per l'analisi del film è opportuno partire dalla prima scena che ne costituisce l'introduzione: Ali si trova nel bar in cui lavorava prima di partire per Los Angeles e decide di andarsene dopo i soprusi del padrone; è una presa di consapevolezza e di coscienza di ciò che si vuole: vuole ballare, come dimostrerà anche successivamente: mentre prepara le valigie si esibisce sola in casa in un canto poderoso con un ballo energico. Andando più in là, si vede la ragazza che, appena arriva a Los Angeles e passa davanti al Burlesque, ne resta affascinata e incantata dalle ballerine fuori dal locale e qui vi è un'altra presa di consapevolezza su ciò che si vuole: decide di entrare nel club per vedere di cosa si tratta; la prima decisione di entrare per cercare lavoro viene dal fascino del locale che la ragazza vede come una rivincita alla sua situazione. Un'ulteriore presa di consapevolezza arriva quando la ragazza, anche se già stava lavorando come cameriera, non riesce a trattenere la sua passione che la porta alla decisione di andare prima nel backstage e poi di presentarsi direttamente al provino. Rilevante è anche il primo incontro di Ali e Nikky, in cui da subito si capisce come tra le due vi sarà una gran rivalità; infatti Nikky vedrà Ali come un'avversaria per tutto il film.
Quando Aly, più avanti, è costretta ad usare la sua voce nel canto, anzichè il playback, si capisce che ci si trova di fronte a una straordinaria voce e Cher decide di costruire uno show sulla ragazza e di renderla una star.

Tornando alla scenografia, si può notare che il setting cinematografico è prettamente teatrale, in quanto quasi tutte le scene sono costruite all'interno del locale e si svolgono sul palcoscenico. Le altre scene hanno come location i camerini o l'appartamento di Jack e alcune si svolgono all'esterno; le musiche sono davvero sensazionali e accompagnano diligentemente ogni scena, creando un'atmosfera di totale coinvolgimento. Grazie anche al cast di prima categoria, si ha un effetto straordinario per quanto riguarda le performance musicali e canore. In conclusione, si può dire che si tratta certamente di un bel film, realizzato con un ottimo gioco tra teatro/palco, musica/cantanti-ballerini e al centro le varie vicende amorose, lavorative e ingannevoli di una ragazza di provincia (Christina Aguilera) che diventerà una star grazie ad una leggenda (Cher).

giovedì 15 dicembre 2011

GEORGE MICHAEL...............la DiScOgRaFiA uFfIcIaLe


 

In questo post viene schematizzata la discografia completa di George Michael, suddividendo gli album tra quelli realizzati in studio e quelli dal vivo, i singoli e le raccolte. In fondo, si può trovare anche la parte della videografia con le varie raccolte realizzate in dvd.

Studio

1987 - Faith (CBS)
2004 - Patience (Sony)

Live

1997 - MTV Unplugged (Virgin)

Raccolte

2006 - Twenty Five (Sony BMG)

Singoli

1987 - Hard Day (promozionale)
1999 - As - duetto con Mary J. Blige
2005 - John and Elvis are Dead (singolo digitale)
2011 - True Faith (singolo digitale)

Videografia

1988 - Faith (VHS) (Sony BMG)
1990 - George Michael (VHS) (Sony BMG)
2006 - Twenty Five (DVD) (Sony BMG)
2009 - George Michael Live in London (DVD/Blu-Ray) (Sony Music)



................GEORGE MICHAEL.............la carriera dell'artista di LAST CHRISTMAS




L'articolo che segue, in cui verrà analizzato il dvd George Michael live in London, vuole essere una sorta di omaggio, in periodo prenatalizio, alla carriera dell'autore di Last Christmas, attualmente ricoverato per polmonite a Vienna.


Mini-biografia:
Georgios Kyriacos Panayiotou, in arte George Michael, nato a Londra il 25 giugno 1963, è un cantante britannico di musica pop, rock, soul e r'n'b.
Con circa 100 milioni di dischi venduti è uno degli artisti musicali britannici di maggior successo, nella madrepatria e all'estero, molto famoso anche negli Stati Uniti. Originariamente membro del duo pop Wham!, si è poi lanciato in una fortunata carriera solista, iniziata nel 1987, con l'album "Faith" (vincendo 2 Grammy Awards negli Stati Uniti, come artista r'n'b, pur essendo bianco) e la relativa tournée mondiale. Dopo un paio di album ("Listen Without Prejudice, Vol. 1" e "Older"), lunghi periodi dedicati soltanto all'esecuzione dal vivo ("Five Live") e in studio ("Songs from the Last Century"), di cover di brani di altri artisti, a causa di problemi legali con la propria etichetta, e una breve crisi personale, dovuta, in parte, a scandali legati alla sua omosessualità, è tornato alla ribalta nel 2004, con un nuovo album, "Patience", e un altro tour mondiale.



Il dvd:
Il dvd, composto da due dischi e pubblicato nel 2009, ripercorre la carriera e i tour dell'artista nelle varie località del mondo ed in particolare l'esibizione al Wembley Stadium di Londra nel 2006.

Nel primo disco viene riportato in modo integrale il suddetto concerto: la riproposizione inizia con gli occhi puntati sull'allestimento del setting scenico predisposto alla perfezione, con le varie illuminazioni e tre maxischermi. L'atmosfera è resa ancora più piacevole dal palcoscenico adibito per una serata immersa nella musica con tanti colori e luci per soddisfare il pubblico che appare molto coinvolto in tutte le esibizioni cui partecipa attivamente. Vengono eseguite 23 canzoni: si tratta di brani di vario genere, alcuni dei quali sfociano anche nella disco-music.
Facendo un passo indietro, vediamo il cantante che arriva in auto sul posto e, dopo aver salutato le coriste, entra in scena sulle prime note di Waiting.
Al termine della prima canzone sullo schermo è possibile vedere una carrellata di fotografie che ritraggono George Michael, molto giovane, con la famiglia e gli amici. Numerose anche le animazioni durante il concerto, sia sul palcoscenico stesso che sui maxischermi, su cui si vedono anche videoclip di altri artisti, di ballo, di personaggi importanti tra i quali Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II. La base principale del dvd è il concerto ma, durante le varie pause tra una canzone e l'altra, oltre ai fotogrammi viene inquadrato anche il backstage in cui vediamo il cantante con i suoi collaboratori. George Michael va in scena con una giacca nera, una rossa e infine con una camicia da poliziotto. Al termine del concerto, il cantante ringrazia il pubblico e la sua band, su cui si sposta l'illuminazione. A gran richiesta l'ultima canzone è Freedom, icona della carriera di George Michael che lascia il palcoscenico sulle ultime note cantate dalle coriste.

Il secondo disco è costituito da un documentario sulle tappe della carriera del cantante, i vari backstage durante i concerti e alcune interviste ai personaggi a lui più vicini, nonché ai membri del suo gruppo. Il primo tour di George Michael fu all'età di 17 anni e nel 2006 sono stati celebrati i suoi 25 anni di carriera. Vengono mostrati i suoi 105 show in tutto il mondo, in ben 80 città diverse di 41 country tra cui Atene, Dublino, Londra, Helsinki, Budapest, Plymouth, Cina, Roma . Con 16 band personali George Michael ha, nel corso del tempo, oltrepassato i 2 milioni di fans in tutto il mondo. Si mette in evidenza la preparazione del concerto e dello spazio “scenico”, passando anche nel backstage dove si possono incontrare alcuni dei suoi collaboratori. Tra questi si distinguono David Austin e si vedono i vari membri del gruppo di George Michael durante la preparazione dei concerti: Mike Brown, alla chitarra, Danny Cummings, alle percussioni, Graham Kearns, alla seconda chitarra, Carlos Hercules, alla batteria e Steve Walters, al basso. Si notano i trasferimenti del cantante in aereo, auto, elicottero. Durante la ricostruzione della carriera vediamo George e le sue coriste impegnati nella preparazione vocale con esercizi di canto. Tra i vari collaboratori vediamo: Andy Stephens e Michael Lippman, entrambi manager di George; Lisa Johnson, assistente alla direzione dei tour e Loolo Murphy, tour-manager di George; il preparatore atletico personale e allenatore di George; Mark Spring, manager della produzione; Niali Flynn, ingegnere di studio e Ronnie Franklin, responsabile della sicurezza di George e infine Ken Watts, direttore del tour.
Si passa poi ad inquadrare i coristi e le voci di supporto tra cui: Lori Perry e la sorella Sharon Perry; Lincoln Jean-Marie; Shirley Lewis; Lucy Jules e Joy Hanry.


martedì 29 novembre 2011

La discografia di Freddie Mercury





Nel post seguente viene stilata la discografia di Freddie Mercury con i Queen, evidenziando anche le composizioni da solista. La discografia di Freddie Mercury è costituita da 2 album in studio, 1 colonna sonora e 5 raccolte, ognuna delle quali è stata pubblicata in onore del cantante.
Mercury ha intrap.reso nel secondo lustro degli anni ottanta un'esperienza solista che lo ha portato a pubblicare gli album studio Mr. Bad Guy (1985) e Barcelona (1988). I videoclip ufficiali girati sono complessivamente 8, mentre i DVD documentario sulla vita e sulla carriera dell'artista 4, usciti con gli omaggi Freddie Mercury Solo Collection e Lover of Life, Singer of Songs - The Very Best of Freddie Mercury Solo.
Non mancano le collaborazioni con artisti di fama planetaria; tra gli altri, sono da citare Billy Squier, Roy Thomas Baker, Michael Jackson (con cui tuttavia non venne mai pubblicato nulla di ufficiale) e Giorgio Moroder (con cui compose Love Kills, inserita nella colonna sonora della riedizione di Metropolis).


Album di studio

Album dell'artista
  • Pubblicato: 10 ottobre 1988
  • Singoli: Barcelona, The Golden Boy, How Can I Go On

Tributi

Compilation tributo dell'artista






Singoli

Anno pubblicazione Titolo Album di origine


1984 Love Kills Metropolis soundtrack


1985 I Was Born to Love You Mr. Bad Guy


1985 Made in Heaven Mr. Bad Guy


1985 Living on My Own Mr. Bad Guy


1985 Love Me Like There's No Tomorrow Mr. Bad Guy


1986 Time Time - singolo


1987 The Great Pretender The Great Pretender - singolo


1987 Barcelona (con Montserrat Caballé) Barcelona


1988 The Golden Boy (con Montserrat Caballé) Barcelona


1989 (rilanciata nel 1992) How Can I Go On (con Montserrat Caballé) Barcelona


1992 Barcelona (rilanciata, con Montserrat Caballé) The Freddie Mercury Album


1992 In My Defence In My Defence - singolo


1993 The Great Pretender (Malouf remix) Remixes


1993 Living on My Own (No More Brothers remix) Remixes


2006 Love Kills (Sunshine People remix) Lover of Life, Singer of Songs - The Very Best of Freddie Mercury Solo


Collaborazioni

  • 1973 - I Can Hear Music / Goin' Back di Larry Lurex (parti vocali e accompagnamento al pianoforte).
  • 1975 - Tutti e quattro i membri dei Queen collaborarono con il gruppo soul dei Trax, anche se poi nulla fu pubblicato.
  • 1976 - Man From Manhattan di Eddie Howell (accompagnamento al pianoforte e produzione del brano).
  • 1976 - You Nearly Did Me In di Ian Hunter (parti vocali).
  • 1978 - This One's on Me di Peter Straker (parti vocali e produzione dell'album in collaborazione con Roy Thomas Baker).
  • 1982 - Emotions in Motion di Billy Squier (parti vocali).
  • 1983 - Victory e State of Shock furono registrate da Mercury e da Michael Jackson, ma non furono mai pubblicate ufficialmente.
  • 1986 - Love Is The Hero di Billy Squier (parti vocali). Inoltre scrisse e co-produsse il brano Lady With a Tenor Sax.
  • 1986 - Hold On in duetto con Jo Dare, collaborando alla scrittura della canzone dal brano tedesco Zabou.
  • 1988 - Heaven For Everyone dei The Cross (parti vocali).
  • 1994 - Man From Manhattan di Eddie Howell (accompagnamento al pianoforte e produzione del brano). 
     

Videografia

Video musicali


La storia di Freddie Mercury


 
FREDDIE MERCURY STORY
La Storia dei Queen


Introduzione:

Questo articolo vuole dare spazio alla storia di Freddie Mercury, in relazione alla storia dei Queen, gruppo di cui l'artista faceva parte. Il 24 novembre 2011 è ricorso il ventesimo anniversario della sua morte e in memoria del cantante del gruppo sarà analizzato il dvd “Freddie Mercury story” che ripercorre la storia del musicista a partire dal primo album dei Queen fino ad arrivare all'ultimo disco dal titolo “Innuendo”. Il docu-film in dvd è costituito da immagini e videoclip riguardanti le esibizioni e i concerti della band, interviste ad esperti sulla vita e la carriera di Freddie Mercury. Si cerca di ricostruire la vita del cantante e di lasciare in sua memoria un documentario che ne testimoni lo spessore artistico.



Analisi e recensione:

Il documentario parte con alcune interviste sugli inizi della carriera di Freddie Mercury e dei Queen a Jill Griffin, Mark Blake, Jerry Ewing, Malcolm Dane e Les Davidson. Questa introduzione viene accompagnata dal videoclip, riproposto tra le interviste, della canzone “We will rock you”, cantata da Freddie Mercury accompagnato dal resto del gruppo. Alcune immagini, ritraenti il cantante e il gruppo durante le esibizioni, completano questo sguardo in “memoria” della storia della musica rock dei Queen.
Andando avanti nel documentario si cerca di definire lo stile dei Queen rifacendosi anche all' intervista fatta a un produttore discografico: si tratta della prima casa di incisione con cui i Queen hanno fatto un disco, anche con delle sessioni alla radio. Provando a dare una definizione dello stile musicale della rock-band, si può dire che: “i due elementi chiave dei Queen erano la chitarra di Brian May e la voce di Freddie Mercury” con tutta quella “pomposità” che si ritrova nel disco; si trattava di uno stile pomp-rock: questo può sembrare un termine offensivo ma risulta essere un termine molto appropriato per definire il rock “pomposo” della band, con tutta quella carica sugli accordi e sulla voce di Freddie, carica di forti vocalizzi particolari. Il produttore discografico definisce i Queen “un gruppo davvero in gamba”, dicendo: “quando vennero da me la prima volta sapevano bene cosa volevano fare”. Dopo alcuni album di rodaggio, la band realizza il suo album più rappresentativo: “Queen II”. In questo disco i Queen affrontano temi che altri non avevano mai affrontato: non parlano della storia della corte francese o di politica, ma di sesso e droga con grandi canzoni pop. Qui si nota il primo passaggio di espressività del gruppo: si passa da canzoni di impianto rock a canzoni di impianto pop, permettendo al pubblico di spaziare tra i vari generi.
Il loro terzo album è stato quello che li ha spinti avanti; è un album meno progressivo, più heavy metal degli altri, portando i Queen davanti a un pubblico più vasto di quello composto solo dai fans.
Secondo le testimonianze “pochi sono stati i gruppi rock che hanno mantenuto il successo tanto a lungo come i Queen”. Stiamo parlando di una band dalla duplice faccia in quanto era sia un grande gruppo rock che un grande gruppo pop e ora spaziava anche nell'heavy metal. Tra le varie esibizioni riproposte nel dvd si distinguono quella a Rio de Janeiro, quella in Giappone, in Argentina e quella al Rainbow Theatre in America.
Facendo un passettino indietro sulle origini della band, si ricorda nel documentario che i Queen “erano i tipici fans del rock di fine anni '60, cresciuti con i Beatles e gli Stones, con i Cream, i Led Zeppelin e con Jimi Hendrix”. I primi componenti del gruppo si erano uniti a fine anni '60 e quando Tim Staffel, bassista, decise di non voler più farne parte arrivò Freddie Bulsara. La band si chiamava Smiley e il primo imprinting di Freddie fu proprio nel proporre un nuovo nome che poi divenne quello effettivo: “i Queen”; decise poi di cambiare anche il suo nome in Freddie Mercury e sin dal primo giorno divenne il vero leader della band perchè apportò un notevole miglioramento. In quel periodo era di moda il rock progressivo e l'heavy rock. Freddie era interessato alla musica classica e all'opera, come si può notare anche nel singolo “Bohemian Raphsody”.
I Queen vennero ascoltati per la prima volta dal produttore discografico su un nastro portatogli da Ronnie Beck, titolare della Felton Publishers. Tutto partì da qui e nel '73 i Queen si esibirono nella prima loro sessione dal vivo, riscuotendo notevole successo. Fino ad allora non avevano suonato mai da nessuna parte in pubblico; lavoravano con un'agenzia di management che, in seguito, gli offrì un contratto per registrare con i Trident Studios. In queste condizioni venne fuori il loro primo disco molto heavy rock e il nome di Freddie Mercury andava sempre più emergendo come leader della band dalla forte voce particolare; si trattava di un disco molto denso e solido ma si capì che nell'album i Queen non rendevano come dal vivo, non catturavano la folla e non captavano la stessa atmosfera; infatti essi erano ideali per l'effetto stereo con lo stile pomp-rock, ricco di enormi sonorità esagerate. Durante i concerti Freddie, sempre vestito con una canotta, saltava sul palco come se fosse il padrone, “in quel contesto lo era davvero”.
Analizzando via via gli altri album, si passa da “Queen II”, album in cui si elabora quello che era stato fatto in “Queen I”, fino ad arrivare a “Sheer Heart Attack”, album meno progressivo degli altri che mostra quale direzione avrebbero seguito i Queen nel corso della loro carriera; infatti è un album molto più heavy metal dei due precedenti; il brano che più si distingue tra quelli di genere heavy metal è “Now I'm Here” perchè dava a Freddie l'opportunità di mettere in mostra la sua voce straordinaria e di interagire con il pubblico che rispondeva alla sua voce; è un brano cantato in modo classico e Freddie lo interpretava diligentemente.
L'album “A Night at the opera”, disco di apertura della seconda fase della carriera dei Queen, viene spesso considerato come il migliore dei Queen, forse solo perchè contiene il singolo Bohemian Rhapsody; quello che si può dire è che sicuramente è l'album più esagerato dei Queen in cui tutto grida eccesso, sin dalla copertina, disegnata proprio da Freddie, il quale dice: “ questo album è il momento in cui i Queen sono andati in studio e hanno messo dentro tutto, senza barriere”; è stato un album di svolta, in cui è contenuta la ballata più grande di tutti i tempi “Love Of my Life”, la quale faceva letteralmente impazzire i fan; nell'album ci sono tutte canzoni di stili diversi, dalla ballata suddetta al brano totalmente acustico per la chitarra di Brian May. I Queen hanno il privilegio di essere stati una band molto eclettica, in quanto affrontavano diversi generi e differenti tematiche; era un gruppo pronto a correre dei rischi; infatti dopo essere passati tra rock, pop e heavy metal, blues approdarono all'opera, alla musica classica e al gospel; proprio a questo punto gli scettici capirono che i Queen non sarebbero mai scomparsi e avrebbero lasciato un segno indelebile nella musica contemporanea.
Nel 1977, dopo aver fatto una sessione per John Peel, uscì il disco “News of the World” con canzoni rimaste celebri nel corso dei tempi; i Queen decisero di realizzare questo album perchè la gente andava dimenticandosi che esistevano gruppi come il loro, dato che in quel periodo tutti prediligevano il genere punk; erano diventati un gruppo pop-rock, un miscuglio dei due stili, non più solo rock o solo pop; le canzoni più rilevanti di questo album sono “We will rock You” e “We are the Champions”. La prima era, a parere di Freddie, troppo esagerata ma piacque molto ai fan e quindi I Queen continuarono a suonarla; la seconda è la canzone che accompagna da sempre gli eventi sportivi; i concerti dei Queen non potevano considerarsi completi senza queste due canzoni che divennero altrettanto importanti del singolo “Bohemian Raphsody”. Tuttavia, i Queen davano fastidio all'opinione pubblica perchè mettevano in mostra la loro ricchezza durante i concerti con canotte attillate e scollate. In seguito i Queen vennero consacrati come una pop band moderna che elabora stili diversi, grazie all'album “Jazz”, definito un disco fuori di testa. Spicca tra le altre la canzone “Fat Battomed Girls”, celebrazione delle dimensioni dei "deretani” delle donne da parte di Freddie Mercury, cantante chiaramente gay.
In seguito, nel 1980, esce l'album “The Game” in cui si nota un grande cambiamento: i sintonizzatori, fino ad allora mai usati dai Queen, sono ovunque; il gruppo era cambiato, i membri della band avevano tagliato i capelli ed erano diventati più discreti, senza tutti i fronzoli in mostra; si cimentarono qui nel rockabilly, nel rock 'n' roll anni '50 e nel funk: espansione musicale verso lo stile anni '50. Nel corso del documentario si vedono altri videoclip di celebri canzoni tra cui “Saturday Night Live” e “Another One Bites The Dust”, commentata e suonata alla chitarre da Les Davidson. Quest'ultima è una canzone di John Deacon, il quale dimostra di saper scrivere singoli hit. Il brano sembrava una mossa radicale all'epoca, mentre, ascoltandola oggi, è possibile riconoscere i Queen degli anni ' 80.
Si vedono i videoclip delle canzoni “Flash” e “Under Pressure”; la prima è stata anche la colonna sonora del film “Flash Gordon”. Il docu-film passa a focalizzare il nuovo album: “Hot Space”, un disco che divide un po' i fan dei Queen perchè alcuni brani non funzionano a causa della produzione discografica e della strumentazione usata. I Queen si erano spostati sulla dance e disco, filtrando i brani con il loro sound. Con l'album “The Works” i Queen si dilettano nel synth pop, album che segna l'inizio della rinascita dei Queen che avevano recuperato l'ispirazione. Rilevante è la canzone “I want to break free”, di cui viene proposto il videoclip. È la canzone che segna un nuovo cammino della band nel synth pop e dà l'avvio a nuovi successi.
Viene poi riproposto il concerto “Live Aid”, tenutosi il 13 luglio 1985 in diverse località; è stato il più grande collegamento via satellite e la più grande trasmissione televisiva di tutti i tempi.
Con l'album “Innuendo” Freddie, avendo scoperto di avere l'AIDS e che sarebbe morto, dà l'addio ai suoi fan e al pubblico. Tutti testimoniano che il cantante lavorò senza freni e senza pausa a questo ultimo disco. Il documentario si conclude con la riproposizione del video di “We Are the Champions” come omaggio alla memoria di questo storico gruppo.



Commento:

Si è visto come la band, nel corso della carriera, abbia sperimentato diversi generi musicali, dal rock fino al gospel, passando per il pop con più varianti di composizione, heavy metal, blues, musica classica, opera, dance e disco, realizzando un proprio sound unico, impossibile da imitare.
La storia del gruppo “Queen” va ripercorsa in relazione alla storia di Freddie Mercury, cantante e leader del gruppo. Si è evidenziato come l'artista, portando delle modifiche all'assetto della band, abbia elevato il livello artistico del gruppo. A cominciare dal nome del gruppo egli ha apportato anche un cambiamento stilistico, sfociando nell'opera e nella musica classica. Con la sua voce poderosa e particolare è stato l'artefice del successo mondiale della band.
Questo dvd vuole essere un documentario sulla sua vita e sullo sviluppo dei Queen; costituisce un omaggio in memoria del cantante, deceduto il 24 novembre 1991, per lasciare al pubblico un ricordo, se vogliamo un po' schematico, di una band e di un cantante che hanno iniziato la storia della musica rock e pop ad altissimi livelli.
I videoclip proposti nel dvd sono inerenti alle tematiche trattate. In particolare, oltre a quelli delle canzoni portabandiera dei Queen, tra cui “We will rock you”, quello della scena conclusiva, “We are the champions” vuole appunto identificare i membri del gruppo come “campioni”. Infatti, la band ha lasciato una grande eredità alla musica contemporanea, restando nella memoria come “un gruppo unico, impossibile da imitare”.